Perchè non saranno i fossili a raccontarci il nostro passato
Il tempo profondo non è un tempo "normale", non consente di narrare una storia dell'evoluzione naturale come se fosse una cronaca, nè tracciare nessi di causa-effetto fra eventi accaduti nel corso di centinaia di migliaia o milioni di anni, così lontani gli uni dagli altri. Ogni tentativo di collega
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Il tempo profondo non è un tempo "normale", non consente di narrare una storia dell'evoluzione naturale come se fosse una cronaca, nè tracciare nessi di causa-effetto fra eventi accaduti nel corso di centinaia di migliaia o milioni di anni, così lontani gli uni dagli altri. Ogni tentativo di collegarli nella narrazione di un'ipotesi è arbitrario, indimostrabile e credibile tanto quanto lo è lo scienziato che la sostiene. I fossili emergono nello scenario del tempo profondo come fatti, ma sono punti che referenziano se stessi, non ci indicano alcun percorso evolutivo. Siamo noi, a posteriori, che gli diamo un senso. Ecco perchè non possiamo aspettarci dai fossili delle risposte sul nostro passato. Il libro di Henry Gee spiega perchè i grafi dell'evoluzione umana sui quali siamo abituati a vedere collocati i nostri presunti progenitori, sono poco più che un gioco e in alternativa illustra la potenza concettuale della cladistica. Un libro divulgativo illuminante, chiaro, da leggere.
Una breve storia della paleoantropologia sul campo
Se ci si vuole fare un'idea della paleoantropologia sul campo, dei protagonisti che ne hanno fatto un grande fenomeno mediatico, delle collaborazioni e conflitti umani e professionali che ne hanno caratterizzato i rapporti, allora il libro di Ann Gibbons deve essere letto. Il libro non ci rivela chi
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Se ci si vuole fare un'idea della paleoantropologia sul campo, dei protagonisti che ne hanno fatto un grande fenomeno mediatico, delle collaborazioni e conflitti umani e professionali che ne hanno caratterizzato i rapporti, allora il libro di Ann Gibbons deve essere letto. Il libro non ci rivela chi fu il "primo uomo", del resto non potrebbe, ma spiega perchè e come lo rincorriamo da decenni, inutilmente.
Il fiume al centro degli interessi di The Human Origins Project (thoproject.wordpress.com) è il Nilo e, in alcuni paralleli, il Colorado, ma cercando libri che raccontassero la storia di un fiume e dell'uomo, abbiamo scoperto "Il Tevere a Roma - Portolano". Un libro fatto molto bene, che affronta tu
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Il fiume al centro degli interessi di The Human Origins Project (thoproject.wordpress.com) è il Nilo e, in alcuni paralleli, il Colorado, ma cercando libri che raccontassero la storia di un fiume e dell'uomo, abbiamo scoperto "Il Tevere a Roma - Portolano". Un libro fatto molto bene, che affronta tutti gli aspetti naturalistici, idrogeologici e storici del fiume di Roma, in una disamina approfondita e ricca di illustrazioni e statistiche che rendono piacevole la lettura o anche solo sfogliare il volume quando si ha voglia. Purtroppo è un libro non facile da trovare. Sarebbe interessante che gli autori e i curatori dell'opera si misurassero con lavori simili sui grandi fiumi del pianeta, a cominciare proprio dal Nilo.
Tempo profondo
Il tempo profondo non è un tempo "normale", non consente di narrare una storia dell'evoluzione naturale come se fosse una cronaca, nè tracciare nessi di causa-effetto fra eventi accaduti nel corso di centinaia di migliaia o milioni di anni, così lontani gli uni dagli altri. Ogni tentativo di collega ... (continue)
Il tempo profondo non è un tempo "normale", non consente di narrare una storia dell'evoluzione naturale come se fosse una cronaca, nè tracciare nessi di causa-effetto fra eventi accaduti nel corso di centinaia di migliaia o milioni di anni, così lontani gli uni dagli altri. Ogni tentativo di collegarli nella narrazione di un'ipotesi è arbitrario, indimostrabile e credibile tanto quanto lo è lo scienziato che la sostiene. I fossili emergono nello scenario del tempo profondo come fatti, ma sono punti che referenziano se stessi, non ci indicano alcun percorso evolutivo. Siamo noi, a posteriori, che gli diamo un senso. Ecco perchè non possiamo aspettarci dai fossili delle risposte sul nostro passato. Il libro di Henry Gee spiega perchè i grafi dell'evoluzione umana sui quali siamo abituati a vedere collocati i nostri presunti progenitori, sono poco più che un gioco e in alternativa illustra la potenza concettuale della cladistica. Un libro divulgativo illuminante, chiaro, da leggere.
Il primo uomo
Se ci si vuole fare un'idea della paleoantropologia sul campo, dei protagonisti che ne hanno fatto un grande fenomeno mediatico, delle collaborazioni e conflitti umani e professionali che ne hanno caratterizzato i rapporti, allora il libro di Ann Gibbons deve essere letto. Il libro non ci rivela chi ... (continue)
Se ci si vuole fare un'idea della paleoantropologia sul campo, dei protagonisti che ne hanno fatto un grande fenomeno mediatico, delle collaborazioni e conflitti umani e professionali che ne hanno caratterizzato i rapporti, allora il libro di Ann Gibbons deve essere letto. Il libro non ci rivela chi fu il "primo uomo", del resto non potrebbe, ma spiega perchè e come lo rincorriamo da decenni, inutilmente.
Il fiume Tevere a Roma
Il fiume al centro degli interessi di The Human Origins Project (thoproject.wordpress.com) è il Nilo e, in alcuni paralleli, il Colorado, ma cercando libri che raccontassero la storia di un fiume e dell'uomo, abbiamo scoperto "Il Tevere a Roma - Portolano". Un libro fatto molto bene, che affronta tu ... (continue)
Il fiume al centro degli interessi di The Human Origins Project (thoproject.wordpress.com) è il Nilo e, in alcuni paralleli, il Colorado, ma cercando libri che raccontassero la storia di un fiume e dell'uomo, abbiamo scoperto "Il Tevere a Roma - Portolano". Un libro fatto molto bene, che affronta tutti gli aspetti naturalistici, idrogeologici e storici del fiume di Roma, in una disamina approfondita e ricca di illustrazioni e statistiche che rendono piacevole la lettura o anche solo sfogliare il volume quando si ha voglia. Purtroppo è un libro non facile da trovare. Sarebbe interessante che gli autori e i curatori dell'opera si misurassero con lavori simili sui grandi fiumi del pianeta, a cominciare proprio dal Nilo.