-
All books
-
-
-
- Un giorno questo dolore ti sarà utile (3579)
- By Peter Cameron
-
Finished on Feb 10, 2012





-
-
-
-
- Imagica (386)
- By Clive Barker
-
Reading since Jan 12, 2012
-
-
-
-
- Mr Gwyn (1970)
- By Alessandro Baricco
-
Finished on Jan 9, 2012





-
-
-
-
- Amore amore (74)
- By Dan Rhodes
-
Finished on Dec 28, 2011





-
-
-
-
- Poesie (906)
- By Nazim Hikmet
-
Reading since Dec 27, 2011
-
-
-
-
- Il bizzarro museo degli orrori (368)
- By Dan Rhodes
-
Finished on Dec 22, 2011





-
-
-
-
- 22/11/'63 (1416)
- By Stephen King
-
Finished on Dec 3, 2011





-
-
2 people find this helpful




Vivere a Jodie -
Prendete qualche rametto secco, carta dei sacchetti del pane, un ciocco leggermente più grande e qualche fiammifero. Non voglio bruciare il romanzo, tutt'altro! Voglio che accendiate un bel fuoco nel vostro camino, spostiate il divano molto vicino alle fiamme e vi sediate.
Prendete questo libro, ap ... (continue) - — Jan 3, 2012 | Add your feedback
-
-
-
-
- Batman: Anno Uno (415)
- Edizione assoluta
- By David Mazzucchelli, Frank Miller
-
Finished on Nov 4, 2011





-
-
-
-
- La vita, l'Universo e tutto quanto (4312)
- By Douglas Adams
-
Finished on Nov 18, 2011





-
-
-
-
- Blankets (1438)
- By Craig Thompson
-
Finished on Nov 2, 2011





-
-
-
-
- Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie e Al di là dello specchio (7244)
- By Lewis Carroll
-
Finished on May 20, 2010





-
-
-
-
- Il dolore perfetto (2571)
- By Ugo Riccarelli
-
Finished on Oct 19, 2011





-
-
-
-
- La mia indimenticabile estate con Harris (19)
- By Gary Paulsen
-
Finished





