Questa raccolta di racconti nasconde un tesoro che vi riporterà direttamente all'origine dei vostri desideri d'infanzia. I racconti di Etgar Keret, di cui non ho letto niente prima e perciò non conoscevo, sono al tempo stesso disillusi e naif, fanno sfoggio di una fantasia rombante che trascina il l
... (continue)
Questa raccolta di racconti nasconde un tesoro che vi riporterà direttamente all'origine dei vostri desideri d'infanzia. I racconti di Etgar Keret, di cui non ho letto niente prima e perciò non conoscevo, sono al tempo stesso disillusi e naif, fanno sfoggio di una fantasia rombante che trascina il lettore in situazioni surreali eppure credibili, e fanno irrimediabilmente sorridere, anche quando terminano con una nota nostalgica. Sono racconti talmente folli da sembrare prodotti appositamente da una scuola di scrittura creativa, ma in meglio. c'è una profonda conoscenza dello spettro delle emozioni umane, e una vivacità che ti fanno terminare il libro nel più breve tempo possibile e ti lasciano con la voglia di leggerne ancora.
In Italia abbiamo Filippo Timi, negli USA hanno James Franco
Tenuto conto della debita premessa che l'autore di questi racconti non è uno scrittore di mestiere, ma un attore, se siete provvisti di giudizio dal grilletto facile, allora non avvicinatevi nemmeno. Se non è la rivelazione letteraria dell'anno che vi aspettate, sicuramente potrete trarre da questa
... (continue)
Tenuto conto della debita premessa che l'autore di questi racconti non è uno scrittore di mestiere, ma un attore, se siete provvisti di giudizio dal grilletto facile, allora non avvicinatevi nemmeno. Se non è la rivelazione letteraria dell'anno che vi aspettate, sicuramente potrete trarre da questa raccolta un certo godimento, in particolare se siete familiari con certe ambientazioni tipiche americane. Qui ruota tutto attorno al concept dell'adolescenza (dai 10 ai 17 anni) vissuta in quel mondo dorato di Palo Alto, città medio-borghese californiana, frequentata da piccoli teppistelli di origine varia, che sia ebrea o afroamericana. Dawson's creek, 90210, l'atmosfera che si respira è quella delle ragazzate e delle feste in casa anni 90, ma qui la political correctness è spinta fino al limite, c'è sesso, droga e tanta confusione, ci sono gioventù spezzate e gioventù sprecate. Avete voglia di immergervi nel mondo, a mio parere molto plausibile, della wasted youth americana? Eccovi serviti.
"Complimenti" per la a dir poco orrida traduzione del titolo, che dall'inglese "How to be a woman", non si capisce il perchè, in italiano diventa necessario possedere uno scroto per essere donna. Mi auguro vivamente che il resto della traduzione sia migliore di così, rimango convinta che la traduttr
... (continue)
"Complimenti" per la a dir poco orrida traduzione del titolo, che dall'inglese "How to be a woman", non si capisce il perchè, in italiano diventa necessario possedere uno scroto per essere donna. Mi auguro vivamente che il resto della traduzione sia migliore di così, rimango convinta che la traduttrice non abbia colpe, quanto piuttosto le alte sfere editoriali della Sperling & Kupfer, che ci scommetto sono uomini, per fare un errore così grossolano, perdipiù in un libro sedicente neo-femminista. Ad ogni modo, aspetterò di ottenerlo dalla biblioteca, di certo non mi sogno di comprarlo.
Piacevole compilation di racconti che si leggono d'un fiato, da skippare e shuffolare a piacimento. Per fortuna ogni tanto in Italia qualcuno si ricorda che la musica può essere un argomento da trattare anche in letteratura. Esperimento interessante, e come tale va preso, nessuna pretesa di segnare
... (continue)
Piacevole compilation di racconti che si leggono d'un fiato, da skippare e shuffolare a piacimento. Per fortuna ogni tanto in Italia qualcuno si ricorda che la musica può essere un argomento da trattare anche in letteratura. Esperimento interessante, e come tale va preso, nessuna pretesa di segnare l'immaginario collettivo, una potenziale lettura da ombrellone di tutto rispetto. I "pezzi" di Dario Brunori, Max Collini e Andrea Appino valgono da soli tutto il libro. Epici.
