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- Palomar (2846)
- By Italo Calvino
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- Una città o l'altra (627)
- Viaggi in Europa
- By Bill Bryson
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Finished on Feb 7, 2012





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- La zattera di pietra (1130)
- By José Saramago
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Finished on Jan 27, 2012





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- La sindrome di Bob Dylan (13)
- By Emanuele Podestà
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Finished on Nov 13, 2011





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Ci sono cascato di nuovo. Piccola casa editrice, autore esordiente, "dai facciamo un acquisto per incoraggiare le nuove proposte e i piccoli progetti editoriali!" Se questo è il risultato, per favore smettiamo di pubblicare nuovi autori e rispolveriamo i vecchi romanzi fuori catalogo.
Che dire di qu ... (continue) - — Nov 14, 2011 | Add your feedback
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- Prigionieri del paradiso (679)
- By Arto Paasilinna
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Finished on Nov 12, 2011





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- Cattedrale (3321)
- By Raymond Carver
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Finished on Nov 5, 2011





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Alcuni racconti non sono da 5 stelle, altri talmente perfetti che la media fa comuque 5 stelle.
- — Nov 6, 2011 | Add your feedback
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- Terra! (8305)
- By Stefano Benni
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Finished on Nov 1, 2011





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- L'uomo che piantava gli alberi (2124)
- By Jean Giono
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Finished on Oct 27, 2011
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- Momenti di trascurabile felicità (2712)
- By Francesco Piccolo
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Finished on Oct 20, 2011





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Momenti di trascurabile felicità
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Un libro per fissati-maniaci, possibilmente di segno o ascendente vergine. Perfetto per chi ama Moretti e conosce a memoria alcuni suo passaggi tipo "ma mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo proprio" "trand! trand negativo, io non l'ho mai detto, non l'ho mai pensato, ... (continue)
- — Oct 20, 2011 | Add your feedback
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- Pellegrinaggio d'autunno (808)
- e altri racconti
- By Hermann Hesse
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Finished on Oct 10, 2011





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- Racconti di Sarajevo (512)
- By Ivo Andrić
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Finished on Oct 8, 2011





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Bellissimi i primı due racconti, poi cala un po'
- — Oct 9, 2011 | Add your feedback
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- «Ho sempre voluto che ammiraste il mio digiuno» ovvero, guardando Kafka (166)
- By Philip Roth
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Finished on Sep 21, 2011
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«Ho sempre voluto che ammiraste il mio digiuno» ovvero, guardando Kafka
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Roth sarà sempre Roth, però questa è un'operazione editoriale, in fin dei conti, abbastanza inutile... una trentina di pagine in formato mignon scritte in formato ipovedenti...
Se fosse stato pubblicato insieme ad altri scritti inediti avrebbe avuto tutto più senso! - — Sep 20, 2011 | Add your feedback
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- Niente di nuovo sul fronte occidentale (5081)
- By Erich Maria Remarque
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Finished on Sep 19, 2011





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- L'allegra apocalisse (531)
- By Arto Paasilinna
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Finished on Sep 8, 2011





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Tutto sommato gradevole, anche se presenta diverse pecche, da un'eccessiva lunghezza e ripetitività, a un finale buttato lì in maniera inspiegabile. E poi, nonostante la buona idea e qualche bello spunto, complessivamente mi aspettavo di più: "l'apocalisse" raccontata così a spot senza la giusta iro ... (continue)
- — Sep 9, 2011 | Add your feedback
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- Monte Mario (397)
- By Carlo Cassola
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Finished on Aug 28, 2011





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Una città o l'altra
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Prima di demolire questo libro inutile, ci tengo a fare una premessa: è stato un regalo inaspettato che mi ha fatto immensamente piacerre. Mai nel caso questa persona trovasse il mio profilo su anobii...
Partiamo dalla citazione in copertina "Bryson è l'emblema del vagabondo postmoderno" Il Gi ... (continue)
Prima di demolire questo libro inutile, ci tengo a fare una premessa: è stato un regalo inaspettato che mi ha fatto immensamente piacerre. Mai nel caso questa persona trovasse il mio profilo su anobii...
Partiamo dalla citazione in copertina "Bryson è l'emblema del vagabondo postmoderno" Il Giornale, al di là che questa frase non significa un cazzo, per Il Giornale un "vagabondo postmoderno" è un povero deficiente che fa il giro degli hotel (sempre quello più vicino alla stazione) di mezza Europa, la cui principale preoccupazione è la grandezza della tv in camera? Siamo messi bene...
Riassunto della trama: un povero sfigato asociale (in 350 pagine e una ventina di città che visita, non ha mai una conversazione interessante con qualcuno) fa un giretto per l'Europa. Ogni capitolo corrisponde a una città e segue questo schema fisso: arriva lamentandosi del viaggio, va nell'albergo lamentandosi del prezzo, va alla chiesa/cattedrale più importante, fa un giro per i negozi, cazzeggia un po' per le strade facendo considerazioni idiote ad esempio sulla grandezza delle automobili, cerca un ristorante se ce la fa, altrimenti mangia in quello dell'hotel. Veramente un'avventura straordinaria.
Stile: una lonely plante scritta male, in cui le pagine sono una serie di descrizioni banali con cenni storici sulle cose che un vede. E' veramente palese che è stato scritto da un americano ignorante per dei suoi compaesani ancora più ignoranti, infatti la narrazione (chiamiamola così) viene interrotta regolarmente per degli excursus su palazzi, economia, situazione politica del paese visitato, che probabilmente il texano medio non troverebbe nemmeno sulla carta geografica.
L'umorismo dell'autore, strappa qualche sorriso, ma è spesso forzato e monotono.
Inoltre l'autore è fastidiosamente moralista, amante degli stereotipi (senza nessuna ombra di ironia) e in svariati casi decisamente razzista.
In ogni caso è scorrevole.
Ma questo non è un pregio, lo è solo perchè è terribilmente vuoto.
Indifendibile
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