Giorgio Vasta è un ottimo scrittore. Il suo "Il tempo materiale" sta tranquillamente nei primi dieci romanzi italiani degli ultimi dieci anni. In "Spaesamento" conferma le proprie doti stilistiche: scrittura eccellente as usual. Ma, come già accaduto con Antonio Pascale e altri autori di recente, q
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Giorgio Vasta è un ottimo scrittore. Il suo "Il tempo materiale" sta tranquillamente nei primi dieci romanzi italiani degli ultimi dieci anni. In "Spaesamento" conferma le proprie doti stilistiche: scrittura eccellente as usual. Ma, come già accaduto con Antonio Pascale e altri autori di recente, questo "Spaesamento" non lascia nulla, assolutamente nulla. Emblema perfetto della china che ha intrapreso la collana "Contromano" negli ultimi mesi: non aggiunge, non leva. Sta lì. C'era o non c'era, noi eravamo uguali. Esiste qualcosa di più deprimente per un libro?
Finalmente in Italia qualcuno che prende sul serio i Tv Serial. I saggi, più o meno riusciti, più o meno capaci di "aggiungere" e non solo di "fotografare", sono però viziati da un equivoco di fondo: a chi sono rivolti? A lettori che "già" conoscono gli oggetti delle analisi? A lettori che invece vo
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Finalmente in Italia qualcuno che prende sul serio i Tv Serial. I saggi, più o meno riusciti, più o meno capaci di "aggiungere" e non solo di "fotografare", sono però viziati da un equivoco di fondo: a chi sono rivolti? A lettori che "già" conoscono gli oggetti delle analisi? A lettori che invece vogliono conoscere? A lettori che vogliono solo partecipare a sedute onanistiche in bilico tra sociologismi e sterili corto circuiti? Esempio tratto dal saggio "Vertigo, lo spazio tempo in 24 e in Lost": "La dilatazione del kronos nell'attimalità di ogni evento non comporta l'instaurarsi di uno jetzt, dell'ora salvifica (secondo la lezione di Walter Benjamin) carica di tempo fino ad annullarlo, ma comporta invece la totale assunzione del fattore tempo nell'ordine del bit". Chiaro, no? Potrei dire: la penso paro paro, invece se incontrassi Luisa Valeriani, autrice di questo brano, le chiederei: Professoressa, tutto bene?
Degni di nota. Il saggio su Six Feet under di Andrea Malagamba (taglio, stile, sintesi, punto di vista), quello sui Soprano di Bovalino e Furfaro (vincente l'idea di esplorare l'immaginario del serial tramite gli anagrammi di "Tony Soprano"), quello di Vagni su Gossip Girl (non cerca di essere quello che non è) e quello di Maffesoli su Plus belle la vie (Caro Michel, che ne pensa della ventilata ipotesi del presidente della tv francese di cambiare lo slot della soap perché infastidisce troppo il tg di France 2?)
Il titolo italiano è insopportabile, ma il libro è molto divertente e può fungere da pretesto aneddotico per risollevare serate ristagnanti. Tra le varie curiosità/domande scientifiche:
*è vero che più scuro è il colore di una bevanda alcolica e più pesanti sono i postumi di una sbronza? (sì è vero
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Il titolo italiano è insopportabile, ma il libro è molto divertente e può fungere da pretesto aneddotico per risollevare serate ristagnanti. Tra le varie curiosità/domande scientifiche:
*è vero che più scuro è il colore di una bevanda alcolica e più pesanti sono i postumi di una sbronza? (sì è vero. classifica in ordine di gravità: brandy, vino rosso, rum, whisky, vino bianco, gin, vodka e etanolo PURO. quindi d'ora in poi vodka a volontà!)
