Un bellissimo libro sulla perdita, qualunque tipo di perdita, il dolore che ne consegue e il modo di affrontarlo. Nessuna morale, nessun pietismo, tanto pianto liberatorio per il lettore (perchè, chi di noi non ha mai perso qualcuno, in un modo o nell'altro?). Procurarsi una buona quantità di fazzol
... (continue)
Un bellissimo libro sulla perdita, qualunque tipo di perdita, il dolore che ne consegue e il modo di affrontarlo. Nessuna morale, nessun pietismo, tanto pianto liberatorio per il lettore (perchè, chi di noi non ha mai perso qualcuno, in un modo o nell'altro?). Procurarsi una buona quantità di fazzoletti prima di cominciarlo (anche per chi non ha la lacrima facile).
Che bella sorpresa! Ammetto di essere sempre un po' scettica quando un artista invade un campo non suo, ma questo libro mi ha decisamente convinto. Più che un giallo è una storia di famiglia scritta in modo semplice e molto scorrevole, in nessun modo pretenziosa, con una discreta sorpresa sul finale
... (continue)
Che bella sorpresa! Ammetto di essere sempre un po' scettica quando un artista invade un campo non suo, ma questo libro mi ha decisamente convinto. Più che un giallo è una storia di famiglia scritta in modo semplice e molto scorrevole, in nessun modo pretenziosa, con una discreta sorpresa sul finale. Bravo Ruggeri!
Oh, io ci ho provato. Mi sono letta tutte le recensioni possibili per capire cosa non avevo afferrato, perchè spesso sono una lettrice un po' disattenta, ma in questo caso ho voluto tenere duro fino alla fine perchè poi ti accusano di essere superficiale, e alla fine se sei l'unica a cui non è piaci
... (continue)
Oh, io ci ho provato. Mi sono letta tutte le recensioni possibili per capire cosa non avevo afferrato, perchè spesso sono una lettrice un po' disattenta, ma in questo caso ho voluto tenere duro fino alla fine perchè poi ti accusano di essere superficiale, e alla fine se sei l'unica a cui non è piaciuto un libro su cui tutti si sperticano di lodi pensi di avere qualcosa che non va. E lo ammetto, ho letto (e amato) Benni fino a "Margherita Dolcevita", quindi mi sono persa le sue evoluzioni negli anni successivi (volevo agggiungere "per fortuna" ma è meglio se mi trattengo). Allora, proviamoci. E' una delicata storia d'amore platonico tra il vecchio Professore che vive isolato in mezzo alla natura, con cui dialoga come se dialogasse con se stesso, e la bionda Principessa (che permette al Professore di rivivere dentro di sè il sogno di "le notti bianche" di Dostoevskij) entrambi portatori di angoscianti segreti. I protagonisti vivono la loro storia come il giro di valzer che si concedono, circondati da personaggi che li sfiorano appena, come spettatori intorno alla pista, più che ballerini, e il finale è un addio che porta all'inizio di una ripresa. Ma per piacere. Questo è un Harmony per donne colte, una sbrodolata di inutile romanticume scritto da un Benni travestito da Baricco, con un finale scontato (per fortuna!) e personaggi, dal primo all'ultimo, tanto monodimensionali da essere irritanti, che non lasciano il segno se non, alla fine, farti chiedere "Ma allora a cosa servivano?". Sui terribili segreti di P&P, poi, mi è scappato da ridere. Perchè due stelle e non una? Perchè, nonostante tutto, Benni sa creare un'atmosfera e, innegabilmente, scrive bene. ma un'insalata, per quanto pregiati siano l'aceto balsamico e l'olio extravergine che ci metti sopra, resta sempre un'insalata. Che rabbia.
Roddy Doyle dovrebbe scrivere o libri per adulti o libri per bambini (che poi leggono pure gli adulti ma è un altro discorso ;-)). Le vie di mezzo gli vengono proprio male.
Niente da dire se non che è uno dei libri più belli e pieni di coraggio che ho letto negli ultimi anni, assolutamente privo di banalità, buonismo e luoghi comuni, con personaggi grandissimi anche nelle loro piccole miserie.
