Nuova parodia del Ratto che stavolta se la vede col fenomeno cinematografico dell'anno. Carino il fumetto, con qualche gag davvero riuscita, inutile in compenso il 3D, anzi fastidioso. Si nota comunque che il film a Ortolani non gli è piaciuto per niente. E come dargli torto.
Il più recente romanzo di Alberto Ongaro, uscito pochi mesi fa per Piemme, è un ritorno sul luogo del delitto. Quella Venezia che è non solo la casa dell’autore ma anche lo scenario di molte delle sue messinscena romanzesche è infatti il punto di partenza anche di questo La maschera di Antenore, ide
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Il più recente romanzo di Alberto Ongaro, uscito pochi mesi fa per Piemme, è un ritorno sul luogo del delitto. Quella Venezia che è non solo la casa dell’autore ma anche lo scenario di molte delle sue messinscena romanzesche è infatti il punto di partenza anche di questo La maschera di Antenore, ideale porto di partenza per l’avventura che però si sposta ben presto in un’altra città altrettanto romanzesca ma assai meno frequentata dai personaggi di Ongaro, Parigi.
Ed è proprio fra queste due città (con una breve ma decisiva puntata in Bretagna) ai giorni nostri, che si muove Stefano Pietra, il protagonista del romanzo, un giovane pittore destinato a fare un incontro che sconvolgerà la sua esistenza fino a scuoterne le certezze e le fondamenta. Quando conosce il critico d’arte Francois Ronan niente infatti potrà più essere lo stesso: l’apparentemente banale incarico di contattare per suo conto uno storico dell’università di Padova darà infatti il la a una serie di eventi che sveleranno via via una vicenda di ossessioni, odio e forse anche di antiche maledizioni. Recensione completa su http://liblog.blogdo.net/narrativa/la-maschera-di-anten…
Pubblicato sotto lo pseudonimo di Richard Bachman nel 1977 Ossessione è un romanzo secco e duro, breve e tagliente come lo è la storia di Charlie Decker, un liceale che un giorno prende la pistola, entra a scuola, uccide due insegnanti e prende in ostaggio la sua classe. Bang. Così. Vi ricorderà qua
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Pubblicato sotto lo pseudonimo di Richard Bachman nel 1977 Ossessione è un romanzo secco e duro, breve e tagliente come lo è la storia di Charlie Decker, un liceale che un giorno prende la pistola, entra a scuola, uccide due insegnanti e prende in ostaggio la sua classe. Bang. Così. Vi ricorderà qualcosa credo: come minimo due o tre fatti analoghi accaduti negli Stati Uniti negli ultimi trent’anni, in uno dei quali il libro fu addirittura trovato nell’armadietto dell’omicida. Da qui la decisione di King di ritirarlo dalla pubblicazione e la fama da libro “maledetto” che accompagna tuttora il romanzo. Ora non so quanto effettivamente sia la vita ad imitare l’arte o viceversa in questo caso, ma posso dire che Ossessione è un romanzo che va letto. Tutta la prima parte è un proiettile dritto nello stomaco del lettore, i pensieri di Charlie, la sua storia, le sue motivazioni, tutto è raccontato con forza narrativa e agghiacciante credibilità. La recensione completa su http://liblog.blogdo.net/dal-vecchio-baule/ossessione-k…
Dopo il successo di Quasi quasi mi sbattezzo, un libro di cui si è parlato molto, il dinamico duo Lise & Talami torna con un nuovo volume, pubblicato questa volta per I quaderni di Ernest,: Morte ai cavalli di Bladder Town. Ma laddove Quasi quasi mi sbattezzo era una cronaca a fumetti di un disagio
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Dopo il successo di Quasi quasi mi sbattezzo, un libro di cui si è parlato molto, il dinamico duo Lise & Talami torna con un nuovo volume, pubblicato questa volta per I quaderni di Ernest,: Morte ai cavalli di Bladder Town. Ma laddove Quasi quasi mi sbattezzo era una cronaca a fumetti di un disagio morale e di un reale percorso di esistenza raccontato con intelligenza ed ironia, questa nuova storia è invece un tuffo nell’universo narrativo più immaginifico e delirante dei due fumettisti padovani.
