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Mimesis: Il realismo nella letteratura occidentale By Erich Auerbach
Finished on Oct 8, 2006
Finished (re-read) on Dec 2, 2009

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East, West By Salman Rushdie
Finished on Dec 10, 2009

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Q By Luther Blissett
Finished on Jun 12, 2005

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Pastorale americana By Philip Roth
Finished on Oct 27, 2006

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Manituana By Wu Ming
Finished on Sep 14, 2009

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I Malavoglia By Giovanni Verga
Finished on Apr 14, 2009

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Il GGG By Roald Dahl
Pian della Tortilla By John Steinbeck
Finished on Feb 11, 2004

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La luna è tramontata By John Steinbeck
Finished in Jul 2004

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Costituzione della Repubblica italiana: 1947
Trilogia della città di K.: Il grande quaderno - La prova - La terza menzogna By Agota Kristof
Finished on Jul 21, 2009

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Il pensiero politico del Novecento By Edoardo Greblo, Mezzadra Sandro, Carlo Galli
Finished on Jan 9, 2009

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Lo spirito del tempo By Edgar Morin
Finished on Jun 5, 2009

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Dostoevskij: Poetica e stilistica By Michail Bachtin
Finished on Feb 12, 2009

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Trame: Intenzionalità e progetto nel discorso narrativo By Peter Brooks
Finished on Jan 13, 2009

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La mappa dell'impero By Franco Brioschi
Finished on Jan 11, 2009

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La versione di Barney By Mordecai Richler
Finished on Mar 5, 2009

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Furore By John Steinbeck
  • 2 people find this helpful

    Era il libro preferito di Adolf Hitler, che vi leggeva la rappresentazione di una profonda debolezza, economica e umana, dell'America degli anni della Grande Depressione.

    La Storia ha dimostrato che le capacità interpretative di Hitler non erano propriamente raffinate.

    Difatti, dal lib ... (continue)

    Era il libro preferito di Adolf Hitler, che vi leggeva la rappresentazione di una profonda debolezza, economica e umana, dell'America degli anni della Grande Depressione.

    La Storia ha dimostrato che le capacità interpretative di Hitler non erano propriamente raffinate.

    Difatti, dal libro, come in tutte le opere di Steinbeck, non emerge affatto né sconfitta né rassegnazione, ma solo la grande forza morale, l'incrollabile dignità, la grandezza nell'umiltà, l'attaccamento alla vita dell'uomo, che conserva la sua integrità anche (se non soprattutto) nei momenti più difficili, e che autore e lettore non possono che rispettare profondamente.

    Avesse Hitler studiato un po' più di letteratura, magari non si sarebbe imbarcato in una guerra dove i "deboli e sconfitti" USA gli hanno fatto il culo, ghgh.

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    Posted on Feb 9, 2009 | Add your feedback

Catch-22 By Joseph Heller
  • Grandissimo capolavoro del secolo (scorso).
    Mi pento di non averlo letto prima.

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    Posted on Jan 7, 2009 | Add your feedback

Storia dell'editoria letteraria in Italia: 1945-2003 By Gian Carlo Ferretti
Finished on Dec 17, 2008

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54 By Wu Ming
Il fu Mattia Pascal By Luigi Pirandello
Finished on Jul 24, 2009

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Ultima notte ad Alessandria By André Aciman
Finished on Jul 20, 2009

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Omaggio alla Catalogna By George Orwell
Finished on Jul 22, 2009

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Il giardino dei Finzi Contini By Giorgio Bassani
Finished on Mar 26, 2009

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Le forme del libro: Schede di cultura editoriale By Alberto Cadioli
Finished on Dec 17, 2008

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L'editoria: Un'industria dell'artigianato By Enrico Mistretta
Finished on Dec 17, 2008

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Lord of the Flies: (Educational Edition) By William Golding
  • 3 people find this helpful

    Quattro grossi difetti e un grosso pregio.

    Difetti:
    1) Il simbolismo è ridondante fino a essere fastidioso. Che il fuoco di segnalazione sia simbolo della civiltà, o che la pittura facciale sia una maschera che permette lo sfogo dell'animalità, che Piggy rappresenti la razionalità e Jack l'istin ... (continue)

    Quattro grossi difetti e un grosso pregio.

    Difetti:
    1) Il simbolismo è ridondante fino a essere fastidioso. Che il fuoco di segnalazione sia simbolo della civiltà, o che la pittura facciale sia una maschera che permette lo sfogo dell'animalità, che Piggy rappresenti la razionalità e Jack l'istinto, tutte queste cose Golding ce le ripete in modo così esplicito che il lettore si sente trattato pure lui da tredicenne. Se Golding aspirava solo a scrivere un libro per ragazzetti, la cosa ha senso. Ma dato che voleva creare una favola dal significato universale, glielo si deve imputare come una semplificazione rozza e anche ingenua. Nel modo in cui ne fa uso Golding, il simbolismo perde tutta la sua forza suggestiva ed evocativa: il simbolo è potente quando è ambiguo, misterioso, primordiale e richiama l'immaginario archetipico; se il simbolo viene eccessivamente spiegato, allora si banalizza, si appiattisce e diventa, in sostanza, totalmente inutile.

