Un mirabile avvicinamento di due elementi apparentemente contrastanti. Ne esce fuori una visione del Cristianesimo delle origini, puro, inteso come una forza non tanto contro quanto oltre lo stato ed il potere politico. Forse la spiegazione in chiave anarchica di alcuni passi di Gesù e di alcuni san
... (continue)
Un mirabile avvicinamento di due elementi apparentemente contrastanti. Ne esce fuori una visione del Cristianesimo delle origini, puro, inteso come una forza non tanto contro quanto oltre lo stato ed il potere politico. Forse la spiegazione in chiave anarchica di alcuni passi di Gesù e di alcuni santi può apparire a tratti un po' "tirata per i capelli", ma il sottoscritto personalmente è anche dell'idea che i testi sacri vanno interpretati, e in virtù di un'interpretazione flessibile sussistono e coesistono senza problemi i valori cristiani ed anarchici che emergono dai passi citati. Una lettura capace di dare una rinfrescata all'idea dell'amore totalizzato puramente cristiano (perfettamente in sintonia con la cooperazione in assenza di gerarchie tipica dell'anarchismo), valore che ha iniziato a distorcersi (fino a rovesciarsi nella chiesa di oggi) a partire dal 313-314 d.C., per mano di Costantino e Teodosio, ossia quando il Cristianesimo, che "non sarebbe dovuto diventare una religione", sposa lo stato, quindi il potere politico.
L'unico motivo per cui ho dato 4 stelle e non tutte e 5 è a causa di un (a mio parere) gravissimo errore che consiste nella ormai abusata e imperdonabile equazione "jihad = guerra santa", che purtroppo fa breccia anche nei più lucidi e moderni interpretatori quali J. Ellul (ad essere più proporzionato nel giudizio, avrei dato 4 stelle e mezza, ma si può votare solo per numeri interi).
***This comment contains spoilers! ***
Il vero Cristianesimo
Un mirabile avvicinamento di due elementi apparentemente contrastanti. Ne esce fuori una visione del Cristianesimo delle origini, puro, inteso come una forza non tanto contro quanto oltre lo stato ed il potere politico. Forse la spiegazione in chiave anarchica di alcuni passi di Gesù e di alcuni san ... (continue)
Un mirabile avvicinamento di due elementi apparentemente contrastanti. Ne esce fuori una visione del Cristianesimo delle origini, puro, inteso come una forza non tanto contro quanto oltre lo stato ed il potere politico. Forse la spiegazione in chiave anarchica di alcuni passi di Gesù e di alcuni santi può apparire a tratti un po' "tirata per i capelli", ma il sottoscritto personalmente è anche dell'idea che i testi sacri vanno interpretati, e in virtù di un'interpretazione flessibile sussistono e coesistono senza problemi i valori cristiani ed anarchici che emergono dai passi citati. Una lettura capace di dare una rinfrescata all'idea dell'amore totalizzato puramente cristiano (perfettamente in sintonia con la cooperazione in assenza di gerarchie tipica dell'anarchismo), valore che ha iniziato a distorcersi (fino a rovesciarsi nella chiesa di oggi) a partire dal 313-314 d.C., per mano di Costantino e Teodosio, ossia quando il Cristianesimo, che "non sarebbe dovuto diventare una religione", sposa lo stato, quindi il potere politico.
L'unico motivo per cui ho dato 4 stelle e non tutte e 5 è a causa di un (a mio parere) gravissimo errore che consiste nella ormai abusata e imperdonabile equazione "jihad = guerra santa", che purtroppo fa breccia anche nei più lucidi e moderni interpretatori quali J. Ellul (ad essere più proporzionato nel giudizio, avrei dato 4 stelle e mezza, ma si può votare solo per numeri interi).