Un'altro magico libro della Jones, con un fantastico finale!
Il quinto volume - ad arrivare in Italia – della lunga serie di Chrestomanci, regala una piccola sopresa per i fan dell’autrice che troveranno anche in questo libro tutto il suo magico stile.
Tra le alpi europee sorge il paesino di Stallchester, un piccolo e rustico villaggio dove vive Conrad – il
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Il quinto volume - ad arrivare in Italia – della lunga serie di Chrestomanci, regala una piccola sopresa per i fan dell’autrice che troveranno anche in questo libro tutto il suo magico stile.
Tra le alpi europee sorge il paesino di Stallchester, un piccolo e rustico villaggio dove vive Conrad – il nostro protagonista – con la sua famiglia: la madre è un’attiva femminista, lo zio un eccentrico libraio con qualche rudimento di magia e la sorella maggiore si occupa di lui. A pesare maggiormente al ragazzo però non è l’atipica situazione familiare, ma le parole dello zio che prevede per lui un infausto destino nato da un karma negativo. L’unico modo per poter raddrizzare la sua vita è dunque quello di andare nel misterioso Palazzo Stallery, farsi assumere come valletto, e scoprire come rimediare al suo errore avvenuto in una vita passata. Come solita fare l’autrice - e non solo lei - il romanzo nasce con un protagonista sobrio e comune nel quale il lettore più giovane possa immedesimarsi facilmente, mentre attorno a lui vertono adulti strambi che gli prestano poca attenzione. Sviluppandosi però la storia vira sui temi d’amicizia e inizia a svilupparsi con fare sempre più interessante e intrigante, con il risultato di catturare sempre più il lettore pagina dopo pagina, mentre la classica atmosfera magica scaturita dalla scrittura dell’autrice acquista sempre più spessore. Si arriva così ad un finale esplosivo dove i colpi di scena si susseguono con fare incessante riuscendo a sorprendere anche il lettore più navigato, collimando in un piacevole ed immancabile “happy end”.
Nel complesso è un lavoro nel pieno stile dell’autrice, una lettura leggera ma in grado di tenere incollati fino all’ultima pagina anche i lettori più grandi, mentre l’atmosfera magica conduce fino ad un finale ricco di soprese. A dare un valore aggiunto all’intera opera è però un piccolo ma forte legame con il libro “Le vite perdute di Christoper Chant”, in grado di esercitare un forte fascino su chi ha letto i libri precedenti, ma al contempo non risulta un peso per chi non lo ha ancora fatto.
Una lettura pesante nella fase centrale, ma necessaria per l'ascesa del protagonista.
Torna lo scrittore simbolo del fantasy tedesco. Dopo il successo della trilogia dei Nani che ha dato vita ad un ulteriore sequel e ad uno spin-off dedicato alla figura degli Albi (la novità più fresca e riuscita nel panorama Fantasy da anni) arriva in Italia la sua prima saga.
Torna lo scrittore simbolo del fantasy tedesco. Dopo il successo della trilogia dei Nani che ha dato vita ad un ulteriore sequel e ad uno spin-off dedicato alla figura degli Albi (la novità più fresca e riuscita nel panorama Fantasy da anni) arriva in Italia la sua prima saga.
