Leggere Libertà e ricordarmi distintamente , a distanza di parecchi mesi, di tre cose. La prima è una stupenda digressione sul significato della musica, un sentito monologo da parte di Richard sulla immensa forza che le note e le parole riescono a sprigionare, e di come questa forza possa diventare
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Leggere Libertà e ricordarmi distintamente , a distanza di parecchi mesi, di tre cose. La prima è una stupenda digressione sul significato della musica, un sentito monologo da parte di Richard sulla immensa forza che le note e le parole riescono a sprigionare, e di come questa forza possa diventare centripeta e superficiale in una cultura dell'usa-e-getta come la nostra. La seconda è una splendida descrizione di un amore finito. Non riferisco a quale amore è dedicato questo lembo di parole (per non fare spoiler), ma l'immagine è quella della fuga dei diplomatici americani dal Vietnam.L'immagine è fatta di elicotteri che prendono il volo lasciando sul terreno i collaboratori locali che hanno avuto il torto di non avere spazio nei veicoli volanti, dove i poveri disgraziati sono i ricordi meno prioritari, più meschini e crudeli di un rapporto tormentato, mentre gli elicotteri rappresentano la realtà, quella cosa che mette luce alle meschinità e crudeltà, più o meno piccole, e che se le lascia alle spalle vittime predestinate di un destino ancora più crudele.
La terza cosetta è tutto il resto. Una specie di sinfonia delle emozioni tra personaggi di tre generazioni diverse, una mappa dei sentimenti, senza una bussola razionalizzante, senza paracadute. Una doccia di umanità. Grande Franzen. Nuovamente.
In un libro che lessi si trovava una piccola regola: un libro ti entra dentro, diventa tuo, se, e solo se, ti insegna qualcosa. Il corollario è che questo approccio "didascalico" alla lettura a volte perde di vista l'aspetto ludico e di vero intrattenimento, che a volte uno si aspetta da un bel tomo
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In un libro che lessi si trovava una piccola regola: un libro ti entra dentro, diventa tuo, se, e solo se, ti insegna qualcosa. Il corollario è che questo approccio "didascalico" alla lettura a volte perde di vista l'aspetto ludico e di vero intrattenimento, che a volte uno si aspetta da un bel tomo pieno zeppo di parole. Ecco, io mi avvicino a Pynchon con rispetto, il rispetto di un modesto lettore di fronte ad un genio che non sono mai riuscito ad apprezzare fino in fondo, fino a Vizio di Forma. Con vizio di forma riesco a trovare dei veri insegnamenti, che vado ad elencare 1. è possibile scrivere un bel libro nonostante si descriva la stessa scena (cit: rollarsi una canna) ogni due pagine 2. i Doors sono una chiavica: non ne fa minimamente menzione Doc Sportello, non sono citabili neanche come consumatori di allucinogeni 3. il meno pynchoniano dei libri può essere anche il più bello dei suoi
Può capitare di imbattersi in un libro che dei generi letterari ne fa un melting pot, esattamente come è il luogo dove è ambientato questo libro, ossia Manhattan. Questo di Lethem non è solo un esercizio di stile, per quanto dovizioso e ben scritto. Questo di Lethem è un saggio sull'esistenzialismo
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Può capitare di imbattersi in un libro che dei generi letterari ne fa un melting pot, esattamente come è il luogo dove è ambientato questo libro, ossia Manhattan. Questo di Lethem non è solo un esercizio di stile, per quanto dovizioso e ben scritto. Questo di Lethem è un saggio sull'esistenzialismo dei nerd, sulla facezia della cultura pop, sulla parabola discendente dei sessantottini, un j'accuse all'egemonico appeal del capitalismo. Questo di Lethem è sopratutto lo stupendo ritratto di un personaggio-personaggio, una anti-persona, Chase Insteadman, che vive le vite altrui, non sapendo fare altro, non avendo fatto altro nella sua vita. Al di là dei tecnicismi questo libro mi ha toccato: mi ha sconvolto la morte di Perkus (per quanto annunciata da almeno 100 pagine) ho toccato con mano il sincero cordoglio di Richard, la vaghezza emozionale di Chase.
