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Cover of Life of Pi
Cover of The View from Castle Rock
  • 4 people find this helpful

    Scots wha hae!

    Innanzitutto, odio Alice Munro perché trovo profondamente ingiusto che lei abbia degli antenati scozzesi e io no.

    MA! Questo libro è una figata proprio perché parla degli antenati scozzesi di Alice Munro. Che sono bellissimi e scozzesissimi. Quindi, in ordine di importanza, sono alcolizzati, pec ... (continue)

    Innanzitutto, odio Alice Munro perché trovo profondamente ingiusto che lei abbia degli antenati scozzesi e io no.

    MA! Questo libro è una figata proprio perché parla degli antenati scozzesi di Alice Munro. Che sono bellissimi e scozzesissimi. Quindi, in ordine di importanza, sono alcolizzati, pecorai, ballano ceilidh, credono nelle fate, vivono in un posto dimenticato da dio, dicono aye, odiano la Chiesa Anglicana e detestano gli inglesi fin dalla più tenera età. E fin qui sono cinque stelline e mezzo.

    Poi gli scozzesi emigrano in Canada, e man mano che si canadizzano diventano noiosissimi. Non si alcolizzano più, innanzitutto, anzi, diventano religiosi e, presi da un parossismo riproduttivo, sfornano un sacco di figli. Fino ad arrivare a quel fighetto del padre della Munro che vende pellicce di volpe argentata anziché quei sani golfoni di lana pesantissima, puzzolenti di pecora e belli duri e impaccati che avrebbero venduto i suoi antenati rozzoni (e che tuttora si vendono in Scozia). BUUU, BUUU CANADA, BUUU.

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    Posted on Jan 5, 2010 | Add your feedback

Cover of Victory
  • 2 people find this helpful

    Un uomo ficherrimo (uno svedese un po' pelato con dei gran baffoni rossicci, "the wanderer of the Archipelago" "scornful temperament, beguiled into action" "drifting, unattached" "a bird without a nest", "enigmatical and disregarded" "unattached, floating existence"), ecco, dicevamo, questo uomo fic ... (continue)

    Un uomo ficherrimo (uno svedese un po' pelato con dei gran baffoni rossicci, "the wanderer of the Archipelago" "scornful temperament, beguiled into action" "drifting, unattached" "a bird without a nest", "enigmatical and disregarded" "unattached, floating existence"), ecco, dicevamo, questo uomo ficherrimo viene rovinato, come succede ai migliori, dalla gnocca (in questo caso, una lagnosa violinista inglese), e, come succede ai peggiori, dalla filosofia di Schopenhauer (che la gnocca gli ha fatto ricordare).
    Il tutto ovviamente, essendo Conrad, ambientato in un'isola deserta ai tropici (Malesia/Indonesia e dintorni).

    E va bene, è una parodia della Tempesta di Shakespeare.
    E va bene, è una parodia della letteratura di massa.
    E va bene, è una parodia del mito dell'eroe romantico.
    E va bene, è pure una parodia della prima guerra mondiale.

    Però che palla.

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    Posted on Jan 5, 2010 | Add your feedback

Cover of Small Island
Cover of A Way in the World
Cover of The First Men in the Moon
  • 2 people find this helpful

    Serve più droga

    Ci sono opere che anticipano i tempi e opere che arrivano in ritardo sui tempi. Entrambe sono difficilissime da scrivere. Per scrivere un'opera in anticipo di mezzo secolo sui tempi bisogna essere un pezzettone e chiamarsi, che so, Orwell. Per scrivere un'opera in ritardo sui tempi di mezzo secolo c ... (continue)

    Ci sono opere che anticipano i tempi e opere che arrivano in ritardo sui tempi. Entrambe sono difficilissime da scrivere. Per scrivere un'opera in anticipo di mezzo secolo sui tempi bisogna essere un pezzettone e chiamarsi, che so, Orwell. Per scrivere un'opera in ritardo sui tempi di mezzo secolo ci vuole altrettanto genio, ovviamente in negativo, e Wells questo pessimo talento ce l'ha senz'altro. Pubblicato nel 1901, First Men in the Moon sembra stato scritta nel 1850.