-
-
-
-
- Buchi nel deserto (136)
- By Louis Sachar
-
Finished





-
-
-
-
- Cabal (451)
- By Clive Barker
-
Finished on Aug 28, 2011





-
RSS feeds: subscribe to superpuccio's shelf
Mr Gwyn
2 people find this helpful
«Ragazzi un attimo di silenzio, per favore.» Il brusio svanisce in fretta. «In questi ultimi cinque minuti vorrei costruire le basi per la discusssione che affronteremo la prossima settimana riguardo "Mr. Gwyn".» Il numero di facce preoccupate è molto inferiore di quanto mi aspettassi. «Quanti di vo ... (continue)
«Ragazzi un attimo di silenzio, per favore.» Il brusio svanisce in fretta. «In questi ultimi cinque minuti vorrei costruire le basi per la discusssione che affronteremo la prossima settimana riguardo "Mr. Gwyn".» Il numero di facce preoccupate è molto inferiore di quanto mi aspettassi. «Quanti di voi hanno terminato la lettura del romanzo?»
Conto le mani abbassate: una, due, cinque. Solo cinque. In un corso frequentato da quasi trenta studenti non è male. Mi ritengo soddisfatto.
«Signorina Jun», la indico con la Bic «vorrebbe gentilmente riassumere la trama del romanzo evitando di rovinare il finale ai suoi colleghi più pigri?» Sorride il giovane Pehnt, uno dei pigri.
«La storia di Mr. Gwyn è molto particolare», si schiarisce la gola «particolare come molte delle opere di Baricco. L'autore racconta la vita di uno scrittore, tale Jasper Gwyn che, in maniera apparentemente improvvisa, decide di smettere di scrivere. Non decide solo di non pubblicare più libri, decide che non farà più l'attività dello scrivere.»
«E come mai tanta drasticità?» Ho notato che fare la parte dell'ingenuo ascoltatore spesso stimola gli studenti ad elaborare risposte più chiare e complete.
«Il protagonista non specifica il motivo di questa scelta.» Fa una pausa, sembra riflettere molto sulle parole che arriveranno. «Dai suoi comportamenti sembra cadere in una sorta di depressione.»
«Scusi se la interrompo», non sembra affatto dispiaciuta «vorrei che rifletteste molto su quello che ha detto la vostra collega. Abbiamo appena incontrato uno dei grandi interrogativi di questo romanzo. Signorina Jun, non sono convinto che un termine clinico come "depressione" sia adatto a descrivere lo stato d'animo di un personaggio così poco reale ed evanescente come Jasper Gwyn.» La ragazza annuisce, sembra essere d'accordo con me. «Potrebbe provare a rispondere alla domanda che le ho fatto senza definire lo stato del protagonista con un termine specifico? Provi solamente a dire quello che le sembra stia succedendo allo scrittore.» Mi alzo a chiudere la porta, maledetto chi ha piazzato le macchinette del caffè vicino all'aula.
«Mr. Gwyn ama l'arte dello scrivere», riprende lei «ama il gesto che la mano forma con la penna, ama i ghirigori che si disegnano sul foglio bianco, ama la scrittura nella sua forma più alta.» Bene, siamo sulla strada giusta. «Diventare scrittore ha contaminato tutto questo: soldi, agenti, incontri con il pubblico, ostentazione di una sicurezza e di una grandiosità che non fanno parte di lui. Mr. Gwyn fugge da tutto questo tentando di salvare la scrittura, quella vera, che ancora rimane in lui.»
Decisamente meglio. «Decisamente meglio», lo dico anche a loro «continui pure.»
«Ben presto, però, Jasper Gwyn si accorge di quanto sia difficile mettere in pratica i suoi propositi. Lui è nato per scrivere, punto e basta. La sfida più difficile è riuscire a capire come perseverare in questo senza ricadere nelle implicazioni che ne derivano. L'idea si presenta al protagonista in una giornata di pioggia dopo aver trovato riparo in una galleria d'arte. Pensa che sarebbe bello fare ritratti. Del resto, una delle sue più grandi qualità è quella di saper entrare nella mente delle persone, di immedesimarsi in loro. Mr. Gwyn, però, non sa dipingere. Decide allora di scrivere ritratti.» Pekish, della congrega dei pigri, alza un sopracciglio: cosa mai potrà significare scrivere ritratti?
«Il protagonista non ha idea di cosa voglia dire scrivere un ritratto», continua Jun «sa solo che vuole provarci, vuole inventare questo mestiere ed essere la prima persona a praticarlo.»
«La ringrazio», sorrido «non ha detto una parola in più di quanto avrei voluto sentire.»
Non vedo gente sbadigliare. E' un buon segno.
«Fra i presenti», alzo un po' la voce per destare i più assopiti «c'è qualcuno che ha letto altri libri di Baricco?» Qualche mormorio di assenso.
«Signor Plasson», lo scelgo tra i tanti «pensa che "Mr. Gwyn", il romanzo intendo, sia in linea con la produzione di Baricco?»
«Si», risposta troppo affrettata? «credo che "Mr. Gwyn" sia il degno erede di romanzi come "Castelli di rabbia", "Oceano mare" o "Seta".» Sfoglia alcuni appunti prima di continuare. «Tutti i testi che ho appena citato sono assolutamente reali, le vicende narrate si rifanno alla vita vera, non alla fantasia. Il modo in cui le storie vengono raccontate, però, confonde spesso il lettore.» Il mio brillante studente mi trova d'accordo. «Le città che descrive l'autore», continua «sembrano non poter esistere, così come i personaggi, i loro obiettivi e le relazioni che li legano. Sembrano appartenere ad un altro mondo. Solo continuando la lettura, conoscendo i personaggi e srotolando una matassa apparentemente intricata, ci rendiamo conto che è proprio il nostro mondo quello di cui sta parlando Baricco, solo raccontato diversamente da come faremmo noi. Raccontato in un modo un po'», si gratta nervosamente la testa «in un modo un po' dimenticato!»
