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Biografia della fame
Proprio bella questa autobiografia della Nothomb.continue)
Quest'opera si discosta da altre dello stesso genere, si tratta di una biografia scritta con lo scopo di focalizzare l'attenzione sul proprio tratto distintivo, quella FAME che costituisce l'essenza stessa dell'autrice.
Devo dire che, pur ... (
Proprio bella questa autobiografia della Nothomb.
Quest'opera si discosta da altre dello stesso genere, si tratta di una biografia scritta con lo scopo di focalizzare l'attenzione sul proprio tratto distintivo, quella FAME che costituisce l'essenza stessa dell'autrice.
Devo dire che, pur avendo una personalità così lontana dalla mia, questa scrittrice è riuscita ugualmente a lasciarmi dentro qualcosa, ed è questo il mio metro di giudizio per i libri che leggo. In particolare, questo libricino ha la potenza di suscitare contrastanti emozioni: a volte ti fa sorridere, altre volte ti fa proprio ridere con le sue battute esilaranti, mentre in altri momenti ti fa commuovere e riflettere. E' bello quando uno scrittore riesce nel suo intento più autentico: trasmettere qualcosa al lettore, coinvolgerlo ed emozionarlo.
Indubbiamente l'autrice è eccentrica ed eccessiva, ma la sua scrittura è meravigliosa: scelta e ben organizzata ma non fredda, anzi, molto molto appassionante; vi sono espressioni sorprendentemente poetiche.
Come possono passare inosservate frasi come queste:
"Per fame, intendo quel buco spaventoso di tutto l'essere, quel vuoto che attanaglia, quell'aspirazione non tanto all'utopica pienezza quanto alla semplice realtà: là dove non c'è niente, imploro che vi sia qualcosa".
"Io amavo chi mi faceva sognare, chi aveva occhi così belli da polverizzare ogni punto di riferimento, chi aveva mani così piccole da condurti verso destinazioni misteriose, chi suscitava l'esaltazione con l'oblio".
Che dire, leggendo questo libro si comprende benissimo come scrivere sia fondamentale per la Nothomb che, ad un certo punto, dice: "Non capire è un fermento eccezionale per la scrittura. I miei romanzi davano forma a un'incomprensione crescente".