-
All books
-
-
-
- Le filosofie dell'Asia (14)
-
By Alan Watts -
Finished on Apr 10, 2013 




-
-
-
-
- Tao Te Ching (1847)
- Una guida all'interpretazione del libro fondamentale del taoismo
-
By Lao Tzu -
Finished on May 22, 2013 




-
-
-
-
- Il coraggio di ogni giorno (382)
-
By Hermann Hesse -
Finished on Apr 10, 2013 




-
-
-
-
- Lo straniero (7529)
-
By Albert Camus -
Finished on Feb 28, 2013 




-
-
-
-
- Psicologia dell'inconscio. Ediz. integrale (24)
-
By Carl G. Jung -
Finished on Dec 22, 2012 




-
-
-
-
- V for Vendetta (4129)
-
By Alan Moore, David Lloyd -
Finished on Oct 27, 2012 




-
-
-
-
- Volevo essere una farfalla (634)
- Come l'anoressia mi ha insegnato a vivere
-
By Michela Marzano -
Finished on Sep 21, 2012 




-
-
-
-
- Revolver (1029)
-
By Isabella Santacroce -
Started on Aug 26, 2012 




-
-
-
-
- Elogio della follia (7481)
- I classici del pensiero libero, 6
-
By Erasmo da Rotterdam -
Finished on Aug 21, 2012 




-
-
-
-
- Oceano Mare (24703)
-
By Alessandro Baricco -
Finished 




-
-
-
-
- Novecento (25691)
- Un monologo
-
By Alessandro Baricco -
Finished on Jul 19, 2010 




-
-
-
-
- Romeo e Giulietta (13056)
-
By William Shakespeare -
Finished 




-
-
-
-
- Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta (7224)
-
By Robert Pirsig -
Finished on Apr 5, 2009 




-
-
-
-
- Delitto e castigo (18460)
-
By Fedor M. Dostoevskij -
Finished on Feb 24, 2009 




-
-
-
-
- L'insostenibile leggerezza dell'essere (23983)
-
By Milan Kundera -
Finished on Dec 15, 2008 




-
L'insostenibile leggerezza dell'essere
L'idea dell'eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell'imbarazzo: pensare che ogni giorno ogni cosa si ripeterà così come l'abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all'infinito! Che significato ha questo folle mito?continue)
Il mito dell'ete ... (
L'idea dell'eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell'imbarazzo: pensare che ogni giorno ogni cosa si ripeterà così come l'abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all'infinito! Che significato ha questo folle mito?
Il mito dell'eterno ritorno afferma, per negazione, che la vita che scompare una volta per sempre, che non ritorna, è simile a un'ombra, è priva di peso, è morta già in precedenza, e che, sia stata essa terribile, bella o splendida, quel terrore, quello splendore, quella bellezza non significano nulla. Non occorre tenerne conto, come di una guerra fra due Stati africani del quattordicesimo secolo che non ha cambiato nulla sulla faccia della terra, benché trecentomila negri vi abbiano trovato la morte fra torture indicibili.
E anche questa guerra fra due Stati africani del quattordicesimo secolo, cambierà qualcosa se si ripeterà innumerevoli volte nell'eterno ritorno?
Sì, qualcosa cambierà: essa diventerà un blocco che svetta e perdura, e la sua stupidità non avrà rimedio.
Se la Rivoluzione francese dovesse ripetersi all'infinito, la storiografia francese sarebbe meno orgogliosa di Robespierre. Dal momento, però, che parla di qualcosa che non ritorna, gli anni di sangue si sono trasformati in semplici parole, in teorie, in discussioni, sono diventate più leggere delle piume, non incutono paura. C'è un'enorme differenza tra un Robespierre che si è presentato una sola volta nella storia e un Robespierre che torna eternamente a tagliare la testa ai francesi.
Diciamo quindi che l'idea dell'eterno ritorno indica una prospettiva dalla quale le cose appaiono in maniera diversa da come noi le conosciamo: appaiono prive della circostanza attenuante della loro fugacità. Questa circostanza attenuante ci impedisce infatti di pronunciare un qualsiasi verdetto. Si può condannare ciò che è effimero? La luce rossastra illumina il tramonto con il fascino della nostalgia: anche la ghigliottina.
Or non è molto, mi sono sorpreso a provare una sensazione incredibile: stavo sfogliando un libro su Hitler e mi sono commosso alla vista di alcune sue fotografie: mi ricordavano la mia infanzia, io l'ho vissuta durante la guerra; parecchi miei familiari hanno trovato la morte nei campi di concentramento hitleriani; ma che cos'era la loro morte davanti a una fotografia di Hitler che mi ricordava un periodo scomparso della mia vita, un periodo che non sarebbe più tornato?
Questa riconciliazione con Hitler tradisce la profonda perversione morale che appartiene a un mondo fondato essenzialmente sull'inesistenza del ritorno, perché in un mondo simile tutto è già perdonato e quindi tutto è cinicamente permesso.