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È il 1991 quando Riccardo Redi, giornalista, scrittore ed apprezzato storico del cinema, pubblica la prima edizione de La Cines. Storia di una casa di produzione italiana. A qualche anno di distanza riprende in mano la sua opera e ne tira fuori una riedizione ancora più accurata, con correzioni ed a ... (
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Apr 27, 2010 |
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Radio pirata
«Acque internazionali del mare del Nord, 2 agosto 1958: Radio Merkur inizia le sue trasmissioni sulla banda di modulazione di frequenza con una potenza di 20 kW, il tutto naturalmente senza nessuna autorizzazione.continue)
La stazione radio, invece di essere furtivamente sistemata in qualche casa o in colli ... (
«Acque internazionali del mare del Nord, 2 agosto 1958: Radio Merkur inizia le sue trasmissioni sulla banda di modulazione di frequenza con una potenza di 20 kW, il tutto naturalmente senza nessuna autorizzazione.
La stazione radio, invece di essere furtivamente sistemata in qualche casa o in collina, si trova su di una vecchia nave da trasporto battente bandiera panamense, la Cheeta I, ancorata davanti a Copenaghen.
Questo evento segna la nascita delle cosiddette stazioni pirata off-shore, prime vere voci libere dell’etere europeo».
L'incipit di Radio Pirata - Rock, libertà, trasgressione e nuovi linguaggi radiofonici è tutto incentrato nel raccontare l'inizio di una delle più belle e creative avventure della radiofonia. Andrea Borgnino - classe 1972, radioamatore, giornalista, autore e conduttore di programmi radiofonici nazionali – da anni appassionato di radio, espone con sentito trasporto le ricerche svolte nel corso degli anni sulla nascita e lo sviluppo delle emittenti pirata.
L’indipendenza dalle imposizioni commerciali e di qualunque altro tipo è uno degli aspetti più affascinanti e coinvolgenti delle radio estranee ai circuiti ufficiali. Le persone che animano e portano avanti queste realtà lo fanno con spirito assolutamente scevro da qualunque condizionamento; si potrebbe dire che la loro è una missione in nome della musica e della libertà di espressione.
Il contenuto inedito ed interessante del libro, pubblicato per la prima volta nel 1997 e ora in una nuova edizione aggiornata, è anche quello di portare alla luce la persistenza delle radio pirata nel panorama attuale; è facile pensare a un fenomeno ormai passato e legato a un’epoca lontana, ma le cose stanno diversamente e l’autore ce lo dimostra passando in rassegna dapprima le pionieristiche origini del fenomeno, fino ad arrivare ai giorni nostri e alle recenti avventure all’insegna dell’anarchia e della clandestinità. Una ricerca pubblicata nel gennaio 2009 c’informa infatti che «di oltre centosessanta stazioni pirata attive, la metà di queste trasmettono a Londra e sono scelte ogni giorno da circa il 16% degli ascoltatori radiofonici inglesi».
Negli ultimi anni la radiofonia è molto cambiata, ha ceduto sempre più alle lusinghe del mercato e si è quasi trasformata in un surrogato della televisione, perdendo completamente la genuinità che la contraddistingueva, immolata al dio della playlist e della pubblicità. Le sopravvissute radio pirata assolvono anche al compito, militante e nostalgico, di mantenere vive le idee originarie di libertà, pensiero e scelta musicale svincolate da ogni obbligo.