Ho letto il libro dopo aver visto l'ottima serie TV "True Blood" (quella sì da 4 stelle e lode, una delle migliori che abbia seguito negli ultimi anni). Speravo di ritrovarvi la stessa verve, le stesse atmosfere e storie. Più proseguivo nella lettura di questo mediocre romanzetto e più apprezzavo il
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Ho letto il libro dopo aver visto l'ottima serie TV "True Blood" (quella sì da 4 stelle e lode, una delle migliori che abbia seguito negli ultimi anni). Speravo di ritrovarvi la stessa verve, le stesse atmosfere e storie. Più proseguivo nella lettura di questo mediocre romanzetto e più apprezzavo il lavoro di Alan Ball (American Beauty, Sex Feet Under) per la sceneggiatura della serie. Fra l'altro, i personaggi e le situazioni che più mi hanno colpita nella serie, nel libro non erano nemmeno accennati. Ora leggerò solo il secondo volume, per placare la bieca fame di spoiler. Tanto ci penserà Ball, che ha del vero talento, a riempire di carne e stile gli esangui spunti della Harris.
Mi è piaciuto di più del primo. Forse perché è davvero scritto meglio. Oppure, probabilmente, perché non avevo come costante metro di paragone la bellissima serie True Blood.
Carino, molto natalizio. Non solo per il finale. Mi ha lasciato quella sensazione zuccherosa da film di natale strappalacrime, che non è male come sapore, ma non è neanche alta cucina. In particolare non ho visto la tanto sbandierata ironia. Quella che c'era mi ha dato anche un pò fastidio, perché f
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Carino, molto natalizio. Non solo per il finale. Mi ha lasciato quella sensazione zuccherosa da film di natale strappalacrime, che non è male come sapore, ma non è neanche alta cucina. In particolare non ho visto la tanto sbandierata ironia. Quella che c'era mi ha dato anche un pò fastidio, perché faceva leva solo sull'ignoranza dei protagonisti, poveracci che pronunciano male le parole e non conoscono il significato di quelle difficili. E' una posizione un pò ambigua quella dell'autore a pensarci bene: da una parte esalta degli eroi popolani e proletari con una storia tutta dedicata alla loro forza, al loro coraggio eccetera. Dall'altra fa ironia rivolta ad un pubblico colto che dovrebbe ridere dell'ingenuità e dell'ignoranza linguistica dei personaggi di cui sta leggendo. Fra l'altro, gli oggetti su cui questi proletari fanno ironia nel racconto sono sempre sconci. Ricapitolando: tema: l'ironia del romanzo. Quella dei personaggi, capaci di ridere solo su sconcezze con battute volgari e poco raffinate. Quella dell'autore rivolta al pubblico colto che ironizza sulle incapacità linguistiche e l'ingenuità dei suoi personaggi. Eh no... non mi piace questo.
Dieci racconti sul sogno di buon livello. Il mio preferito, " I cacciatori di mostri" di Pietro Sansò, rivela anche un ottimo mestiere e si legge davvero con piacere.
Seconda antologia sul tema del sogno, ma con racconti di valore disuguale. Un paio sono da quattro stelle e altri buoni abbastanza da motivare l'acquisto del libro. Novembre: il più bello. Una prosa lucida ed efficace. L'estro disarmonico: surreale, forse un pò troppo "esercizio di stile".
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Seconda antologia sul tema del sogno, ma con racconti di valore disuguale. Un paio sono da quattro stelle e altri buoni abbastanza da motivare l'acquisto del libro. Novembre: il più bello. Una prosa lucida ed efficace. L'estro disarmonico: surreale, forse un pò troppo "esercizio di stile". Per sua divina provvidenza: ironico e toccante. Il vero Luigi: schietto e semplice divertimento. Siamo tutti morti: idea affascinante, prosa leggera, fresca. Lo aggiungerò al mio catalogo mentale dei migliori scenari post mortem. Merita una menzione anche "Il verbale della seduta": quando sognano i burocrati. Ci fossero solo questi racconti avrei messo un tre stelle pieno, ma...
