Perché avevi un foglio di carta e una matita, credevi che l'immagine ti sarebbe riuscita. Ma il gesto tuo più grande fu cancellarmi, riportarmi nel limbo da cui ero uscita.
Invece io, dopo le vene della mano e come dalla camicia il braccio si scopriva, aggiunsi le sopracciglia al mio disegno nel pi
... (continue)
Perché avevi un foglio di carta e una matita, credevi che l'immagine ti sarebbe riuscita. Ma il gesto tuo più grande fu cancellarmi, riportarmi nel limbo da cui ero uscita.
Invece io, dopo le vene della mano e come dalla camicia il braccio si scopriva, aggiunsi le sopracciglia al mio disegno nel piccolo volo che ti confonde il viso.
Non è il miglior Dostoevskij che io abbia letto. Per i miei gusti, non è all'altezza di Delitto e Castigo, sia per il ritmo della storia (davvero poco incalzante ne L'idiota), sia per i personaggi, ai quali non sono riuscita ad affezionarmi completamente. 4 stelline, però, se le merita tutte: è pu
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Non è il miglior Dostoevskij che io abbia letto. Per i miei gusti, non è all'altezza di Delitto e Castigo, sia per il ritmo della storia (davvero poco incalzante ne L'idiota), sia per i personaggi, ai quali non sono riuscita ad affezionarmi completamente. 4 stelline, però, se le merita tutte: è pur sempre Fëdor e dai suoi romanzi non si può che imparare.
Se in quel minuto secondo, cioè nell'estremo attimo cosciente prima dell'accesso, riusciva a dire a se stesso con lucida consapevolezza: "Sì, per questi momenti si può dare tutta la vita!", allora, certo, quel momento doveva valere da solo tutta la vita. Del resto, non gli premeva molto la parte dialettica della sua deduzione: l'ottusità, il buio spirituale, l'idiozia erano ai suoi occhi la conseguenza evidente di quei "minuti supremi". [...] Nondimeno egli era alquanto turbato dalla realtà della sua sensazione. Infatti, che si può fare di una realtà? Proprio questo gli succedeva: durante quel secondo riusciva a dire a se stesso che, per la illimitata felicità da lui goduta, un secondo simile poteva magari valere la vita intera. "In quel momento, - aveva detto una volta a Rogozin al tempo dei loro incontri a Mosca, - in quel momento mi diventa in qualche modo intelligibile la straordinaria affermazione che 'non esisterà più il tempo'. ".
Gente di Dublino
Voglio sperare che una futura rilettura mi farà rinnegare la presente delusione.
La brevità della vita
Vivere tota vita discendum est, et quod magis fortasse miraberis, tota vita discendum est mori.
Ci vuole tutta una vita per imparare a vivere e, ciò che forse ti stupirà di più, ci vuole tutta una vita per imparare a morire.
Tieste
Illi mors gravis incubat
qui, notus nimis omnibus,
ignotus moritur sibi.
La morte grave peso giace sopra
chi, troppo noto a tutti,
muore a se stesso ignoto.
Poesie
Perché avevi un foglio di carta
e una matita, credevi che
l'immagine ti sarebbe riuscita.
Ma il gesto tuo più grande
fu cancellarmi, riportarmi
nel limbo da cui ero uscita.
Invece io, dopo le venecontinue)
della mano e come
dalla camicia il braccio
si scopriva, aggiunsi
le sopracciglia al mio disegno
nel pi ... (
Perché avevi un foglio di carta
e una matita, credevi che
l'immagine ti sarebbe riuscita.
Ma il gesto tuo più grande
fu cancellarmi, riportarmi
nel limbo da cui ero uscita.
Invece io, dopo le vene
della mano e come
dalla camicia il braccio
si scopriva, aggiunsi
le sopracciglia al mio disegno
nel piccolo volo
che ti confonde il viso.
L'idiota
Non è il miglior Dostoevskij che io abbia letto.continue)
Per i miei gusti, non è all'altezza di Delitto e Castigo, sia per il ritmo della storia (davvero poco incalzante ne L'idiota), sia per i personaggi, ai quali non sono riuscita ad affezionarmi completamente.
4 stelline, però, se le merita tutte: è pu ... (
Non è il miglior Dostoevskij che io abbia letto.
Per i miei gusti, non è all'altezza di Delitto e Castigo, sia per il ritmo della storia (davvero poco incalzante ne L'idiota), sia per i personaggi, ai quali non sono riuscita ad affezionarmi completamente.
4 stelline, però, se le merita tutte: è pur sempre Fëdor e dai suoi romanzi non si può che imparare.
Se in quel minuto secondo, cioè nell'estremo attimo cosciente prima dell'accesso, riusciva a dire a se stesso con lucida consapevolezza: "Sì, per questi momenti si può dare tutta la vita!", allora, certo, quel momento doveva valere da solo tutta la vita. Del resto, non gli premeva molto la parte dialettica della sua deduzione: l'ottusità, il buio spirituale, l'idiozia erano ai suoi occhi la conseguenza evidente di quei "minuti supremi". [...]
Nondimeno egli era alquanto turbato dalla realtà della sua sensazione. Infatti, che si può fare di una realtà? Proprio questo gli succedeva: durante quel secondo riusciva a dire a se stesso che, per la illimitata felicità da lui goduta, un secondo simile poteva magari valere la vita intera. "In quel momento, - aveva detto una volta a Rogozin al tempo dei loro incontri a Mosca, - in quel momento mi diventa in qualche modo intelligibile la straordinaria affermazione che 'non esisterà più il tempo'. ".