Bello sapere dove sono Piazza Vittorio, Borgo Vittoria, la collina e la precollina, la Crocetta e altre vie / quartieri di Torino citati nel romanzo. Per il resto... trama e personaggi assolutamente privi di consistenza. Sul "telefoninare" a pg. 264 non voglio neanche esprimermi...
Da Glattauer non riesci a staccarti, finché non arrivi al fondo della storia, che di per sé é banalotta. In ogni caso una lettura piacevole.Tenerissimo il cane Kurt.
Edgar Hilsenrath. La terza di copertina recita " [...] lo <<Spiegel>> prima, ma soprattutto lo <<Zeit>>, con l'accorata "apologia" di Heinrich Böll, fecero finalmente giustizia, accogliendo Edgar Hilsenrath tra i grandi scrittori tedeschi contemporanei, accanto a Günter Grass
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Edgar Hilsenrath. La terza di copertina recita " [...] lo <<Spiegel>> prima, ma soprattutto lo <<Zeit>>, con l'accorata "apologia" di Heinrich Böll, fecero finalmente giustizia, accogliendo Edgar Hilsenrath tra i grandi scrittori tedeschi contemporanei, accanto a Günter Grass". E in effetti posso concordare, visto il bellissimo stile con cui scrive. Eppure io, in quasi dieci anni di studio della letteratura tedesca, non l'avevo mai sentito nominare! Nessun docente, sia al liceo che all'università, ha mai citato il nome di quest'autore, nemmeno di sfuggita! Già, come se la letteratura tedesca si fosse fermata a Bertolt Brecht...
Detto questo...passiamo al libro! Come detto, lo stile é molto bello: una prosa che è pura poesia! La narrazione è fluente e coinvolgente. All'autore vanno sicuramente cinque stelline, e sicuramente mi procurerò altre sue opere, per approfondire la sua conoscenza.
Al protagonista invece di stelline non ne darei neanche una! Non sono riuscita assolutamente a entrare in empatia con lui! Non sono riuscita a provare, in nessuna parte del libro, la benchè minima pietà per lui, nè a giustificare il suo comportamento! Indubbiamente non ha avuto un'infanzia facile, e ha subito terribili violenze, soprusi e umiliazioni che lo hanno segnato, ciononostante non riesco a considerarlo un "poveraccio" di cui avere pena.
Quello che Max Schulz fa alla fine della guerra è, a mio parere VERGOGNOSO! Max Schulz è una SS, uno sterminatore, come lui stesso sottolinea per tutto il romanzo. Max Schulz ha compiuto crimini contro l'umanità, ha ucciso migliaia e migliaia di uomini, e sa che per questo dovrà pagare, se preso dagli Alleati. Max Schulz è braccato, e per sfuggire al suo destino si impossessa dell'identità del suo vecchio amico ebreo Itzig Finkelstein e si crea una nuova vita, in Israele addirittura!
Si impossessa della vita di una persona che lui stesso ha ucciso, alle spalle oltre tutto, da VERO VIGLIACCO! E poco importa che avesse cercato di salvare Itzig dal suo destino di morte mettendolo a lavorare nella cucina del lager. Così come poco importa che la coscienza di Max Schulz a un certo punto si "ribelli" a tal punto da spingerlo a confessare la verità a un vecchio giudice: comodo farlo dopo quasi 25 anni e dopo essersi rifatto una vita! Altrettanto comodo cercare di mitigare la propria colpa nascondendosi dietro la patetica scusa: "ero solo un pesce piccolo / seguivo soltanto la corrente, tutti lo facevamo perché a quell'epoca era legale!" Non consola il fatto che Max Schulz alla fine dovrà confrontarsi con il giudizio divino: Max Schultz e molti molti altri come lui avrebbero dovuto scontare la loro colpa su questa terra! Questo personaggio per me merita un solo aggettivo: gretto!
DELIZIOSO! Il centenario Allan Karlsson é uno dei personaggi piú spumeggianti e pieni di vita in cui sia incappata finora sul mio percorso letterario! :-)) Un libro spassosissimo! Spero che Jonas Jonasson mantenga la stessa verve anche per i prossimi lavori!
Fai bei sogni
Dolce, commovente, poetico, intimista. Una perla di romanzo!
