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By Andrea Molesini -
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A volte ritorn-
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- SCHEDA DOPPIA
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By Stephen King -
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Da studiare a scuola -
Se vuoi fare lo scrittore e vuoi avere qualche idea di come si scrive un racconto noir, giallo o dell'orrore, non puoi fare a meno di leggere A VOLTE RITORNANO.
Nel periodo in cui ero un fan di Stephen King e quindi ingoiavo qualunque nefandezza - dal punto di vista letterario - mi propinasse i ... (continue ) -
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Oct 2, 2009 |
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A volte ritorn-
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- Principianti (1206)
- Versione originale di "Di cosa parliamo quando parliamo d'amore"
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By Raymond Carver -
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Tagli e ritagli1 person find this helpful -
Qualcuno ha detto (in molti hanno detto) che il successo di DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO D'AMORE è tutto merito dell'editor di Carver, un filibustiere di nome Gordon Lish, che avrebbe trasformato una raccolta di capolavori di Carver in un libro memorabile.
Ora c'è da dire che quel libro, sc ... (continue ) -
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Oct 2, 2009 |
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- La bella in mano al boia (20)
- Una storia inedita nella Perugia del Seicento
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By Ranieri Di Sorbello Uguccione -
Finished 




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Perugia non è cambiata -
Non stiamo parlando di un capolavoro. Non è il caso di farne un punto di riferimento. Ma chi vive a Perugia DEVE leggere questo libretto.
I motivi sono diversi: la storia vera, i luoghi immutati. Ma soprattutto lo spirito perugino e umbro che ci si ritrova dentro, identico nei secoli dei secoli ... (continue ) -
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Feb 23, 2008 |
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By Fedor M. Dostoevskij -
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Non tutti i bastardi sono di Vienna
Leggendo il primo romanzo di Andrea Molesini ho provato le stesse emozioni estreme delle mie prime letture. Maupassant, Gogol, il Calvino del Sentiero dei Nidi di Ragno. Tutta la bellezza della scrittura. Tutta la profondità dell'animo umano. E' come aver trovato oggi, con un colpo di fortuna impens ... (continue)
Leggendo il primo romanzo di Andrea Molesini ho provato le stesse emozioni estreme delle mie prime letture. Maupassant, Gogol, il Calvino del Sentiero dei Nidi di Ragno. Tutta la bellezza della scrittura. Tutta la profondità dell'animo umano. E' come aver trovato oggi, con un colpo di fortuna impensabile per noi lettori contemporanei, un Dostoevskij capace di sintesi o un Manzoni senza retorica... in un romanzo intriso di musica, di fango e del puzzo stomachevole della guerra.
Quello che rende straordinario "Non tutti i bastardi sono di Vienna" non sono solo i personaggi, gli scenari, la trama, la lingua. E' l'intrinseca musicalità del testo. Una sinfonia dove ogni strumento suona la sua melodia seguendo il ritmo della storia. Per gli appassionati di metrica segnalo volentieri che alcune frasi sono così perfette nel ritmo perché sono veri e propri endecasillabi. La sensazione è che si tratti di un artificio tutt'altro che letterario. E' come se Andrea Molesini possedesse una naturale predisposizione musicale che gli consente di dosare e ritmare ogni elemento, dalla lingua al tessuto narrativo, dando la giusta misura a ogni strumento affinché possa suscitare intense e durature emozioni.
In questa equilibrata perfetta musicalità generale, mi dispiacerebbe dire quale personaggio preferisco. Benché io abbia una spiccata predilezione per nonna Nancy - perché mi mette soggezione - e per nonno Guglielmo - per un'istantanea empatia, - ogni protagonista della storia si fa amare. E dico protagonista non per errore. Ciascuno, con il proprio modo di stare sulla scena, ha forza, spessore, storia.
Questo è il primo romanzo che leggo da anni. Ho poco tempo per la lettura - mia bruciante passione abbandonata per l'onnipresente invadenza del lavoro e per le deliziose responsabilità della famiglia. Ma dalle prime frasi ho capito che questo romanzo, finalmente, poteva tornare a sottrarre tempo alle cose apparentemente più importanti.
Devo quindi ringraziare mia moglie che ha insistito perché io leggessi le prime righe, certa del bene che mi avrebbero fatto. E ovviamente Andrea Molesini che può aspettare a scrivere un secondo romanzo perché questo, così bello, deve avere il tempo di respirare vivere camminare per il mondo, deve vincere premi, commuovere persone e dare il tempo a me di essere riletto con calma, sottolineando le frasi, gustando con maggiore lentezza il finale che, per motivi che solo chi lo ha letto potrà condividere, si divora a una velocità pazzesca per la tensione.