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Libro che consiglierei a chiunque... si alternano momenti poetici alla ribellione della crescita, una visuale lucida e sognatrice allo stesso tempo. La presenza del pericolo, dell'avventura, il tutto mosso da un'enorme volontà di conoscere e di vivere sulla propria pelle ciò che si concretizza nella ... (continue)
- — May 6, 2008 | Add your feedback
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Le sette sfere
Le sette sfereRoma 1939, è la vigilia di Natale e in un clima che che porta con sé echi lontani di una guerra mondiale in atto e l'imminente entrata in azione dell'Italia, una lettera viene ritrovata casualmente in una cantina... è una lettera antica, nella quale si menziona un libro, il De rebus bellorum di Quir ... (continue)
Roma 1939, è la vigilia di Natale e in un clima che che porta con sé echi lontani di una guerra mondiale in atto e l'imminente entrata in azione dell'Italia, una lettera viene ritrovata casualmente in una cantina... è una lettera antica, nella quale si menziona un libro, il De rebus bellorum di Quiriliano, e l'indizio di un percorso della perfezione e della salute da seguire per giungere ad un presunto tesoro, prezioso, lasciato in eredità e ancora celato.
Una lettera misteriosa che non può essere accantonata da Valerio Verri, commerciante di libri antichi e studioso degli stessi. In essa trova precisi riferimenti alla religione mitraica, antico culto presente sin dal 1300 a.C. che cominciò a prendere piede a partire dalla fine del I secolo d.C. e raggiunse il periodo di massima diffusione al tempo degli imperatori Severi.
Da questo casuale rinvenimento parte un' avvincente concatenazione di eventi che si svolgerà nel giro di due giorni e porterà i protagonisti del libro alla conclusione della vicenda, e il lettore a scoprire luoghi di Roma sconosciuti ai più.
Nella considerevole sequenza di personaggi che si trovano fin dalle prime pagine, l'autore ci viene incontro con un utile promemoria iniziale degli stessi per evitare di fare confusione, si evince che la vera protagonista della storia è Roma, la città millenaria unica al mondo. Tuttavia la sua presenza è discreta, ma allo stesso tempo imprescindibile alla storia.
L'autore possiede i ritmi narrativi moderni, e regala una scrittura veloce e scorrevole, da considerarsi un valore aggiunto al contesto, che altrimenti sarebbe potuto risultare diversamente efficace. Inoltre ha la capacità di proporre con le parole immagini compiute, che indirizzano il lettore esattamente nell'idea che l'autore desidera descrivere. Non è un caso, così, trovarsi a leggere pagina dopo pagina una sequela d'immagini molto ben descritte che danno adito alla base di una possibile sceneggiatura futura.
In due giorni i protagonisti si trovano, loro malgrado, invischiati in una corsa contro il tempo per la ricerca del tesoro annunciato nella lettera e per evitare che una setta sconosciuta possa attuare il suo disegno occulto sanguinario.
I colpi di scena si succedono con velocità fino a lasciare col fiato sospeso il lettore, in balia delle pagine a dir poco magnetiche. Ed è proprio lì, tra gli interstizi di una narrazione incalzante che arriva la bellezza di Roma, che nella sua placida malìa pare contrastare l'immediatezza degli avvenimenti.
È forse questo piacevole gioco d'intermittenza che rende la lettura gradevole e la suspance duratura senza tregua.
Il finale nasconde la speranza che questo primo romanzo possa essere l'apripista di un'interessante filone di cui l' Urbe eterna era sprovvista fino ad ora.
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