Scritto da Lois Lowry, pubblicato nel 1993, The Giver (in Italia uscito sia con questo titolo sia in prima edizione come Il mondo di Jonas) ha conseguito un discreto e dibattuto consenso, di lettori e critica che ne ha determinato l'esportazione e un buon successo di vendite a livello internazionale
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Scritto da Lois Lowry, pubblicato nel 1993, The Giver (in Italia uscito sia con questo titolo sia in prima edizione come Il mondo di Jonas) ha conseguito un discreto e dibattuto consenso, di lettori e critica che ne ha determinato l'esportazione e un buon successo di vendite a livello internazionale. Vincitore di premi e riconoscimenti, tra cui alla medaglia Newbery del 1994 quale miglior libro americano per ragazzi, il romanzo rappresenta inoltre il primo capitolo di una quadrilogia che comprende Gathering Blue (pubblicato nel 2000), Messenger (2004) e Son (2012).
Il testo appartenente al genere distopico, ed è ambientato in un imprecisato futuro in cui l'umanità vive in comunità ben organizzate dove tutto è regolamentato da norme precise e costantemente sorvegliato. Il controllo si produce su tutti i fronti del vivere quotidiano, viene fatto percepire ma senza risultare mai oppressivo o violento.
I nuclei familiari sono composti da due genitori, e al più due figli, uno maschio e uno femmina, che possono venir loro assegnati; ogni individuo assolve a uno specifico compito - puericultore piuttosto che raccoglitore di cibo, o partoriente, o ingegnere... - che gli viene affidato secondo le disposizioni del Consiglio degli Anziani durante la cerimonia per il compimento del dodicesimo anno di età. Ciascun individuo conduce un'esistenza fondamentalmente tranquilla, priva di affanni o pericoli; esegue il proprio compito con dedizione e perseveranza, attento a non tradire le aspettative: è, per così dire, felice. In un contesto in cui tutto risulta uniforme e omologato, ciò che manca sono però le emozioni e i rapporti umani spontanei e autentici.
Protagonista delle vicende è Jonas, ragazzino presto dodicenne e prossimo a ricevere la designazione ad Accoglitore di Memorie, una carica particolarmente autorevole che prevede l'acquisizione dei ricordi collettivi da parte di un "donatore", un precedente individuo assegnato alla medesima carica.(...)
Giada, Ambra e Opale sono tre ragazze assai diverse tra loro: Giada è nobile, conosce l'etichetta di corte, è stata addestrata all'uso delle armi, è istruita e viziata; Ambra è una contadina rozza ma sincera, capace di fede profonda e di empatia; Opale appartiene al ceto medio, è introversa, scostan
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Giada, Ambra e Opale sono tre ragazze assai diverse tra loro: Giada è nobile, conosce l'etichetta di corte, è stata addestrata all'uso delle armi, è istruita e viziata; Ambra è una contadina rozza ma sincera, capace di fede profonda e di empatia; Opale appartiene al ceto medio, è introversa, scostante, antipatica quanto intelligente. Ciascuna possiede un sacchetto contenente una pietra stregata, i cui poteri sono destinati a risvegliarsi al compimento del loro quattordicesimo anno di età. Le tre giovani, nate lo stesso giorno, sono state adottate in tenera età da persone disposte a difenderle nascondendo a tutti la loro natura di predestinate: secondo una profezia, infatti, le tre giovani sono designate a salvare il loro magico mondo dalla cupa dittatura del Consiglio dei Dodici.
La notte del loro fatidico quattordicesimo compleanno, le fanciulle vengono allontanate da casa e fatte incontrare...
Nel frattempo, nel nostro mondo, l'adolescente Goa agonizza in un letto d'ospedale, rosa da una terribile malattia e dall'assenza di affetto...
Le tre pietre (La Prophétie des pierres, 2002) è un romanzo di facile lettura, sospeso tra atmosfere fantasy, di fantascienza e di fiaba vera e propria, scritto da un'adolescente franco-romena, Flavia Bujor. Come già accaduto all'uscita di Eragon, anche stavolta qualcuno ha gridato al miracolo, creando un caso letterario. Il punto di forza del libro sono le contaminazioni derivate dagli shojo manga, dal Mondo Disco di Terry Pratchett, dalla Fantàsia di Michael Ende, da Landover e dal ciclo di Shannara di Terry Brooks. Ogni dettaglio è insomma stato preso in prestito da varie saghe di successo, e amalgamato con garbo per fare da sfondo alla più classica lotta tra Bene e Male.
