663 pagine di romanzo fantasy sui generis, che sono state definite da molti una vera novità e che hanno suscitato grande entusiasmo tra i critici e notevoli riconoscimenti all'autore, un giovane britannico, attivista di sinistra.
Ma va detto subito che scrivere qualcosa di nuovo nel genere Fantasy
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663 pagine di romanzo fantasy sui generis, che sono state definite da molti una vera novità e che hanno suscitato grande entusiasmo tra i critici e notevoli riconoscimenti all'autore, un giovane britannico, attivista di sinistra.
Ma va detto subito che scrivere qualcosa di nuovo nel genere Fantasy non è un granché difficile, dal momento che la produzione media da anni continua a riciclare le solite storie eroiche piene di spade e leggende dimenticate, magia e altre insulse stupidaggini.
Questo genere vive male il confronto con il suo capostipite, l'ineguagliabile Il Signore degli Anelli, che pare aver esaurito ancor prima che nascesse tutte le potenzialità del Fantasy, destinato a restare un triste clone.
CHINA MIÉVILLE però riesce ad uscire dagli stereotipi lisi e noiosi del genere, reinventando un modo di scrivere fantasy: il mondo che crea, quello di New Crobuzon, potrebbe essere il nostro fra tremila anni, oppure emergere da un universo parallelo, popolato com'è da razze strane e sconosciute e retto da una scienza arcana, che mischia tecnologia e negromanzia.
Niente di totalmente nuovo, certo, ma quello che convince del romanzo La Città delle Navi è il modo di raccontare questa strana realtà: Miéville utilizza un tono dimesso, come se stesse raccontando una qualsiasi avventura, senza stucchevoli e altisonanti toni eroici, dando così concretezza al mondo che crea.
Insomma, leggendo La Città delle Navi viene in mente più Salgari o Verne che qualsiasi attuale scrittore di Fantasy.
La notte è fredda, sugli spalti dell'immane fortezza dei Primi. La vigilanza dei Nani è continua, come sempre pronta a difendere la Terra Nascosta da ciò che rimane del Male al di là. Nonostante la ferrea disciplina, l'ambiente è più rilassato del solito. La guerra contro Nôd'onn è ormai conclusa. I
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La notte è fredda, sugli spalti dell'immane fortezza dei Primi. La vigilanza dei Nani è continua, come sempre pronta a difendere la Terra Nascosta da ciò che rimane del Male al di là. Nonostante la ferrea disciplina, l'ambiente è più rilassato del solito. La guerra contro Nôd'onn è ormai conclusa. Il mago vendutosi alle forze demoniache, colui che per le proprie trame di potere ha privato la Terra Nascosta delle personalità magiche che contribuivano a preservarne la stabilità e la pace, è stato finalmente sconfitto.
La grande battaglia di Giogonero ha visto il mago cadere sotto i colpi della Lama di Fuoco, l'ascia dal taglio rivestito di diamante forgiata nel Vapordrago e brandita dal nano Tungdil Manodoro, della stirpe dei Terzi, cresciuto dagli uomini e, per questo, tramite tra due razze profondamente diverse. Dopo tanta sofferenza e tanto sangue sparso, le razze si sono finalmente riavvicinate quanto basta per promettere un futuro radioso alla Terra Nascosta. Solo un manipolo di Albi, genti di lontana origine elfica ormai depravate, e di Mezz'orchi attentano la pace appena conquistata.
Non stupirebbe, quindi, una minore concentrazione da parte delle sentinelle della fortezza, ma i Nani non sono usi a prendere gli incarichi sottogamba. Nemmeno i figli del dio Vraccas, però, possono fare nulla contro il terribile nemico che piomba loro addosso nell'oscurità della notte. Una stella cade dal cielo, sfrecciando sulla fortezza in un alone di fuoco. I detriti nella sua scia bombardano la costruzione considerata indistruttibile, rendendola un ammasso di macerie e di cadaveri. La valanga, la Morte Bianca, si stacca dai monti un tempo amici e devasta ciò che era sopravvissuto al crollo.
