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L'ora dei vampiri
Posta come premessa la mia fatica a immergermi, trovandone poi piacere, nei microcosmi dei racconti brevi, mi consento di dire che questa raccolta è troppo varia per ottenere un giudizio unico che sia meritocratico per tutti i testi!
Alla fine della lettura di ogni testo ho dato un voto in base ... (continue)
Posta come premessa la mia fatica a immergermi, trovandone poi piacere, nei microcosmi dei racconti brevi, mi consento di dire che questa raccolta è troppo varia per ottenere un giudizio unico che sia meritocratico per tutti i testi!
Alla fine della lettura di ogni testo ho dato un voto in base a 5, per una media totale sui 25 racconti di 3/5. Annoterei però quei testi che si sono elevati al di sopra degli altri, anche in senso negativo.
Hanno preso un bel 1/5 "Ritorno a casa" di Saintcrow e "Morso profondo" di Russe; il primo perché troppo legato alla saga cui si rifà e quindi se non incomprensibile sicuramente nebuloso per chi non la conosce; il secondo perché totalmente insipido e con un messaggio di insoddisfazione e ineluttabilità decisamente deprimente.
Hanno invece raggiunto il 5/5 "Il morso di Viper" di Devlin e "La musica della notte" di Ashley: il primo perché nonostante sia una sorta di spin-off di una saga vive di vita propria e l'ho trovato a tratti davvero struggente; il secondo perché pervaso da vera poesia...almeno nella prima parte.
Ecco il principale difetto di questi racconti: i finali! Anche le storie che più mi hanno presa e interessata, sono rovinate da un finale o affrettato o che tenta di essere a effetto, ma che in realtà ironizza o deturpa o sminuisce tutto quello che era stato costruito sino a quel momento!
Altro difetto sono frasi completamente fuori situazione...addirittura a volte anacronistiche...che esplodono all'improvviso sulla pagina quando meno te lo aspetti, rovinano l'atmosfera, l'immagine che ti sei fatta dei protagonisti, la conversazione in cui sono impegnati.... A volte mi sono ritrovata a chiudere gli occhi imbarazzata per loro ^^'. Ovviamente non perché riguardino il sesso, ma perché di un patetico davvero imbarazzante! Di esempi ce ne sono moltissimi, ma al momento mi viene alla mente chiaro questo:
"Il sacrificio" di R. York:
ambientazione: castelli, barbari che assalgono, re e regine, una figlia di re chiamata Morgan nel desiderio fosse nata maschio, un mostro temuto da tutti e riportato in tutte le leggende.
trama: Morgan fugge dal castello sotto assedio per salvare il suo popolo, e dare un minimo di soddisfazione al "simpatico" e comprensivo padre, sacrificandosi al mostro Garon. Non è certa di riuscire a scovare il mostro mitologico...ma lo trova...e non è un mostro. Ma un uomo, avvenente, che presto si rivela essere un bevitore di sangue....che vive in un deserto sperduto, si nutre di cervi, ha una biblioteca che farebbe invidia alla Treccani ed è sensibile e fine......e qui già ci si chiede: ma in che epoca siamo????? Poi il racconto sembra tornare un poco nel contesto "storico" o almeno "d'atmosfera fiabesca" quando lui per aiutare la nostra principessa coraggiosa a salvare il suo popolo, si trasforma in un drago, veste lei come una guerriera e la fa cavalcare sul suo dorso, sgominando insieme i nemici! Poi frasi come questa fanno nuovamente precipitare fuori dalla storia e dall'atmosfera:
"Vorrei..." ansimò Morgan.
"Che cosa?"
La ragazza aveva il volto in fiamme. "Non so come dirlo".
Lui la guardò. "L'orgasmo?".
"Che cos'è?".
"La vetta del piacere per una donna. E anche per un uomo".
....................
Non so, io avrei trovato imbarazzante questo scambio tra due pre-adolescenti di oggi, figuriamoci tra due adulti in un'atmosfera fiabesca e medievale -.-
Comunque davvero nell'insieme è un libro godibile, leggero, che fugge in fretta verso l'ultima pagina! Qualche racconto verrà riletto volentieri nei prossimi mesi dalla sottoscritta ^_^
Ultima nota: delusione totale per il brano che più attendevo, quello di Colleen Gleason. Mera vetrina di presentazione dei personaggi con l'intento, forse, di affascinare il lettore portandolo a incuriosirsi per l'intera saga dei Gardella. Nessuna storia, nessun brivido, persino la differente traduzione, che ha optato per un linguaggio più formale tra i protagonisti rispetto a quello usato nei libri tradotti della saga, hanno reso stranamente lontani personaggi tanto amati e profondamente conosciuti.
Update - 23 aprile 2010: dopo aver letto il primo volume della Riley Jenson serie di Keri Arthur mi sono ricordata subito di aver già incontrato Quinn...così ho ripreso in mano questo volume alla ricerca del racconto "Sogni" e questa volta, rituffatami nella lettura, me lo sono goduto pienamente!!! Nuovo voto: 5/5!