Leggere un libro di DeLillo è una vera esperienza, anche nel caso di un'opera "minore", se così possiamo definire un bellissimo libro. Don DeLillo usa le parole come fossero un espediente per un qualcosa di più esterno, quasi fossero delle chiavi di serrature che aprono le porte di immagini ossimori
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Leggere un libro di DeLillo è una vera esperienza, anche nel caso di un'opera "minore", se così possiamo definire un bellissimo libro. Don DeLillo usa le parole come fossero un espediente per un qualcosa di più esterno, quasi fossero delle chiavi di serrature che aprono le porte di immagini ossimoriche e per questo ancora più vere, come una camicia svuotata dal suo proprietario che vola dalla torre nord del WTC disegnando una traiettoria come niente al mondo. Con questo libro si tocca con mano la coscienza di un terrorista, di un uomo ferito e di una donna in bilico. Si riesce a vedere le torre gemelle nei quadri di Morandi e si scoprono parole nuove e come vibratilità.
In un ogni linea di questa graphic novel troverete i miei, i vostri, i nostri parenti che lasciarono la terra natia per un posto migliore, semplicemente per provare a coniugare i verbi al futuro. Per poi scoprire che il posto di arrivo è talmente diverso che anche gli animali da compagnia sono alie
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In un ogni linea di questa graphic novel troverete i miei, i vostri, i nostri parenti che lasciarono la terra natia per un posto migliore, semplicemente per provare a coniugare i verbi al futuro. Per poi scoprire che il posto di arrivo è talmente diverso che anche gli animali da compagnia sono alieni, che gli uccelli, l'alfabeto e le parole sono aliene, e che, al culmine di un grande ossimoro, alieno è considerato colui che arriva. In ogni vignetta si trova mio zio, quello che parlava siciliano a New York anche se lui a New York ci era nato, solo che non si era dimenticato chi era l'alieno. Per poi scoprire che passati 40 anni non è cambiato niente, che proprio in questi giorni ci tocca sentire parlare di respingimenti, di sparare gli stranieri e di fuori dalle palle. Alla fine gli alieni restano i padroni di casa.
Libertà
Leggere Libertà e ricordarmi distintamente , a distanza di parecchi mesi, di tre cose.continue)
La prima è una stupenda digressione sul significato della musica, un sentito monologo da parte di Richard sulla immensa forza che le note e le parole riescono a sprigionare, e di come questa forza possa diventare ... (
Leggere Libertà e ricordarmi distintamente , a distanza di parecchi mesi, di tre cose.
La prima è una stupenda digressione sul significato della musica, un sentito monologo da parte di Richard sulla immensa forza che le note e le parole riescono a sprigionare, e di come questa forza possa diventare centripeta e superficiale in una cultura dell'usa-e-getta come la nostra.
La seconda è una splendida descrizione di un amore finito. Non riferisco a quale amore è dedicato questo lembo di parole (per non fare spoiler), ma l'immagine è quella della fuga dei diplomatici americani dal Vietnam.L'immagine è fatta di elicotteri che prendono il volo lasciando sul terreno i collaboratori locali che hanno avuto il torto di non avere spazio nei veicoli volanti, dove i poveri disgraziati sono i ricordi meno prioritari, più meschini e crudeli di un rapporto tormentato, mentre gli elicotteri rappresentano la realtà, quella cosa che mette luce alle meschinità e crudeltà, più o meno piccole, e che se le lascia alle spalle vittime predestinate di un destino ancora più crudele.
La terza cosetta è tutto il resto. Una specie di sinfonia delle emozioni tra personaggi di tre generazioni diverse, una mappa dei sentimenti, senza una bussola razionalizzante, senza paracadute. Una doccia di umanità.
Grande Franzen. Nuovamente.
Vizio di forma
In un libro che lessi si trovava una piccola regola: un libro ti entra dentro, diventa tuo, se, e solo se, ti insegna qualcosa.continue)
Il corollario è che questo approccio "didascalico" alla lettura a volte perde di vista l'aspetto ludico e di vero intrattenimento, che a volte uno si aspetta da un bel tomo ... (
In un libro che lessi si trovava una piccola regola: un libro ti entra dentro, diventa tuo, se, e solo se, ti insegna qualcosa.