L'orizzonte fiammeggia. La terra trema, i cunicoli crollano e i cuori si riempiono di inconsueto timore quando la stella precipita, in lontananza. Quali sventure porterà questo cataclisma? È realmente un corpo celeste quello che è precipitato al di là della Terra Nascosta... o forse si tratta di una terribile leggenda diventata realtà?
Così si apre il secondo capitolo della saga dedicata ai Nani dell'autore tedesco MARKUS HEINTZ, La Guerra dei Nani, uscito in libreria per l'EDITRICE NORD quale seguito de Le Cinque Stirpi, prima parte della saga ancora non conclusa che narra le avventure di Tungdil Manodoro e il suo difficile rapporto con la propria natura di Nano, in relazione con i grandi avvenimenti che stanno modificando radicalmente la Terra Nascosta.
L'intento dell'autore era scrivere un romanzo da potersi leggere senza dover dipendere dalla prima avventura di Tungdil, e si può affermare tranquillamente che il risultato è stato ottenuto.
Se vi capitasse di incontrare un Nano riverso sulla spiaggia, senza chiari ricordi del suo passato e misteriosamente avvezzo alle arti alchemiche, il consiglio che vi darebbe Capitan Capitone sarebbe quello di lasciare il naufrago dove sta e farvi una sana dose di fatti vostri. Ci sono momenti in cu
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Se vi capitasse di incontrare un Nano riverso sulla spiaggia, senza chiari ricordi del suo passato e misteriosamente avvezzo alle arti alchemiche, il consiglio che vi darebbe Capitan Capitone sarebbe quello di lasciare il naufrago dove sta e farvi una sana dose di fatti vostri. Ci sono momenti in cui l'altruismo fa male.
Fin dalle prime pagine de La Tomba Senza Nome, il povero Capitano percepisce misteriosamente che la sua buona azione gli porterà solo guai, e le sue vicissitudini successive non fanno che confermarlo a lui e a noi. Attacchi notturni, navi rubate, draghi con problemi di febbre, guaritori che usano aspirina e supposte giganti, briganti spaccaossa, corse di bighe truccate, elfe affascinanti...
Per un pirata che soffre sia il mal di mare sia le vertigini, star dietro a quel Nano millantatore, con lo scopo di rubargli l'oro alchemico che dice di aver fabbricato, si rivela una fonte continua di nuovi e interessanti modi per incontrare la Signora Morte. E non per un saluto veloce.
Se poi a questo si aggiungono le parole misteriose di un tanto noioso quanto insistente mostro notturno che rovina i sogni al Capitano forzandolo a cercare una misteriosa "tomba senza nome", la frittata è fatta e ci si imbarca in un'avventura non richiesta e decisamente pericolosa.
Il nuovo romanzo di PAOLO VALLERGA edito dalla BRADIPOLIBRI prende il via utilizzando le ambientazioni del gioco di ruolo ConQuest (vincitore del LuccaGames 2001 come miglior gioco italiano, e ad Acquicomics come miglior gioco autoprodotto) dopo il primo romanzo, Il Congegno Traslante, edito dalla ROSE&POISON. Maggiori dettagli sull'autore sono celati, la biografia che viene offerta da Vallerga dimostra quanto a fondo si sia spinto nel mondo fantastico che ha creato. Di sé ci racconta solo le sue origini tarantine, dipingendosi come un viaggiatore della fantasia con un sempiterno dado da gioco in mano.
ConQuest si basa su un mondo vergine e un po' immaturo, ancora privo di una vera storia e di grandi eroi, in cui avventure a volte davvero semplici concorrono a creare legami facendo solo da preludio all'eventuale nascere di grandi cose. Proprio per questo l'umorismo la fa da padrone.
Un mistero circonda Marsten House, una casa ormai chiusa in alto sulla collina di Jerusalem's Lot. Molti anni addietro, un gangster vi aveva ucciso la moglie e poi si era suicidato.