L'autrice ci trasporta in un reame dominato da un'oligarchia di dittatori, il Consiglio dei Dodici. La gente vive oppressa e privata della speranza, della fantasia, della gioia stessa di vivere. Come ne La Spada di Shannara, questo mondo è il nostro stesso pianeta, o meglio quanto ne resta dopo che l'umanità si è quasi sterminata con le proprie mani. Gli spunti fantascientifici vengono però accantonati presto: la vicenda è ambientata millenni dopo l'apocalisse atomica, la tecnologia è decaduta e il nostro mondo del domani è popolato da mortali e da creature fatate. Gli esseri umani vivono rinchiusi in tetre città, mentre le altre stirpi, forse originate dalle radiazioni o forse frutto dell'evoluzione, si sono rifugiate a Fiabilandia.
Essa, come il magico Regno di Landover, è una vasta regione protetta da campi magnetici innalzati da stregoni. Può essere raggiunta solo se si crede nei sogni; la vita laggiù non è semplice, eppure tutti sono liberi di scegliere il proprio destino, di seguire il Bene o il Male secondo libero arbitrio. (...)
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I vermi conquistatori Scritto da Leonardo Colombi, 14 Gennaio 2013 | Commenti (0) sezione: Letteratura · categoria: Recensioni libri Info
Teddy Garnett è un arzillo vecchietto e non vuole saperne di lasciare la casa in cima agli Appalachi dove ha vissuto per anni con la compianta Rose. Non gli importa della pioggia incessante, un diluvio catastrofico che ha messo in ginocchio l’intero pianeta, né di essere l’unico essere umano ancora vivo nella piccola comunità di Punkin’ Center, ormai ridotta a un isolotto in mezzo alle acque. Senza paura, Teddy aspetta il giorno in cui si avvererà il suo unico desiderio: riabbracciare la moglie. Ma quando riceve la visita di Carl, il suo migliore amico creduto morto o portato in salvo dalla Guardia Nazionale, scopre che ci sono cose peggiori della pioggia. Cose che serpeggiano sottoterra, creature striscianti che tarlano il sottosuolo e scavano verso la superficie per rivelarsi al mondo. E conquistarlo.
Titolo originale: The Conqueror Worms Anno: 2005 Autore: Keene Brian Edizione: Edizioni XII (2011) Collana: "Eclissi" n. 12 Pagine: 312 ISBN: 8895733304 ISBN-13: 9788895733302 (prezzo di copertina: 15,00 euro) Traduzione: Musolino Luigi
"Nel luna park della narrativa horror, Brian Keene gestisce le montagne russe!"
Cemetery Dance Publications
Questa l'entusiasta presentazione che la nota realtà editoriale del Maryland, specializzata in narrativa horror, propone per il prolifico Brian Keene. Indubbiamente l'autore della Pennsylvania, vincitore di riconoscimenti prestigiosi tra cui due Bram Stoker Award e uno Shocker Award, con già 16 romanzi all'attivo e alcune antologie di racconti, risulta essere un'ottima penna, un abile maestro di narrativa horror contemporanea.
Il suo I vermi conquistatori (The conqueror worms), pubblicato per la prima volta nel 2005 (con il titolo Earthworm Gods) ma tradotto e distribuito in Italia nel 2011 da Edizioni XII in un elegante volumetto arricchito dalla splendida copertina del duo Angiulli-Mondino (Diramazioni), costituisce una valida lettura capace di trascinare in un contesto apocalittico da cui non sembra esservi scampo alcuno. L'ambientazione si fa angosciante sin dalle prime pagine quando, attraverso la penna di Teddy Garnett, veniamo introdotti all'orrore da lui sperimentato: la Terra è divenuta un pianeta ostile alla sopravvivenza del genere umano, vessata da piogge insistenti, e devastata da tsunami che hanno inondato continenti e nazioni risparmiando solamente brandelli di città o qualche cima di montagna; il sole è poco più che un pallido miraggio al di là della nebbia umida e delle nubi che coprono il cielo, mentre, lentamente, ogni forma di vegetazione e di vita animale cede alla furia degli elementi. In un tale inferno umido, solamente una manciata di comunità umane resiste ancora, cibandosi delle poche provviste disponibili e adattandosi a nuove precarie condizioni di vita; tutt'attorno, la pioggia continua a scendere ininterrottamente e a erodere le poche terre emerse. (...)
