Trafugato da un ostello a Varanasi con la speranza che fosse scritto meglio di quella porcheria che mi ero portato da Roma (i.e. Il grande viaggio di Cederna), l'ho finito solo per amore di lettura. E' in assoluto il libro più brutto del 2012 (sicuramente peggio di Shantaram, e ho detto tutto!). Ad
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Trafugato da un ostello a Varanasi con la speranza che fosse scritto meglio di quella porcheria che mi ero portato da Roma (i.e. Il grande viaggio di Cederna), l'ho finito solo per amore di lettura. E' in assoluto il libro più brutto del 2012 (sicuramente peggio di Shantaram, e ho detto tutto!). Ad essere sinceri non sono un grande amante del noir e dei gialli, ma non bisogna esserlo per scorgere i trucchetti di bassa lega a cui ricorre Izzo, come molti altri scrittori del genere. I continui riferimenti a ricette, dischi, vini, canzoni, film sono, oltre che irritanti, palesemente degli espedienti per ricreare nelle pagine del libro delle atmosfere che questi scrittoruncoli non sono in grado con la penna di produrre. Ho sempre ritenuto che un pessimo scrittore lo si riconosce dall'uso eccessivo degli aggettivi. Ovvero, se uno scrittore per dirci che una donna è bella non trova niente di meglio che scrivere "bella" per me non è uno scrittore. Lo scrittore ha tanti modi per far intendere al lettore che quella donna è bella, magari descrivendo gli effetti sulla gente che la circonda, magari ricorrendo ad uno stile più alto ecc.. Lo stesso dicasi di questi scrittori che non sapendo ricreare con la propria penna certe atmosfere, certe sensazioni, le mutuano da altri autori, registi, musicisti o compositori, ecc. riportando pedissequamente il titolo dei loro libri, delle loro poesie, dei dischi, delle canzoni, dei quadri, dei film e via dicendo, e approfittando così delle suggestioni che suscitano. La trovo davvero una scorrettezza. Ecco questo libro, in primo luogo pecca gravemente in questo senso. E' del tutto secondaria infatti l'assoluta improbabilità e implausibilità dei comportamenti e dei discorsi dei personaggi. Senza voler anticipare nulla a chi volesse leggere il libro, mi chiedo se davvero uno i cui amici gli muoiono intorno come mosche abbia la serenità d'animo di pensare alle ricette di pesce, all'annata del vino da accompagnarci o alle gambe della poliziotta. Come anche a questo punto quasi passa inosservato lo stile sciatto e povero di Izzo. La morale della favola è che letta l'ultima parola del libro l'ho gettato via infastidito e, tornato dall'India, appena ho rimesso piede a casa, prima ancora di addentare una fetta di salame e scolarmi una birra, mi sono piazzato davanti ai miei scaffali per sceglierne un buon libro con cui "rifarmi la bocca". La scelta è caduta su Stella del mattino di Wu Ming 4 ed è stata fortunatissima. Il collettivo come i suoi singoli non tradiscono (quasi) mai e in particolare questo Stella del mattino - per ora - è davvero bellissimo. Ma questo, semmai, sarà argomento di una nuova recensione
Una persona tanti anni fa mi insegnò come si muovevano i pezzi sulla scacchiera. Oggi a furia di aperture, gambetti, arrocchi, barbieri, vittorie, sconfitte, stalli ho imparato un'altra cosa sugli scacchi: ogni partita porta con sé una morale.