    Come riesce Wells a fare questo miracolo di posticipazione?
    INGREDIENTI e PREPARAZIONE:
    **prendere due personaggi altamente stereotipati, il businessman senza scrupoli assetato dalla voglia di fare soldi (Bedford) e lo scienziato eccentrico assetato dalla voglia di conoscenza (Cavor).

    **fregarsene del fatto che la fantascienza dovrebbe basarsi su un'ipotesi scientifica verosimile o credibile e dare al proprio libro una base scientifica totalmente ridicola (ovvero che si possa inventare un materiale che schermi la gravità, la cavorite - sì, fa ridere).

    **fottersene, oltre che della rivoluzione scientifica che si stava compiendo a inizio novecento, anche della rivoluzione letteraria di quegli anni. Conseguentemente, elaborare uno stile e una struttura otticenteschi che più ottocenteschi non si può.

    **mandare i due personaggi sopra menzionati sulla luna e fargli fare delle cose che nemmeno un bambino di cinque anni farebbe.
    ESEMPIO: appena usciti dalla navicella i due si fanno prendere dall'entusiasmo della bassa gravità e iniziamo a saltellare e ballonzolare felici tutto intorno. Tempo 10 minuti dal loro arrivo sulla luna e perdono la navicella. Dov'è andata? Oh perbacco! Confound it! (sì, i due personaggi sono così inglesi e così ottocenteschi che imprecano con l'irritantissimo "confound it")
    ESEMPIO DUE: perduti sulla luna, i due hanno fame. Cosa c'è di meglio che mangiare la prima cosa che capita a tiro, ovvero dei funghi melmosi? I funghi melmosi sono allucinogeni, e i due babbi stanno malissimo. Il lettore però si diverte un mondo perché quelle sono indubbiamente le pagine migliori del libro. Più droga, Wells, serve più droga!

    **sfidare la legge della sospensione dell'incredulità fino a esasperare il lettore con coincidenze del tutto a muzzo.
    ESEMPIO: Bedford torna sulla terra, non sa pilotare la navicella e deve tentare un atterraggio di fortuna. Dove atterra? Ma ovviamente in Inghilterra, a sette miglia dal paese dove abita.

    **mescolare e servire freddo.

    Dopo l'incontro coi Seleniti, il libro migliora, perché emerge quello che è il messaggio estremamente attuale che Wells (socialista convinto) vuole comunicare: la critica all'imperialismo e al colonialismo, il problema dell'autonomia della scienza nei confronti del "capitale", il dogmatismo culturale nel rapportarsi con gli altri, tale per cui "la nostra cultura" è sempre e comunque superiore a quella dell'altro. L'umanità terrestre viene dipinta come un branco di violenti approfittatori, che si sanno rapportare all'altro solo tramite il sopruso, il furto, la sopraffazione.

    Questo messaggio di relativismo culturale, questo sì è immortale, e rende Wells in anticipo sui tempi di cinquanta, cento, mille anni.

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    Posted on Jan 14, 2010 | Add your feedback

Cover of Lord of the Flies
  • 4 people find this helpful

    Quattro grossi difetti e un grosso pregio.

    Difetti:
    1) Il simbolismo è ridondante fino a essere fastidioso. Che il fuoco di segnalazione sia simbolo della civiltà, o che la pittura facciale sia una maschera che permette lo sfogo dell'animalità, che Piggy rappresenti la razionalità e Jack l'istin ... (continue)

    Quattro grossi difetti e un grosso pregio.