    2) Contesto la tesi "filosofica" alla base del libro. Davvero razionalità e istinto sono due poli opposti della natura umana? L'uomo è essere pensante tanto quanto essere istintivo: la ragione è una facoltà che qualunque uomo possiede per natura, e ragione e istinto coesistono nell'uomo dalla nascita alla morte. Esistono davvero, nella realtà, uomini come Roger che non siano dei malati mentali? Io credo di no. E in ogni caso, i Roger della realtà se ne stanno bel belli in galera. Perchè la civiltà umana è nata dalla natura umana, non le è estranea, e se la natura dell'uomo fosse davvero quella sadica descritta nel libro, nessuna civiltà sarebbe mai stata possibile nella storia. Dire che la violenza è un impulso originario dell'uomo che la cultura può a stento tenere a bada significa misconoscere le cause storiche, sociali e politiche della violenza. Anzi, la violenza spesso nasce dalla civiltà stessa piuttosto che viceversa. Insomma, io trovo che natura e cultura, razionalità e istinto non siano affatto antitetiche come pretende Golding.

    3) L'ingenuità maggiore è il sostenere una tesi universale ("la natura dell'uomo è violenta") con un esempio del tutto parziale. Ovvero, nella società che i ragazzini ricreano sull'isola mancano totalmente le donne. Si può elevare a esemplare dell'umanità intera una situazione dove il 50% dell'umanità non è rappresentata nemmeno di striscio? No. Golding glissa sul problema del rapporto tra uomini e donne (centrale e fondamentale di qualunque cultura umana dai primordi) e del sesso (è davvero possibile una società che non discuta la questione del sesso, e, legata a questa, della procreazione?). Non solo, ma non risponde nemmeno alla domanda se le donne abbiano pure loro una natura violenta, e se no perché. Insomma, una comunità di dodicenni maschi inglesi non parla affatto per l'intera umanità, e non parla affatto nemmeno per l'intero Regno Unito dell'epoca.

    4)I romanzi sulle isole deserte hanno francamente rotto il cazzo.

    Pregio:
    1) Nonostante questo, lo sgretolamento progressivo della civiltà intorno a Ralph colpisce per il suo senso di irreversibilità. La situazione gli sfugge via via di mano, senza che lui riesca a capire dove sbaglia, senza che lui sappia il perché, e man mano tutto va in rovina finché egli non si trova di fronte un incubo scaturito da chissà dove. Ci si legge la tragedia dell'uomo che non sa più tenere le redini della realtà, non riesce più a governare le cose, il destino gli sfugge di mano, tutto intorno a lui diventa caos: concetto molto novecentesco, ma che conserva una certa, maligna, fascinazione.

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    Posted on Dec 21, 2009 | Add your feedback

I formalisti russi: Teoria della letteratura e metodo critico By Tzvetan Todorov
  • Saggi di critica letteraria che puzzano di quella critica accademica che non ha mai gettato uno sguardo al di fuori delle buie aule ammuffite dell'università. D'altronde si chiamano "formalisti" mica per niente.
    Ma d'altro lato, poveri, hanno anche fondato la critica letteraria novecentesca, n ... (continue)

    Saggi di critica letteraria che puzzano di quella critica accademica che non ha mai gettato uno sguardo al di fuori delle buie aule ammuffite dell'università. D'altronde si chiamano "formalisti" mica per niente.
    Ma d'altro lato, poveri, hanno anche fondato la critica letteraria novecentesca, nel bene e nel male (ove il male è senz'altro lo strutturalismo); e poi dai, poveretti, scrivevano nella Russia del primo Novecento, un posto proprio di merda per vivere XD

    Si distingue per acutezza e attualità l'ultimo saggio della raccolta, quello di Tomasevskij, specie per questo:
    "Ogni periodo di fioritura creativa della letteratura è preceduto da un lento processo di accumulazione dei mezzi di rinnovamento negli strati letterari inferiori, non riconosciuti".
    Citazione anno 1925, è qualcosa che i critici italiani, anno 2009, dovrebbero aver assimilato ma non è che ci siano messi davvero d'impegno.