In preda alle convulsioni, un monaco seguace di Ulldrael riceve un messaggio dal loro dio: Il male sta per tornare e bisogna evitare che uccidano il Tdac, il figlio del Kabcar. Nel continente di Ulldart la famiglia più potente è quella dei Bardric che controlla la maggior parte delle terre e grazie ai sovrani giusti, coraggiosi e abili in battaglia ha sempre governato evitando guerre con altri paesi, ma il giovane Lodrik è ciò che più si distacca da questa figura tramandata di generazione in generazione, il padre decide così di mandarlo in una regione abbastanza tranquilla sotto mentite spoglie, in modo da imparare il lavoro di governatore sul campo. Dopo la parentesi iniziale sulla profezia la storia inizia mostrando i suoi atipici personaggi, su tutti svetta il giovane Lodrik che incarna l’archetipo del principe viziato, ovvero sovrappeso, dalla mente poco brillante e dall’abilità manuale ancora minore, senza contare la capricciosa petulanza dei suoi comportamenti. Al suo fianco ci sono il tutore Stoiko, colto e saggio dispensa sempre utili consigli, e la guardia del corpo Waljakov, un combattente senza pari taciturno e dalla moralità inamovibile. Allo stesso tempo viene sviluppato a capitoli alterni una storia che vede coinvolti un pirata ed un abile assassino, e quando viene rivelato in che modo i due si intreccino il libro comincia la sua evoluzione. Inizialmente sembra di leggere un fantasy leggero e scorrevole con una gradevole vena comica, mentre il giovane Lodrik si comporta come un governatore saggio e giusto che raddrizza i torni a discapito dei ricchi tra un biscotto ed un’abbuffata, ma toccato nel vivo da ben due creature dal bel volto (le donne, che creature malefiche!) inizia a cambiare, mettendosi a dieta e cominciando ad allenarsi senza sosta mentre comincia a inserirsi perfettamente nei delicati meccanismi politici, e qui avviene la svolta tanto attesa. Il giovane è sempre più sicuro di se, anche troppo, e qui faranno la loro comparsa degli inquietanti esseri chiamati “osservatori” in una sequenza agghiacciante, e a seguire ci sarà un’incredibile rivelazione che cambia completamente le carte in tavola, proseguendo inoltre la storia diventa continuamente più cupa e violenta e si rivela sempre più complessa ed intrigante.
Un fantasy diverso dal solito che trova la sua debolezza proprio nella sua struttura, non raggiunge l’eccellenza perché nonostante la mole di pagine e di avvenimenti getta solamente le basi e poco altro, però grazie all’ottimo stile narrativo si rivela una lettura più che gradevole in continua evoluzione in grado di regalare innumerevoli sorprese. Una saga promettente.
Un'altro ottimo thriller, valorizzato questa volta dalla cultura cinese.
Continua l’originale scelta di Tess Gerritsen di dare ad ogni libro una particolare impronta. Dopo l’approfondimento degli usi più macabri delle civiltà passate in “Madame X”, e dopo aver strizzato l’occhio al “Survival Horror” con “Il Silenzio Del Ghiaccio”, ecco che si torna a temi più urbani e af
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Continua l’originale scelta di Tess Gerritsen di dare ad ogni libro una particolare impronta. Dopo l’approfondimento degli usi più macabri delle civiltà passate in “Madame X”, e dopo aver strizzato l’occhio al “Survival Horror” con “Il Silenzio Del Ghiaccio”, ecco che si torna a temi più urbani e affini al thriller poliziesco, contaminati però da una forte componente asiatica, sia per luoghi che per citazioni folkloristiche.
Durante un giro turistico di Chinatown, quartiere colorato e ammantato di mistero, viene ritrovata un mano mozzata appartenente ad una bella ragazza ritrovata sul tetto di un edificio. A dare grande mistero al ritrovamento sono il luogo, un edificio abbandonato in seguito ad una sanguinosa strage, e l’unico traccia lasciata dall’esecutore: un lungo e argentato capello. La storia intessa da Tess Gerritsen mostra immediatamente di essere profondamente legata alle atmosfere asiatiche, ambientando il tutto a Chinatown e mostrando scuole di arti marziali e personaggi che affrontano in modo differente il loro retaggio razziale, andando dal combattere i luoghi comuni e i pregiudizi all’abbracciare antiche tradizioni. Proseguendo però l’autrice rivela di non essersi fermata a queste “superficiali” scelte ma mostrerà una profonda e interessante intersecazione con una delle più famose leggende orientali, ovvero la figura di “Son Goku”: il dio scimmia. In virtù di queste qualità risulta una lettura avvincente ed imperdibile per chi ha già passione per la cultura orientale, ma anche chi non la conosce potrà immergersi facilmente in questa lettura che non lesina spiegazioni e le riallaccia in modo intelligente alla storia intessendo una storia in continua evoluzione e avvincente dove non mancano ovviamente numerosi colpi di scena, anche se inizialmente la storia pare divagare in modo eccessivo. Ovviamente anche in quest’occasione le due “eroine” della serie avranno occasione di mostrare la propria vita privata e lo sviluppo della stessa anche se in modo marginale rispetto gli altri libri, ma non se ne sente il peso.
