Poco entusiasmante lettura. Non mi ha convinto il personaggio, per quanto se ne colga la assoluta incompatibilità con la ridicola e non meno effimera società della nobiltà russa ed europea in genere. Il personaggio che narra le sue vicende è un amorale, così come lo sarà il personaggio di Gide meno
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Poco entusiasmante lettura. Non mi ha convinto il personaggio, per quanto se ne colga la assoluta incompatibilità con la ridicola e non meno effimera società della nobiltà russa ed europea in genere. Il personaggio che narra le sue vicende è un amorale, così come lo sarà il personaggio di Gide meno di quarant'anni dopo. Certo, si tratta sempre del Dostoevskij dei personaggi strambi, allucinati, irriducibili, che tanto hanno affascinato giovani ribelli di ogni generazione. Ma ai meno giovani, probabilmente, piacerà meno.
Questo libro, insieme a quello di Walter Binni e Sebastiano Timpanaro, oltre che a uno scritto di Franco Fortini apparso su Il politecnico, ha contribuito nel dopoguerra a cambiare l'immagine che di Leopardi si era avuta da dopo De Sanctis (cioè escludendo De Sanctis dal novero dei critici): un Leop
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Questo libro, insieme a quello di Walter Binni e Sebastiano Timpanaro, oltre che a uno scritto di Franco Fortini apparso su Il politecnico, ha contribuito nel dopoguerra a cambiare l'immagine che di Leopardi si era avuta da dopo De Sanctis (cioè escludendo De Sanctis dal novero dei critici): un Leopardi o pessimista, vittima delle sue tragedie personali o (ma direi "e", conseguenza della prima visione) un Leopardi poeta di una "poesia bianca" (come ebbe a dire Fortini), che proponeva Leopardi come sinonimo di Poesia, con la p maiuscola. Lirica come regno distante e purificante dal mondo. E invece con questo saggio Luporini ci riscalda il cuore offrendoci un Leopardi appassionato, democratico-rivoluzionario, "progressivo". Vittima sì, come tutto il genere umano, ma eroico. Anzi, resistente.
"Ciò che Leopardi nega è altra cosa; egli nega quel che egli chiama, e che allora si chiamava, "perfettibilità", gran tema di discussione nel '700, e concetto piuttosto legato all'antistoricismo dell'età illuministica e al permanere in essa di forti elementi platonici [...]. Al concetto di perfettibilità il Leopardi sostituisce quello di "conformabilità", aperto a tutte le possibilità [...], una modificazione qualitativa che si produca da un graduale e vario accumularsi quantitativo di esperienze; e organizzando in esso i sui pensieri [...] sull'influenza dell'accidentale e dei fattori materiali nello svolgimento e nel progresso della civiltà umana".
E sembra di sentire il Marx dell'ente generico e il Gramsci delle trasformazioni "molecolari"...
Un giovane Leopardi russo e la strage dell'illusione romantica
Racconto spietato, tutt'altro che romantico. Anzi è la distruzione dell'illusione romantica, nonostante tutto il patetismo del personaggio narrante e di tutta l'ambientazione evanescente nella sognante nebbia di una notturna Pietroburgo. Rimane un sapore amarissimo di spreco esistenziale dietro le o
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Racconto spietato, tutt'altro che romantico. Anzi è la distruzione dell'illusione romantica, nonostante tutto il patetismo del personaggio narrante e di tutta l'ambientazione evanescente nella sognante nebbia di una notturna Pietroburgo. Rimane un sapore amarissimo di spreco esistenziale dietro le ombre di una mente solitaria.
Il giocatore
Poco entusiasmante lettura. Non mi ha convinto il personaggio, per quanto se ne colga la assoluta incompatibilità con la ridicola e non meno effimera società della nobiltà russa ed europea in genere. Il personaggio che narra le sue vicende è un amorale, così come lo sarà il personaggio di Gide meno ... (continue)
Poco entusiasmante lettura. Non mi ha convinto il personaggio, per quanto se ne colga la assoluta incompatibilità con la ridicola e non meno effimera società della nobiltà russa ed europea in genere. Il personaggio che narra le sue vicende è un amorale, così come lo sarà il personaggio di Gide meno di quarant'anni dopo. Certo, si tratta sempre del Dostoevskij dei personaggi strambi, allucinati, irriducibili, che tanto hanno affascinato giovani ribelli di ogni generazione. Ma ai meno giovani, probabilmente, piacerà meno.
Leopardi progressivo
Questo libro, insieme a quello di Walter Binni e Sebastiano Timpanaro, oltre che a uno scritto di Franco Fortini apparso su Il politecnico, ha contribuito nel dopoguerra a cambiare l'immagine che di Leopardi si era avuta da dopo De Sanctis (cioè escludendo De Sanctis dal novero dei critici): un Leop ... (continue)
Questo libro, insieme a quello di Walter Binni e Sebastiano Timpanaro, oltre che a uno scritto di Franco Fortini apparso su Il politecnico, ha contribuito nel dopoguerra a cambiare l'immagine che di Leopardi si era avuta da dopo De Sanctis (cioè escludendo De Sanctis dal novero dei critici): un Leopardi o pessimista, vittima delle sue tragedie personali o (ma direi "e", conseguenza della prima visione) un Leopardi poeta di una "poesia bianca" (come ebbe a dire Fortini), che proponeva Leopardi come sinonimo di Poesia, con la p maiuscola. Lirica come regno distante e purificante dal mondo. E invece con questo saggio Luporini ci riscalda il cuore offrendoci un Leopardi appassionato, democratico-rivoluzionario, "progressivo". Vittima sì, come tutto il genere umano, ma eroico. Anzi, resistente.
"Ciò che Leopardi nega è altra cosa; egli nega quel che egli chiama, e che allora si chiamava, "perfettibilità", gran tema di discussione nel '700, e concetto piuttosto legato all'antistoricismo dell'età illuministica e al permanere in essa di forti elementi platonici [...]. Al concetto di perfettibilità il Leopardi sostituisce quello di "conformabilità", aperto a tutte le possibilità [...], una modificazione qualitativa che si produca da un graduale e vario accumularsi quantitativo di esperienze; e organizzando in esso i sui pensieri [...] sull'influenza dell'accidentale e dei fattori materiali nello svolgimento e nel progresso della civiltà umana".
E sembra di sentire il Marx dell'ente generico e il Gramsci delle trasformazioni "molecolari"...
Le notti bianche
Racconto spietato, tutt'altro che romantico. Anzi è la distruzione dell'illusione romantica, nonostante tutto il patetismo del personaggio narrante e di tutta l'ambientazione evanescente nella sognante nebbia di una notturna Pietroburgo. Rimane un sapore amarissimo di spreco esistenziale dietro le o ... (continue)
Racconto spietato, tutt'altro che romantico. Anzi è la distruzione dell'illusione romantica, nonostante tutto il patetismo del personaggio narrante e di tutta l'ambientazione evanescente nella sognante nebbia di una notturna Pietroburgo. Rimane un sapore amarissimo di spreco esistenziale dietro le ombre di una mente solitaria.
Piccolo manifesto dei comunisti (senza classe né partito)
Va be', c'hai ragione. Ma se ne poteva fare a meno. Semplice moralismo.
Sul progresso
Un libro bellissimo, contro i negatori del progresso umano. Leggere per credere.