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    Posted on Feb 9, 2009 | Add your feedback

L'elenco telefonico di Atlantide By Tullio Avoledo
  • 2 people find this helpful

    Parte benissimo, con un magistrale ritratto dell'ambiente (asfittico e opprimente) della banca dove lavora il protagonista e del paese di provincia dove vive, condotto con lucido sarcarmo e anche un qual sentore di sensibilità sociale (i ritratti spietatamente dissacratori dei leghisti sono da appla ... (continue)

    Parte benissimo, con un magistrale ritratto dell'ambiente (asfittico e opprimente) della banca dove lavora il protagonista e del paese di provincia dove vive, condotto con lucido sarcarmo e anche un qual sentore di sensibilità sociale (i ritratti spietatamente dissacratori dei leghisti sono da applausi).

    A metà libro, con la "svolta esoterica", si apre un baratro di nulla che peggiora sempre più, con buona pace del lettore che crede che più in basso di così non si possa andare.

    Avoledo tira in ballo tutto: la Shoah, gli dei egizi, fonti miracolose, l'AIDS, l'Arca dell'Alleanza, il Graal... Nulla di tutte queste cose è collegata da un filo logico di una qualche coerenza. Difatti, nel finale non viene chiarito nulla - qualcuno dovrebbe fare saper all'autore che i gialli insoluti li può fare Gadda, ma non il primo cazzone che passa. Ho sinceramente rimpianto il Codice da Vinci.
    Ma non basta: nell'ultimo capitolo Avoledo raggiunge l'apoteosi del ridicolo con una soluzione alla Matrix (che fino a quel momento in effetti mancava) insensata e desolante.

    Quello che fa più incazzare è che l'autore pare consapevole delle lacune della trama, e ci autoironizza su numerose volte. Questa malizia postmoderna fa solo sentire il lettore preso per il culo: se sei consapevole dei difetti del tuo testo, perché non li correggi anziché farmi leggere questo scempio?

    Due stelline anziché una per lo stile: la pagina è grandiosa, il volume disastroso.

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    Posted on Jan 7, 2009 | Add your feedback

Guida galattica per gli autostoppisti By Douglas Adams
Finished on Dec 10, 2008

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Teoria ed esperienza urbana By Parker Simon
Finished on Dec 11, 1985

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Storia dell'editoria italiana dall'Unità ad oggi By Cadioli Alberto, Giuliano Vigini
  • 1 person find this helpful

    Se volete un agile riassunto della storia dell'editoria in Italia, non compratelo. Tutte le informazioni più interessanti sono inspiegabilmente messe in nota, mentre il corpo del testo è così succinto da non dire praticamente nulla. Si liquidano in poche righe questioni come l'ascesa del tascabile, ... (continue)

    Se volete un agile riassunto della storia dell'editoria in Italia, non compratelo. Tutte le informazioni più interessanti sono inspiegabilmente messe in nota, mentre il corpo del testo è così succinto da non dire praticamente nulla. Si liquidano in poche righe questioni come l'ascesa del tascabile, la diffusione della letteratura di genere, il neorealismo etc, e a fronte di ciò vi sono sezioni di ampiezza del tutto spropositata su un fenomeno marginale come la letteratura cristiana che infatti, in testi di ben altro spessore scientifico (Ferretti), sono trattati in poche righe. Il che rende l'impostazione tendenziosa e quindi irritante.

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    Posted on Feb 10, 2009 | Add your feedback

The View from Castle Rock: (Vintage) By Alice Munro
A Way in the World: A Novel (Vintage International) By V. S. Naipaul
La critica letteraria del Novecento By Casadei Alberto
Finished on Nov 28, 2009

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Critica stilistica e semantica storica By Leo Spitzer
Finished on Nov 21, 2009

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Marcel Proust: e altri saggi di letteratura francese moderna By Leo Spitzer
Finished on Nov 18, 2009

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Small Island By Andrea Levy
The First Men in the Moon: (Penguin Classics) By Patrick Parrinder, Steve McLean, China Mieville, …
Reading since Dec 18, 2009

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The Handmaid's Tale: (Contemporary Classics) By Margaret Atwood
Finished on Dec 13, 2009

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Un paese senza: Addio agli anni settanta italiani. Un congedo da un decennio poco amato By Alberto Arbasino
Victory: (Oxford World's Classics) By Joseph Conrad
In questo Stato By Alberto Arbasino
Finished on Oct 25, 2009

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Maestà della vita e altri scritti By Giovanni Testori
L'affaire Moro: con aggiunta la relazione parlamentare By Leonardo Sciascia
Finished on Oct 23, 2009

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Dalla periferia dell'Impero By Umberto Eco
Finished on Oct 4, 2009

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Sette anni di desiderio By Umberto Eco
Finished on Oct 17, 2009

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Il costume di casa: Evidenze e misteri dell'ideologia italiana By Umberto Eco
Finished on Sep 23, 2009

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The Plot Against America: (Vintage International) By Philip Roth
Reading since Oct 18, 2009

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