Romanzo dal ritmo incalzante, The Heroes catapulta il lettore con efficacia, senza artificiosi indugi e appesantite introduzioni, in un mondo che, apertamente debitore del medioevo europeo, appare straordinariamente concreto e realistico.
All'effetto concorrono evidentemente due precise scelte di c
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Romanzo dal ritmo incalzante, The Heroes catapulta il lettore con efficacia, senza artificiosi indugi e appesantite introduzioni, in un mondo che, apertamente debitore del medioevo europeo, appare straordinariamente concreto e realistico.
All'effetto concorrono evidentemente due precise scelte di campo: da una parte, la magia - intesa in senso lato - viene confinata nella sfera della mera superstizione; dall'altra, la trama, ben più complessa delle iniziali apparenze, emerge spontaneamente dalla descrizione degli eventi e dai dialoghi dei personaggi, senza digressioni o flashback.
Refrattaria alle facili 'derive' della magia, altrove troppo spesso risolutrice di trame divenute macchinose e soffocanti, la scena risulta così avere come unici e indiscussi protagonisti gli uomini, non chiamati da alcun misterioso destino al raggiungimento di alti e salvifici traguardi, ma semmai ritratti, con caustica, impietosa e pressante ironia, nelle mutevoli forme delle loro debolezze e incapacità. Appare infatti evidente che il cuore nevralgico del romanzo, rappresentato dalla battaglia tra le due opposte fazioni degli Uomini del Nord e dell'Alleanza, vive dei tragici errori, dei tradimenti, degli atti vili e meschini dei suoi protagonisti, ben più che delle loro gesta 'eroiche', poche, per lo più prive di significato ed effettiva incidenza, e mai frutto di slancio patriottico o altruistico sacrificio quanto piuttosto di insaziabile ed egoistico desiderio di rivalsa, o addirittura dichiaratamente di opportunismo e casualità. (...)
Io sono un sogno che sogna di inghiottire chi mi sogna
Ancora una volta Edizioni XII dimostra di essere un'ottima realtà editoriale, capace di proporre testi di ottima qualità e dall'accattivante attrattiva estetica. Spiace quindi apprendere che dal 12-12-12 abbia cessato la propria attività così c
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Io sono un sogno che sogna di inghiottire chi mi sogna
Ancora una volta Edizioni XII dimostra di essere un'ottima realtà editoriale, capace di proporre testi di ottima qualità e dall'accattivante attrattiva estetica. Spiace quindi apprendere che dal 12-12-12 abbia cessato la propria attività così come dichiarato nella home page del sito www.xii-online.com, una scelta discutibile, forse folle, forse coraggiosa, ma che in quanto lettori ed esterni possiamo solamente accettare e metabolizzare.
Tuttavia, riportando un passaggio della spiegazione di tale ritiro, rimane il fatto che "il patrimonio racchiuso nel nostro Catalogo è una traccia, immortale e preziosa: per chi sa coglierla e per chi ne sfrutterà i risvolti, per chi riesce a vedere oltre e possiede la volontà di conoscere ciò che le belle storie hanno da dire, il lavoro di Edizioni XII non sarà stato vano. Lasceremo indizi di noi, una mappa dell'attività editoriale - perché gli esploratori hanno sempre bisogno di qualcosa che li guidi, un desiderio, la curiosità, un ideale, un'Idea".
Ecco allora che in questa esplorazione ci si può imbattere in una piccola perla di letteratura come Malapunta. Non un titolo di facile e immediata fruizione ma, proprio per questo, la soddisfazione e la profondità che ne deriva può risultare molto gratificante e stimolante. Di contro, risulta ostico parlarne senza svelare troppo del suo contenuto o esplicitare i parallelismi che l'autore (formalmente, Morgan Perdinka), ha saputo creare.
Sin dalle prime pagine, già dalla lunghissima introduzione suddivisa in parti e intitolata "Della magnificenza delle zone di confine", si avverte la sensazione di trovarsi dinnanzi a un'opera sfaccettata e intensa. Pian piano il lettore viene persuaso a riconsiderare sotto una nuova ottica quella che, fondamentalmente, è la realtà che conosce e quello che risulta essere il mondo onirico, il mondo delle suggestioni irreali e fantastiche, permeato di energia primigenia e arcana (...)
