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- Nel Giappone delle donne (257)
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By Antonietta Pastore -
Finished on Jul 12, 2010 




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Figurati! Un piacere di aNobii è scambiarsi parere sulle letture :)
Ciao,
grazie a te della visita. "Memorie della luna" è ancora in lettura, forse ho fatto male a metterne già la valutazione perché è forzatamente parziale.
L'unico fatto non positivo può essere una certa datatezza della traduzione ed il fatto che la morale di questi racconti per noi occidentali è proprio stramba. le leggo alla mia cinquenne ed alla fine quasi sempre mi dice: non ho capito XD
Eh, si è abituata a Calvino...
Caro/a vicino/a, siccome qualche losco figuro si è offeso perché l'ho convertito in "amico", ti informo che sto facendo lo stesso con te perché nella nuova versione di anobii (beta in UK ora) pare che i vicini non esisteranno più (e verranno persi i riferimenti).
Caro/a vicino/a, siccome qualche folle creatura si è offesa perché l'ho convertita in "amico", ti informo che sto facendo lo stesso con te perché nella nuova versione di anobii (beta in UK ora) pare che i vicini non esisteranno più (e verranno persi i riferimenti).
Il linguaggio segreto dei neonati non è affatto male (ci sono diversi concetti condivisibilissimi e mi sembra animato da sano buonsenso) solo che è molto anglo-ammeregano ed in quanto tale a volte sgradevolmente piacione...ed ha comunque tutti i limiti di un libro che si propone pressappoco come un manuale per neomamme. Ma qualche buona dritta c'è :-)
Nel Giappone delle donne
In fondo al cuore tendiamo a pensare che la realtà (sociale) che conosciamo sia la realtà. Che la famiglia come l'abbiamo vissuta sia la famiglia. Che le relazioni sociali non possano che essere quelle che sperimentiamo, che ciò che conta e ciò che cade in secondo piano siano le cose che il nostro c ... (continue)
In fondo al cuore tendiamo a pensare che la realtà (sociale) che conosciamo sia la realtà. Che la famiglia come l'abbiamo vissuta sia la famiglia. Che le relazioni sociali non possano che essere quelle che sperimentiamo, che ciò che conta e ciò che cade in secondo piano siano le cose che il nostro cuore ci propone come importanti e secondarie e che siano una realtà universale. La narrativa ci racconta altre realtà ma quelle sono storie, scritte magari per provocare, toccare l'estremo, immaginare un diverso ordine delle cose. Libri come questo ci dicono (in maniera gentile, rispettosa, profonda, molto calda e priva di fanatismi di sorta) quanto ci sbagliamo.