Sono un appassionato di Storia (soprattutto antica, tanto da meditare sulla seconda laurea) e già in passato avevo raccolto i volumi de La Storia usciti con Repubblica qualche anno fa in 27 volumi. Ciononostante, con grande sforzo economico e sopravvalutazione delle mie capacità, ho deciso di sottos
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Sono un appassionato di Storia (soprattutto antica, tanto da meditare sulla seconda laurea) e già in passato avevo raccolto i volumi de La Storia usciti con Repubblica qualche anno fa in 27 volumi. Ciononostante, con grande sforzo economico e sopravvalutazione delle mie capacità, ho deciso di sottoscrivere l'abbonamento per quest'opera del Corriere il cui piano editoriale prevede 28 volumi che comprendono l'antichità e il medioevo. Anche questa, come quella di Repubblica, è un'iniziativa editoriale validissima e ben fatta (d'altra parte la curatela a nome Umberto Eco è una garanzia!) e le differenze tra le due le rendono perfettamente integrabili e complementari tra loro. Se infatti quella di Repubblica segue quasi senza soluzione di continuità il filo cronologico ponendo un'attenzione quasi maniacale alla successione dei vari re, sovrani, imperatori o anche di guerre, campagne militari ecc. inserendo però solo in via incidentale le considerazioni di carattere artistico-filosofico-religioso relative al periodo trattato, la "Storia" del Corriere è organizzata (anche all'interno dei singoli volumi) in piccoli capitoli-monografie che però risulta tutto sommato agevole collegare tra di loro sul piano cronologico, dedicando poi alle succitate considerazioni dei volumi specifici, potremmo dire a latere rispetto al volume che tratta del periodo storico di riferimento. Forse l'opera del Corriere nel suo complesso risulta di più facile lettura (anche perché meno preoccupata di presentare dettagliatamente la linea dinastica di Samsi-Addu per esempio), in ciò comunque facilitata da uno splendido corredo fotografico e soprattutto da una innumerevole quantità di traduzioni di testi e documenti antichi (lettere, contratti, codici, proclami ecc..) che per gli amanti come me, è quasi commovente e rende ciò che è accaduto 12.000 anni fa attuale come se fosse successo ieri. Sinceramente mi spaventa pensare che se anche leggessi 3 volumi all'anno (ipotesi per me quasi inverosimile) per terminare la collana impiegherei non meno di 10 anni, eppure mi chiedo sempre come possa esserci gente interessata ai mondi immaginari del fantasy quando il nostro stesso mondo ha alle spalle una Storia che io stesso, che pure abito a Roma lungo una via chissà quante volte percorsa da Cicerone, Cesare, Seneca ecc., fatico a capacitarmi essere accaduta davvero. Approfitto di questa misera recensione per dare atto della professionalità del servizio clienti del Corriere che si è dovuto sorbire le mie mail di protesta per la ritardata o mancata consegna dei volumi. I disservizi ovviamente non erano imputabili al Corriere ma al sempre più scandaloso servizio di Poste Italiane. Ciononostante si sono sempre dimostrati cortesi e disponibili a procedere alla rispedizione dei volumi, e anche quando per errore mi hanno consegnato i dvd delle lezioni d'inglese in luogo dei volumi della Grande Storia, hanno immediatamente rimediato all'errore. Di ciò li ringrazio.
P.S. Sono alla disperata ricerca del volume "la storia del mondo a fumetti (N.B. del mondo, non d'Italia, quella ce l'ho!)" o qualcosa del genere che uscì a chiusura della collana di Repubblica mi pare come volume n. 26 o 27!!!! Chi l'avesse e volesse venderlo mi contattasse!!!)