Per scriver un racconto sulla vicenda, un romanziere, di nome Ben Mears, decide di tornare in quel luogo che ormai si
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Un mistero circonda Marsten House, una casa ormai chiusa in alto sulla collina di Jerusalem's Lot. Molti anni addietro, un gangster vi aveva ucciso la moglie e poi si era suicidato.
Per scriver un racconto sulla vicenda, un romanziere, di nome Ben Mears, decide di tornare in quel luogo che ormai si sta spegnendo (pur essendo vivo e così caro nei sui ricordi, per via degli anni che vi aveva passato da giovane, ospite di sua zia), ignaro del fatto che la cittadina sta per essere infestata da un vampiro.
La prima persona con cui Mears entra in contatto è Susan Norton, tipica ragazza di provincia costretta a vivere in una sorta di luogo comune, sognando di potersene un giorno andar via. Il rapporto tra i due non risente della differenza di età e sembra, anzi, essere d'aiuto allo scrittore per superare il trauma subito dopo la morte della moglie Miranda.
A seguire, l'introduzione dei vari personaggi principali ricorre a un schema descrittivo che mira ad anticipare i loro ruoli. Mark Petrie è il bambino troppo maturo per la sua età e già capace di affrontare la vita senza perdere nulla dell'innocenza della giovinezza. Matt Burke è invece il professore vecchio stampo che tuttavia ascolta rock non appena può; conosce la città e i suoi abitanti perché ad ognuno di loro ha insegnato letteratura inglese. Jimmy Cody è il dottore, lo scettico ad oltranza, attento alla salute dei componenti di questo strano gruppo ma restio a convincersi dell'esistenza dei vampiri. Infine Padre Callahan, il prete della comunità, più dedito all'alcool che alla sua parrocchia, capace di attingere una forza incredibile dalla fede con la stessa velocità con cui riesce a perderne la presa.
In un passo, per bocca di Susan, STEPHEN KING descrive parte del gruppo con queste parole: "Un vecchio insegnante mezzo rincoglionito dai libri, uno scrittore ossessionato da un incubo d'infanzia, un ragazzino che si è fatto una cultura sui fumetti dell'orrore e conosce a menadito usi e costumi dei vampiri. E io?".
La città, Jerusalem's Lot, abbreviata in Salem o dai suoi abitanti semplicemente ne "il Lot", segue la particolarità di Stephen King di ambientare i suoi racconti nel Maine, e ricorsivamente nelle stesse città (come accade con Castle Rock nel caso di Cujo, Cose Preziose ed altri). Nella raccolta A Volte Ritornano, infatti, compare di nuovo Jerusalem's Lot come luogo maledetto nei racconti "Il bicchiere della staffa" e, appunto, "Jerusalem's Lot", quest'ultimo ambientato nel XIX secolo.
La Jerusalem's Lot de Le Notti di Salem, invece, più che una vera città è un paese dove tutti si conoscono e dove la gente incarna gli stereotipi più svariati. Troviamo infatti la pettegola, l'agente immobiliare senza scrupoli, l'ubriacone di turno, la donna sposata che tradisce il marito con un ragazzo più giovane, il marito che picchia la moglie sposatasi troppo giovane per via di una gravidanza inattesa, e chi più ne ha più ne metta. Eppure ognuno di loro esce dal proprio stereotipo nel momento in cui entra in contatto - oppure ne sfiora l'essenza - con Barlow, il vampiro che, nascosto dietro la sua piccola attività di antiquario, s'insidia nella cittadina e nella loro vita.
Una sera, uno scrittore riceve la visita inaspettata di uno sconosciuto che desidera raccontargli una storia.
Il protagonista di questa vicenda da narrare è Mattia, un musicista ossessionato da una canzone che sta componendo ma non riesce a concludere. La melodia gli vortica nella mente, scorre nel
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Una sera, uno scrittore riceve la visita inaspettata di uno sconosciuto che desidera raccontargli una storia.
