-
voglio soffr…
-
-
-
- La mistica della femminilità (55)
-
By Betty Friedan -
Finished on May 8, 2013 




-
-
-
-
- Critical Voices in Criminology (1)
-
By Luis Fernandez, Gary T. Marx, Phil Scraton, … -
Finished on May 1, 2013 




-
-
Critical Voices in Criminology




Gente che dovrebbe scrivere un blog e scrive saggi -
Pensavo parlasse di criminologia critica, invece mi sono trovata davanti una raccolta di saggi sul mestiere di criminologo scritti da un'armata di sessantottini, come sempre tendenti alla divagazione su temi più o meno privati e alla biografia/agiografia. Non ha aiutato nemmeno la consapevolezza che ... (
continue ) -
—
May 1, 2013 |
Add your feedback
-
-
-
-
- La croce di fuoco (602)
-
By Diana Gabaldon -
Finished on Apr 26, 2013 




-
-
-
-
- The Culture of Control (3)
- Crime and Social Order in Contemporary Society
-
By David Garland -
Finished on Apr 18, 2013 




-
-
-
-
- Lo stupro di Nanchino (68)
- L'olocausto dimenticato della seconda guerra mondiale
-
By Iris Chang -
Finished on Mar 31, 2013 




-
-
-
-
- La scelta di Sophie (523)
-
By William Styron -
Finished on Feb 24, 2013 




-
-
1 person find this helpful ***
This comment contains spoilers! *** 



Potevano essere cinque stelline, ma... -
Per me questo poteva essere il romanzo dell'anno, e lo dico consapevole del fatto che siamo solo a febbraio e che per quest'anno mi sono prefissa 60 libri.
Molti si lamentano dell'eccesso di melodramma, ma questo per me non è quasi mai un problema; anzitutto perché il melodramma è un'arte perduta ch ... (continue ) -
—
Feb 24, 2013 |
Add your feedback
-
-
-
-
- A Gift of Grace (2)
-
By Amy Clipston -
Finished on Feb 18, 2013 




-
-
1 person find this helpful 



-
Non sono nuova ai libri di propaganda. Da ragazzina ho letto una piccola quantità di bislacchi romanzi delle edizioni Paoline degli anni sessanta, ove il suicidio era più perdonabile del divorzio. La Christian Fiction (sì, esiste una categoria merceologica così chiamata) mi fa al massimo sorridere, ... (
continue ) -
—
Feb 24, 2013 |
Add your feedback
-
-
-
-
- Il racconto dell'ancella (499)
-
By Margaret Atwood -
Finished on Feb 9, 2013 




-
-




Come una perla nell'ostrica -
Questo libro mi fu consigliato tanto tempo fa da una ragazza americana, che mi assicurò che un romanzo come questo mi avrebbe dato tante cose a cui pensare. Effettivamente è così.
“Il racconto dell’ancella” è un romanzo distopico, buon esempio di quel tipo di fantascienza che andava fra i Settanta e ... (continue ) -
—
Feb 11, 2013 |
Add your feedback
-
-
-
-
- Stabat mater (3241)
-
By Tiziano Scarpa -
Finished on Jan 10, 2013 




-
-
1 person find this helpful 



Promesse mancate -
L’idea di base era molto buona, pareva fatta per attrarre quelli che si catapultano dove vedono curiosità storiche e weirdume vario. Quelli come me. Era logico che avrei comprato e letto un libro la cui protagonista è un’orfana che suona il violino dietro una grata nella Venezia del primo Settecento ... (
continue ) -
—
Jan 12, 2013 |
Add your feedback
-
-
-
-
- Perché essere felice quando puoi essere normale? (370)
-
By Jeanette Winterson -
Finished on Dec 29, 2012 




-
-
Perché essere felice quando puoi essere normale?
1 person find this helpful 



Il diritto di nuotare controcorrente (cit.) -
Un libro esistenziale per Natale è una buona idea perché fuori fa freddo e si resta a casa a pensare un sacco, sempre che non andiate in coma etilico dal 24 al 30 per risvegliarvi belli freschi per capodanno.
Come libri esistenziali io tendo a preferire le memorie alla filosofia o pseudofilosofia, ... (continue ) -
—
Jan 1, 2013 |
Add your feedback
-
-
-
-
- Il ponte spezzato (444)
-
By Philip Pullman -
Finished on Dec 20, 2012 




-
-
1 person find this helpful 



Adolescenti per sempre -
Pullman è uno scrittore dal rendimento discontinuo. E' poco "tecnico", e a volte ha la predica facile. In questo libro da il meglio di sé, a differenza che nella più famosa serie di Sally Lockhart.
Mi è piaciuto molto il personaggio principale, e questo fa molto per il mio apprezzamento complessivo ... (continue ) -
—
Dec 21, 2012 |
1 feedback
-
-
-
-
- La principessa di latta (335)
-
By Philip Pullman -
Finished on Dec 19, 2012 




-
-
-
-
- Non per profitto (190)
- Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica
-
By Martha C. Nussbaum -
Finished on Nov 21, 2012 




-
-
3 people find this helpful 



Falliti coi fiocchi -
Una piccola premessa. La mia formazione scolastica ha compreso cinque anni in istituto psico-pedagogico, per cui ci sono tematiche a cui il mio sistema immunitario reagisce con violenza, per troppa esposizione. In particolar modo, appena sento parlare di "dialogo socratico" o di "educazione interatt ... (
continue ) -
—
Nov 21, 2012 |
2 feedbacks
-
-
-
-
- Retromania (186)
- Musica, cultura pop e la nostra nostalgia per il passato
-
By Simon Reynolds -
Finished on Oct 15, 2012 




