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- Lunch poems (43)
- By Frank O'Hara
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- Per legge superiore (108)
- By Giorgio Fontana
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- Le lacrime di mio padre (57)
- By John Updike
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- Il re pallido (445)
- Un romanzo incompiuto
- By David Foster Wallace
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- Finestre alte (57)
- By Philip Larkin
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Finished in Feb 2012





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- Io le pago (52)
- Memorie a fumetti di un cliente di prostitute
- By Chester Brown
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Finished in Feb 2012





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- L'angelo custode della piccola utopia (12)
- Poesie scelte 1983-2005
- By Jorie Graham
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Finished in Feb 2012





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- L'inconfondibile tristezza della torta al limone (323)
- By Aimee Bender
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Finished in Feb 2012





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- America America (56)
- By Elia Kazan
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Finished in Jan 2012





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Storia di un giovane greco che parte dall'Anatolia, sulle spalle tutte le aspettative della famiglia e dei loro pochi averi, con il progetto comune e condiviso di recarsi a Costantinopoli per diventare socio in affari di un cugino, ma con l'intimo segreto invece di raggiungere il ben più lontano e a ... (continue)
- — Jan 29, 2012 | Add your feedback
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- Open (506)
- La mia storia
- By Andre Agassi
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Finished in Jan 2012





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Non sono un amante delle autobiografie e ne ho lette veramente poche fino ad oggi, devo essere proprio invasato del personaggio o aver trovato critiche entusiaste per comprarne, però questa mi è piaciuta.
Scritta è scritta bene (il “prologo” su tutto il resto), e ci mancherebbe se alle spalle hai un ... (continue) - — Jan 28, 2012 | Add your feedback
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- Il dio del massacro (439)
- By Yasmina Reza
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Finished in Jan 2012





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Il testo sul quale Polanski ha realizzato Carnage, “facile” partire da questo punto.
- — Jan 20, 2012 | Add your feedback
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- Piccolo testamento (43)
- By Gabriele Dadati
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Finished in Jan 2012





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Un giovane scrittore perde, in rapida successione, il suo amico/mentore e anche l’unica ragazza che forse ha mai amato veramente, il primo per una malattia e la seconda per propria manifesta incapacità.
In questo breve romanzo c’è la descrizione della calda notte in cui il protagonista realizza fin ... (continue) - — Jan 22, 2012 | Add your feedback
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- Musica per un incendio (60)
- By Amy Michael Homes
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Finished in Jan 2012





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Una famiglia che non riesce a sistemare la propria vita, ma nemmeno a decidere di darci un taglio, e allora cerca di dare fuoco deliberatamente alla propria casa, fallendo miseramente anche in quello e trovandosi così ad affrontare ancora più da vicino le ceneri dei propri inutili sforzi, finendo in ... (continue)
- — Jan 15, 2012 | Add your feedback
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- Il castello interiore (20)
- By Jean Stafford
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Finished in Jan 2012





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Jean Stafford scrive molto bene, ha una prosa ricca, quasi ricercata, senza però perdere in scioltezza, eppure questa raccolta di racconti non mi ha convinto fino in fondo, lasciandomi a fine lettura l’impressione di aver letto alcuni racconti buonissimi “Il castello interiore”, “Un’invasione di poe ... (continue)
- — Jan 22, 2012 | 3 feedbacks
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- Habibi (195)
- By Craig Thompson
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Finished in Jan 2012





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Vale quanto pensato per il precedente "Blankets": capolavoro.
- — Jan 6, 2012 | Add your feedback
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L'inconfondibile tristezza della torta al limone
Come nell’ultimo libro pubblicato in Italia della collega A.M. Homes, anche in questo secondo romanzo di Aimee Bender, dopo l’ottimo “Un segno invisibile e mio”, ritroviamo per protagonista una famiglia borghese americana che non ha propriamente tutto sotto controllo.
Se però per la prima l’affre ... (continue)
Come nell’ultimo libro pubblicato in Italia della collega A.M. Homes, anche in questo secondo romanzo di Aimee Bender, dopo l’ottimo “Un segno invisibile e mio”, ritroviamo per protagonista una famiglia borghese americana che non ha propriamente tutto sotto controllo.
Se però per la prima l’affresco che ne trae l’autrice si basa su uno spietato occhio chirurgico, nel caso della Bender siamo più dalle parti della rassegnazione silenziosa, quasi pacata, senza rinunciare all’elemento fantastico (una sua caratteristica) che in questo caso si manifesta sotto forma di poteri speciali che alcuni personaggi possiedono.
È un buon libro, anche se non all’altezza del precedente ma di sicuro meglio della raccolta di racconti “Creature ostinate”, che però non realizza appieno tutte le sue potenzialità, e ne avrebbe avute molte.
A fine lettura lascia l’amaro in bocca, un po’ per il finale a mio modo di vedere frettoloso e leggermente sciapo, un po’ perché in altri parti la Bender avrebbe potuto spingere un po’ di più il coltello nella piaga, senza per questo perdere in poeticità o sensibilità.
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