Ed anche questa volta un libro incredibile ha trovato il modo di giungere fino ad un ennesimo indifeso lettore... Questa volta il libro in questione occhieggiava dal sedile posteriore della macchina di una mia nuova ed incredibile amica, collega per troppo poco tempo, ma quel tanto che basta per pia
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Ed anche questa volta un libro incredibile ha trovato il modo di giungere fino ad un ennesimo indifeso lettore... Questa volta il libro in questione occhieggiava dal sedile posteriore della macchina di una mia nuova ed incredibile amica, collega per troppo poco tempo, ma quel tanto che basta per piacersi e intrecciare le reciproche vite ingarbugliate. Salgo nella sua macchina per andare a fare la nostra sessione di yoga settimanale quando lei mi dice "scegliti un libro! li ho portati per te!!!" e mi indica con un cenno della testa, mentre guida, il sedile posteriore che più che l'interno di un'auto somiglia ad una libreria. Sorrido e frugo tra i libri, sono indecisa, ce ne sono molti che hanno attirato la mia attenzione, di Gargoyle mi incuriosisce subito il titolo ma non la copertina ch anzi mi respinge: non mi piacciono molto i tatuaggi e la copertina rigida con la sovraccoperta lucida in cui esplode un tatuaggio di un cuore con la corona di spine mi da tanto di libro cult americano che deve diventare famoso a tutti i costi... ma che costa troppo per le mie tasche. E invece Donella parcheggia e prende Gargoyle e mi fa "devi leggerlo, non so perché ma temo che ti piacerà" e scoppia a ridere. A quel punto non posso rifiutare. Mi fido di lei, insegnate di lettere, amante della letteratura americana contemporanea. E poi ormai mi ha incuriosito "temo ti piacerà" e ovviamente, aveva ragione. Il libro mi è piaciuto eccome. Lo stile semplice e moderno, poco ricercato non è scritto né da Eco né da De Luca, ma prende, incredibilmente, prende e ti resta in testa anche dopo averlo finito, cosa non scontata. Il libro si divora di notte nonostante la mole... io, in tre notti, per la precisione. E non potete fare a meno di leggere una pagina dopo l'altra e gli occhi non vi si chiudono, non concilia il sonno, no, quindi non usatelo per le vostre crisi di insonnia a meno che non vogliate fare l'alba. Il libro è graffiante, il protagonista è un antieroe perfetto, pornodivo, edonista, cocainomane, reduce da un incidente in cui chiunque sarebbe morto ma lui invece rimane vivo per un qualche miracolo che fa quasi rabbia... E si ritrova a lottare per vivere e contemporaneamente a studiare il proprio suicidio, perché incapace di concepire una vita nuova senza la propria bellezza e il proprio corpo. Rinchiuso nel reparto grandi ustionati di un enorme ed efficientissimo ospedale statunitense, diviene, dal suo letto, spettatore obbligato di incredibili storie e fantasmagorici personaggi. A cui si aggiunge l'arrivo di lei, la coprotagonista. Schizofrenica, tatuata, scultrice di gargoyle... e non vi dico altro. Perché questo è solo l'incipit. Geniale, a mio parere. Da qui inizia l'intreccio vero e proprio, in cui due antieroi vi conducono per mano in un mondo incredibile e poi forse, semplicemente molto più reale di quello vero. Da leggere, assolutamente.
E' vero, l'unico problema degli ultimi libri di Erri De Luca è che sono così brevi che li finisci nel tempo di un piccolo viaggio in treno. E' vero che io macino libri, è vero che ho sempre letto molto velocemente, però così ci si rimane male... come se un amico ti da buca mentre lo aspetti di front
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E' vero, l'unico problema degli ultimi libri di Erri De Luca è che sono così brevi che li finisci nel tempo di un piccolo viaggio in treno. E' vero che io macino libri, è vero che ho sempre letto molto velocemente, però così ci si rimane male... come se un amico ti da buca mentre lo aspetti di fronte al cinema.