Mah!! A metà esatta 'sto romanzetto che da più parti mi era stato consigliato e presentato come capolavoro mi pare un po' una fuffetta. Il tutto si svolge in modo molto meccanico e artificioso così che anche le sorprese belle e brutte sparse un po' qua e un po' là non sono mai davvero tali. Tra l'a
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Mah!! A metà esatta 'sto romanzetto che da più parti mi era stato consigliato e presentato come capolavoro mi pare un po' una fuffetta. Il tutto si svolge in modo molto meccanico e artificioso così che anche le sorprese belle e brutte sparse un po' qua e un po' là non sono mai davvero tali. Tra l'altro mi pare davvero insopportabile il ruolo di "eroe un po' per caso un po' suo malgrado un po' giusto e un po' ingenuo" che l'autore si è cucito su misura per poi però risultare paraddossalmente il personaggio più piatto e insipido. Ad esempio, arrivato a metà romanzo, mi sembra che il protagonista sia sempre lo stesso ed uguale a quello che era all'inizio, senza che niente o nessuno di tutto quello che abbia passato e incontrato lo abbia davvero cambiato. Ogni episodio è presentato come una scenetta dal quale solo l'autore riesce a trarre una morale che peraltro mi pare il più delle volte banale o debolissima, che non arricchisce neppure lo stesso protagonista, vista la sua immobilità e immutabilità. C'è da dire però che lo stile elementare e scolastico in cui è scritto (soggetto + predicato verbale + avverbio + complemento oggetto + aggettivo) aiuta a buttarlo giù come un bicchiere d'acqua Panna: mai nella mia vita di lettore mi era capitato di leggere 600 pagine in un mese, io che anche per il giorno della civetta impiego non meno di una settimana! E' già da anni che non mi fido più delle fascette e delle frasine del vattelappesca bookreview, ma ora inizierò a diffidare anche degli amici. Però, chissà, magari con la seconda metà cambio opinione!!! Magari no! La seconda metà è se possibile anche peggio della prima. Si salvano solo le circa 200 pagine (e neanche tutte!!!)ambientate tra Pakistan e Afganistan, ma, temo, solo per ragioni di interesse personale più che per ragioni letterarie. Il resto è fuffa. Solo di una cosa cono contento: di averlo comprato usato a 8 €. Il prezzo di copertina davvero è uno schiaffo anche alla più scadente letteratura in circolazione. Statene alla larga
Solea
Trafugato da un ostello a Varanasi con la speranza che fosse scritto meglio di quella porcheria che mi ero portato da Roma (i.e. Il grande viaggio di Cederna), l'ho finito solo per amore di lettura. E' in assoluto il libro più brutto del 2012 (sicuramente peggio di Shantaram, e ho detto tutto!). Ad ... (continue)
Trafugato da un ostello a Varanasi con la speranza che fosse scritto meglio di quella porcheria che mi ero portato da Roma (i.e. Il grande viaggio di Cederna), l'ho finito solo per amore di lettura. E' in assoluto il libro più brutto del 2012 (sicuramente peggio di Shantaram, e ho detto tutto!). Ad essere sinceri non sono un grande amante del noir e dei gialli, ma non bisogna esserlo per scorgere i trucchetti di bassa lega a cui ricorre Izzo, come molti altri scrittori del genere. I continui riferimenti a ricette, dischi, vini, canzoni, film sono, oltre che irritanti, palesemente degli espedienti per ricreare nelle pagine del libro delle atmosfere che questi scrittoruncoli non sono in grado con la penna di produrre. Ho sempre ritenuto che un pessimo scrittore lo si riconosce dall'uso eccessivo degli aggettivi. Ovvero, se uno scrittore per dirci che una donna è bella non trova niente di meglio che scrivere "bella" per me non è uno scrittore. Lo scrittore ha tanti modi per far intendere al lettore che quella donna è bella, magari descrivendo gli effetti sulla gente che la circonda, magari ricorrendo ad uno stile più alto ecc.. Lo stesso dicasi di questi scrittori che non sapendo ricreare con la propria penna certe atmosfere, certe sensazioni, le mutuano da altri autori, registi, musicisti o compositori, ecc. riportando pedissequamente il titolo dei loro libri, delle loro poesie, dei dischi, delle canzoni, dei quadri, dei film e via dicendo, e approfittando così