Un libro tosto, non c'è che dire. Disturbante. La prima parte l'ho apprezzata parecchio, la violenza che la madre esercita nei confronti della ragazza che ha preso in affidamento risalta dai piccoli gesti, dalle piccole cose, per poi crescere assieme alla tensione narrativa. Poi, però, raggiunto l'a
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Un libro tosto, non c'è che dire. Disturbante. La prima parte l'ho apprezzata parecchio, la violenza che la madre esercita nei confronti della ragazza che ha preso in affidamento risalta dai piccoli gesti, dalle piccole cose, per poi crescere assieme alla tensione narrativa. Poi, però, raggiunto l'acme di violenza e soprusi, la storia cala e perde tono. Non dico che annoia, però scende la curiosità un pò morbosa che spinge il lettore a divorare il libro. Decisamente disturbante (troppo) la figura della sorellina claudicante.
Carino. Questo è il termine giusto. L'idea è inteessante, descrivere l'evoluzione tramite una famiglia di nostri antichi antenati l'evoluzione dell'uomo, geniale la contrapposizione tra zio Vania (l'ominide arboricolo che si oppone al progresso perchè innaturale) e il papà del protagonista, uomo pro
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Carino. Questo è il termine giusto. L'idea è inteessante, descrivere l'evoluzione tramite una famiglia di nostri antichi antenati l'evoluzione dell'uomo, geniale la contrapposizione tra zio Vania (l'ominide arboricolo che si oppone al progresso perchè innaturale) e il papà del protagonista, uomo proiettato verso il progresso e l'evoluione. La prima metà è uno spasso del libro è uno spasso e incuriosisce paecchio. La seconda parte stanca un pò, forse perchè l'interesse iniziale si affievolisce un pò. Peccato perchè se "teneva botta" fino alla fine sarebbe stato davvero un cult...comunque un buon libro, senza dubbi
McCarthy è un autore non facilissimo: a volte trovo le sue descrizioni troppo complesse e particolareggiate e, in questo caso, la storia è un pochino troppo lunga. Ma il libro vale davvero la pena di essere letto. La storia è semplice: un manipolo di cacciatori di scalpi che di umano hanno davvero p
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McCarthy è un autore non facilissimo: a volte trovo le sue descrizioni troppo complesse e particolareggiate e, in questo caso, la storia è un pochino troppo lunga. Ma il libro vale davvero la pena di essere letto. La storia è semplice: un manipolo di cacciatori di scalpi che di umano hanno davvero poco, capeggiati da un coltissimo e spietato giudice (che a mio avviso è satana in persona) vanno in giro a spargere sangue e seminare terrore. Crudissimo ma poetico, ambientato in una natura immensa e indifferente, rosso come il sangue che spesso descrive e nero come la mancanza di umanità dei personaggi, questo libro, nonostante i difetti di cui sopra, lo consiglio vivamente soprattutto perchè è una visiona stravolta e allucinata del genere western.
Astruso. Dispersivo. L'idea alla base del primo racconto, questa mancanza di identità nella "Città di Vetro" è decisamente affascinante, tanto che ho anche comprato la graphic novel che, al limite, è meno pesante del libro. Però a me spesso accade di restare attratto dall'idea alla base di una stori
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Astruso. Dispersivo. L'idea alla base del primo racconto, questa mancanza di identità nella "Città di Vetro" è decisamente affascinante, tanto che ho anche comprato la graphic novel che, al limite, è meno pesante del libro. Però a me spesso accade di restare attratto dall'idea alla base di una storia, ma purtroppo non dalla storia stessa. E questo è il caso: una lettuta troppo cervellotica. Forse a qualcuno piace, vista la media dei giudizi, ma per me è troppo ostica. Risultato: un senso di fatica nella lettura.
