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Poca sostanza
Temo che questo sia il libro di Gibson meno interessante che abbia mai letto.
Lui scrive benissimo, e per questo si merita comunque la seconda stella. E' sempre bravo a inventare personaggi insoliti, ad adottare punti di vista interessanti e a mettere in luce particolari bizzari del nostro mond ... (continue)
Temo che questo sia il libro di Gibson meno interessante che abbia mai letto.
Lui scrive benissimo, e per questo si merita comunque la seconda stella. E' sempre bravo a inventare personaggi insoliti, ad adottare punti di vista interessanti e a mettere in luce particolari bizzari del nostro mondo.
Tuttavia questo romanzo ha seri problemi di trama e di struttura e, in pratica, non riesce a generare interesse sufficiente nel lettore. Si va avanti per inerzia, perché la qualità della scrittura di Gibson rende piacevole la lettura, ma in realtài capitoli potrebbero essere mescolati a caso, dato che non ci sono né una trama avvincente né idee forti che vengano portate avanti.
Nessuno dei tre personaggi principali ha un obiettivo da raggiungere che lo coinvolga veramente. Milgrim è prigioniero, Hollis segue le istruzioni ambigue di un datore di lavoro, Tito fa quello che la famiglia gli dice di fare, ma nessuno è realmente interessato a ciò che accade. In queste condizioni, difficile appassionarsi alle vicende. Alla fine la trama principale, solo intravista da lontano come è tipico dello stile di Gibson, si rivela piuttosto evanescente e improbabile, e assomiglia più a un colossale dispetto che a qualcosa di veramente importante. Insomma, in pratica in tutto il libro non succede nulla. Alla fine ognuno dei personaggi trova unasua realizzazione, ma più per una serie di conicidenze fortuite che per una stringente necessità della trama. E ci sono anche varie parti del romanzo che appaiono del tutto superflue. Per esempio: che funzione hanno i due gangster neri, che risultano onnipresenti per un po' e poi scompaiono completamente dalla trama? Ed era proprio necessario tirare fuori di nuovo gli orixa e le varie divinità vudù? Le avevamo già viste abbondantemente in Count Zero, a che servono in questo contesto?
Comincio a pensare che ormai Gibson si sia incartato su se stesso.
Inciso: il titolo scelto per l'edizione italiana, Guerreros, mi pare del tutto inappropriato.
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