Finché non cala il buio
Ho letto il libro dopo aver visto l'ottima serie TV "True Blood" (quella sì da 4 stelle e lode, una delle migliori che abbia seguito negli ultimi anni). Speravo di ritrovarvi la stessa verve, le stesse atmosfere e storie. Più proseguivo nella lettura di questo mediocre romanzetto e più apprezzavo il ... (continue)
Ho letto il libro dopo aver visto l'ottima serie TV "True Blood" (quella sì da 4 stelle e lode, una delle migliori che abbia seguito negli ultimi anni). Speravo di ritrovarvi la stessa verve, le stesse atmosfere e storie. Più proseguivo nella lettura di questo mediocre romanzetto e più apprezzavo il lavoro di Alan Ball (American Beauty, Sex Feet Under) per la sceneggiatura della serie. Fra l'altro, i personaggi e le situazioni che più mi hanno colpita nella serie, nel libro non erano nemmeno accennati. Ora leggerò solo il secondo volume, per placare la bieca fame di spoiler. Tanto ci penserà Ball, che ha del vero talento, a riempire di carne e stile gli esangui spunti della Harris.
Morti viventi
Mi è piaciuto di più del primo. Forse perché è davvero scritto meglio. Oppure, probabilmente, perché non avevo come costante metro di paragone la bellissima serie True Blood.
Agnes Browne mamma
Carino, molto natalizio. Non solo per il finale. Mi ha lasciato quella sensazione zuccherosa da film di natale strappalacrime, che non è male come sapore, ma non è neanche alta cucina. In particolare non ho visto la tanto sbandierata ironia. Quella che c'era mi ha dato anche un pò fastidio, perché f ... (continue)
Carino, molto natalizio. Non solo per il finale. Mi ha lasciato quella sensazione zuccherosa da film di natale strappalacrime, che non è male come sapore, ma non è neanche alta cucina. In particolare non ho visto la tanto sbandierata ironia. Quella che c'era mi ha dato anche un pò fastidio, perché faceva leva solo sull'ignoranza dei protagonisti, poveracci che pronunciano male le parole e non conoscono il significato di quelle difficili. E' una posizione un pò ambigua quella dell'autore a pensarci bene: da una parte esalta degli eroi popolani e proletari con una storia tutta dedicata alla loro forza, al loro coraggio eccetera. Dall'altra fa ironia rivolta ad un pubblico colto che dovrebbe ridere dell'ingenuità e dell'ignoranza linguistica dei personaggi di cui sta leggendo. Fra l'altro, gli oggetti su cui questi proletari fanno ironia nel racconto sono sempre sconci. Ricapitolando: tema: l'ironia del romanzo. Quella dei personaggi, capaci di ridere solo su sconcezze con battute volgari e poco raffinate. Quella dell'autore rivolta al pubblico colto che ironizza sulle incapacità linguistiche e l'ingenuità dei suoi personaggi. Eh no... non mi piace questo.
Un sogno dentro un sogno
Dieci racconti sul sogno di buon livello. Il mio preferito, " I cacciatori di mostri" di Pietro Sansò, rivela anche un ottimo mestiere e si legge davvero con piacere.
Un sogno dentro un sogno - Vol.2
Seconda antologia sul tema del sogno, ma con racconti di valore disuguale. Un paio sono da quattro stelle e altri buoni abbastanza da motivare l'acquisto del libro.continue)
Novembre: il più bello. Una prosa lucida ed efficace.
L'estro disarmonico: surreale, forse un pò troppo "esercizio di stile". ... (
Seconda antologia sul tema del sogno, ma con racconti di valore disuguale. Un paio sono da quattro stelle e altri buoni abbastanza da motivare l'acquisto del libro.
Novembre: il più bello. Una prosa lucida ed efficace.
L'estro disarmonico: surreale, forse un pò troppo "esercizio di stile".
Per sua divina provvidenza: ironico e toccante.
Il vero Luigi: schietto e semplice divertimento.
Siamo tutti morti: idea affascinante, prosa leggera, fresca. Lo aggiungerò al mio catalogo mentale dei migliori scenari post mortem.
Merita una menzione anche "Il verbale della seduta": quando sognano i burocrati.
Ci fossero solo questi racconti avrei messo un tre stelle pieno, ma...