La ragazza della porta accanto
Un libro tosto, non c'è che dire. Disturbante. La prima parte l'ho apprezzata parecchio, la violenza che la madre esercita nei confronti della ragazza che ha preso in affidamento risalta dai piccoli gesti, dalle piccole cose, per poi crescere assieme alla tensione narrativa. Poi, però, raggiunto l'a ... (continue)
Un libro tosto, non c'è che dire. Disturbante. La prima parte l'ho apprezzata parecchio, la violenza che la madre esercita nei confronti della ragazza che ha preso in affidamento risalta dai piccoli gesti, dalle piccole cose, per poi crescere assieme alla tensione narrativa. Poi, però, raggiunto l'acme di violenza e soprusi, la storia cala e perde tono. Non dico che annoia, però scende la curiosità un pò morbosa che spinge il lettore a divorare il libro. Decisamente disturbante (troppo) la figura della sorellina claudicante.
Il più grande uomo scimmia del Pleistocene
Carino. Questo è il termine giusto. L'idea è inteessante, descrivere l'evoluzione tramite una famiglia di nostri antichi antenati l'evoluzione dell'uomo, geniale la contrapposizione tra zio Vania (l'ominide arboricolo che si oppone al progresso perchè innaturale) e il papà del protagonista, uomo pro ... (continue)
Carino. Questo è il termine giusto. L'idea è inteessante, descrivere l'evoluzione tramite una famiglia di nostri antichi antenati l'evoluzione dell'uomo, geniale la contrapposizione tra zio Vania (l'ominide arboricolo che si oppone al progresso perchè innaturale) e il papà del protagonista, uomo proiettato verso il progresso e l'evoluione. La prima metà è uno spasso del libro è uno spasso e incuriosisce paecchio. La seconda parte stanca un pò, forse perchè l'interesse iniziale si affievolisce un pò. Peccato perchè se "teneva botta" fino alla fine sarebbe stato davvero un cult...comunque un buon libro, senza dubbi
Ameni inganni
Dai ragazzi, l'ho letto 2 o 3 mesi fa e praticamente non me lo ricordo già più...e pensare che "Tutti Giù Per Terra" l'ho letto 3 volte...
Meridiano di sangue
McCarthy è un autore non facilissimo: a volte trovo le sue descrizioni troppo complesse e particolareggiate e, in questo caso, la storia è un pochino troppo lunga. Ma il libro vale davvero la pena di essere letto. La storia è semplice: un manipolo di cacciatori di scalpi che di umano hanno davvero p ... (continue)
McCarthy è un autore non facilissimo: a volte trovo le sue descrizioni troppo complesse e particolareggiate e, in questo caso, la storia è un pochino troppo lunga. Ma il libro vale davvero la pena di essere letto. La storia è semplice: un manipolo di cacciatori di scalpi che di umano hanno davvero poco, capeggiati da un coltissimo e spietato giudice (che a mio avviso è satana in persona) vanno in giro a spargere sangue e seminare terrore. Crudissimo ma poetico, ambientato in una natura immensa e indifferente, rosso come il sangue che spesso descrive e nero come la mancanza di umanità dei personaggi, questo libro, nonostante i difetti di cui sopra, lo consiglio vivamente soprattutto perchè è una visiona stravolta e allucinata del genere western.
Trilogia di New York
Astruso. Dispersivo. L'idea alla base del primo racconto, questa mancanza di identità nella "Città di Vetro" è decisamente affascinante, tanto che ho anche comprato la graphic novel che, al limite, è meno pesante del libro. Però a me spesso accade di restare attratto dall'idea alla base di una stori ... (continue)
Astruso. Dispersivo. L'idea alla base del primo racconto, questa mancanza di identità nella "Città di Vetro" è decisamente affascinante, tanto che ho anche comprato la graphic novel che, al limite, è meno pesante del libro. Però a me spesso accade di restare attratto dall'idea alla base di una storia, ma purtroppo non dalla storia stessa. E questo è il caso: una lettuta troppo cervellotica. Forse a qualcuno piace, vista la media dei giudizi, ma per me è troppo ostica. Risultato: un senso di fatica nella lettura.