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Glamorama
Negli anni '60 Burgess raccontava l'iperviolenza attraverso una rappresentazione distopica della realtà, B.E.Ellis la trasferisce nel vuoto colmo solo di ambizioni di lusso, ricchezza, bellezza e successo degli anni '90: in "American Psycho" lo fa con folle lucidità, in "Glamorama" con ... (continue)
Negli anni '60 Burgess raccontava l'iperviolenza attraverso una rappresentazione distopica della realtà, B.E.Ellis la trasferisce nel vuoto colmo solo di ambizioni di lusso, ricchezza, bellezza e successo degli anni '90: in "American Psycho" lo fa con folle lucidità, in "Glamorama" con ironia, ma un'ironia altrettanto violenta. Prende in giro il proprio protagonista Victor Ward sapendo benissimo che è troppo stupido per capire, che la sua mente è troppo alterata per ricordare i dettagli e intuire il disegno.
Si serve di lui come un prodotto, a dimostrazione che la società, a mezzo secolo di distanza da quando progettava una cura per trasformare i "giovani deviati" in bravi cittadini, forse ha smesso di credere sia possibile rieducare. Non ha smesso, però, in nome della facoltà di ogni uomo libero di scegliere tra bene e male, tra senso e apparenza in questo caso, solo trovando un modo più semplice per risolvere il problema: lasciare che vivano il loro personalissimo film, interpretino un copione della loro stessa vita, con tanto di registi, tecnici audio e controfigure, mentre nella realtà qualcuno socialmente più adeguato prende il loro posto, interpreta loro.
Se la rieducazione attraverso l'eliminazione dell'alternativa a ciò che la società decideva fosse giusto era agghiacciante, lo è ancora di più una società che, consapevole o inconsapevole promotrice di quegli stessi ideali di ambizioni placcate oro, scelga di smettere di combattere la deriva nevrotica che finisce per causare in chi ne è travolto e si limiti a sostituire. Aggiustare, del resto, non sembra più nè un'abitudine nè un valore da quando non è più necessario, da quando ci si può permettere di sostituire tutto ciò che non funziona con qualcosa di nuovo e migliore.
Tutt'altro che fondamentale, ma è difficile trovare qualcosa di così spaventosamente vero e falso allo stesso tempo quanto in Bret Easton Ellis.
L'origine di questa recensione, come da andamento del libro, qui alla fine:
Il contrario del surgelamento cerebrale a lancio di coraindoli imbevuti di LSD che potrebbe sembrare.