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Alice Sebold
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- Amabili resti (7853)
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By Alice Sebold -
Finished on Mar 20, 2011 




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- La quasi Luna (613)
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By Alice Sebold -
Finished on Jan 25, 2011 




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Arrivata qui tramite la libreria della Leggivendola, ti vicinizzo anch'io! Ottimi gusti ^^
Oh, l'ho sentito nominare abbastanza spesso...
Esatto, il 'perché'. Ad esempio, sempre citando 'Jonathan Strange e il signor Norrell', io ho gradito moltissimo le lunghe spiegazioni sulla storia della magia - anche perché spesso si tratta di piccoli racconti a sé stanti o buffe digressioni - e il fatto che la vicenda venisse narrata seguendo numerosi personaggi. Certo, è venuto fuori un mattone di tutto rispetto, ma non è che questo costituisca un difetto di per sé, dipende dai gusti del lettore. Idem per 'American Gods' di Gaiman, ho letto una recensione che criticava i continui intermezzi dedicati ad altre divinità che effettivamente non avevano molto a che fare con la trama... però a me sono piaciuti ò_ò Cioè, operare dei semplici distinguo tra 'gusti' e 'fattori oggettivi', che ci vuole? Mah.
(Tra l'altro io uso spesso la dicitura 'ben fatto', anche se per riferirmi a singoli aspetti come la riuscita dell'intreccio narrativo e simili xD)
Oh, che sito? *w*
Mah, io vagheggio parecchio per blog e spesso noto pseudo-recensioni che raggruppano immagine di copertina, trama così come è scritta sul retro e, talvolta, un riassunto fatto così male che ti dice pure la fine. Yeee. Proprio quello che volevo, sapere la fine del libro. Yeee.
Io su Anobii mi incacchio spessissimo come una faina. Ho cominciato a prenderla quasi sul personale da una pseudo-wannabe-recensione su 'Jonathan Strange e il signor Norrell', che io ho trovato stupendo, scritto divinamente etc... e 'sto tizio che lo deturpa insultandolo senza dirne assolutamente nulla. Cioè, 'noioso' non è un'analisi. Se uno scrive 'noioso' dovrebbe poi aggiungere '... in quanto prolisso/ripetitivo/ampolloso' etc, non è che si può denigrare un libro oggettivamente bello così. Dì che non t'è piaciuto. Dì cosa avresti cambiato. Aaaarghh mi sto accalorando di nuovo T__T'
Eh, sarà che soprattutto su Anobii sono abituata a leggere delle pseudo-recensioni tarocchissime del tipo 'E' brutto e noioso!' pure per dei capolavori >_>' O allegre ciofeche incensate... perciò fa piacere vedere qualcuno che riesce a comprendere la differenza tra gusti e dati oggettivi >_>'
Io Mrs Dalloway tra l'altro non riesco a recensirlo, è troppo... troppo ò_ò
Ma come, davvero? Eppure io sono ultra-scassapalle con le recensioni altrui, mi è capitato di sfiorare il turpiloquio xD
Invero ho apprezzato molto che tu abbia separato gradimento personale e parere oggettivo. Al di là delle considerazioni che ho trovato più che condivisibili u_u
Amabili resti
***This comment contains spoilers! ***
Soddisfare tutti è molto bello... peccato che sia impossibile. Se X sarà soddisfatto da una tal cosa, Y sarebbe stato soddisfatto dall'esatto contrario. Quindi, come si fa? Semplice: si fanno delle scelte. Chi si vuole accontentare di più, X o Y? A seconda della risposta a questa domanda, quindi, si ... (continue)
Soddisfare tutti è molto bello... peccato che sia impossibile. Se X sarà soddisfatto da una tal cosa, Y sarebbe stato soddisfatto dall'esatto contrario. Quindi, come si fa? Semplice: si fanno delle scelte. Chi si vuole accontentare di più, X o Y? A seconda della risposta a questa domanda, quindi, si farà una determinata cosa. Ma è necessario, per ottenere un buon risultato, preferire qualcosa a qualcos'altro. Altrimenti, finiranno per essere tutti scontenti, sia X che Y. Non sempre, però, la gente afferra questo ragionamento, e cerca di contentare tutti quanti, fallendo.
