L’Angelo rappresenta il primo volume della nuova saga di Cassandra Clare incentrata sugli Shadowhunters, The Infernal Devices. Definibile come un prequel della serie principale, può in realtà essere letto senza alcun problema sia prima che dopo la lettura di essa. Avendo amato la saga The Mortal Ins
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L’Angelo rappresenta il primo volume della nuova saga di Cassandra Clare incentrata sugli Shadowhunters, The Infernal Devices. Definibile come un prequel della serie principale, può in realtà essere letto senza alcun problema sia prima che dopo la lettura di essa. Avendo amato la saga The Mortal Instruments, avevo alte aspettative per questo volume e non sono rimasta affatto delusa! Con l’Angelo ci troviamo nell’epoca vittoriana, poco dopo la stipulazione degli Accordi: Cacciatori e Nascosti hanno in un certo qual modo seppellito l’ascia di guerra, anche se non è facile fidarsi di coloro che per lungo tempo ti sono stati nemici e il sospetto la fa da padrone. Per cui quando cominciano a verificarsi strane sparizioni in quel di Londra, l’Istituto della città si attiva e si imbatte, per caso, in Tessa. Nessuno sa bene cosa lei sia ma di certo il suo potere è straordinario; la ragazza chiede solo aiuto nella ricerca del fratello.
Ecco, partiamo da qui, da Tessa. E’ forse il personaggio che mi è piaciuto meno del libro (Nate non lo calcolo nemmeno, e se avete letto il libro, sapete perchè =.=). Più simpatica della Clary degli inizi, non è riuscita però a convincermi più di tanto: ho apprezzato molto la sua passione per la lettura, con citazioni letterarie annesse, ma per il resto non l’ho molto digerita. Lamentosa e con gli occhi “foderati di prosciutto”: capisco che è nuova al mondo delle ombre, ma certe volte mi ha fatto proprio cascare le braccia (vedi Nate, come sopra=.=). Per non parlare del suo relazionarsi con Will e Jem: ma “ci è o ci fa” secondo voi?! xD
Will è la copia sputata di Jace in tutto e per tutto, ma ha un passato maledetto tutto suo, che lo rende affascinante al punto giusto. Ma se, in The Mortal Instruments, non c’è mai stato un reale rivale di Jace (perlomeno per me, Simon non poteva proprio competere), qui c’è Jem, che mi ha letteralmente ipnotizzata: dolce, gentile, con un triste passato e un futuro ancora più nero, aiuta il prossimo senza obiettare, specie quando si tratta dello scontroso Will, cui guarda sempre le spalle. E’ un cacciatore davvero integerrimo, che affronta la vita con coraggio. Potrei quindi dichiararmi Team Jem, ma in realtà non è che l’idea di vederlo con Tessa mi faccia impazzire xD
I personaggi secondari sono molti ma la Claire riesce comunque, anche con poche righe, a tratteggiarli molto bene, rendendoli vivi nella nostra immaginazione e facendoci affezionare a loro: abbiamo Charlotte, che con la sua forza porta avanti l’Istituto; suo marito Henry, simpatico combinaguai; Sophie, cameriera leale, simbolo di come l’apparenza non sia importante; e molti altri, ognuno con un qualcosa che lo rende speciale, in positivo o in negativo.
Come nella precedente saga, la Claire porta avanti la trama con maestria, seminando abilmente piccoli indizi e stupendoci con colpi di scena davvero inaspettati.
Sicuramente il libro non è esente da difetti, ma mi ha rapito come non succedeva da tempo, lasciandomi in ansia, in attesa di proseguire: e questa, secondo me, è una caratteristica fondamentale per un libro.