Ambientato in un west surreale e grottesco, in un piccolo villaggio che sembra uscito dalla mente confusa di un Sergio Leone in acido, la Bladder Town del titolo appunto, il racconto parte come la più classica delle storie d’amore tormentate ma si sviluppa ben presto in un visionario mistery con l’arrivo del losco Edgar J. Tuna e la morte tanto improvvisa quanto spettacolare di tutti i cavalli della piccola cittadina. Recensione completa su http://liblog.blogdo.net/libri-darte-e-fumetti/morte-ai…
Avevo paura che mi deludesse. Erano almeno un paio d’anni che rimandavo la lettura della Grammatica di Dio, perché amo Stefano Benni ma alcune delle ultime cose mi avevano lasciato un poco perplesso.
Qui invece abbiamo una (bella, molto bella) raccolta di racconti a tema: “storie di solitudine e al
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Avevo paura che mi deludesse. Erano almeno un paio d’anni che rimandavo la lettura della Grammatica di Dio, perché amo Stefano Benni ma alcune delle ultime cose mi avevano lasciato un poco perplesso.
Qui invece abbiamo una (bella, molto bella) raccolta di racconti a tema: “storie di solitudine e allegria” recita il sottotitolo. E se è vero che la solitudine è di fatto il fil rouge che corre lungo tutte le pagine del libro e che accomuna tutti i personaggi, è altrettanto vero che di allegria non ce n’è poi molta... recensione completa su http://liblog.blogdo.net/narrativa/la-grammatica-di-dio…
Avarat n. 1
Nuova parodia del Ratto che stavolta se la vede col fenomeno cinematografico dell'anno. Carino il fumetto, con qualche gag davvero riuscita, inutile in compenso il 3D, anzi fastidioso. Si nota comunque che il film a Ortolani non gli è piaciuto per niente. E come dargli torto.
La maschera di Antenore
Il più recente romanzo di Alberto Ongaro, uscito pochi mesi fa per Piemme, è un ritorno sul luogo del delitto. Quella Venezia che è non solo la casa dell’autore ma anche lo scenario di molte delle sue messinscena romanzesche è infatti il punto di partenza anche di questo La maschera di Antenore, ide ... (continue)
Il più recente romanzo di Alberto Ongaro, uscito pochi mesi fa per Piemme, è un ritorno sul luogo del delitto. Quella Venezia che è non solo la casa dell’autore ma anche lo scenario di molte delle sue messinscena romanzesche è infatti il punto di partenza anche di questo La maschera di Antenore, ideale porto di partenza per l’avventura che però si sposta ben presto in un’altra città altrettanto romanzesca ma assai meno frequentata dai personaggi di Ongaro, Parigi.
Ed è proprio fra queste due città (con una breve ma decisiva puntata in Bretagna) ai giorni nostri, che si muove Stefano Pietra, il protagonista del romanzo, un giovane pittore destinato a fare un incontro che sconvolgerà la sua esistenza fino a scuoterne le certezze e le fondamenta. Quando conosce il critico d’arte Francois Ronan niente infatti potrà più essere lo stesso: l’apparentemente banale incarico di contattare per suo conto uno storico dell’università di Padova darà infatti il la a una serie di eventi che sveleranno via via una vicenda di ossessioni, odio e forse anche di antiche maledizioni. Recensione completa su http://liblog.blogdo.net/narrativa/la-maschera-di-anten…
Ossessione
***This comment contains spoilers! ***
Pubblicato sotto lo pseudonimo di Richard Bachman nel 1977 Ossessione è un romanzo secco e duro, breve e tagliente come lo è la storia di Charlie Decker, un liceale che un giorno prende la pistola, entra a scuola, uccide due insegnanti e prende in ostaggio la sua classe. Bang. Così.continue)
Vi ricorderà qua ... (
Pubblicato sotto lo pseudonimo di Richard Bachman nel 1977 Ossessione è un romanzo secco e duro, breve e tagliente come lo è la storia di Charlie Decker, un liceale che un giorno prende la pistola, entra a scuola, uccide due insegnanti e prende in ostaggio la sua classe. Bang. Così.