delle suggestioni che suscitano. La trovo davvero una scorrettezza. Ecco questo libro, in primo luogo pecca gravemente in questo senso. E' del tutto secondaria infatti l'assoluta improbabilità e implausibilità dei comportamenti e dei discorsi dei personaggi. Senza voler anticipare nulla a chi volesse leggere il libro, mi chiedo se davvero uno i cui amici gli muoiono intorno come mosche abbia la serenità d'animo di pensare alle ricette di pesce, all'annata del vino da accompagnarci o alle gambe della poliziotta. Come anche a questo punto quasi passa inosservato lo stile sciatto e povero di Izzo. La morale della favola è che letta l'ultima parola del libro l'ho gettato via infastidito e, tornato dall'India, appena ho rimesso piede a casa, prima ancora di addentare una fetta di salame e scolarmi una birra, mi sono piazzato davanti ai miei scaffali per sceglierne un buon libro con cui "rifarmi la bocca". La scelta è caduta su Stella del mattino di Wu Ming 4 ed è stata fortunatissima. Il collettivo come i suoi singoli non tradiscono (quasi) mai e in particolare questo Stella del mattino - per ora - è davvero bellissimo. Ma questo, semmai, sarà argomento di una nuova recensione
Lo scenario conquistato
Una persona tanti anni fa mi insegnò come si muovevano i pezzi sulla scacchiera. Oggi a furia di aperture, gambetti, arrocchi, barbieri, vittorie, sconfitte, stalli ho imparato un'altra cosa sugli scacchi: ogni partita porta con sé una morale.
La grande storia - vol. 1 - L'antichità
Sono un appassionato di Storia (soprattutto antica, tanto da meditare sulla seconda laurea) e già in passato avevo raccolto i volumi de La Storia usciti con Repubblica qualche anno fa in 27 volumi. Ciononostante, con grande sforzo economico e sopravvalutazione delle mie capacità, ho deciso di sottos ... (continue)
Sono un appassionato di Storia (soprattutto antica, tanto da meditare sulla seconda laurea) e già in passato avevo raccolto i volumi de La Storia usciti con Repubblica qualche anno fa in 27 volumi. Ciononostante, con grande sforzo economico e sopravvalutazione delle mie capacità, ho deciso di sottoscrivere l'abbonamento per quest'opera del Corriere il cui piano editoriale prevede 28 volumi che comprendono l'antichità e il medioevo. Anche questa, come quella di Repubblica, è un'iniziativa editoriale validissima e ben fatta (d'altra parte la curatela a nome Umberto Eco è una garanzia!) e le differenze tra le due le rendono perfettamente integrabili e complementari tra loro. Se infatti quella di Repubblica segue quasi senza soluzione di continuità il filo cronologico ponendo un'attenzione quasi maniacale alla successione dei vari re, sovrani, imperatori o anche di guerre, campagne militari ecc. inserendo però solo in via incidentale le considerazioni di carattere artistico-filosofico-religioso relative al periodo trattato, la "Storia" del Corriere è organizzata (anche all'interno dei singoli volumi) in piccoli capitoli-monografie che però risulta tutto sommato agevole collegare tra di loro sul piano cronologico, dedicando poi alle succitate considerazioni dei volumi specifici, potremmo dire a latere rispetto al volume che tratta del periodo storico di riferimento. Forse l'opera del Corriere nel suo complesso risulta di più facile lettura (anche perché meno preoccupata di presentare dettagliatamente la linea dinastica di Samsi-Addu per esempio), in ciò comunque facilitata da uno splendido corredo fotografico e soprattutto da una innumerevole quantità di traduzioni di testi e documenti antichi (lettere, contratti, codici, proclami ecc..) che per gli amanti come me, è quasi commovente e rende ciò che è accaduto 12.000 anni fa attuale come se fosse successo ieri.
Sinceramente mi spaventa pensare che se anche leggessi 3 volumi all'anno (ipotesi per me quasi inverosimile) per terminare la collana impiegherei non meno di 10 anni, eppure mi chiedo sempre come possa esserci gente interessata ai mondi immaginari del fantasy quando il nostro stesso mondo ha alle spalle una Storia che io stesso, che pure abito a Roma lungo una via chissà quante volte percorsa da Cicerone, Cesare, Seneca ecc., fatico a capacitarmi essere accaduta davvero.