Il protagonista di questa vicenda da narrare è Mattia, un musicista ossessionato da una canzone che sta componendo ma non riesce a concludere. La melodia gli vortica nella mente, scorre nel suo sangue, annulla ogni altro pensiero, diventa il centro pulsante della sua esistenza, un lavoro incompiuto che gli impedisce di dedicarsi a qualsiasi altra cosa.
Deve trovare le note finali a qualunque costo, oppure impazzirà.
Guidato da un sogno, o forse da vecchi ricordi tornati a galla sulla scia della musica, Mattia indaga sul proprio passato, confuso nella sua memoria, nella speranza che la melodia da lui rincorsa si celi nelle pieghe dimenticate della sua infanzia. Si troverà invece al centro di un mistero millenario, e le note mancanti si riveleranno la chiave per svelarlo.
Questo l'inizio di Melodia, romanzo a metà tra l'horror e il fantastico scritto da DANIELE BONFANTI e pubblicato da EDIZIONI XII.
Mattia non è del tutto umano, nato dall'unione tra un Angelo caduto e un comune mortale. Per la Chiesa Cattolica, che descrive gli Angeli come esseri spirituali privi di connotazioni fisiche, è imperativo distruggere la prova vivente di questo voluto errore teologico, così l'Inquisizione - nelle sue vesti moderne - cerca l'uomo per ucciderlo.
Oltre al braccio armato della religione cattolica, alle costole di Mattia ostacolando la sua ricerca della verità si mettono anche esseri soprannaturali, appartenenti sia alla Luce che alle Tenebre.
Solo una ragazza di nome Marina, esperta nelle arti magiche, si porrà al suo fianco per aiutarlo a ricongiungersi con la sua angelica genitrice, probabilmente la sola a custodire la conoscenza della musica misteriosa.
La città delle navi
663 pagine di romanzo fantasy sui generis, che sono state definite da molti una vera novità e che hanno suscitato grande entusiasmo tra i critici e notevoli riconoscimenti all'autore, un giovane britannico, attivista di sinistra.
Ma va detto subito che scrivere qualcosa di nuovo nel genere Fantasy ... (continue)
663 pagine di romanzo fantasy sui generis, che sono state definite da molti una vera novità e che hanno suscitato grande entusiasmo tra i critici e notevoli riconoscimenti all'autore, un giovane britannico, attivista di sinistra.
Ma va detto subito che scrivere qualcosa di nuovo nel genere Fantasy non è un granché difficile, dal momento che la produzione media da anni continua a riciclare le solite storie eroiche piene di spade e leggende dimenticate, magia e altre insulse stupidaggini.
Questo genere vive male il confronto con il suo capostipite, l'ineguagliabile Il Signore degli Anelli, che pare aver esaurito ancor prima che nascesse tutte le potenzialità del Fantasy, destinato a restare un triste clone.
CHINA MIÉVILLE però riesce ad uscire dagli stereotipi lisi e noiosi del genere, reinventando un modo di scrivere fantasy: il mondo che crea, quello di New Crobuzon, potrebbe essere il nostro fra tremila anni, oppure emergere da un universo parallelo, popolato com'è da razze strane e sconosciute e retto da una scienza arcana, che mischia tecnologia e negromanzia.
Niente di totalmente nuovo, certo, ma quello che convince del romanzo La Città delle Navi è il modo di raccontare questa strana realtà: Miéville utilizza un tono dimesso, come se stesse raccontando una qualsiasi avventura, senza stucchevoli e altisonanti toni eroici, dando così concretezza al mondo che crea.
Insomma, leggendo La Città delle Navi viene in mente più Salgari o Verne che qualsiasi attuale scrittore di Fantasy.
