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  • Cover of Piccolo mondo antico - David Copperfield

    Piccolo mondo antico - David Copperfield

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    DAVID COPPERFIELD non è certo quel romanzo per ragazzini che molti considerano, comprese le case editrici, che spesso lo mettono nella collana CLASSICI accanto a titoli come PICCOLE DONNE, IL PICCOLO LORD, o altri del genere.

    Innanzitutto è la storia di un’iniziazione alla vita, vita non faci ... (continue)

    DAVID COPPERFIELD non è certo quel romanzo per ragazzini che molti considerano, comprese le case editrici, che spesso lo mettono nella collana CLASSICI accanto a titoli come PICCOLE DONNE, IL PICCOLO LORD, o altri del genere.

    Innanzitutto è la storia di un’iniziazione alla vita, vita non facilissima e segnata già dalla’infanzia da una contrapposizione tra lutto, disgrazia (e quindi tristezza) e serenità: anche nei momenti più bui della sua vita, David incontra personaggi ricchi di umanità coi quali stabilisce un rapporto di amicizia che rende più sopportabili le sofferenze. All’inzio, l’infanzia del piccolissimo David è segnata dalla morte del padre, ancor prima che lui possa ricordarsene; ma vive comunque un’infanzia felice e serena insieme alla madre e alla governante Peggoty, più una persona di famiglia che una domestica, tant’è vero che porta il piccolo David a conoscere il fratello pescatore e la sua bizzarra famiglia, che vivono in un grande barcone rovesciato sulla spiaggia. La povera ma felice vita della famiglia di pescatori, che subito accolgono David come uno di loro; per lui si contrappone drammaticamente alla propria famiglia,agiata ma divenuta infelice dopo il matrimonio della madre col crudele Edward Murdstone, che maltratta psicologicamente la moglie e odia il figliastro a tal punto che dopo la morte della madre, lo riduce al rango di servo mandandolo a lavorare in un fabbrica di bottiglie. Questo episodio, peraltro attinto dalla vera adolescenza dell’autore, si offre come pretesto per denunciare le drammatiche condizioni dell’infanzia povera nell’Inghilterra della Rivoluzione industriale, una società dove i bambini già da piccolissimi venivano sfruttati nelle fabbriche o come spazzacamini in cambio di pochissimi soldi, rimettendoci spesso la vita e la salute. Anche qui però, uno spiraglio di serenità per il piccolo David è costituito dalla stravangate famiglia Micawber, poveri in canna ma con un gran cuore, tanto da accogliere David come uno dei loro figli e dividere con lui il pochissimo che hanno.

    L’infanzia si conclude felicemente con la fuga di David a casa della zia Betsy, l’unica parente rimastagli, che lo tiene con sé e lo cresce come un figlio. La vita di David d’ora in poi sarà quella di un qualsiasi altro gentiluomo non nobile, egli infatti studia per diventare avvocato anche se sogna di diventare scrittore; si scontrerà con tante gioie (l’amore per Dora, l’amicizia coi Wickfield, i Peggoty e i Micawber, l’affetto della zia), ma altrettante sofferenze (la disgrazia di Emily, il tradimento dell’amico Steerforth, la morte di Dora pochi anni dopo il matrimonio, i problemi economici della zia, le manovre dell’infido Uriah Heep).Tutto in un ‘altalenarsi di eventi, proprio come succede nella vita.Il romanzo è molto lungo eppure non ci si accorge quasi di leggerlo, ed è impossibile non appassionarsi alle vicissitudini non solo del protagonista, ma anche di tutti gli altri personaggi, in quanto non ce n’è uno che non sia caratterizzato in maniera indimenticabile, tanto che sembrano uscire dalle pagine del libro e vivere di vita propria. La zia Betsy, tanto burbera e stravagante ma con un cuore d’oro; Il malvagio Steerforth, tant’è vero che non si capisce come faccia David a essere suo amico; la paziente Agnes; il viscido Uriah Heep, il vivace e filosofo Signor Micawber, la governante Peggoty e tutti gli altri….insomma, forse davvero uno dei migliori romanzi della sua epoca.