Unione di sangue di Patricia Briggs rappresenta il secondo volume della serie che ha come protagonista Mercedes Thompson, meccanico per i comuni mortali e Walker per le creature soprannaturali: Mercy infatti è in grado di trasformarsi in un coyote, e può farlo quando le pare e piace, senza restrizio
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Unione di sangue di Patricia Briggs rappresenta il secondo volume della serie che ha come protagonista Mercedes Thompson, meccanico per i comuni mortali e Walker per le creature soprannaturali: Mercy infatti è in grado di trasformarsi in un coyote, e può farlo quando le pare e piace, senza restrizioni ( se non quelle dettate dal pudore e dalla decenza xD). Questo suo particolare status è probabilmente ereditario e le conferisce alcune caratteristiche che possono tornare utili all’occorrenza, come un udito sopraffino e una certa refrattarietà nei confronti della magia dei vampiri. Mercy tende a tenere nascosta questa sua caratteristica poichè è uno degli ultimi esemplari della sua specie (se non l’ultimo) e non vuole attirare guai: inoltre la popolazione mondiale è già in fermento per la rivelazione dell’esistenza del popolo fatato e dei lupi mannari. Due razze di creature soprannaturali sono più che sufficienti per gli esseri umani, non serve che vengano a conoscenza dell’esistenza anche delle altre! Dopo le rocambolesche avventure del primo romanzo, Mercy è tornata alla sua vita di tutti i giorni, una vita semi normale: condivide l’appartamento con Sam, un aitante licantropo che si era dichiarato innamorato di lei solo perchè speravo che lei potesse dargli figli in grado di sopravvivere; lavora in officina con una delle uniche fate al mondo non “allergica” al ferro; si diletta in un simpatico tira e molla con Adam, l’alfa che abita nella casa vicino alla sua e per cui lei prova una grande attrazione ma al contempo una sottile paura. Una notte il suo caro amico (amico? spasimante? doppiogiochista?)vampiro Stefan le telefona chiedendole di ricambiare un favore: Mercy accetta e fa quello che le viene chiesto, accompagnarlo in forma di coyote presso un motel. Richiesta quanto meno bizzarra, non trovate? E’ esattamente la stessa cosa che pensa la nostra eroina, ma dopo essere stata più volte rassicurata dell’innocuità della missione, accetta, non senza qualche protesta. Al motel Stefan si incontra con un altro vampiro, ma Mercy avverte subito che c’è qualcosa che non va, uno strano odore permea l’intero edificio: il sesto senso della nostra protagonista come al solito ha assolutamente ragione e le cose si mettono male perchè quello che hanno davanti non è un semplice vampiro, ma molto di più. Ed è deciso a non fermarsi di fronte a niente e nessuno. E inutile girarci intorno, adoro Patricia Briggs*_* Questa autrice è, insieme a Kim Harrison, il top dell’urban fantasy (per me ovviamente). Niente scene smelense, ma tanta, tanta azione, un ritmo serrato, mistero, suspense e adrenalina a go go. Se preferite il paranormal romance, non è questa la saga per voi: c’è in realtà un triangolo, anzi, quasi un quadrilatero amoroso, ma l’attenzione all’interno del romanzo è focalizzata maggiormente sui fatti e sulle assurde situazioni in cui Mercy finisce sempre invischiata. Questa volta il romanzo è incentrato sui vampiri e veniamo a conoscenza di molte informazioni interessanti, sia riguardo Stefan che Marsilia, ma i lupi non vengono ovviamente messi del tutto da parte, e Ben si rivela una sorpresa (non me lo sarei mai aspettata!). Come nel volume precedente, la storia ha un inizio e una fine, ma consiglio di cominciare con il primo volume perchè comunque, oltre alla trama verticale, diversa per ogni libro, la Briggs porta avanti una serie di trame e sottotrame orizzontali piuttosto importanti: certo, nelle prime pagine Mercy ci ricapitola le “caratteristiche” fondamentali della sua vita, ma senza leggere il volume precedente molte cose andrebbero perse. Altra cosa che ammiro molto di questa saga è il fatto che la Briggs abbia creato un vero e proprio mondo attorno a Mercedes, popolato di creature di ogni tipo, ognuna con le proprie leggi particolari e la propria organizzazione. Adoro i licantropi, tutti molto diversi tra loro, e sono decisamente pro Adam! Sua figlia Jessie poi è uno spasso, quando arriva in città ed entra nel garage cogliendo Mercy e Adam in atteggiamenti “ambigui” sono scoppiata a ridere! E poi per una volta adoro la protagonista: è tosta, forte, ma come tutti ha i suoi dubbi e le sue debolezze. Niente donna perfetta quindi, ma anche niente donnetta senza cervello. Sto praticamente saltando di palo in frasca, ma non è facile parlarvi di questo romanzo senza fare neppure un minimo spoiler sulla storia! Inoltre mi ha così colpito e soddisfatto che il mio cervello è andato in tilt, e continua a ripetere solo "bello, bello, bello, bello, bello, bello, bello" xD Coronamento della trama originale e intrigante è lo stile della Briggs, scorrevole e semplice: l’autrice è in grado di creare con maestria suspence e scene mozzafiato, senza cadere nel ridicolo, ma al contempo è in grado si sdrammatizzare e ironizzare alla perfezione, strappando continui sorrisi. In conclusione, un romanzo da leggere tutto d’un fiato, consigliato agli amanti del vero urban fantasy.(NON è uno young adults)
Come può una cosa tanto sbagliata renderti così felice?