Leggi tutta la recensione su Terre di Confine: http://www.terrediconfine.eu/la-citta-delle-navi.html
La guerra dei Nani
La notte è fredda, sugli spalti dell'immane fortezza dei Primi. La vigilanza dei Nani è continua, come sempre pronta a difendere la Terra Nascosta da ciò che rimane del Male al di là. Nonostante la ferrea disciplina, l'ambiente è più rilassato del solito. La guerra contro Nôd'onn è ormai conclusa. I ... (continue)
La notte è fredda, sugli spalti dell'immane fortezza dei Primi. La vigilanza dei Nani è continua, come sempre pronta a difendere la Terra Nascosta da ciò che rimane del Male al di là. Nonostante la ferrea disciplina, l'ambiente è più rilassato del solito. La guerra contro Nôd'onn è ormai conclusa. Il mago vendutosi alle forze demoniache, colui che per le proprie trame di potere ha privato la Terra Nascosta delle personalità magiche che contribuivano a preservarne la stabilità e la pace, è stato finalmente sconfitto.
La grande battaglia di Giogonero ha visto il mago cadere sotto i colpi della Lama di Fuoco, l'ascia dal taglio rivestito di diamante forgiata nel Vapordrago e brandita dal nano Tungdil Manodoro, della stirpe dei Terzi, cresciuto dagli uomini e, per questo, tramite tra due razze profondamente diverse. Dopo tanta sofferenza e tanto sangue sparso, le razze si sono finalmente riavvicinate quanto basta per promettere un futuro radioso alla Terra Nascosta. Solo un manipolo di Albi, genti di lontana origine elfica ormai depravate, e di Mezz'orchi attentano la pace appena conquistata.
Non stupirebbe, quindi, una minore concentrazione da parte delle sentinelle della fortezza, ma i Nani non sono usi a prendere gli incarichi sottogamba. Nemmeno i figli del dio Vraccas, però, possono fare nulla contro il terribile nemico che piomba loro addosso nell'oscurità della notte. Una stella cade dal cielo, sfrecciando sulla fortezza in un alone di fuoco. I detriti nella sua scia bombardano la costruzione considerata indistruttibile, rendendola un ammasso di macerie e di cadaveri. La valanga, la Morte Bianca, si stacca dai monti un tempo amici e devasta ciò che era sopravvissuto al crollo.
L'orizzonte fiammeggia. La terra trema, i cunicoli crollano e i cuori si riempiono di inconsueto timore quando la stella precipita, in lontananza. Quali sventure porterà questo cataclisma? È realmente un corpo celeste quello che è precipitato al di là della Terra Nascosta... o forse si tratta di una terribile leggenda diventata realtà?
Così si apre il secondo capitolo della saga dedicata ai Nani dell'autore tedesco MARKUS HEINTZ, La Guerra dei Nani, uscito in libreria per l'EDITRICE NORD quale seguito de Le Cinque Stirpi, prima parte della saga ancora non conclusa che narra le avventure di Tungdil Manodoro e il suo difficile rapporto con la propria natura di Nano, in relazione con i grandi avvenimenti che stanno modificando radicalmente la Terra Nascosta.
L'intento dell'autore era scrivere un romanzo da potersi leggere senza dover dipendere dalla prima avventura di Tungdil, e si può affermare tranquillamente che il risultato è stato ottenuto.
Leggi tutta la recensione su Terre di Confine: http://www.terrediconfine.eu/la-guerra-dei-nani.html
La tomba senza nome
Se vi capitasse di incontrare un Nano riverso sulla spiaggia, senza chiari ricordi del suo passato e misteriosamente avvezzo alle arti alchemiche, il consiglio che vi darebbe Capitan Capitone sarebbe quello di lasciare il naufrago dove sta e farvi una sana dose di fatti vostri. Ci sono momenti in cu ... (continue)
Se vi capitasse di incontrare un Nano riverso sulla spiaggia, senza chiari ricordi del suo passato e misteriosamente avvezzo alle arti alchemiche, il consiglio che vi darebbe Capitan Capitone sarebbe quello di lasciare il naufrago dove sta e farvi una sana dose di fatti vostri. Ci sono momenti in cui l'altruismo fa male.
Fin dalle prime pagine de La Tomba Senza Nome, il povero Capitano percepisce misteriosamente che la sua buona azione gli porterà solo guai, e le sue vicissitudini successive non fanno che confermarlo a lui e a noi. Attacchi notturni, navi rubate, draghi con problemi di febbre, guaritori che usano aspirina e supposte giganti, briganti spaccaossa, corse di bighe truccate, elfe affascinanti...