*a cosa servono le sopracciglia? (a trattenere il sudore o la PIOGGIA che altrimenti finiscono negli occhi e non va bene)
*quanto bisogna essere grassi per sopravvivere a un proiettile? (650 kg)
*da cosa dipende il colore del CERUME? "il cerume è una sostanza efficientissima per catturare ed eliminare polvere, funghi, BATTERI e altre particelle intruse nell'orecchio. il cerume lubrifica il canale auricolare e può trovare altre applicazioni. in passato, per esempio, è stato usato come POMATA PER LE LABBRA". "il colore del cerume deriva dalla diversa capacità di assorbimento della LUCE delle sostanze chimiche che lo compongono." "il colore molto scuro può dipendere da eventuali INTRUSIONI DI SPAZZATURA, CELLULE MORTE, prodotti batterici e FRAMMENTI DI PELI."
"L'arte di annacarsi, un viaggio in Sicilia" costituisce l'ennesima dimostrazione di quanto Alajmo, oggi, sia forse l'unico in grado di raccontare la Sicilia per quello che è: riflessioni, spunti, aneddoti, racconti storici, tutto condito da uno uno stile sapido e riflessivo allo stesso tempo. Il l
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"L'arte di annacarsi, un viaggio in Sicilia" costituisce l'ennesima dimostrazione di quanto Alajmo, oggi, sia forse l'unico in grado di raccontare la Sicilia per quello che è: riflessioni, spunti, aneddoti, racconti storici, tutto condito da uno uno stile sapido e riflessivo allo stesso tempo. Il libro è costruito come un viaggio, brevi capitoli che da Marsala, Calatafimi e Garibaldi, passando per San Vito Lo Capo e il cous cous, arrivano fino a Messina, una delle tante conclusioni possibili.
"I siciliani si lamentano parecchio, soprattutto delle condizioni di vita, del caldo, del governo; tanto che il viaggiatore qualche volta sarebbe portato a unirsi alle lamentele. Errore: gli abitanti dell'isola ritengono di possedere il monopolio della lamentazione, e non tollerano ingerenze esterne. Forse, addirittura, si lamentano nella speranza di essere smentiti. Per ogni evenienza, meglio attenersi a questa prudenza: contraddire sempre i siciliani quando parlano male di se stessi."
Se ne sentono di tutti i colori, su questo libro. "Che capolavoro!" "Che schifezza!" Partiamo da un punto fermo. "Hanno tutti ragione" non è un capolavoro nè una schifezza. E' un libro scritto da uno che di mestiere fa il regista.
Motivi per cui non è -affatto- un capolavoro: 1) L'inizio, con l'ele
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Se ne sentono di tutti i colori, su questo libro. "Che capolavoro!" "Che schifezza!" Partiamo da un punto fermo. "Hanno tutti ragione" non è un capolavoro nè una schifezza. E' un libro scritto da uno che di mestiere fa il regista.
Motivi per cui non è -affatto- un capolavoro: 1) L'inizio, con l'elenco delle cose che "non sopporto": è talmente anni '90, ma senza uno straccio di distanza ironica, che ti vien voglia di interrompere subito il libro e usarlo per ammazzare i bacarozzi, che tra l'altro hanno un loro glorioso rappresentante in copertina 2) Torrenziale. I libri torrenziali vanno bene quando succedono cose. Qui ne succedono poche (fuori dalla testa del protagonista, dico) 3) Il lettore entra ed esce continuamente dal testo a causa di uno scarto, uno scalino indigeribile -burp!- tra la voce del narratore e la voce del protagonista: sembra quasi che il libro sia scritto da due -o tre- persone diverse 4) A proposito di voci: i ragazzini non parlano affatto come parlano il giovane protagonista Tony e il suo amico Dimitri. Sembrano due adulti. 5) La bandella di copertina dice come va a finire il libro
Motivi per cui non è una schifezza:
1) La seconda parte, quando Tony Pagoda a un certo punt- (non posso dire altro): coerente e coesa, cosa che non si può dire del testo nel suo complesso.
P.s. Ogni volta prometto a me stesso che la collana I Narratori della Feltrinelli non mi fotterà più e invece è successo un'altra volta. Shame on me.
