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Buongiorno,
ho visto che dal 7 al 9 giugno Pietrasanta avrà il piacere di ospitare il sig. Wu Ming alla rassegna "Anteprima - ti racconto il mio prossimo libro". Spero di riuscire ad incontrarlo e a stringergli la mano 8)
Brigadiere.
Brigatisti.
Ciao. Ho finito da poco Stella del Mattino, di WM4 e ho un po' di domande; iniziamo dalla prima: quando T.E. sottrae i daini del Magdalen per portarli all'All Saints, perché vengono citati diversi college (che celebrano la bravata) ma non il Brasenose (il mio) che pure si trova lì nelle vicinanze? Se se ne accorgono al Lincoln e all'Hertford non vedo perché escludere il buon vecchio nasone di bronzo.
Comunque bel libro, mi è piaciuto molto. Complimenti!
Avendo apprezzato Wu Ming 1 come traduttore di King e avendo conversato con lui nel gruppo STEPHEN KING: Lettori Italiani, vi vicinizzo.
Ciao!
L'ottava vibrazione
Quand'ero bambino, trent'anni fa, c'erano ancora anziane signore di nome "Adua". Nel 1896 i loro padri avevano combattuto la più celebre battaglia del colonialismo italiano, subendo una sconfitta apocalittica, proverbiale, da parte di un'immensa orda di "selvaggi": l'esercito del Negus abissino Mene ... (continue)
Quand'ero bambino, trent'anni fa, c'erano ancora anziane signore di nome "Adua". Nel 1896 i loro padri avevano combattuto la più celebre battaglia del colonialismo italiano, subendo una sconfitta apocalittica, proverbiale, da parte di un'immensa orda di "selvaggi": l'esercito del Negus abissino Menelik II. Ciascuno di quei padri aveva lasciato in Africa un'intima parte di sé (talvolta in senso letterale); esser tornati in Italia, vivi e in grado di procreare, era già una bella vittoria. Le loro figlie erano prove viventi del ritorno dagli inferi.
Adua fu un preludio a eventi-chiave del Novecento quali la rotta di Caporetto, la battaglia di El Alamein e la presa di Dien Bien Phu (primo atto della fine dei colonialismi europei). Oggi è un fatto storico studiato a scuola distrattamente, familiare solo ai patiti di storia militare, eppure l'eco di quel disastro continua a farsi sentire. Per dirla con un personaggio de L'Ottava vibrazione, lungamente atteso romanzo di Carlo Lucarelli: "credevamo di imporci a quattro beduini da comprare con le perline e invece siamo andati a rompere i coglioni all'unica grande potenza africana... Ci siamo andati impreparati, fidando nella nostra fortuna, nell'arte di arrangiarsi e nella nostra bella faccia. Lo abbiamo fatto... perché il presidente del Consiglio deve far dimenticare scandali bancari e agitazioni di piazza. Ma perché le facciamo sempre così, le cose, noi italiani?". Qualunque riferimento a eventi più prossimi è, ça va sans dire, del tutto casuale.
[Prosegue qui: http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/nandropau…