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Andrea Vital…
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- Il rumore del Natale (171)
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By Andrea Vitali -
Finished on Dec 25, 2011 




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Il vecchietto di "Per un pugno di dollari" è stata la prima cosa che mi è venuta in mente :))
E già che ci sono, grazie per l'omaggio De Gregori, che ricorre in un paio dei tuoi ultimi commenti. Lo adoro!
Baci :D
Non posso darti torto, almeno per quanto mi riguarda. Tu almeno forse sei un filo più diplomatica.. :)
Sto leggendo un romanzo che forse ti piacerebbe. Pepys road.
Ci si vede in tribunale.
Non ho letto molto di Saviano, di Sciascia qualcosa in più, per me non c'è paragone tra i due: Sciascia e' un esempio di scrittore laico, lucido e razionale, con una profonda capacità di interpretare e comprendere la società ed i meccanismi del potere. Se leggi Todo modo pare scritto ora, attualissimo. Ciao, grazie del feedback, buona domenica!
Puoi sempre fare ricorso al T.A.R, il Tribunale di Anobii per le Recensioni. ;)
Peró se la contro tesi fosse esatta allora tu, da oggi, ogni qual volta raggiungerai uno stato di temporanea felicità e serenità interiore, non avrai neppure la possibilità di gioirne che subito ti cagherai sotto dalla paura di ciò che sta per accaderti...
In parole povere, possedere poteri psichici è una bella fregatura :)
Il rumore del Natale
Ho dei genitori abbastanza anziani, e sono ormai in quella fase in cui ci mettono un’eternità a fare tutto, soprattutto mangiare.
Perciò, mentre da piccola, io ero sempre l’ultima a finire, perché cianciavo a più non posso, con la forchetta a mezz’aria snervando mia mamma, adesso io son la prima ... (continue)
Ho dei genitori abbastanza anziani, e sono ormai in quella fase in cui ci mettono un’eternità a fare tutto, soprattutto mangiare.
Perciò, mentre da piccola, io ero sempre l’ultima a finire, perché cianciavo a più non posso, con la forchetta a mezz’aria snervando mia mamma, adesso io son la prima a spazzolare il mangiabile, a fare scarpetta, e a dire “Posso?” e alzarmi mentre loro sono ancora impegnati col primo ( in casa mia la domanda relativa al permesso di alzarsi anche se ormai ha un valore puramente retorico, non si può assolutamente evitare, i miei sono di vecchio, vecchissimo stampo).
E così, quelli per me, diventano i classici tempi morti.
Quella dannata mezz’ora che diventa eccessiva per fumare, e dall’altra parte non mi permette di dedicarmi a qualcosa in modo totale, perché tanto dopo, devo andare a sparecchiare/riordinare/lavare i patti e farmi il caffè.
Adesso: non è che vi sto raccontando questa cosa perché sono una scrittrice compulsiva che ha come unica missione quella di annebbiarvi la mente con prolissi aggiornamenti sulla propria vita quotidiana; ve lo dico invece perché un’amica che stimo molto, per un giorno è riuscita a rendermi produttiva (oibò!)in uno di questi tempi morti. E persino in fase digestiva che per me è tutto dire!
Mandandomi appunto questo squisito raccontino natalizio, che io ho letto nella famigerata succitata mezz'ora.
Ma in fondo non è del tutto casuale il racconto di quella mezz’ora da panda in letargo. In famiglia siamo solo in tre, per cui per me il Natale è principalmente rumore di genitori. Che include anche il chiacchiericcio dei miei a tavola, per il quale la loro figlia, fosse anche in cantina, tende sempre un orecchio.
E poco importa se si tratta di un rumore che si perpetua anche per il resto dell’anno.
Sono però preoccupata per le nuove e future generazioni. Non voglio assolutamente assistere al giorno in cui rigireremo la domanda a un giovane del 2045, e ci risponderà: “Il Natale fa il rumore del plin plon di Messenger, quando la mia famiglia mi chiama in chat per farmi gli auguri.. dall’altra stanza!” o_O
Intanto nella vita reale: grazie Michela :)