The giver
Scritto da Lois Lowry, pubblicato nel 1993, The Giver (in Italia uscito sia con questo titolo sia in prima edizione come Il mondo di Jonas) ha conseguito un discreto e dibattuto consenso, di lettori e critica che ne ha determinato l'esportazione e un buon successo di vendite a livello internazionale ... (continue)
Scritto da Lois Lowry, pubblicato nel 1993, The Giver (in Italia uscito sia con questo titolo sia in prima edizione come Il mondo di Jonas) ha conseguito un discreto e dibattuto consenso, di lettori e critica che ne ha determinato l'esportazione e un buon successo di vendite a livello internazionale. Vincitore di premi e riconoscimenti, tra cui alla medaglia Newbery del 1994 quale miglior libro americano per ragazzi, il romanzo rappresenta inoltre il primo capitolo di una quadrilogia che comprende Gathering Blue (pubblicato nel 2000), Messenger (2004) e Son (2012).
Il testo appartenente al genere distopico, ed è ambientato in un imprecisato futuro in cui l'umanità vive in comunità ben organizzate dove tutto è regolamentato da norme precise e costantemente sorvegliato. Il controllo si produce su tutti i fronti del vivere quotidiano, viene fatto percepire ma senza risultare mai oppressivo o violento.
I nuclei familiari sono composti da due genitori, e al più due figli, uno maschio e uno femmina, che possono venir loro assegnati; ogni individuo assolve a uno specifico compito - puericultore piuttosto che raccoglitore di cibo, o partoriente, o ingegnere... - che gli viene affidato secondo le disposizioni del Consiglio degli Anziani durante la cerimonia per il compimento del dodicesimo anno di età. Ciascun individuo conduce un'esistenza fondamentalmente tranquilla, priva di affanni o pericoli; esegue il proprio compito con dedizione e perseveranza, attento a non tradire le aspettative: è, per così dire, felice. In un contesto in cui tutto risulta uniforme e omologato, ciò che manca sono però le emozioni e i rapporti umani spontanei e autentici.
Protagonista delle vicende è Jonas, ragazzino presto dodicenne e prossimo a ricevere la designazione ad Accoglitore di Memorie, una carica particolarmente autorevole che prevede l'acquisizione dei ricordi collettivi da parte di un "donatore", un precedente individuo assegnato alla medesima carica.(...)
Leggi la Recensione Completa di Terre di Confine:
http://www.terrediconfine.eu/the-giver-il-donatore.html
Le tre pietre
Giada, Ambra e Opale sono tre ragazze assai diverse tra loro: Giada è nobile, conosce l'etichetta di corte, è stata addestrata all'uso delle armi, è istruita e viziata; Ambra è una contadina rozza ma sincera, capace di fede profonda e di empatia; Opale appartiene al ceto medio, è introversa, scostan ... (continue)
Giada, Ambra e Opale sono tre ragazze assai diverse tra loro: Giada è nobile, conosce l'etichetta di corte, è stata addestrata all'uso delle armi, è istruita e viziata; Ambra è una contadina rozza ma sincera, capace di fede profonda e di empatia; Opale appartiene al ceto medio, è introversa, scostante, antipatica quanto intelligente. Ciascuna possiede un sacchetto contenente una pietra stregata, i cui poteri sono destinati a risvegliarsi al compimento del loro quattordicesimo anno di età. Le tre giovani, nate lo stesso giorno, sono state adottate in tenera età da persone disposte a difenderle nascondendo a tutti la loro natura di predestinate: secondo una profezia, infatti, le tre giovani sono designate a salvare il loro magico mondo dalla cupa dittatura del Consiglio dei Dodici.
La notte del loro fatidico quattordicesimo compleanno, le fanciulle vengono allontanate da casa e fatte incontrare...
Nel frattempo, nel nostro mondo, l'adolescente Goa agonizza in un letto d'ospedale, rosa da una terribile malattia e dall'assenza di affetto...
Le tre pietre (La Prophétie des pierres, 2002) è un romanzo di facile lettura, sospeso tra atmosfere fantasy, di fantascienza e di fiaba vera e propria, scritto da un'adolescente franco-romena, Flavia Bujor. Come già accaduto all'uscita di Eragon, anche stavolta qualcuno ha gridato al miracolo, creando un caso letterario. Il punto di forza del libro sono le contaminazioni derivate dagli shojo manga, dal Mondo Disco di Terry Pratchett, dalla Fantàsia di Michael Ende, da Landover e dal ciclo di Shannara di Terry Brooks. Ogni dettaglio è insomma stato preso in prestito da varie saghe di successo, e amalgamato con garbo per fare da sfondo alla più classica lotta tra Bene e Male.