I tempi di prenotazione in biblioteca sono infiniti per questo libro, ma, una volta ottenuto, vengono subito colmati grazie a una lettura scorrevole e magnetica. Un'impalcatura narrativa complicatissima sorretta da uno stile leggero ma fermo, come in una prova di acrobazie circensi. Si passa con mae
... (continue)
I tempi di prenotazione in biblioteca sono infiniti per questo libro, ma, una volta ottenuto, vengono subito colmati grazie a una lettura scorrevole e magnetica. Un'impalcatura narrativa complicatissima sorretta da uno stile leggero ma fermo, come in una prova di acrobazie circensi. Si passa con maestria tra molteplici voci narranti, seguendo di volta in volta i diversi personaggi, in un intricato intreccio che si dipana con una facilità sorprendente mano mano che si procede nella lettura. Non a caso la definizione di "saga umanistica magistralmente travestita da ironico pastiche postmoderno", centra sinteticamente tutte le peculiarità di questo romanzo. Il titolo italiano, come di consueto stravolto dall'originale, A visit from the Goon Squad che risulterebbe di difficile resa, ha il pregio però di inquadrare il filo rosso che lega i mille livelli temporali su cui si muove, oltre ad essere di grande impatto. E' il tempo l'unico vero protagonista, accompagnato da quel "senso spietato di un non ritorno" che ti rimane impigliato addosso anche a romanzo terminato. L'opera di Egan non delude le (immense) aspettative mediatiche e il miracolo si è potuto compiere. Un Pulitzer veramente meritato.
All'improvviso bussano alla porta
Questa raccolta di racconti nasconde un tesoro che vi riporterà direttamente all'origine dei vostri desideri d'infanzia. I racconti di Etgar Keret, di cui non ho letto niente prima e perciò non conoscevo, sono al tempo stesso disillusi e naif, fanno sfoggio di una fantasia rombante che trascina il l ... (continue)
Questa raccolta di racconti nasconde un tesoro che vi riporterà direttamente all'origine dei vostri desideri d'infanzia. I racconti di Etgar Keret, di cui non ho letto niente prima e perciò non conoscevo, sono al tempo stesso disillusi e naif, fanno sfoggio di una fantasia rombante che trascina il lettore in situazioni surreali eppure credibili, e fanno irrimediabilmente sorridere, anche quando terminano con una nota nostalgica. Sono racconti talmente folli da sembrare prodotti appositamente da una scuola di scrittura creativa, ma in meglio. c'è una profonda conoscenza dello spettro delle emozioni umane, e una vivacità che ti fanno terminare il libro nel più breve tempo possibile e ti lasciano con la voglia di leggerne ancora.
In stato di ebbrezza
Tenuto conto della debita premessa che l'autore di questi racconti non è uno scrittore di mestiere, ma un attore, se siete provvisti di giudizio dal grilletto facile, allora non avvicinatevi nemmeno.continue)
Se non è la rivelazione letteraria dell'anno che vi aspettate, sicuramente potrete trarre da questa ... (
Tenuto conto della debita premessa che l'autore di questi racconti non è uno scrittore di mestiere, ma un attore, se siete provvisti di giudizio dal grilletto facile, allora non avvicinatevi nemmeno.
Se non è la rivelazione letteraria dell'anno che vi aspettate, sicuramente potrete trarre da questa raccolta un certo godimento, in particolare se siete familiari con certe ambientazioni tipiche americane.
Qui ruota tutto attorno al concept dell'adolescenza (dai 10 ai 17 anni) vissuta in quel mondo dorato di Palo Alto, città medio-borghese californiana, frequentata da piccoli teppistelli di origine varia, che sia ebrea o afroamericana.
