Anche se gli ultimi volumi della saga della "Spada della Verità" sono andati in calando e facevo fatica pure a leggerli, non pensavo si arrivasse a questo. La storia non ingrana ed è piena di buchi come un groviera, con colpi di scena abbastanza prevedibili e un po' di incongruenze (tra queste, il t
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Anche se gli ultimi volumi della saga della "Spada della Verità" sono andati in calando e facevo fatica pure a leggerli, non pensavo si arrivasse a questo. La storia non ingrana ed è piena di buchi come un groviera, con colpi di scena abbastanza prevedibili e un po' di incongruenze (tra queste, il transito degli oggetti tra i mondi e l'utilizzo della magia nel nostro mondo, una cosa che - a quanto pare - ad alcuni riesce, ad altri no, ma senza alcuna spiegazione), i personaggi sono bidimensionali (Richard e Kahlan non apprezzerebbero questi loro "discendenti", no di certo). Qualche accenno alla saga comprensibile solo a chi l'ha letta (la "voce del comando", ad esempio, o i coltelli da Depositaria che usa Jax), qualcuno senza senso (come gli occhi grigi - distintivi dei Rahl - che sarebbero ereditati dalla madre, Rahl solo per matrimonio). Insomma, in conclusione: - come dice bluewillow, l'etichetta "Triller" (nella mia libreria solo in "omaggio" a quanto scritto sulla copertina del libro) è messa un po' a casaccio, un "pio desiderio". - l'avrei comprato comunque per "completare" la saga, ma almeno ci ho speso solo cinque euro.
Leggere questo testo (e uso questa parola proprio perché di testo teatrale si tratta, e come tale va letto e ascoltato nella mente, con le giuste pause date anche, visivamente, dalle scelte di impaginazione) è un tuffo nel passato, in quella Palermo del 1982 dove anche io e i miei amici, stretti nel
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Leggere questo testo (e uso questa parola proprio perché di testo teatrale si tratta, e come tale va letto e ascoltato nella mente, con le giuste pause date anche, visivamente, dalle scelte di impaginazione) è un tuffo nel passato, in quella Palermo del 1982 dove anche io e i miei amici, stretti nel soggiorno di casa mia con il primo (nostro) televisore a colori, abbiamo ripetuto i "nostri" riti, diversi eppure uguali a quelli raccontati da Enia. Riviverli così è una lacrima e una risata, entrambe intrattenibili.
E' sempre strano leggere su carta qualcosa che hai già letto, e riletto, su uno schermo piatto. E' strano perché sono diversi i tempi, diversi i ritmi, diverso il mezzo. E a volte hai paura, quasi. Specie se quello che leggi è qualcosa che hai amato, che ti ha fatto commuovere e ridere, o sospirare.
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E' sempre strano leggere su carta qualcosa che hai già letto, e riletto, su uno schermo piatto. E' strano perché sono diversi i tempi, diversi i ritmi, diverso il mezzo. E a volte hai paura, quasi. Specie se quello che leggi è qualcosa che hai amato, che ti ha fatto commuovere e ridere, o sospirare. Pensi che qualcosa potrebbe non "funzionare", sulla carta.
Un po' come quando vai dal parrucchiere e cambi taglio, o colore.
Poi inizi a leggere, e la paura scompare.
Perché il nuovo taglio è perfetto, il ritmo ti coinvolge, le storie note ti aprono le braccia come vecchie amiche, ma hanno qualcosa di nuovo.
Perché quelle parole "reggono" il peso della carta.
Sono "amori bastardi", sigarette fumate o desiderate con rabbia, sono piccole storie di tutti i giorni, perdoni in cui si crede (ma non si dovrebbe) o che salvano la vita. Sono lettere tenute in piedi da una cura meticolosa o abbandonate sotto un bicchiere... Sono parole che ti entrano dentro, perché da "dentro" sono venute.
E non potrebbe essere altrimenti, perché "in nessun altro modo potrei dire come si vive, non come si soffre, ma come si vive".
E' raro - almeno per quanto io ricordi - che in una saga fantasy ci sia un libro in cui il protagonista della saga e' quasi del tutto assente per l'intero libro, eppure presente nei discorsi e nei pensieri degli altri protagonisti. Raro e difficile, a parer mio. Però un espediente riuscito, per "rin
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E' raro - almeno per quanto io ricordi - che in una saga fantasy ci sia un libro in cui il protagonista della saga e' quasi del tutto assente per l'intero libro, eppure presente nei discorsi e nei pensieri degli altri protagonisti. Raro e difficile, a parer mio. Però un espediente riuscito, per "rinnovare" in un certo senso lo stile narrativo e renderlo, comunque, avvincente.
La fascetta annuncia "il meglio di me risiede in questa trilogia fantastica" (A. Camilleri). Io continuo a pensare che "il meglio" di Camilleri sia dato dal Birraio di Preston e dalla Concessione del telefono. Però, certamente, questa è una storia delicata (pur se con particolari scabrosi)
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La fascetta annuncia "il meglio di me risiede in questa trilogia fantastica" (A. Camilleri). Io continuo a pensare che "il meglio" di Camilleri sia dato dal Birraio di Preston e dalla Concessione del telefono. Però, certamente, questa è una storia delicata (pur se con particolari scabrosi); una storia d'amore e di cambiamenti. Cambia Giurlà, che da uomo-pesce diventa capraio; cambia Beba, capra-donna. Cambia Anita... o forse no, ché testarda (come una capra) secondo il marchese padre lo è stata sempre.
