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By Muriel Barbery -
Finished on Jul 21, 2009 




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- Da dove sto chiamando (1818)
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By Raymond Carver -
Finished on Oct 25, 2009 




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By Hugo Pratt -
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dopo aver letto Corto Maltese è necessario ridefinire il concetto di FIGO.
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Mar 18, 2009 |
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By Beppe Fenoglio -
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- Chiedi alla polvere (14144)
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By John Fante -
Finished on Aug 19, 2008 




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john fante fa la respirazione bocca a bocca alle nostre emozioni.
questo romanzo gonfia il petto ad intervalli regolari che si fanno estremamente ravvicinati e intensi man mano che la trama si srotola sotto i nostri occhi e nelle nostre mani.
non so esattamente come spiegare la sensazione ... (continue ) -
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Sep 25, 2008 |
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- L'Alchimista (18636)
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By Paulo Coelho -
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Da dove sto chiamando
Quanto può essere difficile scrivere un racconto breve degno di nota, DioSoloLoSa.
Se Dio non dovesse rispondere al citofono o al cellulare (o su facebook) si può sempre provare a chiedere a Carver, il numero è sempre quello del paradiso, e magari lui è meno indaffarato di Nostro Signore.
< ... (Quanto può essere difficile scrivere un racconto breve degno di nota, DioSoloLoSa.
Se Dio non dovesse rispondere al citofono o al cellulare (o su facebook) si può sempre provare a chiedere a Carver, il numero è sempre quello del paradiso, e magari lui è meno indaffarato di Nostro Signore.
Ci è dato pensare che anche con la linea libera il buon vecchio e americano Raymond si limiti a ridacchiare delle nostre curiosità citandoci qualche illuminante traccia di Checov e ricordandoci da Lassù che non ci sono ricette, tantomeno divine, e che tutto quello che ci serve è intuire l'emozione dell'uomo, e dell'occupazione sua principale: la vita.
questa raccolta la curò lui stesso, scegliendo i racconti che reputava migliori e reintegrando i brani che l'editor aveva eliminato: una scelta di forte soggettività, quasi di egoismo letterario, ma di sicuro effetto per il lettore, sebbene molti dicano che il lavoro dell'editor sui racconti del Nostro sia stato di fondamentale importanza per la consacrazione su questa terra e anche su quell'Altra.
quello che c'è in questa succosa raccolta è l'America, lui parlava di questo e a noi va bene così, con l'acool e le giornate lunghe, con il divorzio e la passione per gli spazi grandi e le possibilità infinite ma spesso solo suggerite; è questa america che Carver prende e tagliuzza in fotogrammi a volte piccoli altre volte piccolissimi, che ci fa scaldare le mani e respirare un po più in fretta.
Non c'è modo di non cadere nell'emozione, in quella emozione delineata già nelle prime righe, l'emozione istantanea del racconto breve.
ed è qui che si annida la bravura di Raymond: alla fine del racconto si fa una pausa prima del successivo in cui si soppesa la sensazione appena vissuta e ci si tasta il polso,spesso accelerato, da lettore.
ora. A questo punto, se fossimo di fronte ad un racconto-di-poco-conto avremmo bisogno di altro, di qualche riga in più, di nutrire ancora la curiosità con indicazioni sul prima e sul dopo della porzione di vita che ci è stata proposta.
e invece no! no e poi no.
Dopo che ci siamo immersi, senza aver preso abbastanza fiato, nella storia fotogrammatica che Carver ci ha sciorinato con sapienza sotto gli occhi, non si sente il bisogno di qualcosa di più, il percorso di lettura che abbiamo seguito è sufficiente a placare la ricerca di senso che da sempre investe il lettore.
sei soddisfatto, anche se sai che da qualche parte quel personaggio, quel panorama, quel gusto dei fatti, si dipana senza di te, ma tu lettore piccolo piccolo non te ne fai un cruccio perchè sei perfettamente cosciente che sapere quello che sai.
è bastante.
è onesto.
salman rushdie ci ordina dall'ultima di copertina di leggere tutto quello che Raymond Carver ha scritto e io che con rushdie non ho nulla da spartire sono assolutamente d'accordo con lui.