Spaesamento
Giorgio Vasta è un ottimo scrittore. Il suo "Il tempo materiale" sta tranquillamente nei primi dieci romanzi italiani degli ultimi dieci anni.continue)
In "Spaesamento" conferma le proprie doti stilistiche: scrittura eccellente as usual. Ma, come già accaduto con Antonio Pascale e altri autori di recente, q ... (
Giorgio Vasta è un ottimo scrittore. Il suo "Il tempo materiale" sta tranquillamente nei primi dieci romanzi italiani degli ultimi dieci anni.
In "Spaesamento" conferma le proprie doti stilistiche: scrittura eccellente as usual. Ma, come già accaduto con Antonio Pascale e altri autori di recente, questo "Spaesamento" non lascia nulla, assolutamente nulla.
Emblema perfetto della china che ha intrapreso la collana "Contromano" negli ultimi mesi: non aggiunge, non leva. Sta lì. C'era o non c'era, noi eravamo uguali. Esiste qualcosa di più deprimente per un libro?
Eroi del quotidiano
Finalmente in Italia qualcuno che prende sul serio i Tv Serial.continue)
I saggi, più o meno riusciti, più o meno capaci di "aggiungere" e non solo di "fotografare", sono però viziati da un equivoco di fondo: a chi sono rivolti? A lettori che "già" conoscono gli oggetti delle analisi? A lettori che invece vo ... (
Finalmente in Italia qualcuno che prende sul serio i Tv Serial.
I saggi, più o meno riusciti, più o meno capaci di "aggiungere" e non solo di "fotografare", sono però viziati da un equivoco di fondo: a chi sono rivolti? A lettori che "già" conoscono gli oggetti delle analisi? A lettori che invece vogliono conoscere? A lettori che vogliono solo partecipare a sedute onanistiche in bilico tra sociologismi e sterili corto circuiti?
Esempio tratto dal saggio "Vertigo, lo spazio tempo in 24 e in Lost": "La dilatazione del kronos nell'attimalità di ogni evento non comporta l'instaurarsi di uno jetzt, dell'ora salvifica (secondo la lezione di Walter Benjamin) carica di tempo fino ad annullarlo, ma comporta invece la totale assunzione del fattore tempo nell'ordine del bit".
Chiaro, no? Potrei dire: la penso paro paro, invece se incontrassi Luisa Valeriani, autrice di questo brano, le chiederei: Professoressa, tutto bene?
Degni di nota.
Il saggio su Six Feet under di Andrea Malagamba (taglio, stile, sintesi, punto di vista), quello sui Soprano di Bovalino e Furfaro (vincente l'idea di esplorare l'immaginario del serial tramite gli anagrammi di "Tony Soprano"), quello di Vagni su Gossip Girl (non cerca di essere quello che non è) e quello di Maffesoli su Plus belle la vie (Caro Michel, che ne pensa della ventilata ipotesi del presidente della tv francese di cambiare lo slot della soap perché infastidisce troppo il tg di France 2?)
Perché ai pinguini piace freddo?
Il titolo italiano è insopportabile, ma il libro è molto divertente e può fungere da pretesto aneddotico per risollevare serate ristagnanti. Tra le varie curiosità/domande scientifiche:
*è vero che più scuro è il colore di una bevanda alcolica e più pesanti sono i postumi di una sbronza? (sì è vero ... (continue)
Il titolo italiano è insopportabile, ma il libro è molto divertente e può fungere da pretesto aneddotico per risollevare serate ristagnanti. Tra le varie curiosità/domande scientifiche:
*è vero che più scuro è il colore di una bevanda alcolica e più pesanti sono i postumi di una sbronza? (sì è vero. classifica in ordine di gravità: brandy, vino rosso, rum, whisky, vino bianco, gin, vodka e etanolo PURO. quindi d'ora in poi vodka a volontà!)
*a cosa servono le sopracciglia? (a trattenere il sudore o la PIOGGIA che altrimenti finiscono negli occhi e non va bene)
*quanto bisogna essere grassi per sopravvivere a un proiettile? (650 kg)
*da cosa dipende il colore del CERUME?