Lochan frequenta l’ultimo anno delle superiori ed è una genio a scuola solo che ha un enorme problema: non riesce a interagire con i professori e i compagni, non parla con loro. I suoi voti agli scritti sono sempre ottimi, ma non viene interrogato nè interviene mai per rispondere ad una domanda o fa
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Lochan frequenta l’ultimo anno delle superiori ed è una genio a scuola solo che ha un enorme problema: non riesce a interagire con i professori e i compagni, non parla con loro. I suoi voti agli scritti sono sempre ottimi, ma non viene interrogato nè interviene mai per rispondere ad una domanda o farne una.
Gli altri sono tutti estranei, alieni. Non si trasformano mai in amici veri. E anche se dovesse succedere, anche se per miracolo trovassi il modo di stringere amicizia con qualcuno al di fuori della famiglia… come potrebbero reggere il confronto con chi parla la mia stessa lingua e mi conosce, senza bisogno di dare spiegazioni?
Maya ha 16 anni e a scuola se la cava, ha un’amica del cuore un po’ impicciona e uno dei ragazzi più belli della scuola le fa il filo. Cosa li accomuna? Sono fratello e sorella. Ma non solo. A causa di una madre alcool dipendente che trascorre quasi tutto il suo tempo dal nuovo fidanzato, Maya e Lochan sono costretti ad accudire gli altri tre membri della famiglia, i piccoli: Kit, Tiffin e Willa. Sulle loro spalle grava quindi un’ enorme responsabilità, che li spinge ad avvicinarsi sempre più l’uno all’altro finchè non succede l’innevitabile, s’innamorano. Ma il loro amore è proibito, è quello che viene chiamato incesto, e chiunque inorridisce di fronte a queste parole. Riusciranno Maya e Lochan a coronare il loro sogno d’amore?
Mi sento come uno di quei gabbiani coperti di petrolio dopo un incidente in mare, che affoga in un manto nero di paura.
Ecco, la trama che ho scritto qua sopra è estremamente riduttiva, ma l’ho fatto intenzionalmente, non solo per non farvi spoiler, ma soprattutto perchè è difficilissimo raccontare a parole quello che è contenuto in questo libro. E non perchè tratta un tema difficile, ma perchè è scritto in un modo tale da travolgerti completamente e trascinarti fino all’ultima pagina, senza fiato, con il cuore che scoppia, sino al punto finale. E quando chiudi il libro ti rendi conto che non puoi raccontare quello che hai letto, che non ci sono parole per esprimere ciò che questo libro è in grado di trasmettere. Il tema portante di questo libro penso l’abbiate capito tutti. L’incesto, direte voi. No. Con Maya e Lochan ci troviamo di fronte ad un amore ineguagliabile, infinito, così tenero e così puro. Sì, puro. Perchè loro si amano davvero, non lo fanno per qualche gioco perverso. Maya e Lochan sono anime gemelle, o meglio, le anime gemelle più sfortunate della terra. Tutti noi cerchiamo la metà del nostro cuore sperando un giorno di trovarla: loro non possono, perchè l’hanno già trovata, ma il destino vuole che abbiano lo stesso sangue, e ciò agli occhi di tutti rende il loro amore deplorevole. Ma loro non sono mai stati fratello e sorella: fin da bambini sono sempre stati l’uno il complemento dell’altro, la felicità dell’altro, la ragione di vita dell’altro: come si può definire proibito un sentimento così profondo, così radicato nei loro cuori?
Non sopporto l’idea di dover rinunciare alla nostra amicizia, alla nostra fiducia. Lui è sempre stato molto più di un semplice fratello. È la mia boccata d’ossigeno, la ragione che mi fa alzare dal letto ogni mattina. Ho sempre saputo di amarlo in un modo speciale.
Maya e Lochan sono costretti ogni giorno ad indossare una maschera, a fingersi qualcosa che non sono, e per cosa? Perchè la società ci vuole tutti integrati, non accetta il diverso, etichetta negativamente tutto ciò che non capisce.
E neanch’io sono molto diversa. Posso sembrare una tipa sicura ed estroversa, ma passo gran parte del mio tempo a ridere di battute che non mi divertono, a dire cose che non penso sul serio. Perché alla fine è quello che cerchiamo di fare: integrarci, in un modo o nell’altro, tentando disperatamente di illuderci che siamo tutti uguali.
I due ragazzi tentennano, cercando di ignorare i loro sentimenti, di fingersi come tutti gli altri.