Ormai Tess Gerritsen è diventata una garanzia per i fan del genere ed anche in quest’occasione non manca di appagare il lettore. “La Fenice Rossa” si rivela thriller avvincente portato avanti a buon ritmo, che intreccia nel suo sviluppo una storia intrigante e ricca di misteri, una profonda cultura verso la cultura cinese e l’immancabile vita privata delle protagoniste.
Piatto inizialmente, poi si riprende. Letteralmente una "Light" novel.
La seconda light novel dedicata all’eccentrica studentessa, “Il sospiro di Haruhi Suzumiya”, prosegue in modo efficace le atipiche avventure scolastiche partorite dalla mente di Nagaru Tanigawa.
Con l’avvicinarsi del festival scolastico Haruhi Suzumiya, delusa dai progetti della classe, decide di p
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La seconda light novel dedicata all’eccentrica studentessa, “Il sospiro di Haruhi Suzumiya”, prosegue in modo efficace le atipiche avventure scolastiche partorite dalla mente di Nagaru Tanigawa.
Con l’avvicinarsi del festival scolastico Haruhi Suzumiya, delusa dai progetti della classe, decide di preparare un progetto unico per promuovere la brigata S.O.S. : fare un film che superi, senza alcun dubbio, gli stupidi film di serie B trasmessi a tarda ora! L’idea iniziale è simpatica, così come lo stralunato comportamento della protagonista e della combriccola in genere, e la lettura risulta sempre scorrevole. Tuttavia procedendo sembra prendere un’inclinazione esageratamente piatta, rispetto a quello che ci si aspetterebbe, ma fortunatamente con l’avvicinarsi del finale il tutto migliora, sia per lo sviluppo della trama che per le piccole digressioni sullo stato d’animo di Haruhi, sempre perfettamente legati alla storia in questione.
Malgrado il bel finale non si può certamente affermare di trovarsi davanti una lettura particolarmente esaltante o avvincente, ma si rivela comunque una lettura gradevole, leggera e simpatica con le sue piccole stramberie che la animano, rivelando di essere comunque affine al proprio genere, quello delle Light Novel.
Qualche difetto, forse buonista, ma avvincente e permeato di spirito olimpico con interessanti rimandi alla mitologia.
Dopo aver scritto il libro monografico “Private” – nel quale si parla del proprietario di una ditta di investigazioni con vari sedi sparse per il globo – affiancato da Maxine Paetro, James Patterson ha scritto in esclusiva per l’Inghilterra e l’Australia uno spin-off dedicato all’investigatore della
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Dopo aver scritto il libro monografico “Private” – nel quale si parla del proprietario di una ditta di investigazioni con vari sedi sparse per il globo – affiancato da Maxine Paetro, James Patterson ha scritto in esclusiva per l’Inghilterra e l’Australia uno spin-off dedicato all’investigatore della sede di Londra. Tuttavia nel 2012 ha esordito in contemporanea mondiale il secondo libro dedicato alla sede inglese, scritto con Mark Sullivan, cavalcando l’onda di un grande evento mediatico: le Olimpiadi di Londra 2012.