Molto forte, incredibilmente vicino
Un bellissimo libro sulla perdita, qualunque tipo di perdita, il dolore che ne consegue e il modo di affrontarlo. Nessuna morale, nessun pietismo, tanto pianto liberatorio per il lettore (perchè, chi di noi non ha mai perso qualcuno, in un modo o nell'altro?). Procurarsi una buona quantità di fazzol ... (continue)
Un bellissimo libro sulla perdita, qualunque tipo di perdita, il dolore che ne consegue e il modo di affrontarlo. Nessuna morale, nessun pietismo, tanto pianto liberatorio per il lettore (perchè, chi di noi non ha mai perso qualcuno, in un modo o nell'altro?). Procurarsi una buona quantità di fazzoletti prima di cominciarlo (anche per chi non ha la lacrima facile).
Non si può morire la notte di Natale
Che bella sorpresa! Ammetto di essere sempre un po' scettica quando un artista invade un campo non suo, ma questo libro mi ha decisamente convinto. Più che un giallo è una storia di famiglia scritta in modo semplice e molto scorrevole, in nessun modo pretenziosa, con una discreta sorpresa sul finale ... (continue)
Che bella sorpresa! Ammetto di essere sempre un po' scettica quando un artista invade un campo non suo, ma questo libro mi ha decisamente convinto. Più che un giallo è una storia di famiglia scritta in modo semplice e molto scorrevole, in nessun modo pretenziosa, con una discreta sorpresa sul finale. Bravo Ruggeri!
Di tutte le ricchezze
***This comment contains spoilers! ***
Oh, io ci ho provato. Mi sono letta tutte le recensioni possibili per capire cosa non avevo afferrato, perchè spesso sono una lettrice un po' disattenta, ma in questo caso ho voluto tenere duro fino alla fine perchè poi ti accusano di essere superficiale, e alla fine se sei l'unica a cui non è piaci ... (continue)
Oh, io ci ho provato. Mi sono letta tutte le recensioni possibili per capire cosa non avevo afferrato, perchè spesso sono una lettrice un po' disattenta, ma in questo caso ho voluto tenere duro fino alla fine perchè poi ti accusano di essere superficiale, e alla fine se sei l'unica a cui non è piaciuto un libro su cui tutti si sperticano di lodi pensi di avere qualcosa che non va.
E lo ammetto, ho letto (e amato) Benni fino a "Margherita Dolcevita", quindi mi sono persa le sue evoluzioni negli anni successivi (volevo agggiungere "per fortuna" ma è meglio se mi trattengo).
Allora, proviamoci.
E' una delicata storia d'amore platonico tra il vecchio Professore che vive isolato in mezzo alla natura, con cui dialoga come se dialogasse con se stesso, e la bionda Principessa (che permette al Professore di rivivere dentro di sè il sogno di "le notti bianche" di Dostoevskij) entrambi portatori di angoscianti segreti. I protagonisti vivono la loro storia come il giro di valzer che si concedono, circondati da personaggi che li sfiorano appena, come spettatori intorno alla pista, più che ballerini, e il finale è un addio che porta all'inizio di una ripresa.
Ma per piacere.
Questo è un Harmony per donne colte, una sbrodolata di inutile romanticume scritto da un Benni travestito da Baricco, con un finale scontato (per fortuna!) e personaggi, dal primo all'ultimo, tanto monodimensionali da essere irritanti, che non lasciano il segno se non, alla fine, farti chiedere "Ma allora a cosa servivano?". Sui terribili segreti di P&P, poi, mi è scappato da ridere.
Perchè due stelle e non una? Perchè, nonostante tutto, Benni sa creare un'atmosfera e, innegabilmente, scrive bene. ma un'insalata, per quanto pregiati siano l'aceto balsamico e l'olio extravergine che ci metti sopra, resta sempre un'insalata.
Che rabbia.
La gita di mezzanotte
Roddy Doyle dovrebbe scrivere o libri per adulti o libri per bambini (che poi leggono pure gli adulti ma è un altro discorso ;-)). Le vie di mezzo gli vengono proprio male.
Il ministero dei casi speciali
Niente da dire se non che è uno dei libri più belli e pieni di coraggio che ho letto negli ultimi anni, assolutamente privo di banalità, buonismo e luoghi comuni, con personaggi grandissimi anche nelle loro piccole miserie.