In ambito letterario, Alice Sebold rientra in questa categoria di persone. Vorrebbe la botte piena e la moglie ubriaca: un romanzo dove il lato sovrannaturale e quello giallo si amalgamino alla perfezione, che coniughi le emozioni all'introspezione psicologica, che faccia riflettere e faccia sognare allo stesso tempo... e che possibilmente venda bene. Una missione piuttosto difficile da realizzare: già per un professionista l'esito è tutt'altro che scontato, figurarsi poi per un'esordiente. Ed infatti tutti questi fattori vengono mortificati e sminuiti, perché l'autrice non è in grado di gestirli tutti insieme.
Ad esempio, il romanzo dovrebbe incentrarsi su due aspetti: quello sovrannaturale, rappresentato dalla protagonista Susan che dal Paradiso osserva la vita di chi ha lasciato, e quello più thriller, rappresentato dalla caccia all'assassino, di cui sappiamo da subito l'identità. Nella smania di dare lo stesso spazio ad entrambi, nessuno dei due viene approfondito bene. L'aspetto sovrannaturale si limita ad una stucchevole descrizione del Paradiso e un finale a dir poco imbarazzante, nonché a mio parere ingiusto; l'aspetto thriller viene ridotto al sapere il nome dell'assassino e a vedere come questi riesca a cavarsela in ogni situazione, nonostante sia il padre della protagonista che, in seguito, la polizia sappia la verità.
Le cose vanno ancora peggio quando la Sebold cerca di unire Susie, lo spettrale io narrante, ed i suoi cari. Risultato: la trovata originale della vittima che osserva come si svolge la storia si rivela l'ostacolo maggiore alla godibilità dei personaggi. Complice una scrittura non proprio stellare, ci ritroviamo un narratore onnisciente nascosto dietro all'io narrante: la natura sovrannaturale di Susie le consente di sapere tutto quello che pensano e provano gli altri. Così i personaggi, protagonista compresa, vengono sminuiti, perché il lettore si ritrova a raccogliere le briciole del punto di vista, e non può scoprire da sé i lati dei vari caratteri. Quasi quasi, i manichini dei negozi di vestiti hanno una personalità più penetrante...
Queste sono lacune gravi, ma che in fondo si potrebbero ancora giustificare con l'inesperienza dell'autrice (anche se so, leggendo un romanzo posteriore, che non è affatto migliorata). C'è però un aspetto che a mio parere è perfino peggio: è soggettivo, certo, ma è quello che mi ha dato più fastidio. E' la morale del romanzo, anche questa che oscilla - involontariamente - tra due poli. Il primo è il buonismo strisciante della storia, soprattutto nel finale. Gli spiriti sono tra noi, evviva evviva, e migliorano la vita di coloro che sono rimasti. Sì, certo, c'è anche tanto dolore, ma per fortuna la giustizia divina, statene certi, non mancherà di colpire proprio quando ce ne è più bisogno. Tutti i torti verranno sempre riparati, quelli tra i vivi e quelli tra i morti. A questo messaggio stucchevole ed irreale si abbina però una contraddizione insita nei personaggi che mi ha lasciato piuttosto perplessa: molti di questi sono involontariamente negativi, e non mi riferisco all'assassino (troppo facile puntare il dito contro di lui!). Pensano solamente a sé stessi, non utilizzano il loro dolore in maniera costruttiva, si chiudono dietro muri di rancore, anche e soprattutto nei confronti di coloro che soffrono tanto quanto loro. E me li chiami personaggi positivi? E mi vieni a dire che si meritano il bene che gli accade nello scontatissimo finale? Susie è stata quella che mi ha colpito di più sotto questo aspetto. Dietro l'aura di vittima innocente si nasconde un'egocentrica, che non riesce a capire che gli altri possano e debbano farsi una vita anche senza di lei, che non esita a sfruttare il corpo di una persona il cui unico difetto è adorarla solamente per poter fare l'amore con il ragazzo di cui si era presa una cotta. Tra parentesi, questo non mi sembra nemmeno un pensiero plausibile da parte di una che è morta per colpa di un pedofilo, ma devo dire di non aver saperne molto sull'argomento. Dopo aver perso per la seconda volta la verginità, poi, Susie è pronta a lasciare quasi del tutto i legami con la Terra. Quindi è più importante la libidine della famiglia? Che bel messaggio...
Non importa che siate X o Y: non vi consiglio questo libro, per nulla, e neanche l'autrice in generale. Non si tratta di un romanzo acerbo, si tratta di un prodotto costruito a tavolino che è fallito - due cose ben diverse. Se volete, guardatevi l'adattamento filmico: io non l'ho visto, ma secondo me ha buone possibilità di essere migliore dell'originale. Non che, alla fine, ci voglia tanto...