Gli viene una malattia alla pelle del pisello, e per un bel po’ non riesce a scopare. Si versa dell’anestetico sulla manica del pullover e poi la succhia. Quasi ci rimane sotto. Prova a suicidarsi, ma non riesce. Gli gridano “A frogio!” dal balcone, e pure uno psicanalista gli dice che in realtà è o
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Gli viene una malattia alla pelle del pisello, e per un bel po’ non riesce a scopare. Si versa dell’anestetico sulla manica del pullover e poi la succhia. Quasi ci rimane sotto. Prova a suicidarsi, ma non riesce. Gli gridano “A frogio!” dal balcone, e pure uno psicanalista gli dice che in realtà è omosessuale (lui nega). Ah, a dieci anni aveva pure assistito al tentativo di stupro della sorella maggiore. Tutta questa roba succede a Gipi nella vita, e poi lui a quarant’anni la racconta a fumetti, perché adesso va molto la graphic novel che parla della vita vissuta. Quindi dal libro viene fuori che Gipi—che in realtà si chiama Gianluca Pacinotti—è un pisano che ha passato l’adolescenza a farsi come una bestia, e il resto del tempo a cercare di riparare alle conseguenze fisiche e mentali. Sembra che ci sia riuscito abbastanza bene, visto che adesso è un fumettaro italiano famoso (se ci pensate bene, non sono tanti). Viene pure intervistato in trasmissioni televisive medio-importanti, dove le conduttrici si stupiscono di trovarsi davanti a un pisano che ha fatto tutte quelle cose di cui sopra. A me questa storia di Gipi sarebbe pure piaciuta, ma a pensarci bene in questo periodo tendo a essere maldisposto nei confronti di quelli che vogliono raccontarti tutta la loro vita. Che palle: è poi così interessante, la vita della gente? Nessuno vuole più scrivere, tipo, una bella storia di fantascienza? Ma probabilmente sono io che sto diventando acido e stronzo. A proposito, chissà come si inacidirà il Pira, che i fumetti disegnati male li fa già da un pezzo, e proprio su queste pagine. Secondo me, come vede il libro, va da Gipi a fargli brutto. Nel mondo dei fumetti, come in quello dei graffiti, gli autori scazzano spesso per queste cose.
CIAO grazie dell'amicizia, che dopo avere visto i tuoi autori mi sorprende un po'...ti dirò, non avevo mai visto un concentrato simile di autori sconosciuti(almeno a me); ma dove li trovi?? (è uno scherzo?) Mi fai proprio venire curiosità. CIAO!
LMVDM
Gli viene una malattia alla pelle del pisello, e per un bel po’ non riesce a scopare. Si versa dell’anestetico sulla manica del pullover e poi la succhia. Quasi ci rimane sotto. Prova a suicidarsi, ma non riesce. Gli gridano “A frogio!” dal balcone, e pure uno psicanalista gli dice che in realtà è o ... (continue)
Gli viene una malattia alla pelle del pisello, e per un bel po’ non riesce a scopare. Si versa dell’anestetico sulla manica del pullover e poi la succhia. Quasi ci rimane sotto. Prova a suicidarsi, ma non riesce. Gli gridano “A frogio!” dal balcone, e pure uno psicanalista gli dice che in realtà è omosessuale (lui nega). Ah, a dieci anni aveva pure assistito al tentativo di stupro della sorella maggiore. Tutta questa roba succede a Gipi nella vita, e poi lui a quarant’anni la racconta a fumetti, perché adesso va molto la graphic novel che parla della vita vissuta. Quindi dal libro viene fuori che Gipi—che in realtà si chiama Gianluca Pacinotti—è un pisano che ha passato l’adolescenza a farsi come una bestia, e il resto del tempo a cercare di riparare alle conseguenze fisiche e mentali. Sembra che ci sia riuscito abbastanza bene, visto che adesso è un fumettaro italiano famoso (se ci pensate bene, non sono tanti). Viene pure intervistato in trasmissioni televisive medio-importanti, dove le conduttrici si stupiscono di trovarsi davanti a un pisano che ha fatto tutte quelle cose di cui sopra. A me questa storia di Gipi sarebbe pure piaciuta, ma a pensarci bene in questo periodo tendo a essere maldisposto nei confronti di quelli che vogliono raccontarti tutta la loro vita. Che palle: è poi così interessante, la vita della gente? Nessuno vuole più scrivere, tipo, una bella storia di fantascienza? Ma probabilmente sono io che sto diventando acido e stronzo. A proposito, chissà come si inacidirà il Pira, che i fumetti disegnati male li fa già da un pezzo, e proprio su queste pagine. Secondo me, come vede il libro, va da Gipi a fargli brutto. Nel mondo dei fumetti, come in quello dei graffiti, gli autori scazzano spesso per queste cose.
MICHELE R SERRA