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English Book…
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- Reminiscences of a Stock Operator (138)
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By Edwin Lefèvre -
Reference 




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- Great Powers (2)
- America and the World After Bush
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By Thomas P.M. Barnett -
Unfinished 




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- The Feeling of What Happens (24)
- Body and Emotion in the Making of Consciousness
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By Professor Antonio R Damasio -
Finished in Oct 2009 




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Il libro di Dennett sulla coscienza, anche se interessante e pieno di contenuti, era pur sempre un intricato polpettone filosofico: le posizioni finali dell'autore erano condivisibili ma non si capiva come ci si fosse arrivati.
Questo libro di Damasio è l'esatto contrario per chiarezza espositiva e ... (
continue ) -
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Oct 13, 2009 |
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- The Meaning Of It All (39)
- Thoughts of a Citizen-Scientist
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By Richard P. Feynman -
Finished in Jul 2009 




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Gran personaggio, ottime idee, libretto striminzito.
Ecco i passaggi più interessanti:"All other aspects and characteristics of science can be understood directly when we understand that observation is the ultimate and final judge of the truth of an idea. [...]
That is the principle of science ... (continue ) -
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Jul 25, 2009 |
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- Predictably Irrational (319)
- The Hidden Forces That Shape Our Decisions
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By Dan Ariely -
Finished in Jun 2009 




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- Freedom Evolves (37)
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By Daniel C. Dennett -
Finished in Jun 2009 




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Scienza e filosofia hanno sempre meno confini invalicabili.
La coscienza è un insieme di processi fisici e chimici non coscienti del cervello; l'evoluzione, con la sua lenta e accidentale selezione, ha traghettato i primi esseri semplici a forme mastodonticamente più complesse (noi).
Allora come mai ... (continue ) -
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Jun 23, 2009 |
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- Descartes' Error (55)
- Emotion, Reason, and the Human Brain
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By Professor Antonio R Damasio -
Finished on May 12, 2009 




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Esplorando il corpo umano -
Non è un libro sulla filosofia di Cartesio.
Si tratta di un saggio di neurologia spiegato in termini più o meno comprensibili e fatto per sfatare dei brutti miti presso il pubblico mediamente-colto.
Non prende direttamente parte al dibattito contemporaneo sulla mente, ma fornisce solide basi scienti ... (continue ) -
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Oct 8, 2009 |
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- Freakonomics (2066)
- A Rogue Economist Explores the Hidden Side of Everything
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By Steven D. Levitt, Stephen J. Dubner -
Finished on Apr 13, 2009 




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Levitt studiando diverse moli di dati analizza alcuni fenomeni sociali (crimine, insegnanti che truccano i risultati dei test, etc) con risultati talvolta interessanti e originali.
Ad ogni modo il libro è dispersivo e tutto il contenuto si può compendiare in poche frasette (un po' poco visto il succ ... (continue ) -
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Apr 14, 2009 |
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- The Martian Chronicles (259)
- (The Grand Master Editions)
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By Ray Bradbury -
Finished on Mar 21, 2009 




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"There's your answer, Captain."
"I don't see"
"The Martians discovered the secret of life among animals.
The animal does not question life.
It lives.
Its very reason for living is life; it enjoys and relishes life. You see -the statuary, the animal symbols, again and again. ... (continue ) -
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Apr 23, 2009 |
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- Reaper Man (354)
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By Terry Pratchett -
Finished on Feb 5, 2009 




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- Equal Rites (426)
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By Terry Pratchett -
Finished on Dec 1, 2008 




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- 300 (299)
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By Frank Miller -
Finished 




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Devo specificare che gli spartani non mi sono mai stati troppo simpatici.
Ma come si fa a non adorare Miller, che quando ci si mette riesce a farti esaltare talmente tanto per una scena di battaglia da farti saltare in piedi per la foga gridando 'AHU-AHU!!!'?
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Aug 27, 2008 |
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- Wittgenstein's Poker (48)
- The Story of a Ten-Minute Argument Between Two Great Philosophers
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By John Eidinow, David Edmonds -
Finished on Aug 17, 2008 




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Popper incontrò una volta sola Wittgenstein e lo fece infuriare al punto che l'altro si mise ad agitargli contro un attizzatoio. Il libro ricostruisce il fatto e le personalità dei due.
Certo che i filosofi son strani. -
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Aug 18, 2008 |
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- Jingo (353)
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By Terry Pratchett -
Finished on Jul 31, 2008 




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- The Light Fantastic (457)
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By Terry Pratchett -
Finished in 2008 




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Great Powers
Ho comprato questo libro dopo aver visto un video su TED talks in cui l'autore parlava del ruolo degli Stati Uniti e del loro esercito nel mondo.continue)
Barnett è favorevole sia al conflitto afgano che a quello iracheno, ma lo fa con motivazioni e con argomenti che sono mille volte più lucidi e razionali d ... (
Ho comprato questo libro dopo aver visto un video su TED talks in cui l'autore parlava del ruolo degli Stati Uniti e del loro esercito nel mondo.
Barnett è favorevole sia al conflitto afgano che a quello iracheno, ma lo fa con motivazioni e con argomenti che sono mille volte più lucidi e razionali di quelli di un redneck qualsiasi e vale la pena dargli una considerazione.
Infatti Barnett giudica cretine sia la scelta del tono da crociata inaugurato da Bush che la pessima gestione strategica e diplomatica dello scenario dopo guerra.
Nel suo modo di vedere le cose, la democrazia non si esporta.
Secondo Barnett il primo passo da fare è quello di mettere in moto un'economia di mercato stabile: la democrazia arriverà prima poi su richiesta stessa dei diretti interessati, arricchiti dal dinamico sistema capitalista.
Il motivo per cui una vastissima area del mondo è scossa da terrorismo, guerre e miserie, secondo l'autore è proprio l'assenza di uno stato che funzioni e di un'economia che dia del lavoro: il modo migliore per diffondere un sistema economico formale come quello dell'occidente è la globalizzazione.
Barnett è convinto che questo processo incontri enormi problemi nelle regioni che ruotano intorno al Medio Oriente sostanzialmente perché lo stato liberale, entrando in contatto con quelle società, le mette in crisi dando potere alle donne: di qui le molte difficoltà di quelle regioni ad integrarsi con il resto del mondo e i necessari interventi degli stati ricchi per fermare guerre e abusi.
Questo modo di vedere è fin troppo semplificato.
Forse Barnett lo fa per rendere i suoi libri appetibili ad un vasto pubblico. Lo testimonia anche il tono molto informale e il gergo da coach di una squadra di football.
Si può e si deve discutere sulle responsabilità occidentali e sui nostri scarsi sforzi per combattere la miseria nelle regioni non globalizzate; e non si può liquidare una guerra come se fosse una partita in trasferta, perché si tratta sempre di ammazzare delle persone e di spingere intere popolazioni sull'orlo del caos e della povertà.
Ma più in generale, le idee di Barnett non sono così tremende.
E' da apprezzare il fatto che consideri finita la guerra tra le grandi superpotenze e che critichi la passata amministrazione per il suo unilateralismo. Per fare un esempio, boccia completamente l'idea di un uso della forza per fermare l'atomica dell'Iran e lamenta la politica americana tesa ad isolarlo, piuttosto che cercare di coinvolgerlo per risolvere le situazioni irachena e afgana.
Barnett sarebbe un interlocutore interessante con cui discutere.
Soprattutto in Italia, dove spesso le posizioni sulla politica internazionale e sugli interventi militari si limitano ai poli estremi e a motivazioni acritiche.