Non ho avuto ancora il piacere di leggerli tutti, ma inizio ad averne letti un bel po'... non credevo mi sarebbero piaciuti così tanto. Sono sempre un po' guardinga nei confronti dei famosi. E invece i suoi libri mi piacciono, mi ci sistemo bene, nonostante lui non sia affatto uno scrittore accomodante eppure non so quel modo forbito e d'altri tempi usato per descrivere ogni evento mi suona ormai familiare e piacevole. I libri terminano in fretta, è vero, ma la sua non è una scrittura frettolosa, piuttosto lenta, paziente, ricercata. Un godere con lentezza di un evento piccolo. La quotidianità viene elevata ad eternità.
Così un triste e sconsolato capodanno a due, di una sorella e di un fratello diventa il modo per raccontare tutto, dalla guerra al rapporto genitori-figli, dalla solitudine alla celebrità. E al senso dello scrivere.
E la partita a tombola diviene una storia, perché i numeri hanno una doppia vita, mentre vengono estratti prendono un significato e dal significato si srotola una storia inventata al momento...
Ma forse la frase più bella del libro è quella in cui la sorella lo definisce un "origliatore di storie", incapace di inventare di sana pianta e sempre attento alla vita che lo circonda.
Scrivere un libro per bambini non è affatto una cosa facile. Come scrivere una canzone d'amore... c'è sempre il rischio di scadere in sole cuore amore. E invece di questo libro si può apprezzare tutto, ogni dettaglio, i disegni, meravigliosi dell'autrice stessa, il linguaggio semplice ma non banale
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Scrivere un libro per bambini non è affatto una cosa facile. Come scrivere una canzone d'amore... c'è sempre il rischio di scadere in sole cuore amore. E invece di questo libro si può apprezzare tutto, ogni dettaglio, i disegni, meravigliosi dell'autrice stessa, il linguaggio semplice ma non banale e la storia, delicata ed originale di questa balena che si nutre di parole, le parole che il poeta scarta quando compone le sue liriche... dondolando sulla barchetta in mezzo al mare. Lo si può già leggere ad un bambino di tre anni, ovviamente spiegandolo passo passo oppure darlo in pasto a bambini più grandi che apprezzeranno sicuramente. I bambini amano la poesia, l'ho sperimentato tante volte.
Non esiste credo al mondo una cosa che mi emozioni di più dell'inciampare nei libri. Sì, perché nei libri spesso si inciampa, e non solo in libreria. Per strada, in casa degli altri, in treno... Amo incredibilmente il tam tam silenzioso dei lettori che fa eco alle opere prime, agli indipendenti, ag
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Non esiste credo al mondo una cosa che mi emozioni di più dell'inciampare nei libri. Sì, perché nei libri spesso si inciampa, e non solo in libreria. Per strada, in casa degli altri, in treno... Amo incredibilmente il tam tam silenzioso dei lettori che fa eco alle opere prime, agli indipendenti, agli auto-stampati, agli auto-distribuiti... amo, perché sono da sempre lettore onnivoro e appassionato, quella ragnatela invisibile che connette i lettori e gli scrittori di ogni luogo e di ogni tempo. Quel filo delicato sottile quasi invisibile eppure resistentissimo come un filo di seta, che unisce un lettore ad uno scrittore. Legame elettivo. Ormai da qualche anno ho preso l'abitudine di cercare, divorare e recensire, quando meritano, molte opere prime... se non mi piacciono semplicemente non le recensisco, non amo sparlare, ma se mi piace allora devo raccontarlo a tutti! Non sempre si trova un tesoro, ma spesso, devo ammetterlo, molto più spesso di quello che si possa immaginare si trovano storie meravigliose e viaggi indimenticabili. Questo, è uno di quelli. I libri sono viaggi sono cammini, non sono solo storie... Sono scommesse. Sono passi dentro e fuori di noi. Come