Davanti al corpo senza vitadi Denton Marshall, identità di spicco nel comitato olimpico, sono stati tracciati dei cerchi olimpici e coperti con una X fatta di sangue. Questo è il primo messaggio di un Killer che si fa chiamare Crono, alludendo al famoso Titano che governava il tempo e divorava i suoi stessi figli. A gestire questi casi ci sarà anche Peter Knight in vece della sede londinese della Private, la quale è impegnata a garantire la sicurezza dei Giochi Olimpici che si apprestano ad iniziare. Il libro si apre con ritmi avvincenti ed in continuo crescendo, grazie sopratutto alla classica struttura narrativa veloce e scorrevole – una firma dell’autore - che porta in breve a intriganti colpi di scena, immancabili ed ottimi, e una conclusione esaltante e ricca d’azione degna del miglior colossal hollywoodiano. Ad arricchire il tutto ci penseranno le interessanti divagazioni sulla vita del protagonista – che immancabilmente si intrecceranno fortemente al tutto – e le studiate assonanze con la mitologia greca nate dalla presenza di Crono e le Furie, mentre trovano posto piccole riflessioni sulla realtà sportiva moderna e, seppur esagerate, dimostrazioni del forte spirito olimpico di unione e forza che sempre pervade questa manifestazione. Ovviamente tutto questo non è privo di difetti più o meno grossolani, dei quali i primi sono senza dubbio i piccoli buchi intorno alla figura del protagonista ed il suo passato (probabilmente per motivi legati al libro precedente) mentre potrebbero soprattutto infastidire gli eccessivi buonismi in cui facilmente cade per esaltare lo spirito olimpico anche all’esterno delle vicende sportive, dando al tutto un sapore di sceneggiato eccessivamente ricercato.
A parte i piccoli difettucci e un buonismo facile che potrebbe infastidire, “Private Games” risulta un thriller inteso ed avvincente che, in continuo crescendo, regala una lettura ricca d’azione e colpi di scena, fortemente permeata dallo spirito olimpico in diversi aspetti, senza dimenticare le interessanti divagazioni mitologiche sui Titani. Senza dubbio si tratta di un thriller avvincente seppur imperfetto, godibile perfettamente anche da chi si approccia per la prima volta alla serie o all'autore.
Scherzi del destino
Il quinto volume - ad arrivare in Italia – della lunga serie di Chrestomanci, regala una piccola sopresa per i fan dell’autrice che troveranno anche in questo libro tutto il suo magico stile.
Tra le alpi europee sorge il paesino di Stallchester, un piccolo e rustico villaggio dove vive Conrad – il ... (continue)
Il quinto volume - ad arrivare in Italia – della lunga serie di Chrestomanci, regala una piccola sopresa per i fan dell’autrice che troveranno anche in questo libro tutto il suo magico stile.
Tra le alpi europee sorge il paesino di Stallchester, un piccolo e rustico villaggio dove vive Conrad – il nostro protagonista – con la sua famiglia: la madre è un’attiva femminista, lo zio un eccentrico libraio con qualche rudimento di magia e la sorella maggiore si occupa di lui. A pesare maggiormente al ragazzo però non è l’atipica situazione familiare, ma le parole dello zio che prevede per lui un infausto destino nato da un karma negativo.
L’unico modo per poter raddrizzare la sua vita è dunque quello di andare nel misterioso Palazzo Stallery, farsi assumere come valletto, e scoprire come rimediare al suo errore avvenuto in una vita passata.
Come solita fare l’autrice - e non solo lei - il romanzo nasce con un protagonista sobrio e comune nel quale il lettore più giovane possa immedesimarsi facilmente, mentre attorno a lui vertono adulti strambi che gli prestano poca attenzione.
Sviluppandosi però la storia vira sui temi d’amicizia e inizia a svilupparsi con fare sempre più interessante e intrigante, con il risultato di catturare sempre più il lettore pagina dopo pagina, mentre la classica atmosfera magica scaturita dalla scrittura dell’autrice acquista sempre più spessore.
Si arriva così ad un finale esplosivo dove i colpi di scena si susseguono con fare incessante riuscendo a sorprendere anche il lettore più navigato, collimando in un piacevole ed immancabile “happy end”.
