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- Swedish
- By Vera Croghan
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Reading since Nov 7, 2009




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- Things the Grandchildren Should Know
- By Mark Oliver Everett
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Finished on Oct 9, 2009




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- Time's Arrow or the Nature of the Offence (2)
- By Martin Amis
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Finished on Jul 6, 2009




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Time's Arrow or the Nature of the Offence
10 people find this helpful



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Un libro tecnicamente sorprendente e con pochissimi eguali nella storia della letteratura. L’opera forse più bella di Martin Amis, e allora ci si domanda come mai sia introvabile e fuori catalogo da dover scomodare una libreria online inglese per andarlo a reperire in lingua originale (se un “amico” ... (continue)
- — Jul 7, 2009 | 1 feedback
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- Conversation
- (Resource Books for Teachers)
- By Rob Nolasco, Lois Arthur
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Finished in 1991




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- And Then There Were None (41)
- (The Christie Collection)
- By Agatha Christie
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Finished in 1980




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- Murder on the Orient Express (32)
- By Agatha Christie
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Finished in 1980




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- How to Read Egyptian Hieroglyphs (1)
- A Step-By-Step Guide to Teach Yourself
- By Mark Collier
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Finished




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- JOHN KEATS
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- JOHN KEATS
- (PELICAN)
- By ROBERT GITTINGS
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Finished




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- The York Notes on D.H.Lawrence's "Rainbow"
- (Longman Literature Guides)
- By Hilda D. Spear
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Finished




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Tradit-
ion and Dream -
- Tradition and Dream
- By Walter Allen
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Finished




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Tradit-
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- James Joyce, "Dubliners"
- (York Notes)
- By A.Norman Jeffares, Suheil Badi Bushrui
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Finished




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- Thomas Hardy, "Mayor of Ca…
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- Thomas Hardy, "Mayor of Casterbridge"
- (York Notes)
- By Hilda D. Spear
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Finished




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Things the Grandchildren Should Know
11 people find this helpful
Sapere che questa è l’autobiografia di una rock star – sebbene non molto conosciuta – potrebbe portarvi fuori pista. Perché questa è innanzitutto la storia di un uomo, e prima ancora di un bambino e di un ragazzo, che ha costruito la sua esistenza con tenacità e caparbietà nonostante le cose attorno ... (continue)
Sapere che questa è l’autobiografia di una rock star – sebbene non molto conosciuta – potrebbe portarvi fuori pista. Perché questa è innanzitutto la storia di un uomo, e prima ancora di un bambino e di un ragazzo, che ha costruito la sua esistenza con tenacità e caparbietà nonostante le cose attorno a lui si sfaldassero pezzo dopo pezzo, o crollassero come castelli di carte al vento proprio nei momenti in cui qualcosa sembrava mettersi al posto giusto.
Mark Oliver Everett è adesso un simpatico e talentuosissimo musicista di 46 anni, il frontman (ma in realtà unico componente fisso) degli Eels, una band dalla produzione estremamente varia e differenziata, proprio perché E (questo il nome con cui Everett è stato sempre chiamato dagli amici) scrive quello che sente, quello che vorrebbe, quello che gli accade.
E di cose gliene sono accadute davvero tante; in primis un padre, Hugh Everett, che è stato un genio incompreso della meccanica quantistica, l’inventore della teoria dei mondi paralleli, un uomo sempre intento a scribacchiare formule astruse durante la cena, sempre per conto suo, con pochissimo contatto reale con la famiglia. Un uomo che muore d’infarto a cinquant’anni – grazie anche ai tre pacchetti giornalieri di Kent – e il cui corpo ormai rigido viene trovato proprio dal diciannovenne Mark.
Poi, una madre molto affettuosa ma un po’ – come dire – caratterialmente instabile, una madre con il comportamento fragile da bambina, alcune volte ipersensibile da scoppiare a piangere passando l’aspirapolvere, altre volte distaccata e quasi rassegnata.
Ed ancora, forse il più grande turbamento per il giovane Mark, una sorella maggiore, Liz, con problemi di alcool e droga, relazioni di coppia con soggetti potenzialmente pericolosi, innumerevoli tentativi di suicidio culminati in quello riuscito, per ingestione di pillole.
Everett racconta la sua vita con ironia e con grande partecipazione emotiva; riesce a far pensare, divertire e commuovere allo stesso tempo. Sembra quasi di ascoltare un amico che stia narrando la sua storia, talmente genuino è il tono, sincere le parole, semplici le frasi.
Il ritratto di un uomo che ha affrontato gli alti e i bassi della sua vita con coraggio, tenendo testa alla disperazione bruciante (che nel libro si percepisce tutta, e con dolore), compiendo gesti di amore incondizionato verso la madre malata terminale di cancro ai polmoni, quando ormai la fortuna lavorativa stava iniziando a sorridergli. Un uomo che detesta la mondanità, gli show, le luci della ribalta, che racconta di amare la sua casa, di trascorrervi giorni e giorni nel patio, col suo cane, guardando alla sera il cielo stellato e immaginando di rivolgersi al padre, alla madre, a Liz.
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