    Difetti:
    1) Il simbolismo è ridondante fino a essere fastidioso. Che il fuoco di segnalazione sia simbolo della civiltà, o che la pittura facciale sia una maschera che permette lo sfogo dell'animalità, che Piggy rappresenti la razionalità e Jack l'istinto, tutte queste cose Golding ce le ripete in modo così esplicito che il lettore si sente trattato pure lui da tredicenne. Se Golding aspirava solo a scrivere un libro per ragazzetti, la cosa ha senso. Ma dato che voleva creare una favola dal significato universale, glielo si deve imputare come una semplificazione rozza e anche ingenua. Nel modo in cui ne fa uso Golding, il simbolismo perde tutta la sua forza suggestiva ed evocativa: il simbolo è potente quando è ambiguo, misterioso, primordiale e richiama l'immaginario archetipico; se il simbolo viene eccessivamente spiegato, allora si banalizza, si appiattisce e diventa, in sostanza, totalmente inutile.

    2) Contesto la tesi "filosofica" alla base del libro. Davvero razionalità e istinto sono due poli opposti della natura umana? L'uomo è essere pensante tanto quanto essere istintivo: la ragione è una facoltà che qualunque uomo possiede per natura, e ragione e istinto coesistono nell'uomo dalla nascita alla morte. Esistono davvero, nella realtà, uomini come Roger che non siano dei malati mentali? Io credo di no. E in ogni caso, i Roger della realtà se ne stanno bel belli in galera. Perchè la civiltà umana è nata dalla natura umana, non le è estranea, e se la natura dell'uomo fosse davvero quella sadica descritta nel libro, nessuna civiltà sarebbe mai stata possibile nella storia. Dire che la violenza è un impulso originario dell'uomo che la cultura può a stento tenere a bada significa misconoscere le cause storiche, sociali e politiche della violenza. Anzi, la violenza spesso nasce dalla civiltà stessa piuttosto che viceversa. Insomma, io trovo che natura e cultura, razionalità e istinto non siano affatto antitetiche come pretende Golding.

    3) L'ingenuità maggiore è il sostenere una tesi universale ("la natura dell'uomo è violenta") con un esempio del tutto parziale. Ovvero, nella società che i ragazzini ricreano sull'isola mancano totalmente le donne. Si può elevare a esemplare dell'umanità intera una situazione dove il 50% dell'umanità non è rappresentata nemmeno di striscio? No. Golding glissa sul problema del rapporto tra uomini e donne (centrale e fondamentale di qualunque cultura umana dai primordi) e del sesso (è davvero possibile una società che non discuta la questione del sesso, e, legata a questa, della procreazione?). Non solo, ma non risponde nemmeno alla domanda se le donne abbiano pure loro una natura violenta, e se no perché. Insomma, una comunità di dodicenni maschi inglesi non parla affatto per l'intera umanità, e non parla affatto nemmeno per l'intero Regno Unito dell'epoca.

    4)I romanzi sulle isole deserte hanno francamente rotto il cazzo.

    Pregio:
    1) Nonostante questo, lo sgretolamento progressivo della civiltà intorno a Ralph colpisce per il suo senso di irreversibilità. La situazione gli sfugge via via di mano, senza che lui riesca a capire dove sbaglia, senza che lui sappia il perché, e man mano tutto va in rovina finché egli non si trova di fronte un incubo scaturito da chissà dove. Ci si legge la tragedia dell'uomo che non sa più tenere le redini della realtà, non riesce più a governare le cose, il destino gli sfugge di mano, tutto intorno a lui diventa caos: concetto molto novecentesco, ma che conserva una certa, maligna, fascinazione.

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    Posted on Dec 21, 2009 | Add your feedback

Cover of The Handmaid's Tale
Cover of East, West
Cover of Catch-22
  • Grandissimo capolavoro del secolo (scorso).
    Mi pento di non averlo letto prima.

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    Posted on Jan 7, 2009 | Add your feedback

Cover of Midnight's Children
Cover of The Thing Around Your Neck

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