Per un pirata che soffre sia il mal di mare sia le vertigini, star dietro a quel Nano millantatore, con lo scopo di rubargli l'oro alchemico che dice di aver fabbricato, si rivela una fonte continua di nuovi e interessanti modi per incontrare la Signora Morte. E non per un saluto veloce.
Se poi a questo si aggiungono le parole misteriose di un tanto noioso quanto insistente mostro notturno che rovina i sogni al Capitano forzandolo a cercare una misteriosa "tomba senza nome", la frittata è fatta e ci si imbarca in un'avventura non richiesta e decisamente pericolosa.
Il nuovo romanzo di PAOLO VALLERGA edito dalla BRADIPOLIBRI prende il via utilizzando le ambientazioni del gioco di ruolo ConQuest (vincitore del LuccaGames 2001 come miglior gioco italiano, e ad Acquicomics come miglior gioco autoprodotto) dopo il primo romanzo, Il Congegno Traslante, edito dalla ROSE&POISON. Maggiori dettagli sull'autore sono celati, la biografia che viene offerta da Vallerga dimostra quanto a fondo si sia spinto nel mondo fantastico che ha creato. Di sé ci racconta solo le sue origini tarantine, dipingendosi come un viaggiatore della fantasia con un sempiterno dado da gioco in mano.
ConQuest si basa su un mondo vergine e un po' immaturo, ancora privo di una vera storia e di grandi eroi, in cui avventure a volte davvero semplici concorrono a creare legami facendo solo da preludio all'eventuale nascere di grandi cose. Proprio per questo l'umorismo la fa da padrone.
Leggi tutta la recensione su Terre di Confine: http://www.terrediconfine.eu/la-tomba-senza-nome.html
Le notti di Salem
Un mistero circonda Marsten House, una casa ormai chiusa in alto sulla collina di Jerusalem's Lot. Molti anni addietro, un gangster vi aveva ucciso la moglie e poi si era suicidato.
Per scriver un racconto sulla vicenda, un romanziere, di nome Ben Mears, decide di tornare in quel luogo che ormai si ... (continue)
Un mistero circonda Marsten House, una casa ormai chiusa in alto sulla collina di Jerusalem's Lot. Molti anni addietro, un gangster vi aveva ucciso la moglie e poi si era suicidato.
Per scriver un racconto sulla vicenda, un romanziere, di nome Ben Mears, decide di tornare in quel luogo che ormai si sta spegnendo (pur essendo vivo e così caro nei sui ricordi, per via degli anni che vi aveva passato da giovane, ospite di sua zia), ignaro del fatto che la cittadina sta per essere infestata da un vampiro.
La prima persona con cui Mears entra in contatto è Susan Norton, tipica ragazza di provincia costretta a vivere in una sorta di luogo comune, sognando di potersene un giorno andar via. Il rapporto tra i due non risente della differenza di età e sembra, anzi, essere d'aiuto allo scrittore per superare il trauma subito dopo la morte della moglie Miranda.
A seguire, l'introduzione dei vari personaggi principali ricorre a un schema descrittivo che mira ad anticipare i loro ruoli. Mark Petrie è il bambino troppo maturo per la sua età e già capace di affrontare la vita senza perdere nulla dell'innocenza della giovinezza. Matt Burke è invece il professore vecchio stampo che tuttavia ascolta rock non appena può; conosce la città e i suoi abitanti perché ad ognuno di loro ha insegnato letteratura inglese. Jimmy Cody è il dottore, lo scettico ad oltranza, attento alla salute dei componenti di questo strano gruppo ma restio a convincersi dell'esistenza dei vampiri. Infine Padre Callahan, il prete della comunità, più dedito all'alcool che alla sua parrocchia, capace di attingere una forza incredibile dalla fede con la stessa velocità con cui riesce a perderne la presa.