Interessante questo termine. Dimenticato. Dovremmo ricordarci più spesso di quanto abbiamo dimenticato di descrivere decentemente ciò che ci circonda.
«Mi dica, allora», proseguo «in che modo "Mr. Gwyn" le ricorda queste altre storie?»
«Il protagonista sembra uscito direttamente da uno dei romanzi di cui ho parlato. Nelle sue storie Baricco ha creato pittori che dipingono utilizzando l'acqua del mare, uomini il cui desiderio più grande è quello di costruire una ferrovia che non curvi mai; persone che scrivono lettere ad un amore che ancora non c'è, ma che un giorno arriverà e vorrà sapere tutto di loro. Capisce», capisco molto bene «quanto sia facile associare Jasper Gwyn a tali figure: uno scrittore che si mette in testa di fare ritratti, di scrivere ritratti!»
«Personalmente», intervengo «ritengo che anche l'ambientazione, a cui faceva riferimento prima, sia decisamente in stile Baricco.»
«Si, sono d'accordo», vedo una mano alzarsi, si tratta della signorina Elisewin «la storia è ambientata in una Londra particolare: in alcuni passaggi la città appare come coperta da una cortina di fumo, pare essere inconsistente. E' la Londra vista attraverso gli occhi dei personaggi tendenzialmente molto introspettivi che popolano questo romanzo.»
«Professor Rail», Elisewin è molto impaziente «mi scusi, ma temo che il tempo a nostra disposizione sia terminato.»
No, non può essere successo di nuovo. Guardo lo Swatch. I miei studenti sarebbero dovuti andare a mensa ben dieci minuti fa.
«Scusate ragazzi, devo iniziare ad impostare una sveglia,» guardo la ragazza «grazie per avermelo fatto presente.»
Rumori di astucci che si aprono, quaderni che si chiudono.
«Vi rubo solo altri due minuti, lo giuro.» Qualcuno continua a metter via la roba, altri mi guardano un po' spazientiti. «Voglio solo farvi un'ultima domanda: cosa vi ha portato alla fine del romanzo? Qual è stato l'elemento che ha fatto si che non abbandonaste la lettura?»
«L'obiettivo del protagonista.» Sempre Elisewin. «Solo alla fine del romanzo scopriamo qual è il reale significato di "scrivere un ritratto". La storia scorre veloce e dubito che qualcuno riuscirebbe a fermarsi prima di aver conosciuto il grande mistero dietro Jasper Gwyn.»
Adesso ci sono molte mani alzate. Che la domanda sia particolarmente facile? No, vogliono semplicemente sbrigarsi per andare a mangiare. Sorrido.
«Signor Parri?»
«Io amo molto Baricco», ripone gli occhiali nella custodia «e trovo che questa storia segni il ritorno al suo vecchio stile. Emmaus, il suo scorso romanzo, non mi era piaciuto. L'autore sembrava ostentare una freddezza e una cattiveria che proprio non gli appartengono. Sono convinto che Baricco abbia provato piacere nello scrivere "Mr. Gwyn" e questa tranquillità si sente durante tutta la lettura.»
«Professore», alza la mano Pehnt, forse vuole ricordarmi quanto siamo in ritardo. «Io ho provato a leggere "Mr. Gwyn".»
«Tentativo lodevole signor Pehnt», risatine generali.
«Nonostante quello che hanno detto i miei colleghi», continua «ho trovato che i personaggi fossero poco approfonditi, alcuni addirittura appena accennati. Lo stesso protagonista, a volte, sfugge al lettore. Si sente il bisogno di saperne di più della sua vita, del suo carattere, del perché agisca in un certo modo. Inoltre», il signor Pehnt si è svegliato sul finire «in alcune occasioni Baricco scrive qualche bella frase, molto bella, ma fine a se stessa. In quei frangenti si ha la sensazione di ascoltare parole scritte per stupire il lettore, senza la preoccupazione che tali battute vengano integrate decentemente nel contesto. Ho provato un certo fastidio nel leggerle.»
«La ringrazio per l'opinione signor Pehnt», mi alzo in piedi «spero che, in ogni caso, riesca a portare a termine la lettura per la prossima settimana.»
Prendo la cimosa e pulisco la lavagna. Dubito che i ragazzi di "Storia medievale" apprezzerebbero i nostri appunti su Harper Lee. Gli studenti si dirigono verso l'uscita.
«Ci vediamo lunedì», quasi urlo per sovrastare il vociare «leggeremo alcuni dei vostri elaborati durante le prime due ore. Buon weekend.»
Lascio uscire la massa e mi avvio in corridoio. Tutto questo parlar di Baricco mi ha fatto venire voglia di rileggere qualcosa. Potrei riprendere da dove iniziai: "Castelli di rabbia". Che storia. Se esco fuori e nevica oggi pomeriggio mi inchiodo davanti al camino e mi godo la lettura.
«Arrivederci Hervé»
«Arrivederla professor Rail», si appoggia alla scopa «la ringrazio per avermi consigliato la lettura di "Mr. Gwyn", gran bel libro.»
«Se termini i romanzi con questo ritmo mi metti in difficoltà», gli stringo la mano «finirò con il non sapere più cosa consigliarti.»
Si stira i baffoni, un po' lusingato.
«Sa, questo lavoro mi concede un po' di spazio dove poter fare ciò che mi piace.»
Gli sorrido e mi dirigo verso l'uscita. Non mi dispiacerebbe affatto sostituire il buon vecchio Hervé con uno dei miei studenti più pigri. Prima di uscire alzo il colletto della giacca. L'aria gelida penetra persino nel locale. Mi appoggio alla porta e quando esco quasi esulto. Sta fioccando.
http://www.libro-mania.com/mr-gwyn/
Is this helpful?