Il corollario è che questo approccio "didascalico" alla lettura a volte perde di vista l'aspetto ludico e di vero intrattenimento, che a volte uno si aspetta da un bel tomo pieno zeppo di parole.
Ecco, io mi avvicino a Pynchon con rispetto, il rispetto di un modesto lettore di fronte ad un genio che non sono mai riuscito ad apprezzare fino in fondo, fino a Vizio di Forma.
Con vizio di forma riesco a trovare dei veri insegnamenti, che vado ad elencare
1. è possibile scrivere un bel libro nonostante si descriva la stessa scena (cit: rollarsi una canna) ogni due pagine
2. i Doors sono una chiavica: non ne fa minimamente menzione Doc Sportello, non sono citabili neanche come consumatori di allucinogeni
3. il meno pynchoniano dei libri può essere anche il più bello dei suoi
Chronic City
***This comment contains spoilers! ***
Può capitare di imbattersi in un libro che dei generi letterari ne fa un melting pot, esattamente come è il luogo dove è ambientato questo libro, ossia Manhattan. Questo di Lethem non è solo un esercizio di stile, per quanto dovizioso e ben scritto.continue)
Questo di Lethem è un saggio sull'esistenzialismo ... (
Può capitare di imbattersi in un libro che dei generi letterari ne fa un melting pot, esattamente come è il luogo dove è ambientato questo libro, ossia Manhattan. Questo di Lethem non è solo un esercizio di stile, per quanto dovizioso e ben scritto.
Questo di Lethem è un saggio sull'esistenzialismo dei nerd, sulla facezia della cultura pop, sulla parabola discendente dei sessantottini, un j'accuse all'egemonico appeal del capitalismo. Questo di Lethem è sopratutto lo stupendo ritratto di un personaggio-personaggio, una anti-persona, Chase Insteadman, che vive le vite altrui, non sapendo fare altro, non avendo fatto altro nella sua vita.
Al di là dei tecnicismi questo libro mi ha toccato: mi ha sconvolto la morte di Perkus (per quanto annunciata da almeno 100 pagine) ho toccato con mano il sincero cordoglio di Richard, la vaghezza emozionale di Chase.
L'uomo che cade
Leggere un libro di DeLillo è una vera esperienza, anche nel caso di un'opera "minore", se così possiamo definire un bellissimo libro. Don DeLillo usa le parole come fossero un espediente per un qualcosa di più esterno, quasi fossero delle chiavi di serrature che aprono le porte di immagini ossimori ... (continue)
Leggere un libro di DeLillo è una vera esperienza, anche nel caso di un'opera "minore", se così possiamo definire un bellissimo libro. Don DeLillo usa le parole come fossero un espediente per un qualcosa di più esterno, quasi fossero delle chiavi di serrature che aprono le porte di immagini ossimoriche e per questo ancora più vere, come una camicia svuotata dal suo proprietario che vola dalla torre nord del WTC disegnando una traiettoria come niente al mondo.
Con questo libro si tocca con mano la coscienza di un terrorista, di un uomo ferito e di una donna in bilico. Si riesce a vedere le torre gemelle nei quadri di Morandi e si scoprono parole nuove e come vibratilità.
L'approdo
In un ogni linea di questa graphic novel troverete i miei, i vostri, i nostri parenti che lasciarono la terra natia per un posto migliore, semplicemente per provare a coniugare i verbi al futuro.continue)
Per poi scoprire che il posto di arrivo è talmente diverso che anche gli animali da compagnia sono alie ... (
In un ogni linea di questa graphic novel troverete i miei, i vostri, i nostri parenti che lasciarono la terra natia per un posto migliore, semplicemente per provare a coniugare i verbi al futuro.
Per poi scoprire che il posto di arrivo è talmente diverso che anche gli animali da compagnia sono alieni, che gli uccelli, l'alfabeto e le parole sono aliene, e che, al culmine di un grande ossimoro, alieno è considerato colui che arriva.
In ogni vignetta si trova mio zio, quello che parlava siciliano a New York anche se lui a New York ci era nato, solo che non si era dimenticato chi era l'alieno.
Per poi scoprire che passati 40 anni non è cambiato niente, che proprio in questi giorni ci tocca sentire parlare di respingimenti, di sparare gli stranieri e di fuori dalle palle. Alla fine gli alieni restano i padroni di casa.