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    — Sep 12, 2009 | 2 feedbacks
  • Cover of Aquila Nera

    Aquila Nera

    Questo romanzo di Nan Ryan è uno di quelli che io ritengo un’” attrazione oltre ogni logica”.Infatti lo stile dell’autrice è pieno di buchi: la narrazione per fortuna scorre senza problemi, ma l’autrice ha il vizietto per me molto brutto di concentrarsi molto più del necessario sull’aspetto fisico d ... (continue)

    Questo romanzo di Nan Ryan è uno di quelli che io ritengo un’” attrazione oltre ogni logica”.Infatti lo stile dell’autrice è pieno di buchi: la narrazione per fortuna scorre senza problemi, ma l’autrice ha il vizietto per me molto brutto di concentrarsi molto più del necessario sull’aspetto fisico dei protagonisti, soprattutto di Shanaco, ovviamente bellissimo.Per gran parte del romanzo ci viene ricordato, anche nei momenti più drammatici e meno opportuni, quanto il suo torace sia possente, le sue spalle larghe, i suoi muscoli così lucenti e forti….a un certo punto viene voglia di dirle:”siiii, non occorre che me lo ripeti 3000 volte…l’ho capito!!!”.Insomma più che eccitare ( perché penso che sia quello lo scopo ultimo di questa assurda scelta) alla fine stufa, tanto più che lo stesso capita con la protagonista;infatti non manca occasione in cui non ci venga ricordato quanto i suoi capelli siano lucenti e soffici e la sua pelle morbida e bianca…

    Oltre a ciò, abbiamo spesso alcune situazioni assurde( tipo una gara a cui il protagonista partecipa sapendo di vincere perché gli altri non sono capaci!!!E però all’ultimo momento si tira indietro per far vincere qualcun altro!!!)e anche i dialoghi non sono sempre al massimo ( andate a leggere cosa la “seduttrice” di ce al protagonista a pag. 165…si muore dal ridere!);inoltre la cattiva Lois alla fine è talmente perfida da essere solo una macchietta, mentre se l’autrice non fosse stata così impegnata coi fisici dei due protagonisti avrebbe potuto venirne fuori ben altro personaggio.

    Eppure…eppure non l’ho dato via e anzi a tutt’oggi lo ricordo come uno dei romance che mi è piaciuto di più. E questo grazie ai due protagonisti, che quando non vengono mostrati solo come corpi catturano la mia attenzione:lui, Shanaco, un mezzosangue da tutti( comprese le donne che vanno con lui) ritenuto un feroce selvaggio assetato di sangue, quando invece è semplicemente un uomo solo che ha bisogno di dare e ricevere amore; lei, Maggie, una ragazza coraggiosa e senza pregiudizi che da subito prende in simpatia Shanaco vedendolo finalmente come uomo, come gli altri.Il loro idilio nella casetta di lei e la loro dolce storia valgono da soli la pena di leggere il romanzo, pur con tutte le sue imperfezioni.

    Tiziana

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    — Sep 12, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Il filo di Arianna

    Il filo di Arianna

    Finora delle scrittrici italiane avevo letto solo Mariangela Camocardi, che non mi è piaciuta quasi per nulla;Ornella Albanese è stata invece una sorpresa davvero graditissima, in quanto questo è uno di quei romanzi che mi è rimasto nel cuore.

    L’elemento principale del suo fascino è , secondo ... (continue)

    Finora delle scrittrici italiane avevo letto solo Mariangela Camocardi, che non mi è piaciuta quasi per nulla;Ornella Albanese è stata invece una sorpresa davvero graditissima, in quanto questo è uno di quei romanzi che mi è rimasto nel cuore.

    L’elemento principale del suo fascino è , secondo me,il fatto che rispetto ad altri romanzi la narrazione si concentra molto sulle diverse personalità di Ottavio e Arianna, sull’evolversi dei loro sentimenti e della loro relazione all’interno della coppia, ma anche come persone.