L'autrice ci trasporta in un reame dominato da un'oligarchia di dittatori, il Consiglio dei Dodici. La gente vive oppressa e privata della speranza, della fantasia, della gioia stessa di vivere. Come ne La Spada di Shannara, questo mondo è il nostro stesso pianeta, o meglio quanto ne resta dopo che l'umanità si è quasi sterminata con le proprie mani. Gli spunti fantascientifici vengono però accantonati presto: la vicenda è ambientata millenni dopo l'apocalisse atomica, la tecnologia è decaduta e il nostro mondo del domani è popolato da mortali e da creature fatate. Gli esseri umani vivono rinchiusi in tetre città, mentre le altre stirpi, forse originate dalle radiazioni o forse frutto dell'evoluzione, si sono rifugiate a Fiabilandia.
Essa, come il magico Regno di Landover, è una vasta regione protetta da campi magnetici innalzati da stregoni. Può essere raggiunta solo se si crede nei sogni; la vita laggiù non è semplice, eppure tutti sono liberi di scegliere il proprio destino, di seguire il Bene o il Male secondo libero arbitrio. (...)
Leggi la Recensione completa di Terre di Confine:
http://www.terrediconfine.eu/le-tre-pietre.html
I vermi conquistatori
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I vermi conquistatori
Scritto da Leonardo Colombi, 14 Gennaio 2013 | Commenti (0) sezione: Letteratura · categoria: Recensioni libri
Info
Teddy Garnett è un arzillo vecchietto e non vuole saperne di lasciare la casa in cima agli Appalachi dove ha vissuto per anni con la compianta Rose. Non gli importa della pioggia incessante, un diluvio catastrofico che ha messo in ginocchio l’intero pianeta, né di essere l’unico essere umano ancora vivo nella piccola comunità di Punkin’ Center, ormai ridotta a un isolotto in mezzo alle acque. Senza paura, Teddy aspetta il giorno in cui si avvererà il suo unico desiderio: riabbracciare la moglie. Ma quando riceve la visita di Carl, il suo migliore amico creduto morto o portato in salvo dalla Guardia Nazionale, scopre che ci sono cose peggiori della pioggia. Cose che serpeggiano sottoterra, creature striscianti che tarlano il sottosuolo e scavano verso la superficie per rivelarsi al mondo. E conquistarlo.
Titolo originale:
The Conqueror Worms
Anno:
2005
Autore:
Keene Brian
Edizione:
Edizioni XII (2011)
Collana: "Eclissi" n. 12
Pagine: 312
ISBN: 8895733304
ISBN-13: 9788895733302
(prezzo di copertina: 15,00 euro)
Traduzione:
Musolino Luigi
"Nel luna park della narrativa horror, Brian Keene gestisce le montagne russe!"
Cemetery Dance Publications
Questa l'entusiasta presentazione che la nota realtà editoriale del Maryland, specializzata in narrativa horror, propone per il prolifico Brian Keene. Indubbiamente l'autore della Pennsylvania, vincitore di riconoscimenti prestigiosi tra cui due Bram Stoker Award e uno Shocker Award, con già 16 romanzi all'attivo e alcune antologie di racconti, risulta essere un'ottima penna, un abile maestro di narrativa horror contemporanea.
Il suo I vermi conquistatori (The conqueror worms), pubblicato per la prima volta nel 2005 (con il titolo Earthworm Gods) ma tradotto e distribuito in Italia nel 2011 da Edizioni XII in un elegante volumetto arricchito dalla splendida copertina del duo Angiulli-Mondino (Diramazioni), costituisce una valida lettura capace di trascinare in un contesto apocalittico da cui non sembra esservi scampo alcuno. L'ambientazione si fa angosciante sin dalle prime pagine quando, attraverso la penna di Teddy Garnett, veniamo introdotti all'orrore da lui sperimentato: la Terra è divenuta un pianeta ostile alla sopravvivenza del genere umano, vessata da piogge insistenti, e devastata da tsunami che hanno inondato continenti e nazioni risparmiando solamente brandelli di città o qualche cima di montagna; il sole è poco più che un pallido miraggio al di là della nebbia umida e delle nubi che coprono il cielo, mentre, lentamente, ogni forma di vegetazione e di vita animale cede alla furia degli elementi. In un tale inferno umido, solamente una manciata di comunità umane resiste ancora, cibandosi delle poche provviste disponibili e adattandosi a nuove precarie condizioni di vita; tutt'attorno, la pioggia continua a scendere ininterrottamente e a erodere le poche terre emerse. (...)
