Ho letto questo libro perdendomi nella Brooklyn raccontata da Jonathan Lethem. Assieme a Dylan e a Mingus ho percorso (sono andato a cercarle su Street View di Google Maps!) le strade pulsanti e vivide , ho ascoltato su itunes la black music pompata dagli stereo, ho letto i giornalini Marvel (la DC
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Ho letto questo libro perdendomi nella Brooklyn raccontata da Jonathan Lethem. Assieme a Dylan e a Mingus ho percorso (sono andato a cercarle su Street View di Google Maps!) le strade pulsanti e vivide , ho ascoltato su itunes la black music pompata dagli stereo, ho letto i giornalini Marvel (la DC fa schifo) disegnati da King Kirby, ho bivaccato in una comune hippie, sono stato rinchiuso a Ryker Island, ho fatto tag su vagoni della metro newyorchese, ho giocato a skully per le strade del mio quartiere, mi sono fatto di qualsiasi cosa. Un libro evocativo, scritto benissimo, nostalgico e antinostalgico, per chi cerca un posto nel mondo, "uno spazio intermedio" dove guardarsi allo specchio e, perfino, riconoscersi
Un inizio non molto coinvolgente, una parte centrale più elettrizzante, un finale abbastanza noioso e poco convincente. "Il Passaggio", in sostanza, mi ha lasciato poco, troppo mainstream e "pulitino" per emozionarmi. Troppi colpi di scena da telefilm, inutili scene hollywoodiane, interventi da deus
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Un inizio non molto coinvolgente, una parte centrale più elettrizzante, un finale abbastanza noioso e poco convincente. "Il Passaggio", in sostanza, mi ha lasciato poco, troppo mainstream e "pulitino" per emozionarmi. Troppi colpi di scena da telefilm, inutili scene hollywoodiane, interventi da deus ex-machina spiazzanti: insomma una minestra un po' insipida. D'altro canto, è una lettura che, sotto l'ombrellone, ci può anche stare, senza pretese.
Susanna è un'amica. Fatta questa premessa, devo dire che adoro il Commissario Sensi (chi volesse "provarlo" può leggere i racconti che si possono scaricare qui: http://sraule.blogspot.com/). Il primo romanzo dedicato al Commissario più goth del mondo presenta il consueto mix di ingredienti già prese
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Susanna è un'amica. Fatta questa premessa, devo dire che adoro il Commissario Sensi (chi volesse "provarlo" può leggere i racconti che si possono scaricare qui: http://sraule.blogspot.com/). Il primo romanzo dedicato al Commissario più goth del mondo presenta il consueto mix di ingredienti già presenti nelle prove brevi: un protagonista sghembo e impossibile, dotato di un irresistibile fascino e un appeal che scalderà i cuori dei lettori (ma anche delle tante femmine che gli bazzicano intorno tra le pagine); una città assolutamente vivida, descritta con un humour acido ma anche colmo d'affetto; dialoghi freschi, spontanei, non affettati; una sequela di personaggi di contorno a tratti quasi felliniani; un mistero surreale e originale che terrà i lettori incollati alle pagine. Se Susanna saprà dosare al meglio questa pozione - a tratti in questo esordio si può notare qualche incertezza e l'assenza di un più rigoroso editing - sono sicuro che potremo leggere presto una nuova avventura del Commissario Sensi e perderci nuovamente nella prosa liquida della scrittrice spezzina. In chiusura lasciatemi solo aggiungere che è stato divertentissimo vedere descritti luoghi dove passo ogni giorno, o che sono impressi nella mia mente per motivi affettivi: il Parco della Rimembranza, dove si svolge una delle scene clou del romanzo, è rimbalzato dalle pagine al mio cuore, i ricordi di bambino riemersi da un lungo sonno.
Il romanzo è più godibile per la descrizione di una Londra vivida e oscura che per la trama, troppo sfilacciata e per lunghi tratti priva di mordente. Le riflessioni di Wilkie Collins sono spesso ampollose, ricorsive o semplicemente noiose. Del resto questo libro è come se non fosse stato scritto da
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Il romanzo è più godibile per la descrizione di una Londra vivida e oscura che per la trama, troppo sfilacciata e per lunghi tratti priva di mordente. Le riflessioni di Wilkie Collins sono spesso ampollose, ricorsive o semplicemente noiose. Del resto questo libro è come se non fosse stato scritto da Simmons, ma un manoscritto lasciato agli uomini del futuro da questo scribacchino inglese, invidiosissimo della genialità del maestro Charles Dickens. Non bastano un centinaio di pagine veramente affascinanti (e che salvano il romanzo da un'insufficienza piena) ad elevare il libro sopra la media. Continuo a pensare che il miglior thriller/horror di Simmons sia "Danza Macabra" (Carrion Comfort)...
La tredicesima storia
Un libro carino, semplicemente carino, ma modesto nella trama e nella scrittura, che non mi ha convinto del tutto. Lettura da ombrellone.