Aspirapolvere di stelle
Bello sapere dove sono Piazza Vittorio, Borgo Vittoria, la collina e la precollina, la Crocetta e altre vie / quartieri di Torino citati nel romanzo.
Per il resto... trama e personaggi assolutamente privi di consistenza.
Sul "telefoninare" a pg. 264 non voglio neanche esprimermi...
In città zero gradi
Da Glattauer non riesci a staccarti, finché non arrivi al fondo della storia, che di per sé é banalotta.
In ogni caso una lettura piacevole.Tenerissimo il cane Kurt.
Il nazista & il barbiere
***This comment contains spoilers! ***
Edgar Hilsenrath. La terza di copertina recita " [...] lo <<Spiegel>> prima, ma soprattutto lo <<Zeit>>, con l'accorata "apologia" di Heinrich Böll, fecero finalmente giustizia, accogliendo Edgar Hilsenrath tra i grandi scrittori tedeschi contemporanei, accanto a Günter Grass ... (continue)
Edgar Hilsenrath. La terza di copertina recita " [...] lo <<Spiegel>> prima, ma soprattutto lo <<Zeit>>, con l'accorata "apologia" di Heinrich Böll, fecero finalmente giustizia, accogliendo Edgar Hilsenrath tra i grandi scrittori tedeschi contemporanei, accanto a Günter Grass".
E in effetti posso concordare, visto il bellissimo stile con cui scrive. Eppure io, in quasi dieci anni di studio della letteratura tedesca, non l'avevo mai sentito nominare! Nessun docente, sia al liceo che all'università, ha mai citato il nome di quest'autore, nemmeno di sfuggita! Già, come se la letteratura tedesca si fosse fermata a Bertolt Brecht...
Detto questo...passiamo al libro! Come detto, lo stile é molto bello: una prosa che è pura poesia! La narrazione è fluente e coinvolgente. All'autore vanno sicuramente cinque stelline, e sicuramente mi procurerò altre sue opere, per approfondire la sua conoscenza.
Al protagonista invece di stelline non ne darei neanche una!
Non sono riuscita assolutamente a entrare in empatia con lui! Non sono riuscita a provare, in nessuna parte del libro, la benchè minima pietà per lui, nè a giustificare il suo comportamento!
Indubbiamente non ha avuto un'infanzia facile, e ha subito terribili violenze, soprusi e umiliazioni che lo hanno segnato, ciononostante non riesco a considerarlo un "poveraccio" di cui avere pena.
Quello che Max Schulz fa alla fine della guerra è, a mio parere VERGOGNOSO!
Max Schulz è una SS, uno sterminatore, come lui stesso sottolinea per tutto il romanzo.
Max Schulz ha compiuto crimini contro l'umanità, ha ucciso migliaia e migliaia di uomini, e sa che per questo dovrà pagare, se preso dagli Alleati.
Max Schulz è braccato, e per sfuggire al suo destino si impossessa dell'identità del suo vecchio amico ebreo Itzig Finkelstein e si crea una nuova vita, in Israele addirittura!
Si impossessa della vita di una persona che lui stesso ha ucciso, alle spalle oltre tutto, da VERO VIGLIACCO! E poco importa che avesse cercato di salvare Itzig dal suo destino di morte mettendolo a lavorare nella cucina del lager. Così come poco importa che la coscienza di Max Schulz a un certo punto si "ribelli" a tal punto da spingerlo a confessare la verità a un vecchio giudice: comodo farlo dopo quasi 25 anni e dopo essersi rifatto una vita!
Altrettanto comodo cercare di mitigare la propria colpa nascondendosi dietro la patetica scusa: "ero solo un pesce piccolo / seguivo soltanto la corrente, tutti lo facevamo perché a quell'epoca era legale!"
Non consola il fatto che Max Schulz alla fine dovrà confrontarsi con il giudizio divino: Max Schultz e molti molti altri come lui avrebbero dovuto scontare la loro colpa su questa terra!
Questo personaggio per me merita un solo aggettivo: gretto!
Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
DELIZIOSO!
Il centenario Allan Karlsson é uno dei personaggi piú spumeggianti e pieni di vita in cui sia incappata finora sul mio percorso letterario! :-))
Un libro spassosissimo! Spero che Jonas Jonasson mantenga la stessa verve anche per i prossimi lavori!