— A volte… — inizia Lochan, poi si blocca. Aspetto che finisca la frase. — A volte…? — lo incoraggio delicatamente.— Vorrei che fosse tutto diverso. — Fa un grande sospiro. — Vorrei che non fosse tutto così maledettamente complicato.— Lo so — mormoro. — Anch’io.
Al di là di tutte le possibili spiegazioni per il sentimento che ci unisce, al di là dei miei tentativi di giustificarlo, so che la realtà delle cose non cambierà: Lochan non potrà mai essere il mio ragazzo. Tra i milioni e milioni di persone che abitano questo pianeta, lui è uno di quelli che non potrò mai avere. Ed è una cosa che devo accettare anche se, come un acido sul metallo, mi corrode lentamente dall’interno.
Ma non funziona. Non può funzionare quando l’amore che provi è la tua linfa vitale, quando tutto perde senso se non puoi stare accanto alla persona che ami. E non importa se la persona in questione è tuo fratello: dopo una vita di sacrifici, dopo che ogni giorno devi guardare in faccia i tuoi fratellini e dire loro che va tutto bene quando non ci sono neppure i soldi per pagare le bollette, dopo che anche il cielo sembra averti abbandonato, potersi gettare tra le braccia di una persona che ti capisce, che ti considera, che ti ama per quello che sei, è una delle cose più belle del mondo.
Lo so, molti di voi storceranno il naso, diranno che è sbagliato, che è un libro scandaloso, che certe cose non andrebbero fatte leggere. E’ giusto che abbiate la vostra opinione, ho un solo appello da farvi: prima di giudicare, leggetelo, spegnete la televisione, staccate il cellulare e mettete in off anche il vostro cervello. E poi aprite il vostro cuore. Maya e Lochan ci entreranno dentro e voi non riuscirete più a dimenticarli, ma dimenticherete il fatto che sono fratello e sorella.
Mi rifiuto di consentire che etichette affibbiate dal mondo esterno rovinino il giorno più bello della mia vita. Il giorno in cui ho baciato il ragazzo che avevo sempre tenuto chiuso nei miei sogni ma che non mi ero mai concessa di vedere sul serio. Il giorno in cui ho finalmente smesso di mentire a me stessa, di fingere che quello che provo per lui sia solo un certo tipo di amore, quando in realtà si tratta di amore in tutti i sensi possibili. Il giorno in cui ci siamo finalmente liberati delle nostre costrizioni e abbiamo dato spazio ai sentimenti che avevamo represso così a lungo solo perché siamo fratello e sorella.
— Sono loro sbagliati — ripete. — Perché non capiscono. Non m’importa se biologicamente sei mio fratello. Non ti ho mai considerato un fratello. Sei sempre stato il mio migliore amico, la mia anima gemella, e ora mi sono innamorata di te. Perché dovrebbe essere un crimine? Voglio poterti abbracciare, baciare, e… fare tutte le cose che le persone innamorate hanno il diritto di fare. — Fa un respiro profondo. — E voglio passare il resto della mia vita con te.
“Ricorda da dove proveniamo, Mary. Da dove proveniamo tutti. Non dal Giardino dell’Eden, ma dalle ceneri del Ritorno. Noi siamo i sopravvissuti.”
Mia madre mi raccontava che molto prima del Ritorno i vivi si domandavano cosa accade dopo la morte. Diceva che tutte le religioni sono nate e cresciute intorno a questo semplice dubbio. Ora che sappiamo cosa succede dopo la morte, si insinua un nuovo dubbio che sostituisce quello antico:
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Mia madre mi raccontava che molto prima del Ritorno i vivi si domandavano cosa accade dopo la morte. Diceva che tutte le religioni sono nate e cresciute intorno a questo semplice dubbio. Ora che sappiamo cosa succede dopo la morte, si insinua un nuovo dubbio che sostituisce quello antico: perché?