Nel complesso è un lavoro nel pieno stile dell’autrice, una lettura leggera ma in grado di tenere incollati fino all’ultima pagina anche i lettori più grandi, mentre l’atmosfera magica conduce fino ad un finale ricco di soprese. A dare un valore aggiunto all’intera opera è però un piccolo ma forte legame con il libro “Le vite perdute di Christoper Chant”, in grado di esercitare un forte fascino su chi ha letto i libri precedenti, ma al contempo non risulta un peso per chi non lo ha ancora fatto.
Il signore degli incantesimi
Torna lo scrittore simbolo del fantasy tedesco. Dopo il successo della trilogia dei Nani che ha dato vita ad un ulteriore sequel e ad uno spin-off dedicato alla figura degli Albi (la novità più fresca e riuscita nel panorama Fantasy da anni) arriva in Italia la sua prima saga.
In preda alle convuls ... (continue)
Torna lo scrittore simbolo del fantasy tedesco. Dopo il successo della trilogia dei Nani che ha dato vita ad un ulteriore sequel e ad uno spin-off dedicato alla figura degli Albi (la novità più fresca e riuscita nel panorama Fantasy da anni) arriva in Italia la sua prima saga.
In preda alle convulsioni, un monaco seguace di Ulldrael riceve un messaggio dal loro dio: Il male sta per tornare e bisogna evitare che uccidano il Tdac, il figlio del Kabcar. Nel continente di Ulldart la famiglia più potente è quella dei Bardric che controlla la maggior parte delle terre e grazie ai sovrani giusti, coraggiosi e abili in battaglia ha sempre governato evitando guerre con altri paesi, ma il giovane Lodrik è ciò che più si distacca da questa figura tramandata di generazione in generazione, il padre decide così di mandarlo in una regione abbastanza tranquilla sotto mentite spoglie, in modo da imparare il lavoro di governatore sul campo.
Dopo la parentesi iniziale sulla profezia la storia inizia mostrando i suoi atipici personaggi, su tutti svetta il giovane Lodrik che incarna l’archetipo del principe viziato, ovvero sovrappeso, dalla mente poco brillante e dall’abilità manuale ancora minore, senza contare la capricciosa petulanza dei suoi comportamenti. Al suo fianco ci sono il tutore Stoiko, colto e saggio dispensa sempre utili consigli, e la guardia del corpo Waljakov, un combattente senza pari taciturno e dalla moralità inamovibile. Allo stesso tempo viene sviluppato a capitoli alterni una storia che vede coinvolti un pirata ed un abile assassino, e quando viene rivelato in che modo i due si intreccino il libro comincia la sua evoluzione.
Inizialmente sembra di leggere un fantasy leggero e scorrevole con una gradevole vena comica, mentre il giovane Lodrik si comporta come un governatore saggio e giusto che raddrizza i torni a discapito dei ricchi tra un biscotto ed un’abbuffata, ma toccato nel vivo da ben due creature dal bel volto (le donne, che creature malefiche!) inizia a cambiare, mettendosi a dieta e cominciando ad allenarsi senza sosta mentre comincia a inserirsi perfettamente nei delicati meccanismi politici, e qui avviene la svolta tanto attesa. Il giovane è sempre più sicuro di se, anche troppo, e qui faranno la loro comparsa degli inquietanti esseri chiamati “osservatori” in una sequenza agghiacciante, e a seguire ci sarà un’incredibile rivelazione che cambia completamente le carte in tavola, proseguendo inoltre la storia diventa continuamente più cupa e violenta e si rivela sempre più complessa ed intrigante.
Un fantasy diverso dal solito che trova la sua debolezza proprio nella sua struttura, non raggiunge l’eccellenza perché nonostante la mole di pagine e di avvenimenti getta solamente le basi e poco altro, però grazie all’ottimo stile narrativo si rivela una lettura più che gradevole in continua evoluzione in grado di regalare innumerevoli sorprese.