Vi ricorderà qualcosa credo: come minimo due o tre fatti analoghi accaduti negli Stati Uniti negli ultimi trent’anni, in uno dei quali il libro fu addirittura trovato nell’armadietto dell’omicida. Da qui la decisione di King di ritirarlo dalla pubblicazione e la fama da libro “maledetto” che accompagna tuttora il romanzo.
Ora non so quanto effettivamente sia la vita ad imitare l’arte o viceversa in questo caso, ma posso dire che Ossessione è un romanzo che va letto. Tutta la prima parte è un proiettile dritto nello stomaco del lettore, i pensieri di Charlie, la sua storia, le sue motivazioni, tutto è raccontato con forza narrativa e agghiacciante credibilità. La recensione completa su http://liblog.blogdo.net/dal-vecchio-baule/ossessione-k…
Morte ai cavalli di Bladder Town!
Dopo il successo di Quasi quasi mi sbattezzo, un libro di cui si è parlato molto, il dinamico duo Lise & Talami torna con un nuovo volume, pubblicato questa volta per I quaderni di Ernest,: Morte ai cavalli di Bladder Town. Ma laddove Quasi quasi mi sbattezzo era una cronaca a fumetti di un disagio ... (continue)
Dopo il successo di Quasi quasi mi sbattezzo, un libro di cui si è parlato molto, il dinamico duo Lise & Talami torna con un nuovo volume, pubblicato questa volta per I quaderni di Ernest,: Morte ai cavalli di Bladder Town. Ma laddove Quasi quasi mi sbattezzo era una cronaca a fumetti di un disagio morale e di un reale percorso di esistenza raccontato con intelligenza ed ironia, questa nuova storia è invece un tuffo nell’universo narrativo più immaginifico e delirante dei due fumettisti padovani.
Ambientato in un west surreale e grottesco, in un piccolo villaggio che sembra uscito dalla mente confusa di un Sergio Leone in acido, la Bladder Town del titolo appunto, il racconto parte come la più classica delle storie d’amore tormentate ma si sviluppa ben presto in un visionario mistery con l’arrivo del losco Edgar J. Tuna e la morte tanto improvvisa quanto spettacolare di tutti i cavalli della piccola cittadina.
Recensione completa su http://liblog.blogdo.net/libri-darte-e-fumetti/morte-ai…
La grammatica di Dio
Avevo paura che mi deludesse. Erano almeno un paio d’anni che rimandavo la lettura della Grammatica di Dio, perché amo Stefano Benni ma alcune delle ultime cose mi avevano lasciato un poco perplesso.
Qui invece abbiamo una (bella, molto bella) raccolta di racconti a tema: “storie di solitudine e al ... (continue)
Avevo paura che mi deludesse. Erano almeno un paio d’anni che rimandavo la lettura della Grammatica di Dio, perché amo Stefano Benni ma alcune delle ultime cose mi avevano lasciato un poco perplesso.
Qui invece abbiamo una (bella, molto bella) raccolta di racconti a tema: “storie di solitudine e allegria” recita il sottotitolo. E se è vero che la solitudine è di fatto il fil rouge che corre lungo tutte le pagine del libro e che accomuna tutti i personaggi, è altrettanto vero che di allegria non ce n’è poi molta... recensione completa su http://liblog.blogdo.net/narrativa/la-grammatica-di-dio…