-
-
-
-
- Una stanza tutta per sé (3806)
-
By Virginia Woolf -
Finished on Sep 25, 2012 




-
La mistica della femminilità
TLDR: questo libro è ottimo perché ha la virtù di fare pensare pur essendo molto accessibile, e di far comprendere una delle anime (forse fra le più moderate) del femminismo della seconda ondata.
VERSIONE ESTESA. Comincio col dire che la principale qualità che ho ammirato in questo libro è l'enfasi ... (continue)
TLDR: questo libro è ottimo perché ha la virtù di fare pensare pur essendo molto accessibile, e di far comprendere una delle anime (forse fra le più moderate) del femminismo della seconda ondata.
VERSIONE ESTESA. Comincio col dire che la principale qualità che ho ammirato in questo libro è l'enfasi sull'individualismo, inteso in senso positivo, quale autorealizzazione e massimo sviluppo del sé. Non siamo abituati a pensare il femminismo in questi termini, e in effetti l'autrice si espone alle accuse di essere una femminista "borghese", attenta ai bisogni esistenziali delle donne della classe medio-alta. Questo secondo me è vero, ma non riesco a vederlo come un demerito, perché l'autrice specifica sin da subito di quale gruppo intende occuparsi, senza occultare la natura di classe del problema; inoltre, si trattava di una sfera poco indagata anche e proprio perché le persone coinvolte non sembravano essere in guai urgenti.
Nonostante la prospettiva individualistica di partenza, è interessante che Friedan pensi che il massimo grado di autorealizzazione si raggiunga con un lavoro svolto nella società, vale a dire socialmente utile e socialmente rilevante, oltre che "creativo". Forse questa è la componente più "novecentesca" (e datata) del libro, che si sente chiaramente anche quando l'autrice demanda alle istituzioni (prevalentemente statali) il compito di fare da "controspinta" rispetto alla creazione di falsi bisogni da parte del mondo degli affari. Sebbene io condivida in linea di massima, penso che il problema sia impostato in modo troppo difforme rispetto all'attuale sistema economico (per non parlare della crisi, del calo della natalità ecc.)
Meno datate, purtroppo, sono le osservazioni sulla superespansione (volontaria) dei lavori di casa, se vengono visti in maniera fuorviante come mezzi di realizzazione e non di ri-produzione e conservazione; sulla mistica della "differenza" che ha sostituito quella dell'inferiorità senza mutarne di molto i risultati.
In particolare è analizzata in dettaglio la mistica del femminile quale "pensiero intuitivo, concreto, emotivo, conservativo" rispetto al maschile che si caratterizzerebbe per astrattezza, spinta al progresso e cambiamento, orientamento individualistico e quantitativo. Interessante perché, con poche variazioni, si tratta di discorsi che sostanzialmente vengono ripetuti ancora oggi, con l'esito prevedibile di chiudere il contributo delle donne nell'irrazionale, nel mistico o nella sola sfera delle relazioni. E ad alcune piace pure.
Altra cosa importante: l'autrice non assume mai toni vittimistici e parla a più riprese e chiaramente della collaborazione attiva delle donne alla costruzione del proprio recinto, a volte addirittura contro l'opinione degli uomini. In effetti il libro non contiene nessuna incitazione d'odio e praticamente nessun riferimento al "patriarcato" o a un dominio esclusivamente maschile sulle donne. Nell'epilogo scritto nel 1977 si parla con discreta disapprovazione della drammatizzazione della lotta dei sessi compiuta da una parte del movimento, che naturalmente è quella a cui oggi tutti pensano appena si apre la bocca per dire "femminismo": sostenitrici della partenogenesi, lesbiche pro-sterminio, bruciatrici di reggiseni e via andando.
Apprezzo particolarmente l'impostazione del problema dell'autoespressione delle donne come problema da risolversi per il bene di tutti e con il massimo coinvolgimento possibile degli uomini, a volte intrappolati in una "mistica del maschile" soffocante allo stesso modo.
Il libro risente di un rapporto piuttosto indeciso con la psicoanalisi. Se questa viene giustamente criticata per aver sottovalutato la soddisfazione dei bisogni di crescita in favore di quella degli impulsi di base (sessuale in primis), e per avere postulato senza discutere la "passività" e la "rigidità" delle donne, non capisco perché l'autrice ne ripristina senza problemi le posizioni nei confronti degli omosessuali maschi, di cui fra l'altro si da per scontato che "odino le donne". Succede, ma succede anche agli etero. Non vedo la qualità particolarmente catastrofica dell'odio che provenga da un omosessuale.
Infine, l'autrice accenna appena una tematica che intendo approfondire per conto mio: la necessità di un'istruzione strutturata ai fini dell'emancipazione di un gruppo (qualsiasi, aggiungo). Fa notare che l'istruzione, intesa come sviluppo dell'intelletto tramite l'apprendimento di una o più discipline, dispiaceva ai sostenitori dell'educazione incentrata sul bambino ("spontaneisti pedagogici" secondo Gramsci e Makarenko, "descolarizzatori" secondo l'ottica attuale), e che ciò abbia avvantaggiato l'affermazione della mistica. E' interessante che questo coincida con le osservazioni dispiaciute di Neill, alfiere dell'educazione libertaria: se lasciati a sé stessi, i bambini tendono a riprodurre ruoli pesantemente stereotipati appresi nell'ambiente di origine. Ancora una volta, e piuttosto stranamente, la strada per la libertà finisce per passare attraverso la strutturazione, o disciplina.