Una saga promettente.
La fenice rossa
Continua l’originale scelta di Tess Gerritsen di dare ad ogni libro una particolare impronta. Dopo l’approfondimento degli usi più macabri delle civiltà passate in “Madame X”, e dopo aver strizzato l’occhio al “Survival Horror” con “Il Silenzio Del Ghiaccio”, ecco che si torna a temi più urbani e af ... (continue)
Continua l’originale scelta di Tess Gerritsen di dare ad ogni libro una particolare impronta. Dopo l’approfondimento degli usi più macabri delle civiltà passate in “Madame X”, e dopo aver strizzato l’occhio al “Survival Horror” con “Il Silenzio Del Ghiaccio”, ecco che si torna a temi più urbani e affini al thriller poliziesco, contaminati però da una forte componente asiatica, sia per luoghi che per citazioni folkloristiche.
Durante un giro turistico di Chinatown, quartiere colorato e ammantato di mistero, viene ritrovata un mano mozzata appartenente ad una bella ragazza ritrovata sul tetto di un edificio. A dare grande mistero al ritrovamento sono il luogo, un edificio abbandonato in seguito ad una sanguinosa strage, e l’unico traccia lasciata dall’esecutore: un lungo e argentato capello.
La storia intessa da Tess Gerritsen mostra immediatamente di essere profondamente legata alle atmosfere asiatiche, ambientando il tutto a Chinatown e mostrando scuole di arti marziali e personaggi che affrontano in modo differente il loro retaggio razziale, andando dal combattere i luoghi comuni e i pregiudizi all’abbracciare antiche tradizioni.
Proseguendo però l’autrice rivela di non essersi fermata a queste “superficiali” scelte ma mostrerà una profonda e interessante intersecazione con una delle più famose leggende orientali, ovvero la figura di “Son Goku”: il dio scimmia.
In virtù di queste qualità risulta una lettura avvincente ed imperdibile per chi ha già passione per la cultura orientale, ma anche chi non la conosce potrà immergersi facilmente in questa lettura che non lesina spiegazioni e le riallaccia in modo intelligente alla storia intessendo una storia in continua evoluzione e avvincente dove non mancano ovviamente numerosi colpi di scena, anche se inizialmente la storia pare divagare in modo eccessivo.
Ovviamente anche in quest’occasione le due “eroine” della serie avranno occasione di mostrare la propria vita privata e lo sviluppo della stessa anche se in modo marginale rispetto gli altri libri, ma non se ne sente il peso.
Ormai Tess Gerritsen è diventata una garanzia per i fan del genere ed anche in quest’occasione non manca di appagare il lettore. “La Fenice Rossa” si rivela thriller avvincente portato avanti a buon ritmo, che intreccia nel suo sviluppo una storia intrigante e ricca di misteri, una profonda cultura verso la cultura cinese e l’immancabile vita privata delle protagoniste.
Il sospiro di Haruhi Suzumiya
La seconda light novel dedicata all’eccentrica studentessa, “Il sospiro di Haruhi Suzumiya”, prosegue in modo efficace le atipiche avventure scolastiche partorite dalla mente di Nagaru Tanigawa.
Con l’avvicinarsi del festival scolastico Haruhi Suzumiya, delusa dai progetti della classe, decide di p ... (continue)
La seconda light novel dedicata all’eccentrica studentessa, “Il sospiro di Haruhi Suzumiya”, prosegue in modo efficace le atipiche avventure scolastiche partorite dalla mente di Nagaru Tanigawa.
Con l’avvicinarsi del festival scolastico Haruhi Suzumiya, delusa dai progetti della classe, decide di preparare un progetto unico per promuovere la brigata S.O.S. : fare un film che superi, senza alcun dubbio, gli stupidi film di serie B trasmessi a tarda ora!