"il cerume è una sostanza efficientissima per catturare ed eliminare polvere, funghi, BATTERI e altre particelle intruse nell'orecchio. il cerume lubrifica il canale auricolare e può trovare altre applicazioni. in passato, per esempio, è stato usato come POMATA PER LE LABBRA".
"il colore del cerume deriva dalla diversa capacità di assorbimento della LUCE delle sostanze chimiche che lo compongono."
"il colore molto scuro può dipendere da eventuali INTRUSIONI DI SPAZZATURA, CELLULE MORTE, prodotti batterici e FRAMMENTI DI PELI."
awesome.
L'arte di annacarsi
"L'arte di annacarsi, un viaggio in Sicilia" costituisce l'ennesima dimostrazione di quanto Alajmo, oggi, sia forse l'unico in grado di raccontare la Sicilia per quello che è: riflessioni, spunti, aneddoti, racconti storici, tutto condito da uno uno stile sapido e riflessivo allo stesso tempo. Il l ... (continue)
"L'arte di annacarsi, un viaggio in Sicilia" costituisce l'ennesima dimostrazione di quanto Alajmo, oggi, sia forse l'unico in grado di raccontare la Sicilia per quello che è: riflessioni, spunti, aneddoti, racconti storici, tutto condito da uno uno stile sapido e riflessivo allo stesso tempo. Il libro è costruito come un viaggio, brevi capitoli che da Marsala, Calatafimi e Garibaldi, passando per San Vito Lo Capo e il cous cous, arrivano fino a Messina, una delle tante conclusioni possibili.
"I siciliani si lamentano parecchio, soprattutto delle condizioni di vita, del caldo, del governo; tanto che il viaggiatore qualche volta sarebbe portato a unirsi alle lamentele. Errore: gli abitanti dell'isola ritengono di possedere il monopolio della lamentazione, e non tollerano ingerenze esterne. Forse, addirittura, si lamentano nella speranza di essere smentiti. Per ogni evenienza, meglio attenersi a questa prudenza: contraddire sempre i siciliani quando parlano male di se stessi."
Hanno tutti ragione
Se ne sentono di tutti i colori, su questo libro. "Che capolavoro!" "Che schifezza!"
Partiamo da un punto fermo. "Hanno tutti ragione" non è un capolavoro nè una schifezza. E' un libro scritto da uno che di mestiere fa il regista.
Motivi per cui non è -affatto- un capolavoro:continue)
1) L'inizio, con l'ele ... (
Se ne sentono di tutti i colori, su questo libro. "Che capolavoro!" "Che schifezza!"
Partiamo da un punto fermo. "Hanno tutti ragione" non è un capolavoro nè una schifezza. E' un libro scritto da uno che di mestiere fa il regista.
Motivi per cui non è -affatto- un capolavoro:
1) L'inizio, con l'elenco delle cose che "non sopporto": è talmente anni '90, ma senza uno straccio di distanza ironica, che ti vien voglia di interrompere subito il libro e usarlo per ammazzare i bacarozzi, che tra l'altro hanno un loro glorioso rappresentante in copertina
2) Torrenziale. I libri torrenziali vanno bene quando succedono cose. Qui ne succedono poche (fuori dalla testa del protagonista, dico)
3) Il lettore entra ed esce continuamente dal testo a causa di uno scarto, uno scalino indigeribile -burp!- tra la voce del narratore e la voce del protagonista: sembra quasi che il libro sia scritto da due -o tre- persone diverse
4) A proposito di voci: i ragazzini non parlano affatto come parlano il giovane protagonista Tony e il suo amico Dimitri. Sembrano due adulti.
5) La bandella di copertina dice come va a finire il libro
Motivi per cui non è una schifezza:
1) La seconda parte, quando Tony Pagoda a un certo punt- (non posso dire altro): coerente e coesa, cosa che non si può dire del testo nel suo complesso.
P.s. Ogni volta prometto a me stesso che la collana I Narratori della Feltrinelli non mi fotterà più e invece è successo un'altra volta. Shame on me.