Dawson's creek, 90210, l'atmosfera che si respira è quella delle ragazzate e delle feste in casa anni 90, ma qui la political correctness è spinta fino al limite, c'è sesso, droga e tanta confusione, ci sono gioventù spezzate e gioventù sprecate.
Avete voglia di immergervi nel mondo, a mio parere molto plausibile, della wasted youth americana? Eccovi serviti.
Ci vogliono le palle per essere una donna
"Complimenti" per la a dir poco orrida traduzione del titolo, che dall'inglese "How to be a woman", non si capisce il perchè, in italiano diventa necessario possedere uno scroto per essere donna. Mi auguro vivamente che il resto della traduzione sia migliore di così, rimango convinta che la traduttr ... (continue)
"Complimenti" per la a dir poco orrida traduzione del titolo, che dall'inglese "How to be a woman", non si capisce il perchè, in italiano diventa necessario possedere uno scroto per essere donna. Mi auguro vivamente che il resto della traduzione sia migliore di così, rimango convinta che la traduttrice non abbia colpe, quanto piuttosto le alte sfere editoriali della Sperling & Kupfer, che ci scommetto sono uomini, per fare un errore così grossolano, perdipiù in un libro sedicente neo-femminista.
Ad ogni modo, aspetterò di ottenerlo dalla biblioteca, di certo non mi sogno di comprarlo.
http://www.softrevolutionzine.org/2012/incredibile-seco…
Cosa volete sentire
Piacevole compilation di racconti che si leggono d'un fiato, da skippare e shuffolare a piacimento. Per fortuna ogni tanto in Italia qualcuno si ricorda che la musica può essere un argomento da trattare anche in letteratura. Esperimento interessante, e come tale va preso, nessuna pretesa di segnare ... (continue)
Piacevole compilation di racconti che si leggono d'un fiato, da skippare e shuffolare a piacimento. Per fortuna ogni tanto in Italia qualcuno si ricorda che la musica può essere un argomento da trattare anche in letteratura. Esperimento interessante, e come tale va preso, nessuna pretesa di segnare l'immaginario collettivo, una potenziale lettura da ombrellone di tutto rispetto.
I "pezzi" di Dario Brunori, Max Collini e Andrea Appino valgono da soli tutto il libro. Epici.
Il tempo è un bastardo
I tempi di prenotazione in biblioteca sono infiniti per questo libro, ma, una volta ottenuto, vengono subito colmati grazie a una lettura scorrevole e magnetica. Un'impalcatura narrativa complicatissima sorretta da uno stile leggero ma fermo, come in una prova di acrobazie circensi. Si passa con mae ... (continue)
I tempi di prenotazione in biblioteca sono infiniti per questo libro, ma, una volta ottenuto, vengono subito colmati grazie a una lettura scorrevole e magnetica. Un'impalcatura narrativa complicatissima sorretta da uno stile leggero ma fermo, come in una prova di acrobazie circensi. Si passa con maestria tra molteplici voci narranti, seguendo di volta in volta i diversi personaggi, in un intricato intreccio che si dipana con una facilità sorprendente mano mano che si procede nella lettura. Non a caso la definizione di "saga umanistica magistralmente travestita da ironico pastiche postmoderno", centra sinteticamente tutte le peculiarità di questo romanzo.
Il titolo italiano, come di consueto stravolto dall'originale, A visit from the Goon Squad che risulterebbe di difficile resa, ha il pregio però di inquadrare il filo rosso che lega i mille livelli temporali su cui si muove, oltre ad essere di grande impatto. E' il tempo l'unico vero protagonista, accompagnato da quel "senso spietato di un non ritorno" che ti rimane impigliato addosso anche a romanzo terminato.
L'opera di Egan non delude le (immense) aspettative mediatiche e il miracolo si è potuto compiere. Un Pulitzer veramente meritato.