La legge dei nove
***This comment contains spoilers! ***
Anche se gli ultimi volumi della saga della "Spada della Verità" sono andati in calando e facevo fatica pure a leggerli, non pensavo si arrivasse a questo.continue)
La storia non ingrana ed è piena di buchi come un groviera, con colpi di scena abbastanza prevedibili e un po' di incongruenze (tra queste, il t ... (
Anche se gli ultimi volumi della saga della "Spada della Verità" sono andati in calando e facevo fatica pure a leggerli, non pensavo si arrivasse a questo.
La storia non ingrana ed è piena di buchi come un groviera, con colpi di scena abbastanza prevedibili e un po' di incongruenze (tra queste, il transito degli oggetti tra i mondi e l'utilizzo della magia nel nostro mondo, una cosa che - a quanto pare - ad alcuni riesce, ad altri no, ma senza alcuna spiegazione), i personaggi sono bidimensionali (Richard e Kahlan non apprezzerebbero questi loro "discendenti", no di certo).
Qualche accenno alla saga comprensibile solo a chi l'ha letta (la "voce del comando", ad esempio, o i coltelli da Depositaria che usa Jax), qualcuno senza senso (come gli occhi grigi - distintivi dei Rahl - che sarebbero ereditati dalla madre, Rahl solo per matrimonio).
Insomma, in conclusione:
- come dice bluewillow, l'etichetta "Triller" (nella mia libreria solo in "omaggio" a quanto scritto sulla copertina del libro) è messa un po' a casaccio, un "pio desiderio".
- l'avrei comprato comunque per "completare" la saga, ma almeno ci ho speso solo cinque euro.
Italia-Brasile 3 a 2
Leggere questo testo (e uso questa parola proprio perché di testo teatrale si tratta, e come tale va letto e ascoltato nella mente, con le giuste pause date anche, visivamente, dalle scelte di impaginazione) è un tuffo nel passato, in quella Palermo del 1982 dove anche io e i miei amici, stretti nel ... (continue)
Leggere questo testo (e uso questa parola proprio perché di testo teatrale si tratta, e come tale va letto e ascoltato nella mente, con le giuste pause date anche, visivamente, dalle scelte di impaginazione) è un tuffo nel passato, in quella Palermo del 1982 dove anche io e i miei amici, stretti nel soggiorno di casa mia con il primo (nostro) televisore a colori, abbiamo ripetuto i "nostri" riti, diversi eppure uguali a quelli raccontati da Enia. Riviverli così è una lacrima e una risata, entrambe intrattenibili.
Dammi un bacio
E' sempre strano leggere su carta qualcosa che hai già letto, e riletto, su uno schermo piatto.continue)
E' strano perché sono diversi i tempi, diversi i ritmi, diverso il mezzo.
E a volte hai paura, quasi.
Specie se quello che leggi è qualcosa che hai amato, che ti ha fatto commuovere e ridere, o sospirare. ... (
E' sempre strano leggere su carta qualcosa che hai già letto, e riletto, su uno schermo piatto.
E' strano perché sono diversi i tempi, diversi i ritmi, diverso il mezzo.
E a volte hai paura, quasi.
Specie se quello che leggi è qualcosa che hai amato, che ti ha fatto commuovere e ridere, o sospirare.
Pensi che qualcosa potrebbe non "funzionare", sulla carta.
Un po' come quando vai dal parrucchiere e cambi taglio, o colore.
Poi inizi a leggere, e la paura scompare.
Perché il nuovo taglio è perfetto, il ritmo ti coinvolge, le storie note ti aprono le braccia come vecchie amiche, ma hanno qualcosa di nuovo.
Perché quelle parole "reggono" il peso della carta.
Sono "amori bastardi", sigarette fumate o desiderate con rabbia, sono piccole storie di tutti i giorni, perdoni in cui si crede (ma non si dovrebbe) o che salvano la vita. Sono lettere tenute in piedi da una cura meticolosa o abbandonate sotto un bicchiere...
Sono parole che ti entrano dentro, perché da "dentro" sono venute.
E non potrebbe essere altrimenti, perché "in nessun altro modo potrei dire come si vive, non come si soffre, ma come si vive".
La Spada della Verità - Vol. 7
***This comment contains spoilers! ***
E' raro - almeno per quanto io ricordi - che in una saga fantasy ci sia un libro in cui il protagonista della saga e' quasi del tutto assente per l'intero libro, eppure presente nei discorsi e nei pensieri degli altri protagonisti. Raro e difficile, a parer mio.continue)
Però un espediente riuscito, per "rin ... (
E' raro - almeno per quanto io ricordi - che in una saga fantasy ci sia un libro in cui il protagonista della saga e' quasi del tutto assente per l'intero libro, eppure presente nei discorsi e nei pensieri degli altri protagonisti. Raro e difficile, a parer mio.
Però un espediente riuscito, per "rinnovare" in un certo senso lo stile narrativo e renderlo, comunque, avvincente.
Il sonaglio
La fascetta annuncia "il meglio di me risiede in questa trilogia fantastica" (A. Camilleri).continue)
Io continuo a pensare che "il meglio" di Camilleri sia dato dal Birraio di Preston e dalla Concessione del telefono.
Però, certamente, questa è una storia delicata (pur se con particolari scabrosi) ... (
La fascetta annuncia "il meglio di me risiede in questa trilogia fantastica" (A. Camilleri).
Io continuo a pensare che "il meglio" di Camilleri sia dato dal Birraio di Preston e dalla Concessione del telefono.
Però, certamente, questa è una storia delicata (pur se con particolari scabrosi); una storia d'amore e di cambiamenti.
Cambia Giurlà, che da uomo-pesce diventa capraio; cambia Beba, capra-donna. Cambia Anita... o forse no, ché testarda (come una capra) secondo il marchese padre lo è stata sempre.