Ci troviamo un ipotetico futuro: la Terra non è più quella che conosciamo, dal giorno del Ritorno tutto è cambiato. Ora chiviene infettato in vita dagli Sconsacrati, è destinato a trasformarsi in uno di loro: una sorta di zombie con l’unico scopo di divorare e uccidere tutti gli esseri umani. Un baluardo è sopravvissuto a questa epidemia, il villaggio dove abita Mary, la nostra protagonista: una sorta di oasi simil medioevale, senza elettricità o modernità di sorta. Il villaggio è interamente circondato da una recinzione per evitare che gli Sconsacrati che abitano la Foresta degli Amori Perduti possano entrare: questi passano quindi intere giornate a cercare di azzannare e graffiare le persone che si avvicinano al confine. Nessuno ormai si ricorda più com’era la vita prima del Ritorno, unicamente Mary ne conosce dei frammenti dai racconti che le faceva sua madre: non è pienamente convinta della veridicità delle storie che le venivano raccontate, ma vuole crederci. Ma come si può credere all’esistenza di una distesa d’acqua infinita completamente salata?! E di edifici che rasentano il cielo? Dio non permetterebbe mai cose simili, lo capiscono tutti. Un giorno, Mary è al fiume a sciacquare alcuni panni: le si avvicina un suo amico, Harry, che le annuncia che pensa di chiamare il suo nome alla Festa del Raccolto, e quindi in pratica di chiedere la sua mano.Mary rimana interdetta: lei avrebbe una cotta per Travis ma pare che lui chiederà la mano della sua amica Cass… La sirena del villaggio comincia a suonare, immediatamente tutti gli abitanti sono in all’erta: gli Sconsacrati sono riusciti ad abbattere le loro difese? Per fortuna no, ma una persona è stata infettata: la madre di Mary. Una persona che viene infettata ha due scelte: farsi uccidere subito e staccare la testa, oppure attendere la morte e trasformarsi in una Sconsacrata, subito dopo essere stata gettata nella Foresta. La madre di Mary opta per la seconda opzione per potersi finalmente così ricongiungere al marito, infettatosi tempo prima, e Mary non riesce a opporsi, e osserva così la madre morire e poi tornare in vita.
Nell’istante tra la morte di mia madre e il suo Ritorno, smetto di credere in Dio.
Suo fratello Jed, di ritorno dalla sua missione coi Guardiani, si infuria con lei e smette quasi di considerarla come sua sorella. E alla festa del Raccolto nessuno chiede la mano di Mary: rimane un’unica soluzione, entrare nella Confraternita delle Sorelle, le religiose che governano il villaggio. Avrà inizio così per Mary un’avventura in cui verrà a conoscenza di tristi verità sul villaggio e sulla Foresta e in cui perderà molte persone care. Un’avventura che la porterà vicino alla pazzia, e tutto per inseguire un sogno: trovare l’Oceano di cui le parlava tanto sua madre.
Forse sbaglio a fare la recensione così a caldo, presa dall’entusiasmo della lettura, ma ho sempre pensato che le recensioni fatte di primo acchito, senza rimuginare troppo, fossero le più sincere. Io ho amato questo libro. Fa parte di un genere che sto scoprendo, il distopico, che però già amo alla follia. Ho apprezzato l’ambientazione postapocalittica, caratterizzato da questo Ritorno cui la scrittrice accenna più volte, dandoci degli indizi, senza mai spiegarci dettagliatamente in cosa consista, cosa sia successo.
“Ricorda da dove proveniamo, Mary. Da dove proveniamo tutti. Non dal Giardino dell’Eden, ma dalle ceneri del Ritorno. Noi siamo i sopravvissuti.”
Gli Sconsacrati sono in pratica Zombie, che come tali pensano solo a nutrirsi degli esseri umani: è interessante vedere però, come le persone che perdano qualcuno per l’infezione vivano il loro contatto con essi, come accade per esempio alla madre di Mary, che ogni giorno scruta la foresta sperando di vedere il marito, oramai trasformatosi. Non è mai facile scordare le persone che si amano, ma pensate come deve essere terribile quando questa persona te la trovi davanti tutti i giorni, trasformata in un essere che ha perso ogni barlume di umanità. I personaggi sono tutti debitamente approfonditi e complessi, non semplici figure prese e messe lì, cambiano con il proseguire degli eventi, in meglio o in peggio. Assisteremo alla discesa di Mary verso la follia, al radicale cambiamento di Cass, alla rabbia di Jed ed al suo rinsavimento. Non sono molti i personaggi fondamentali, sei o sette, e questa è una scelta decisamente vincente: niente listone di nomi da ricordare, uno spazio adeguato per ognuno. Per quanto mi riguarda ho adorato Mary, sebbeneforse a molti potrà sembrare come “la causa di ogni male”, e mi sono immedesimata moltissimo in lei, nonostante i nostri caratteri siano decisamente differenti. Ho invece talvolta odiato Travis, ma soprattutto Jed, che tristezza, anche se nella parte finale li ho rivalutati entrambi. Non lasciatevi ingannare dalla copertina italiana e dal titolo (l’originale era La Foresta delle Mani e dei Denti): questo è un romanzo pieno di eventi tristi e nella vita di Mary è praticamente assente la spensieratezza che potrebbe trasmetterci la cover. Del resto come potrebbe un mondo praticamente prossimo alla distruzione essere felice? Un mondo in cui ogni giorno si rischia di essere invasi ed infettati? Come si può vivere in allegria in un villaggio strettamente governato dalla Confraternita delle Sorelle, in cui niente si fa per Amore, ma solo per dovere, per evitare l’estinzione dell’umanità?