    I due appartengono a mondi rigorosamente separati da convenzioni sociali e pregiudizi:lei nobile figlia di un duca, lui figlio di un commerciante arricchito e ambizioso.Solo che ognuna delle due famiglie ha qualcosa che manca all’altra e, guarda caso, quel qualcosa è quello che la momento occorre di più:lui i soldi,lei il titolo nobiliare.I genitori si accordano così su questo matrimonio mettendo i due giovani praticamente di fronte al fatto compiuto: ai due non resta che accettare, a malincuore.Soprattutto Arianna è addolorata da questo matrimonio di convenienza con un quasi completo sconosciuto.

    Dico quasi perché c’è un prologo alla storia risalente a tre anni prima, quando Ottavio era stato invitato a una festa dal duca e vittima di uno scherzo abbastanza crudele da parte degli altri giovani, decisi a umiliarlo solo perché borghese.In quell’occasione Arianna e un’altra ragazza erano state le uniche a rifiutarsi di prestarsi a quel brutto gioco, e già da qui qualcosa si capisce del caratterino indipendente e deciso della nostra eroina. Perchè lei è così, decisa , fiera , con i piedi per terra le riesce molto doloroso sacrificarsi per il bene della famiglia….tutto ciò le impedisce di vedere al di là delle sue convinzioni sul marito, di sforzarsi di vedere al di là del proprio naso, di conoscere e farsi conoscere per quella che è in realtà. Ma è solo una naturale reazione a un matrimonio imposto:presto Arianna, messa di fronte alla realtà della sua nuova vita e alla necessità di vivere con quell’affascinante sconosciuto, capisce che sta sbagliando e decide di prendere in mano le redini della situazione o meglio, come la mitica Arianna della mitologia greca, di srotolare il filo dell’intricata matassa che la guida nella difficile scoperta dell’animo dell’altro.

    E così scoprirà che Ottavio non è certo un altro qualunque….il nostro giovine,che mentre il padre era in vita non si era mai interessato all’attività del genitore( seppur dedicandosi agli studi), alla morte di quest’ultimo prende in mano il lavoro del padre, senza alcuna esperienza ma tanta volontà di migliorare e di non disperdere nel nulla tutto quello che il genitore aveva costruito.Non lo fa in modo incosciente, ma affidandosi all’esperienza di amministratori più competenti di lui,avendo l’umiltà di riconosce la propria inesperienza nel campo….inoltre, per quanto riguarda il proprio matrimonio,sin dalla prima notte cerca di venire incontro alla moglie, capendo i suoi dubbi e le sue angosce.Si allontana quando lei lo offende, e per un certo tempo non risponde ai suoi tentativi di riconciliazione, ma solo per metterla alla prova, per darle modo di maturare e di aiutarlo a trasformare il loro matrimonio in una vera unione.

    I dubbi e le incertezze continuano tra di loro, perché nonostante i tentativi ognuno dei due ha paura di quello che l’altro penserà di lui;nessuno dei due è sicuro di prendere l’altro nel modo giusto, vanno per tentativi, e spesso si scoraggiano di fronte a segnali negativi che in realtà quasi sempre fraintendono.Ma dopo l’occasione decisiva, quando durante il matrimonio di una zia Arianna si schiera apertamente a favore del marito impedendo che venga umiliato, tutto migliora e la situazione non può che continuare in crescendo.

    La narrazione è scorrevole e profonda, l’autrice riesce a ritagliare un piccolo spazio anche per i personaggi secondari ( mi ha colpito molto la vicenda di zia Alfia) rendendoli personaggi reali e non semplici comprimari che restano in secondo piano, e soprattutto le emozioni, dubbi e sentimenti dei protagonisti sono resi in modo che il lettore riesce a sentirle come proprie.Semplice ma bellissimo.