il protagonista del libro, Antonio, che ama camminare come me, che ama scoprire, come me, che ama accogliere la vita a braccia aperte... anche quando fa male. E' un libro bello, positivo, accogliente, è la storia di una crescita, di una maturazione, di un passaggio dall'età giovanile alla prima maturità, è un romanzo di formazione come ormai ce ne sono pochi, perché... forse perché ci vergogniamo ad essere felici, a dire che siamo ottimisti e che abbiamo grandi speranze verso la vita e verso il futuro. Antonio invece ha grandi speranze, com'è giusto che sia, ha il coraggio di essere felice e di raccontare la sua storia bella, pulita, semplice ma importante. E' un ragazzo fortunato, si evince subito dalle prime pagine del libro, una bella famiglia, un'infanzia serena, e non è poco. Eppure conosco anche tanti ragazzi che con le stesse premesse si piangono addosso ogni giorno. Immagino molti dei miei colleghi universitari storcere il naso di fronte alle pagine dolci e romantiche di questo libro, le cose belle non vanno di moda, non sono abbastanza radical chic direbbe il mio amico "Occhineri". E invece a me la felicità e l'allegria, non priva di riflessione, di Antonio m'è piaciuta eccome, perché è proprio a quell'infanzia felice e serena che sono tornata con la mente anche io, ogni volta, quando dovevo scalare una montagna o uscire da una palude. Ricordare e ringraziare della felicità che ognuno di noi almeno una volta nella vita ha avuto, è come avere un faro sempre acceso. Saper essere felici non vuol dire essere superficiali... significa essere saggi. Antonio incontra tante strade tante persone e anche quando inciampa in situazioni così diverse dalla sua non scappa, anzi, incuriosito ficca il naso dove non dovrebbe "Quando Bianca imbocca la via della solitudine ha un fascino tutto particolare. Ed io questo fascino lo subisco totalmente. Mi sento quasi in dovere di prenderla per mano ed accompagnarla verso una via più grande e soleggiata. (...) Mi limito ad ascoltare. Anche se in verità vorrei proprio afferrarla per le spalle, stringerla forte, scuoterla con violenza e gridarle contro. Vorrei farle capire che sopra quei cespugli e quegli alberi fitti... c'è un cielo chiaro e limpido. Ma non l'ho mai fatto."
Antonio l'ho voluto conoscere, è stato facile, anche lui voleva conoscermi. Quando l'ho incontrato aveva un sorriso bellissimo ed io, i sorrisi delle persone che ho incontrato nella mia vita, li ricordo tutti. Perché ci vuole coraggio per sorridere alla vita.
Cosa accade se un poeta come Pennac incontra 15 quadri di Mirò. Accade che poeta di penna e poeta di colore si alternano in canto e controcanto creando un piccolo capolavoro. Amo Mirò e amo Pennac, non sono oggettiva, lo ammetto, ho intuito quanto quel libro potesse piacermi quando per caso l'ho tro
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Cosa accade se un poeta come Pennac incontra 15 quadri di Mirò. Accade che poeta di penna e poeta di colore si alternano in canto e controcanto creando un piccolo capolavoro. Amo Mirò e amo Pennac, non sono oggettiva, lo ammetto, ho intuito quanto quel libro potesse piacermi quando per caso l'ho trovato su uno scaffale incastrato tra tanti altri, ultimo della sua serie, povero e abbandonato, l'ho tenuto stretto per tutto il tempo, per paura che qualcuno me lo rubasse mentre girovagavo per la libreria... che ci passo sempre tanto tantissimo tempo. E' una storia scritta in punta di penna, ironica e surreale, frizzante che scorre una pagina dopo l'altra e finisce, purtroppo in un baleno. E' la chiacchierata tra un padre ed una figlia, una di quelle chiacchierate che anche voi bambini sicuramente avete sostenuto, un misto di ricordi invenzioni e deliziose confidenze. E' un capolavoro discreto che non si può non tenere nella libreria di casa...