“Non capisci che in questo villaggio la vita non è fatta di amore, ma di impegno?”
E come se non bastasse le sorelle hanno mentito agli abitanti su molti aspetti, e quando Mary comprenderà ciò, non potrà mai più essere una ragazzina ingenua, non potrà più fidarsi ciecamente: la sua unica speranza sarà rifugiarsi nei suoi sogni, nei racconti di sua madre, nella speranza che esista davvero qualcosa oltre la foresta, che ci sia l’Oceano. E’ inoltre molto presente l’elemento religioso: le Sorelle governano il villaggio seguendo le Sacre Scritture (sono la Mente, i Guardiani invece di cui jed fa parte il braccio) e vicino all’ingresso di ogni abitazione versi di esse si trovano incisi sul legno. L’elemento romantico è presente e piuttosto importante all’interno della storia, ma non è pesante e ben inserito all’interno della trama, è un altro spunto per approfondire il personaggio di Mary.
Sembra quasi che tra le nostre labbra ci sia l’infinito, che non ci toccheremo mai. Come in matematica, dove le metà si possono dividere in eterno.
Una nota veloce sullo stile: è piuttosto scorrevole anche se talvolta l’autrice si dilunga in alcune descrizioni/racconti, ma ritengo sia una cosa necessaria per chiarire al meglio l’ambientazione. Il romanzo è scritto al tempo presente, in prima persona, dal punto di vista di Mary.
In conclusione, un libro che ho davvero adorato, quattro stelline e mezzo che arrotondo a cinque, un romanzo che mi ha coinvolto e che consiglio.
Ho avuto il mio primo approccio con Sebastian Fitzek leggendo Il Ladro di Anime, pubblicato sempre dalla Elliot: è stato un vero e proprio amore a prima vista e mi sono più volte ripromessa di leggere altro di questo autore. Fino ad ora però non ne avevo avuto la possibilità, ma sono davvero content
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Ho avuto il mio primo approccio con Sebastian Fitzek leggendo Il Ladro di Anime, pubblicato sempre dalla Elliot: è stato un vero e proprio amore a prima vista e mi sono più volte ripromessa di leggere altro di questo autore. Fino ad ora però non ne avevo avuto la possibilità, ma sono davvero contenta di essere riuscita finalmente a mantenere il mio proposito. La Terapia, esattamente come il precedente volume di questo autore da me letto, mi ha stregato: nonostante sia in realtà il romanzo d’esordio dell’autore è davvero di ottima qualità. Mi capita saltuariamente di leggere thriller, inframezzandoli ad urban e fantasy, e sto cominciando a pensare che, il leggere un numero di libri di questo genere non molto alto, mi a iuti ad apprezzarli maggiormente, notando meno eventuali difetti, non essendo abbastanza “esperta”. Mettiamola un po’ come volete, fatto sta che questo romanzo mi ha tenuto col fiato sospeso dall’inizio alla fine: l’autore è incredibilmente bravo a lasciare trapelare qualcosina, farci illudere di aver capito tutto, per poi smontare completamente le nostre teorie. Mi sono ritrovata a fare decine di congetture leggendo: in ognuna c’era un fondo di verità, ma non sono riuscita del tutto a capire la soluzione fino alla fine, e penso che questa sia una caratteristica necessaria dei romanzi di questo genere. Lo stile è estremamente scorrevole e i capitoli brevi, che terminano sempre instillandoci un nuovo dubbio, fornendoci nuovi elementi della cornice. Un cerchio che si chiude perfettamente nel finale, lasciando il lettore di stucco, e, per quel che mi riguarda, anche un po’ triste: la scelta finale di Viktor mi ha scosso, è stato, in un certo qual modo, molto coraggioso e ha dimostrato il suo genio. Come geniale è secondo me l’intero epilogo della vicenda: impensabile, davvero. Il personaggio clou è senza ombra di dubbio Viktor, il protagonista, e il suo approfondimento psicologico, davvero interessante e ai limiti della razionalità. Altro personaggio riuscitissimo è quello di Anna (anche se in realtà dicendo così forse mi ripeto, chi ha letto il libro forse capirà cosa intendo XD), che nel racconto delle sue allucinazioni ci porta sino a toccare con mano i personaggi della sua fantasia. Forse la parte meno curata è l’ambientazione, ma penso che non fosse necessario un maggior approfondimento: avrebbe solo appesantito la narrazione, mentre il punto forte di questo romanzo è proprio la rapida successione dei fatti e la loro scansione temporale (fondamentale). Insomma, un romanzo che consiglio a tutti gli appassionati del genere thriller e a coloro che magari decidono di avvicinarcisi e vogliono provare un buon psychothriller.