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http://www.terrediconfine.eu/i-vermi-conquistatori.html
The Heroes
Romanzo dal ritmo incalzante, The Heroes catapulta il lettore con efficacia, senza artificiosi indugi e appesantite introduzioni, in un mondo che, apertamente debitore del medioevo europeo, appare straordinariamente concreto e realistico.
All'effetto concorrono evidentemente due precise scelte di c ... (continue)
Romanzo dal ritmo incalzante, The Heroes catapulta il lettore con efficacia, senza artificiosi indugi e appesantite introduzioni, in un mondo che, apertamente debitore del medioevo europeo, appare straordinariamente concreto e realistico.
All'effetto concorrono evidentemente due precise scelte di campo: da una parte, la magia - intesa in senso lato - viene confinata nella sfera della mera superstizione; dall'altra, la trama, ben più complessa delle iniziali apparenze, emerge spontaneamente dalla descrizione degli eventi e dai dialoghi dei personaggi, senza digressioni o flashback.
Refrattaria alle facili 'derive' della magia, altrove troppo spesso risolutrice di trame divenute macchinose e soffocanti, la scena risulta così avere come unici e indiscussi protagonisti gli uomini, non chiamati da alcun misterioso destino al raggiungimento di alti e salvifici traguardi, ma semmai ritratti, con caustica, impietosa e pressante ironia, nelle mutevoli forme delle loro debolezze e incapacità. Appare infatti evidente che il cuore nevralgico del romanzo, rappresentato dalla battaglia tra le due opposte fazioni degli Uomini del Nord e dell'Alleanza, vive dei tragici errori, dei tradimenti, degli atti vili e meschini dei suoi protagonisti, ben più che delle loro gesta 'eroiche', poche, per lo più prive di significato ed effettiva incidenza, e mai frutto di slancio patriottico o altruistico sacrificio quanto piuttosto di insaziabile ed egoistico desiderio di rivalsa, o addirittura dichiaratamente di opportunismo e casualità. (...)
Leggi la Recensione completa di Terre di Confine: http://www.terrediconfine.eu/the-heroes.html
Malapunta
***This comment contains spoilers! ***
Io sono un sogno che sogna di inghiottire chi mi sogna
Ancora una volta Edizioni XII dimostra di essere un'ottima realtà editoriale, capace di proporre testi di ottima qualità e dall'accattivante attrattiva estetica. Spiace quindi apprendere che dal 12-12-12 abbia cessato la propria attività così c ... (continue)
Io sono un sogno che sogna di inghiottire chi mi sogna
Ancora una volta Edizioni XII dimostra di essere un'ottima realtà editoriale, capace di proporre testi di ottima qualità e dall'accattivante attrattiva estetica. Spiace quindi apprendere che dal 12-12-12 abbia cessato la propria attività così come dichiarato nella home page del sito www.xii-online.com, una scelta discutibile, forse folle, forse coraggiosa, ma che in quanto lettori ed esterni possiamo solamente accettare e metabolizzare.
Tuttavia, riportando un passaggio della spiegazione di tale ritiro, rimane il fatto che "il patrimonio racchiuso nel nostro Catalogo è una traccia, immortale e preziosa: per chi sa coglierla e per chi ne sfrutterà i risvolti, per chi riesce a vedere oltre e possiede la volontà di conoscere ciò che le belle storie hanno da dire, il lavoro di Edizioni XII non sarà stato vano. Lasceremo indizi di noi, una mappa dell'attività editoriale - perché gli esploratori hanno sempre bisogno di qualcosa che li guidi, un desiderio, la curiosità, un ideale, un'Idea".
Ecco allora che in questa esplorazione ci si può imbattere in una piccola perla di letteratura come Malapunta. Non un titolo di facile e immediata fruizione ma, proprio per questo, la soddisfazione e la profondità che ne deriva può risultare molto gratificante e stimolante. Di contro, risulta ostico parlarne senza svelare troppo del suo contenuto o esplicitare i parallelismi che l'autore (formalmente, Morgan Perdinka), ha saputo creare.
Sin dalle prime pagine, già dalla lunghissima introduzione suddivisa in parti e intitolata "Della magnificenza delle zone di confine", si avverte la sensazione di trovarsi dinnanzi a un'opera sfaccettata e intensa. Pian piano il lettore viene persuaso a riconsiderare sotto una nuova ottica quella che, fondamentalmente, è la realtà che conosce e quello che risulta essere il mondo onirico, il mondo delle suggestioni irreali e fantastiche, permeato di energia primigenia e arcana (...)
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