Gargoyle
Ed anche questa volta un libro incredibile ha trovato il modo di giungere fino ad un ennesimo indifeso lettore...continue)
Questa volta il libro in questione occhieggiava dal sedile posteriore della macchina di una mia nuova ed incredibile amica, collega per troppo poco tempo, ma quel tanto che basta per pia ... (
Ed anche questa volta un libro incredibile ha trovato il modo di giungere fino ad un ennesimo indifeso lettore...
Questa volta il libro in questione occhieggiava dal sedile posteriore della macchina di una mia nuova ed incredibile amica, collega per troppo poco tempo, ma quel tanto che basta per piacersi e intrecciare le reciproche vite ingarbugliate.
Salgo nella sua macchina per andare a fare la nostra sessione di yoga settimanale quando lei mi dice "scegliti un libro! li ho portati per te!!!" e mi indica con un cenno della testa, mentre guida, il sedile posteriore che più che l'interno di un'auto somiglia ad una libreria.
Sorrido e frugo tra i libri, sono indecisa, ce ne sono molti che hanno attirato la mia attenzione, di Gargoyle mi incuriosisce subito il titolo ma non la copertina ch anzi mi respinge: non mi piacciono molto i tatuaggi e la copertina rigida con la sovraccoperta lucida in cui esplode un tatuaggio di un cuore con la corona di spine mi da tanto di libro cult americano che deve diventare famoso a tutti i costi... ma che costa troppo per le mie tasche.
E invece Donella parcheggia e prende Gargoyle e mi fa "devi leggerlo, non so perché ma temo che ti piacerà" e scoppia a ridere. A quel punto non posso rifiutare. Mi fido di lei, insegnate di lettere, amante della letteratura americana contemporanea. E poi ormai mi ha incuriosito "temo ti piacerà" e ovviamente, aveva ragione.
Il libro mi è piaciuto eccome. Lo stile semplice e moderno, poco ricercato non è scritto né da Eco né da De Luca, ma prende, incredibilmente, prende e ti resta in testa anche dopo averlo finito, cosa non scontata. Il libro si divora di notte nonostante la mole... io, in tre notti, per la precisione. E non potete fare a meno di leggere una pagina dopo l'altra e gli occhi non vi si chiudono, non concilia il sonno, no, quindi non usatelo per le vostre crisi di insonnia a meno che non vogliate fare l'alba.
Il libro è graffiante, il protagonista è un antieroe perfetto, pornodivo, edonista, cocainomane, reduce da un incidente in cui chiunque sarebbe morto ma lui invece rimane vivo per un qualche miracolo che fa quasi rabbia...
E si ritrova a lottare per vivere e contemporaneamente a studiare il proprio suicidio, perché incapace di concepire una vita nuova senza la propria bellezza e il proprio corpo.
Rinchiuso nel reparto grandi ustionati di un enorme ed efficientissimo ospedale statunitense, diviene, dal suo letto, spettatore obbligato di incredibili storie e fantasmagorici personaggi. A cui si aggiunge l'arrivo di lei, la coprotagonista. Schizofrenica, tatuata, scultrice di gargoyle... e non vi dico altro. Perché questo è solo l'incipit. Geniale, a mio parere.
Da qui inizia l'intreccio vero e proprio, in cui due antieroi vi conducono per mano in un mondo incredibile e poi forse, semplicemente molto più reale di quello vero.
Da leggere, assolutamente.
La doppia vita dei numeri
E' vero, l'unico problema degli ultimi libri di Erri De Luca è che sono così brevi che li finisci nel tempo di un piccolo viaggio in treno. E' vero che io macino libri, è vero che ho sempre letto molto velocemente, però così ci si rimane male... come se un amico ti da buca mentre lo aspetti di front ... (continue)
E' vero, l'unico problema degli ultimi libri di Erri De Luca è che sono così brevi che li finisci nel tempo di un piccolo viaggio in treno. E' vero che io macino libri, è vero che ho sempre letto molto velocemente, però così ci si rimane male... come se un amico ti da buca mentre lo aspetti di fronte al cinema.