Shadowhunters - Le origini
L’Angelo rappresenta il primo volume della nuova saga di Cassandra Clare incentrata sugli Shadowhunters, The Infernal Devices. Definibile come un prequel della serie principale, può in realtà essere letto senza alcun problema sia prima che dopo la lettura di essa.continue)
Avendo amato la saga The Mortal Ins ... (
L’Angelo rappresenta il primo volume della nuova saga di Cassandra Clare incentrata sugli Shadowhunters, The Infernal Devices. Definibile come un prequel della serie principale, può in realtà essere letto senza alcun problema sia prima che dopo la lettura di essa.
Avendo amato la saga The Mortal Instruments, avevo alte aspettative per questo volume e non sono rimasta affatto delusa!
Con l’Angelo ci troviamo nell’epoca vittoriana, poco dopo la stipulazione degli Accordi: Cacciatori e Nascosti hanno in un certo qual modo seppellito l’ascia di guerra, anche se non è facile fidarsi di coloro che per lungo tempo ti sono stati nemici e il sospetto la fa da padrone. Per cui quando cominciano a verificarsi strane sparizioni in quel di Londra, l’Istituto della città si attiva e si imbatte, per caso, in Tessa. Nessuno sa bene cosa lei sia ma di certo il suo potere è straordinario; la ragazza chiede solo aiuto nella ricerca del fratello.
Ecco, partiamo da qui, da Tessa. E’ forse il personaggio che mi è piaciuto meno del libro (Nate non lo calcolo nemmeno, e se avete letto il libro, sapete perchè =.=). Più simpatica della Clary degli inizi, non è riuscita però a convincermi più di tanto: ho apprezzato molto la sua passione per la lettura, con citazioni letterarie annesse, ma per il resto non l’ho molto digerita. Lamentosa e con gli occhi “foderati di prosciutto”: capisco che è nuova al mondo delle ombre, ma certe volte mi ha fatto proprio cascare le braccia (vedi Nate, come sopra=.=). Per non parlare del suo relazionarsi con Will e Jem: ma “ci è o ci fa” secondo voi?! xD
Will è la copia sputata di Jace in tutto e per tutto, ma ha un passato maledetto tutto suo, che lo rende affascinante al punto
giusto. Ma se, in The Mortal Instruments, non c’è mai stato un reale rivale di Jace (perlomeno per me, Simon non poteva proprio competere), qui c’è Jem, che mi ha letteralmente ipnotizzata: dolce, gentile, con un triste passato e un futuro ancora più nero, aiuta il prossimo senza obiettare, specie quando si tratta dello scontroso Will, cui guarda sempre le spalle. E’ un cacciatore davvero integerrimo, che affronta la vita con coraggio. Potrei quindi dichiararmi Team Jem, ma in realtà non è che l’idea di vederlo con Tessa mi faccia impazzire xD
I personaggi secondari sono molti ma la Claire riesce comunque, anche con poche righe, a tratteggiarli molto bene, rendendoli vivi nella nostra immaginazione e facendoci affezionare a loro: abbiamo Charlotte, che con la sua forza porta avanti l’Istituto; suo marito Henry, simpatico combinaguai; Sophie, cameriera leale, simbolo di come l’apparenza non sia importante; e molti altri, ognuno con un qualcosa che lo rende speciale, in positivo o in negativo.
Come nella precedente saga, la Claire porta avanti la trama con maestria, seminando abilmente piccoli indizi e stupendoci con colpi di scena davvero inaspettati.
Sicuramente il libro non è esente da difetti, ma mi ha rapito come non succedeva da tempo, lasciandomi in ansia, in attesa di proseguire: e questa, secondo me, è una caratteristica fondamentale per un libro.
