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- Musica rock da Vittula (665)
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By Mikael Niemi -
Finished on Nov 25, 2012 




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- L'eleganza del riccio (31613)
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By Muriel Barbery -
Finished 




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- La promessa (3066)
- Un requiem per il romanzo giallo
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By Friedrich Dürrenmatt -
Finished 




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E se guardate l'Abisso... -
La scrittura di Friederich Dürrenmatt è come il sole della sua Svizzera in inverno: è luce fredda, che non riscalda, non penetra in profondità, ma ti ghiaccia, proprio dove dovrebbe accenderti dentro. E il filo dei suoi pensieri è così tagliente da sconfinare facilmente nel delirio, con una presa di ... (
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Jul 15, 2009 |
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- Colazione da Tiffany (6619)
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By Truman Capote -
Finished 




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Il libro di Truman Capote è sempre stato di quei titoli che mi hanno attirato, ma per cui ho sempre avuto una istintiva antipatia. Tra l'altro, a lettura ultimata, anche facilmente spiegabile.
Non lo volevo leggere, insomma. Però quando capito per lavoro dalle parti di Cortenuova, al centro co ... (
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Jul 15, 2009 |
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- Durante (1630)
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By Andrea De Carlo -
Finished 




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Sciamano cazzate -
Durante è una specie di sciamano moderno, l'uomo che sussurrava ai cavalli, capace di leggere la mente, fare bagnare le donne con lo sguardo, rendere mansueti i poliziotti con i trucchi mentali jedi, e rivelarti il senso della vita con la sua flemma tutta zen. Uno spirito libero, un romantico dei gi ... (
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Jul 15, 2009 |
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- Ti ricordi di me? (5226)
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By Sophie Kinsella -
Finished 




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Pollastre -
Sophie Kinsella a casa mia viene considerata un simpatico mostro. Una specie di canide, del genere probabilmente chihuahua, di quelli molesti, odiosi, la cui unica utilità nella vita è quella di dare un immediato sollievo ogni volta che vengono presi a calci in culo. Eppure questa sua ultima fatica, ... (
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Jul 15, 2009 |
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- Alta fedeltà (15618)
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By Nick Hornby -
Finished 




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- Pasto nudo (3747)
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By William Burroughs -
Finished 




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- Urlo & Kaddish (672)
- Testo originale a fronte
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By Allen Ginsberg -
Finished 




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- La caduta dell'America (179)
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By Allen Ginsberg -
Finished 




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- Primi blues (122)
- Rags, ballate e canti con l'armonium (1971-1975)
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By Allen Ginsberg -
Finished 




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- Jukebox all'idrogeno (1167)
- Testo originale a fronte
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By Allen Ginsberg -
Finished 




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- Poesie (607)
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By William Butler Yeats -
Finished 




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- I cigni selvatici a Coole (141)
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By William Butler Yeats -
Finished 




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- Fiabe irlandesi (1137)
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By William Butler Yeats -
Finished 




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L'eleganza del riccio
A certe persone capita la sorte di tanti pezzi jazz. Musiche che, alle orecchie di chi non è avvezzo a tale genere, e non ha sensibilità né cultura adatte per apprezzarle e capirle, spesso sembrano canzoncine da pianobar, il sottofondo giusto per un cocktail fighetto alle sei e mezza del pomeriggio, ... (continue)
A certe persone capita la sorte di tanti pezzi jazz. Musiche che, alle orecchie di chi non è avvezzo a tale genere, e non ha sensibilità né cultura adatte per apprezzarle e capirle, spesso sembrano canzoncine da pianobar, il sottofondo giusto per un cocktail fighetto alle sei e mezza del pomeriggio, e invece non si accorgono che dentro nascondono una passione ed un virtuosismo da paura. Che ti stanno svelando un gran bel pezzo di senso della vita, ma tu, così preso dal tuo Martini con l’oliva che ci galleggia dentro, il tuo cervello tipo sacco-di-cemento, e una sbirciata alle tette di una tipa, non lo capisci, ottuso decerebrato come tanti (anche se nel caso della sbirciata non mi sento di condannare, anzi, provo pure un genuino senso di solidarietà).
A Reneé Michel, portinaia di mezza età, sciatta e e comune, accade proprio questo. Una persona che pare essere caduta nella sua vita nel peggior peccato che uno si possa concedere (a parte il tifare Jubentus, intendo), ovvero l’essere un cliché (all’esterno si presenta come la classica portinaia pigra, indolente, poco curata e dedita a programmi televisivi e culturali di basso livello, o alla tradizionale cucina del cavolo bollito, trademark da donna in guardina secondo il naturale sentimento nazionalpopolare), ed invece nasconde una ricchezza, una passione per la cultura che la allontanano da ogni luogo comune.
È vedova e sola, ma non per questo si rifugia in rancori o si abbandona all’autocommiserazione, preferendo gettarsi nell’arte, nei libri, nel cinema, nella musica. All’insaputa degli ottusi abitanti del palazzo in cui lavora, che in lei vedono solo una donna di mezza età e di basso lignaggio. È il genio di Charlie Parker e la classe di Thelonious Monk che vengono scambiati per il jingle della pubblicità dei profumi alla Standa. Per tutti tranne che per poche persone: l’amica Paloma, donna delle pulizie di umili natali e mansioni, ma di grande nobiltà e raffinatezza, e la piccola spocchiosa bambina emo del cazzo Paloma.
L’Eleganza del Riccio di Muriel Burbery è questo, un pezzo leggero e raffinato suonato sugli ottantotto tasti bianchi e neri di un pianoforte, con una coda amara e tristissima. Crudele e terribile, come sanno essere i turnaround di un blues jazzato in chiave minore. Ma non solo: è anche un tempietto zen che riflette l’effimero, la caducità degli affetti e delle passioni. E che ha l’inumanità delle grandi belle storie, capaci di farti amare profondamente i personaggi di un romanzo solo per strapparteli e rimpiangerli, proprio come fa la vita.
Probabilmente il secondo più bel romanzo che ho letto nell’ultimo anno, ma solo perché è capitato vicinissimo a quel piccolo grande gioiello che è Colazione da Tiffany di Truman Capote.
Voto: otto e mezzo. Da leggere.