Non ho avuto ancora il piacere di leggerli tutti, ma inizio ad averne letti un bel po'... non credevo mi sarebbero piaciuti così tanto. Sono sempre un po' guardinga nei confronti dei famosi. E invece i suoi libri mi piacciono, mi ci sistemo bene, nonostante lui non sia affatto uno scrittore accomodante eppure non so quel modo forbito e d'altri tempi usato per descrivere ogni evento mi suona ormai familiare e piacevole. I libri terminano in fretta, è vero, ma la sua non è una scrittura frettolosa, piuttosto lenta, paziente, ricercata. Un godere con lentezza di un evento piccolo.
La quotidianità viene elevata ad eternità.
Così un triste e sconsolato capodanno a due, di una sorella e di un fratello diventa il modo per raccontare tutto, dalla guerra al rapporto genitori-figli, dalla solitudine alla celebrità. E al senso dello scrivere.
E la partita a tombola diviene una storia, perché i numeri hanno una doppia vita, mentre vengono estratti prendono un significato e dal significato si srotola una storia inventata al momento...
Ma forse la frase più bella del libro è quella in cui la sorella lo definisce un "origliatore di storie", incapace di inventare di sana pianta e sempre attento alla vita che lo circonda.
Origliatore di storie, sì, meraviglioso...
Iole la balena mangiaparole
Scrivere un libro per bambini non è affatto una cosa facile.continue)
Come scrivere una canzone d'amore... c'è sempre il rischio di scadere in sole cuore amore.
E invece di questo libro si può apprezzare tutto, ogni dettaglio, i disegni, meravigliosi dell'autrice stessa, il linguaggio semplice ma non banale ... (
Scrivere un libro per bambini non è affatto una cosa facile.
Come scrivere una canzone d'amore... c'è sempre il rischio di scadere in sole cuore amore.
E invece di questo libro si può apprezzare tutto, ogni dettaglio, i disegni, meravigliosi dell'autrice stessa, il linguaggio semplice ma non banale e la storia, delicata ed originale di questa balena che si nutre di parole, le parole che il poeta scarta quando compone le sue liriche... dondolando sulla barchetta in mezzo al mare.
Lo si può già leggere ad un bambino di tre anni, ovviamente spiegandolo passo passo oppure darlo in pasto a bambini più grandi che apprezzeranno sicuramente.
I bambini amano la poesia, l'ho sperimentato tante volte.
Vengo con te. La sua libertà diventa la mia libertà
Non esiste credo al mondo una cosa che mi emozioni di più dell'inciampare nei libri.continue)
Sì, perché nei libri spesso si inciampa, e non solo in libreria. Per strada, in casa degli altri, in treno... Amo incredibilmente il tam tam silenzioso dei lettori che fa eco alle opere prime, agli indipendenti, ag ... (
Non esiste credo al mondo una cosa che mi emozioni di più dell'inciampare nei libri.
Sì, perché nei libri spesso si inciampa, e non solo in libreria. Per strada, in casa degli altri, in treno... Amo incredibilmente il tam tam silenzioso dei lettori che fa eco alle opere prime, agli indipendenti, agli auto-stampati, agli auto-distribuiti... amo, perché sono da sempre lettore onnivoro e appassionato, quella ragnatela invisibile che connette i lettori e gli scrittori di ogni luogo e di ogni tempo.
Quel filo delicato sottile quasi invisibile eppure resistentissimo come un filo di seta, che unisce un lettore ad uno scrittore.
Legame elettivo.
Ormai da qualche anno ho preso l'abitudine di cercare, divorare e recensire, quando meritano, molte opere prime... se non mi piacciono semplicemente non le recensisco, non amo sparlare, ma se mi piace allora devo raccontarlo a tutti!
Non sempre si trova un tesoro, ma spesso, devo ammetterlo, molto più spesso di quello che si possa immaginare si trovano storie meravigliose e viaggi indimenticabili.
Questo, è uno di quelli.
I libri sono viaggi sono cammini, non sono solo storie...
Sono scommesse.
Sono passi dentro e fuori di noi.