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    — Sep 12, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Charlotte

    Charlotte

    Il romanzo della Quick è, come molti altri suoi,un misto di rosa e giallo,molto azzeccato devo dire perché è uno dei romanzi più coinvolgenti e appassionanti che abbia letto finora, sotto entrambi i punti di vista…insomma uno di quelli che non mollerei nemmeno per un miliardo.Una lettura scorrevole ... (continue)

    Il romanzo della Quick è, come molti altri suoi,un misto di rosa e giallo,molto azzeccato devo dire perché è uno dei romanzi più coinvolgenti e appassionanti che abbia letto finora, sotto entrambi i punti di vista…insomma uno di quelli che non mollerei nemmeno per un miliardo.Una lettura scorrevole e allo stesso tempo intrigante e ironica che si avvale di due protagonisti carismatici a loro modo.

    Lei, Charlotte,una donna moderna e indipendente, con un lavoro davvero” scandaloso” per l’epoca, che lei considera una missione dopo aver assistito all’infelice secondo matrimonio della madre:i risultati non sempre positivi delle sue indagini l’hanno resa talmente diffidente riguardo agli uomini che all’età di 25 anni, non ha mai avuto una relazione.

    Baxter invece si definisce “ un uomo insipido come un pudding di patate”,e d è per questo che viene assunto da Charlotte:un aspetto banale è un requisito fondamentale per passare inosservato durante le indagini.In realtà il fatto di essere figlio illegittimo, seppur amato, e un’esperimento rischioso finito male che gli ha riempito il corpo di cicatrici di cui si vergogna, ha fatto in modo che si chiudesse in sé stesso rassegnandosi a vivere senza affetti profondi. Sono quindi due persone che hanno scelto di chiudersi all’amore per paura di essere feriti.

    Ma fin dal primo loro incontro passionale e direi pure molto avventuroso,lui scopre il lato passionale del suo carattere grazie a questa donna dalla personalità effervescente, lei scopre quanto sia bello avere accanto una persona solida e affidabile, anche in campo sentimentale;ciò li costringerà inevitabilmente a riconsiderare i loro propositi di vita e soprattutto la loro movimentata e insolita relazione.

    A proposito di ironia, da ricordare sicuramente la scena del dialogo tra Baxter il maggiordomo dopo un " esplosivo"incontro d'amore tra i due protagonisti nel laboratorio di lui... leggere per credere!

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    — Sep 12, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Emma

    Emma

    1 person find this helpful

    Jane Austen diceva di lei :”un’eroina che non piacerà a nessuno, tranne a me”.In effetti, per l’epoca, Emma Woodhouse è un personaggio piuttosto singolare:ricca ereditiera,vive col padre, non è fidanzata e non è minimamente interessata a sposarsi e sistemarsi, perché è pienamente soddisfatta della s ... (continue)

    Jane Austen diceva di lei :”un’eroina che non piacerà a nessuno, tranne a me”.In effetti, per l’epoca, Emma Woodhouse è un personaggio piuttosto singolare:ricca ereditiera,vive col padre, non è fidanzata e non è minimamente interessata a sposarsi e sistemarsi, perché è pienamente soddisfatta della sua vita.Decide comunque di dedicarla a un unico scopo:rendere felici gli altri, ovviamente trovando loro l’anima gemella. Emma è un personaggio non semplicissimo:ha un ‘indole generosa, ma al contempo un caratterino spesso presuntuoso e viziato, convinta di sapere sempre cosa è meglio per gli altri:un difetto che non le permette certo di vedere come stanno davvero le situazioni personali dei vari personaggi della cui felicità si fa carico.Verso la fine maturerà, anche se in modo forse un po’duro ( prenderà coscienza dei propri errori attraverso un evento in cui si comporterà particolarmente male, ricevendo il biasimo delle persone care).Inutile dire che, contrariamente a quanto riteneva la Austen, a me Emma è piaciuta comunque tantissimo!!!

    Gli spassosissimi equivoci e scambi di persona cui Emma va incontro sono, a mio avviso, tra migliori non solo della produzione austeniana, ma della letteratura in generale.La storia è narrata con lo stile fresco e sagace di questa autrice, con punte di ironia veramente gustose e intrecciando le vicende dei personaggi secondari in modo da dare a ognuno il giusto spazio, mantenendo alto l’interesse per le sorti di ognuno.

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    — Sep 12, 2009 | Add your feedback
  • L'uomo che ride
  • Almana-
    cco di fiabe antich-
    e…

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