In un passo, per bocca di Susan, STEPHEN KING descrive parte del gruppo con queste parole: "Un vecchio insegnante mezzo rincoglionito dai libri, uno scrittore ossessionato da un incubo d'infanzia, un ragazzino che si è fatto una cultura sui fumetti dell'orrore e conosce a menadito usi e costumi dei vampiri. E io?".
La città, Jerusalem's Lot, abbreviata in Salem o dai suoi abitanti semplicemente ne "il Lot", segue la particolarità di Stephen King di ambientare i suoi racconti nel Maine, e ricorsivamente nelle stesse città (come accade con Castle Rock nel caso di Cujo, Cose Preziose ed altri). Nella raccolta A Volte Ritornano, infatti, compare di nuovo Jerusalem's Lot come luogo maledetto nei racconti "Il bicchiere della staffa" e, appunto, "Jerusalem's Lot", quest'ultimo ambientato nel XIX secolo.
La Jerusalem's Lot de Le Notti di Salem, invece, più che una vera città è un paese dove tutti si conoscono e dove la gente incarna gli stereotipi più svariati. Troviamo infatti la pettegola, l'agente immobiliare senza scrupoli, l'ubriacone di turno, la donna sposata che tradisce il marito con un ragazzo più giovane, il marito che picchia la moglie sposatasi troppo giovane per via di una gravidanza inattesa, e chi più ne ha più ne metta. Eppure ognuno di loro esce dal proprio stereotipo nel momento in cui entra in contatto - oppure ne sfiora l'essenza - con Barlow, il vampiro che, nascosto dietro la sua piccola attività di antiquario, s'insidia nella cittadina e nella loro vita.
Leggi tutta la recensione su Terre di Confine: http://www.terrediconfine.eu/le-notti-di-salem.html
Melodia
Una sera, uno scrittore riceve la visita inaspettata di uno sconosciuto che desidera raccontargli una storia.
Il protagonista di questa vicenda da narrare è Mattia, un musicista ossessionato da una canzone che sta componendo ma non riesce a concludere. La melodia gli vortica nella mente, scorre nel ... (continue)
Una sera, uno scrittore riceve la visita inaspettata di uno sconosciuto che desidera raccontargli una storia.
Il protagonista di questa vicenda da narrare è Mattia, un musicista ossessionato da una canzone che sta componendo ma non riesce a concludere. La melodia gli vortica nella mente, scorre nel suo sangue, annulla ogni altro pensiero, diventa il centro pulsante della sua esistenza, un lavoro incompiuto che gli impedisce di dedicarsi a qualsiasi altra cosa.
Deve trovare le note finali a qualunque costo, oppure impazzirà.
Guidato da un sogno, o forse da vecchi ricordi tornati a galla sulla scia della musica, Mattia indaga sul proprio passato, confuso nella sua memoria, nella speranza che la melodia da lui rincorsa si celi nelle pieghe dimenticate della sua infanzia. Si troverà invece al centro di un mistero millenario, e le note mancanti si riveleranno la chiave per svelarlo.
Questo l'inizio di Melodia, romanzo a metà tra l'horror e il fantastico scritto da DANIELE BONFANTI e pubblicato da EDIZIONI XII.
Mattia non è del tutto umano, nato dall'unione tra un Angelo caduto e un comune mortale. Per la Chiesa Cattolica, che descrive gli Angeli come esseri spirituali privi di connotazioni fisiche, è imperativo distruggere la prova vivente di questo voluto errore teologico, così l'Inquisizione - nelle sue vesti moderne - cerca l'uomo per ucciderlo.
Oltre al braccio armato della religione cattolica, alle costole di Mattia ostacolando la sua ricerca della verità si mettono anche esseri soprannaturali, appartenenti sia alla Luce che alle Tenebre.
Solo una ragazza di nome Marina, esperta nelle arti magiche, si porrà al suo fianco per aiutarlo a ricongiungersi con la sua angelica genitrice, probabilmente la sola a custodire la conoscenza della musica misteriosa.
Leggi tutta la recensione su Terre di Confine: http://www.terrediconfine.eu/forum/viewtopic.php?f=61&t…