Approfitto di questa misera recensione per dare atto della professionalità del servizio clienti del Corriere che si è dovuto sorbire le mie mail di protesta per la ritardata o mancata consegna dei volumi. I disservizi ovviamente non erano imputabili al Corriere ma al sempre più scandaloso servizio di Poste Italiane. Ciononostante si sono sempre dimostrati cortesi e disponibili a procedere alla rispedizione dei volumi, e anche quando per errore mi hanno consegnato i dvd delle lezioni d'inglese in luogo dei volumi della Grande Storia, hanno immediatamente rimediato all'errore. Di ciò li ringrazio.
P.S. Sono alla disperata ricerca del volume "la storia del mondo a fumetti (N.B. del mondo, non d'Italia, quella ce l'ho!)" o qualcosa del genere che uscì a chiusura della collana di Repubblica mi pare come volume n. 26 o 27!!!! Chi l'avesse e volesse venderlo mi contattasse!!!)
Shantaram
2 people find this helpful
Una stronzata totaleMah!! A metà esatta 'sto romanzetto che da più parti mi era stato consigliato e presentato come capolavoro mi pare un po' una fuffetta. Il tutto si svolge in modo molto meccanico e artificioso così che anche le sorprese belle e brutte sparse un po' qua e un po' là non sono mai davvero tali. Tra l'a ... (continue)
Mah!! A metà esatta 'sto romanzetto che da più parti mi era stato consigliato e presentato come capolavoro mi pare un po' una fuffetta. Il tutto si svolge in modo molto meccanico e artificioso così che anche le sorprese belle e brutte sparse un po' qua e un po' là non sono mai davvero tali. Tra l'altro mi pare davvero insopportabile il ruolo di "eroe un po' per caso un po' suo malgrado un po' giusto e un po' ingenuo" che l'autore si è cucito su misura per poi però risultare paraddossalmente il personaggio più piatto e insipido. Ad esempio, arrivato a metà romanzo, mi sembra che il protagonista sia sempre lo stesso ed uguale a quello che era all'inizio, senza che niente o nessuno di tutto quello che abbia passato e incontrato lo abbia davvero cambiato. Ogni episodio è presentato come una scenetta dal quale solo l'autore riesce a trarre una morale che peraltro mi pare il più delle volte banale o debolissima, che non arricchisce neppure lo stesso protagonista, vista la sua immobilità e immutabilità. C'è da dire però che lo stile elementare e scolastico in cui è scritto (soggetto + predicato verbale + avverbio + complemento oggetto + aggettivo) aiuta a buttarlo giù come un bicchiere d'acqua Panna: mai nella mia vita di lettore mi era capitato di leggere 600 pagine in un mese, io che anche per il giorno della civetta impiego non meno di una settimana! E' già da anni che non mi fido più delle fascette e delle frasine del vattelappesca bookreview, ma ora inizierò a diffidare anche degli amici. Però, chissà, magari con la seconda metà cambio opinione!!!
Magari no! La seconda metà è se possibile anche peggio della prima. Si salvano solo le circa 200 pagine (e neanche tutte!!!)ambientate tra Pakistan e Afganistan, ma, temo, solo per ragioni di interesse personale più che per ragioni letterarie. Il resto è fuffa. Solo di una cosa cono contento: di averlo comprato usato a 8 €. Il prezzo di copertina davvero è uno schiaffo anche alla più scadente letteratura in circolazione. Statene alla larga
La strategia dell'Ariete
Non si può certo giudicare un libro (men che meno un romanzo) da un singolo elemento, ma...... Elegnem!!!!!! vi dico solo questo: Elegnem!!!!!