La fortezza della solitudine
Ho letto questo libro perdendomi nella Brooklyn raccontata da Jonathan Lethem. Assieme a Dylan e a Mingus ho percorso (sono andato a cercarle su Street View di Google Maps!) le strade pulsanti e vivide , ho ascoltato su itunes la black music pompata dagli stereo, ho letto i giornalini Marvel (la DC ... (continue)
Ho letto questo libro perdendomi nella Brooklyn raccontata da Jonathan Lethem. Assieme a Dylan e a Mingus ho percorso (sono andato a cercarle su Street View di Google Maps!) le strade pulsanti e vivide , ho ascoltato su itunes la black music pompata dagli stereo, ho letto i giornalini Marvel (la DC fa schifo) disegnati da King Kirby, ho bivaccato in una comune hippie, sono stato rinchiuso a Ryker Island, ho fatto tag su vagoni della metro newyorchese, ho giocato a skully per le strade del mio quartiere, mi sono fatto di qualsiasi cosa.
Un libro evocativo, scritto benissimo, nostalgico e antinostalgico, per chi cerca un posto nel mondo, "uno spazio intermedio" dove guardarsi allo specchio e, perfino, riconoscersi
Il passaggio
Un inizio non molto coinvolgente, una parte centrale più elettrizzante, un finale abbastanza noioso e poco convincente. "Il Passaggio", in sostanza, mi ha lasciato poco, troppo mainstream e "pulitino" per emozionarmi. Troppi colpi di scena da telefilm, inutili scene hollywoodiane, interventi da deus ... (continue)
Un inizio non molto coinvolgente, una parte centrale più elettrizzante, un finale abbastanza noioso e poco convincente. "Il Passaggio", in sostanza, mi ha lasciato poco, troppo mainstream e "pulitino" per emozionarmi. Troppi colpi di scena da telefilm, inutili scene hollywoodiane, interventi da deus ex-machina spiazzanti: insomma una minestra un po' insipida. D'altro canto, è una lettura che, sotto l'ombrellone, ci può anche stare, senza pretese.
L'ombra del commissario Sensi
Susanna è un'amica. Fatta questa premessa, devo dire che adoro il Commissario Sensi (chi volesse "provarlo" può leggere i racconti che si possono scaricare qui: http://sraule.blogspot.com/).continue)
Il primo romanzo dedicato al Commissario più goth del mondo presenta il consueto mix di ingredienti già prese ... (
Susanna è un'amica. Fatta questa premessa, devo dire che adoro il Commissario Sensi (chi volesse "provarlo" può leggere i racconti che si possono scaricare qui: http://sraule.blogspot.com/).
Il primo romanzo dedicato al Commissario più goth del mondo presenta il consueto mix di ingredienti già presenti nelle prove brevi: un protagonista sghembo e impossibile, dotato di un irresistibile fascino e un appeal che scalderà i cuori dei lettori (ma anche delle tante femmine che gli bazzicano intorno tra le pagine); una città assolutamente vivida, descritta con un humour acido ma anche colmo d'affetto; dialoghi freschi, spontanei, non affettati; una sequela di personaggi di contorno a tratti quasi felliniani; un mistero surreale e originale che terrà i lettori incollati alle pagine. Se Susanna saprà dosare al meglio questa pozione - a tratti in questo esordio si può notare qualche incertezza e l'assenza di un più rigoroso editing - sono sicuro che potremo leggere presto una nuova avventura del Commissario Sensi e perderci nuovamente nella prosa liquida della scrittrice spezzina.
In chiusura lasciatemi solo aggiungere che è stato divertentissimo vedere descritti luoghi dove passo ogni giorno, o che sono impressi nella mia mente per motivi affettivi: il Parco della Rimembranza, dove si svolge una delle scene clou del romanzo, è rimbalzato dalle pagine al mio cuore, i ricordi di bambino riemersi da un lungo sonno.
Drood
Il romanzo è più godibile per la descrizione di una Londra vivida e oscura che per la trama, troppo sfilacciata e per lunghi tratti priva di mordente. Le riflessioni di Wilkie Collins sono spesso ampollose, ricorsive o semplicemente noiose. Del resto questo libro è come se non fosse stato scritto da ... (continue)
Il romanzo è più godibile per la descrizione di una Londra vivida e oscura che per la trama, troppo sfilacciata e per lunghi tratti priva di mordente. Le riflessioni di Wilkie Collins sono spesso ampollose, ricorsive o semplicemente noiose. Del resto questo libro è come se non fosse stato scritto da Simmons, ma un manoscritto lasciato agli uomini del futuro da questo scribacchino inglese, invidiosissimo della genialità del maestro Charles Dickens. Non bastano un centinaio di pagine veramente affascinanti (e che salvano il romanzo da un'insufficienza piena) ad elevare il libro sopra la media.
Continuo a pensare che il miglior thriller/horror di Simmons sia "Danza Macabra" (Carrion Comfort)...