Capita almeno un paio di volte la settimana di voler fare un pasto decente anche in quell’oretta stiracchiata e del tutto flessibile che rappresenta la pausa pranzo: capita di voler passare molto spesso questo tempo ad Angolo Milano, un ristorante del Quartiere Isola che unisce lettori e cibo graz
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Capita almeno un paio di volte la settimana di voler fare un pasto decente anche in quell’oretta stiracchiata e del tutto flessibile che rappresenta la pausa pranzo: capita di voler passare molto spesso questo tempo ad Angolo Milano, un ristorante del Quartiere Isola che unisce lettori e cibo grazie al bookcrossing.
Leggo gli usati perchè le pagine molto sfogliate e unte dalle dita pesano di più negli occhi, perchè ogni copia di libro può appartenere a molte vite e i libri dovrebbero stare incustoditi nei posti pubblici e spostarsi insieme ai passanti che se li portano dietro per un poco… ficcati in una stufa d’inverno, strappati dai bambini per fare barchette, insomma ovunque dovrebbero morire tranne che di noia e di proprietà privata, condannati a una vita in uno scaffale.
Questa frase tratta da Tre Cavalli di Erri De Luca accompagna ogni libro rilasciato, ogni libro lasciato libero affinché possa essere ritrovato e letto da nuovi occhi, regalando un’avventura ai proprietari dei libri, ai libri stessi e ai loro nuovi lettori.
Il libro che ho ritrovato è L’uccello che girava le viti del mondo di Murakami Haruki.
Il mio primo Haruki: perché dopo avere letto la sua storia, averne ricercato l’umanità in diverse interviste, essermi letta le recensioni delle sue opere e comunque non essermi mai decisa di prenderne una, beh, ha deciso lui per me. Ed è capitato sulla mia strada.
E io non so dire no alle opportunità che incontro: soprattutto se sono fatte di parole inanellate ad arte per costruire storie.
Sul mio blog commento due libri di prossima uscita (richiesta di inserimento su anobii inviata ora :-): datemi il vostro parere, io li ritengo entrambi interesanti! www.towritedown.wordpress.com
L'uccello che girava le viti del mondo
Capita almeno un paio di volte la settimana di voler fare un pasto decente anche in quell’oretta stiracchiata e del tutto flessibile che rappresenta la pausa pranzo: capita di voler passare molto spesso questo tempo ad Angolo Milano, un ristorante del Quartiere Isola che unisce lettori e cibo graz ... (
Capita almeno un paio di volte la settimana di voler fare un pasto decente anche in quell’oretta stiracchiata e del tutto flessibile che rappresenta la pausa pranzo: capita di voler passare molto spesso questo tempo ad Angolo Milano, un ristorante del Quartiere Isola che unisce lettori e cibo grazie al bookcrossing.
Leggo gli usati perchè le pagine molto sfogliate e unte dalle dita pesano di più negli occhi, perchè ogni copia di libro può appartenere a molte vite e i libri dovrebbero stare incustoditi nei posti pubblici e spostarsi insieme ai passanti che se li portano dietro per un poco… ficcati in una stufa d’inverno, strappati dai bambini per fare barchette, insomma ovunque dovrebbero morire tranne che di noia e di proprietà privata, condannati a una vita in uno scaffale.
Questa frase tratta da Tre Cavalli di Erri De Luca accompagna ogni libro rilasciato, ogni libro lasciato libero affinché possa essere ritrovato e letto da nuovi occhi, regalando un’avventura ai proprietari dei libri, ai libri stessi e ai loro nuovi lettori.
Il libro che ho ritrovato è L’uccello che girava le viti del mondo di Murakami Haruki.
Il mio primo Haruki: perché dopo avere letto la sua storia, averne ricercato l’umanità in diverse interviste, essermi letta le recensioni delle sue opere e comunque non essermi mai decisa di prenderne una, beh, ha deciso lui per me. Ed è capitato sulla mia strada.
E io non so dire no alle opportunità che incontro: soprattutto se sono fatte di parole inanellate ad arte per costruire storie.