Come il protagonista del libro, Antonio, che ama camminare come me, che ama scoprire, come me, che ama accogliere la vita a braccia aperte... anche quando fa male. E' un libro bello, positivo, accogliente, è la storia di una crescita, di una maturazione, di un passaggio dall'età giovanile alla prima maturità, è un romanzo di formazione come ormai ce ne sono pochi, perché... forse perché ci vergogniamo ad essere felici, a dire che siamo ottimisti e che abbiamo grandi speranze verso la vita e verso il futuro. Antonio invece ha grandi speranze, com'è giusto che sia, ha il coraggio di essere felice e di raccontare la sua storia bella, pulita, semplice ma importante.
E' un ragazzo fortunato, si evince subito dalle prime pagine del libro, una bella famiglia, un'infanzia serena, e non è poco.
Eppure conosco anche tanti ragazzi che con le stesse premesse si piangono addosso ogni giorno.
Immagino molti dei miei colleghi universitari storcere il naso di fronte alle pagine dolci e romantiche di questo libro, le cose belle non vanno di moda, non sono abbastanza radical chic direbbe il mio amico "Occhineri".
E invece a me la felicità e l'allegria, non priva di riflessione, di Antonio m'è piaciuta eccome, perché è proprio a quell'infanzia felice e serena che sono tornata con la mente anche io, ogni volta, quando dovevo scalare una montagna o uscire da una palude.
Ricordare e ringraziare della felicità che ognuno di noi almeno una volta nella vita ha avuto, è come avere un faro sempre acceso.
Saper essere felici non vuol dire essere superficiali... significa essere saggi.
Antonio incontra tante strade tante persone e anche quando inciampa in situazioni così diverse dalla sua non scappa, anzi, incuriosito ficca il naso dove non dovrebbe "Quando Bianca imbocca la via della solitudine ha un fascino tutto particolare. Ed io questo fascino lo subisco totalmente. Mi sento quasi in dovere di prenderla per mano ed accompagnarla verso una via più grande e soleggiata. (...) Mi limito ad ascoltare. Anche se in verità vorrei proprio afferrarla per le spalle, stringerla forte, scuoterla con violenza e gridarle contro. Vorrei farle capire che sopra quei cespugli e quegli alberi fitti... c'è un cielo chiaro e limpido. Ma non l'ho mai fatto."
Antonio l'ho voluto conoscere, è stato facile, anche lui voleva conoscermi. Quando l'ho incontrato aveva un sorriso bellissimo ed io, i sorrisi delle persone che ho incontrato nella mia vita, li ricordo tutti. Perché ci vuole coraggio per sorridere alla vita.
Il giro del cielo
Cosa accade se un poeta come Pennac incontra 15 quadri di Mirò.continue)
Accade che poeta di penna e poeta di colore si alternano in canto e controcanto creando un piccolo capolavoro.
Amo Mirò e amo Pennac, non sono oggettiva, lo ammetto, ho intuito quanto quel libro potesse piacermi quando per caso l'ho tro ... (
Cosa accade se un poeta come Pennac incontra 15 quadri di Mirò.
Accade che poeta di penna e poeta di colore si alternano in canto e controcanto creando un piccolo capolavoro.
Amo Mirò e amo Pennac, non sono oggettiva, lo ammetto, ho intuito quanto quel libro potesse piacermi quando per caso l'ho trovato su uno scaffale incastrato tra tanti altri, ultimo della sua serie, povero e abbandonato, l'ho tenuto stretto per tutto il tempo, per paura che qualcuno me lo rubasse mentre girovagavo per la libreria... che ci passo sempre tanto tantissimo tempo.
E' una storia scritta in punta di penna, ironica e surreale, frizzante che scorre una pagina dopo l'altra e finisce, purtroppo in un baleno. E' la chiacchierata tra un padre ed una figlia, una di quelle chiacchierate che anche voi bambini sicuramente avete sostenuto, un misto di ricordi invenzioni e deliziose confidenze. E' un capolavoro discreto che non si può non tenere nella libreria di casa...