L’idea iniziale è simpatica, così come lo stralunato comportamento della protagonista e della combriccola in genere, e la lettura risulta sempre scorrevole. Tuttavia procedendo sembra prendere un’inclinazione esageratamente piatta, rispetto a quello che ci si aspetterebbe, ma fortunatamente con l’avvicinarsi del finale il tutto migliora, sia per lo sviluppo della trama che per le piccole digressioni sullo stato d’animo di Haruhi, sempre perfettamente legati alla storia in questione.
Malgrado il bel finale non si può certamente affermare di trovarsi davanti una lettura particolarmente esaltante o avvincente, ma si rivela comunque una lettura gradevole, leggera e simpatica con le sue piccole stramberie che la animano, rivelando di essere comunque affine al proprio genere, quello delle Light Novel.
Private games
Dopo aver scritto il libro monografico “Private” – nel quale si parla del proprietario di una ditta di investigazioni con vari sedi sparse per il globo – affiancato da Maxine Paetro, James Patterson ha scritto in esclusiva per l’Inghilterra e l’Australia uno spin-off dedicato all’investigatore della ... (continue)
Dopo aver scritto il libro monografico “Private” – nel quale si parla del proprietario di una ditta di investigazioni con vari sedi sparse per il globo – affiancato da Maxine Paetro, James Patterson ha scritto in esclusiva per l’Inghilterra e l’Australia uno spin-off dedicato all’investigatore della sede di Londra.
Tuttavia nel 2012 ha esordito in contemporanea mondiale il secondo libro dedicato alla sede inglese, scritto con Mark Sullivan, cavalcando l’onda di un grande evento mediatico: le Olimpiadi di Londra 2012.
Davanti al corpo senza vitadi Denton Marshall, identità di spicco nel comitato olimpico, sono stati tracciati dei cerchi olimpici e coperti con una X fatta di sangue. Questo è il primo messaggio di un Killer che si fa chiamare Crono, alludendo al famoso Titano che governava il tempo e divorava i suoi stessi figli.
A gestire questi casi ci sarà anche Peter Knight in vece della sede londinese della Private, la quale è impegnata a garantire la sicurezza dei Giochi Olimpici che si apprestano ad iniziare.
Il libro si apre con ritmi avvincenti ed in continuo crescendo, grazie sopratutto alla classica struttura narrativa veloce e scorrevole – una firma dell’autore - che porta in breve a intriganti colpi di scena, immancabili ed ottimi, e una conclusione esaltante e ricca d’azione degna del miglior colossal hollywoodiano.
Ad arricchire il tutto ci penseranno le interessanti divagazioni sulla vita del protagonista – che immancabilmente si intrecceranno fortemente al tutto – e le studiate assonanze con la mitologia greca nate dalla presenza di Crono e le Furie, mentre trovano posto piccole riflessioni sulla realtà sportiva moderna e, seppur esagerate, dimostrazioni del forte spirito olimpico di unione e forza che sempre pervade questa manifestazione.
Ovviamente tutto questo non è privo di difetti più o meno grossolani, dei quali i primi sono senza dubbio i piccoli buchi intorno alla figura del protagonista ed il suo passato (probabilmente per motivi legati al libro precedente) mentre potrebbero soprattutto infastidire gli eccessivi buonismi in cui facilmente cade per esaltare lo spirito olimpico anche all’esterno delle vicende sportive, dando al tutto un sapore di sceneggiato eccessivamente ricercato.
A parte i piccoli difettucci e un buonismo facile che potrebbe infastidire, “Private Games” risulta un thriller inteso ed avvincente che, in continuo crescendo, regala una lettura ricca d’azione e colpi di scena, fortemente permeata dallo spirito olimpico in diversi aspetti, senza dimenticare le interessanti divagazioni mitologiche sui Titani. Senza dubbio si tratta di un thriller avvincente seppur imperfetto, godibile perfettamente anche da chi si approccia per la prima volta alla serie o all'autore.