Unione di sangue
Unione di sangue di Patricia Briggs rappresenta il secondo volume della serie che ha come protagonista Mercedes Thompson, meccanico per i comuni mortali e Walker per le creature soprannaturali: Mercy infatti è in grado di trasformarsi in un coyote, e può farlo quando le pare e piace, senza restrizio ... (continue)
Unione di sangue di Patricia Briggs rappresenta il secondo volume della serie che ha come protagonista Mercedes Thompson, meccanico per i comuni mortali e Walker per le creature soprannaturali: Mercy infatti è in grado di trasformarsi in un coyote, e può farlo quando le pare e piace, senza restrizioni ( se non quelle dettate dal pudore e dalla decenza xD). Questo suo particolare status è probabilmente ereditario e le conferisce alcune caratteristiche che possono tornare utili all’occorrenza, come un udito sopraffino e una certa refrattarietà nei confronti della magia dei vampiri. Mercy tende a tenere nascosta questa sua caratteristica poichè è uno degli ultimi esemplari della sua specie (se non l’ultimo) e non vuole attirare guai: inoltre la popolazione mondiale è già in fermento per la rivelazione dell’esistenza del popolo fatato e dei lupi mannari. Due razze di creature soprannaturali sono più che sufficienti per gli esseri umani, non serve che vengano a conoscenza dell’esistenza anche delle altre!
Dopo le rocambolesche avventure del primo romanzo, Mercy è tornata alla sua vita di tutti i giorni, una vita semi normale: condivide l’appartamento con Sam, un aitante licantropo che si era dichiarato innamorato di lei solo perchè speravo che lei potesse dargli figli in grado di sopravvivere; lavora in officina con una delle uniche fate al mondo non “allergica” al ferro; si diletta in un simpatico tira e molla con Adam, l’alfa che abita nella casa vicino alla sua e per cui lei prova una grande attrazione ma al contempo una sottile paura. Una notte il suo caro amico (amico? spasimante? doppiogiochista?)vampiro Stefan le telefona chiedendole di ricambiare un favore: Mercy accetta e fa quello che le viene chiesto, accompagnarlo in forma di coyote presso un motel. Richiesta quanto meno bizzarra, non trovate? E’ esattamente la stessa cosa che pensa la nostra eroina, ma dopo essere stata più volte rassicurata dell’innocuità della missione, accetta, non senza qualche protesta. Al motel Stefan si incontra con un altro vampiro, ma Mercy avverte subito che c’è qualcosa che non va, uno strano odore permea l’intero edificio: il sesto senso della nostra protagonista come al solito ha assolutamente ragione e le cose si mettono male perchè quello che hanno davanti non è un semplice vampiro, ma molto di più. Ed è deciso a non fermarsi di fronte a niente e nessuno.
E inutile girarci intorno, adoro Patricia Briggs*_* Questa autrice è, insieme a Kim Harrison, il top dell’urban fantasy (per me ovviamente). Niente scene smelense, ma tanta, tanta azione, un ritmo serrato, mistero, suspense e adrenalina a go go. Se preferite il paranormal romance, non è questa la saga per voi: c’è in realtà un triangolo, anzi, quasi un quadrilatero amoroso, ma l’attenzione all’interno del romanzo è focalizzata maggiormente sui fatti e sulle assurde situazioni in cui Mercy finisce sempre invischiata. Questa volta il romanzo è incentrato sui vampiri e veniamo a conoscenza di molte informazioni interessanti, sia riguardo Stefan che Marsilia, ma i lupi non vengono ovviamente messi del tutto da parte, e Ben si rivela una sorpresa (non me lo sarei mai aspettata!).
Come nel volume precedente, la storia ha un inizio e una fine, ma consiglio di cominciare con il primo volume perchè comunque, oltre alla trama verticale, diversa per ogni libro, la Briggs porta avanti una serie di trame e sottotrame orizzontali piuttosto importanti: certo, nelle prime pagine Mercy ci ricapitola le “caratteristiche” fondamentali della sua vita, ma senza leggere il volume precedente molte cose andrebbero perse. Altra cosa che ammiro molto di questa saga è il fatto che la Briggs abbia creato un vero e proprio mondo attorno a Mercedes, popolato di creature di ogni tipo, ognuna con le proprie leggi particolari e la propria organizzazione. Adoro i licantropi, tutti molto diversi tra loro, e sono decisamente pro Adam! Sua figlia Jessie poi è uno spasso, quando arriva in città ed entra nel garage cogliendo Mercy e Adam in atteggiamenti “ambigui” sono scoppiata a ridere! E poi per una volta adoro la protagonista: è tosta, forte, ma come tutti ha i suoi dubbi e le sue debolezze. Niente donna perfetta quindi, ma anche niente donnetta senza cervello. Sto praticamente saltando di palo in frasca, ma non è facile parlarvi di questo romanzo senza fare neppure un minimo spoiler sulla storia! Inoltre mi ha così colpito e soddisfatto che il mio cervello è andato in tilt, e continua a ripetere solo "bello, bello, bello, bello, bello, bello, bello" xD
Coronamento della trama originale e intrigante è lo stile della Briggs, scorrevole e semplice: l’autrice è in grado di creare con maestria suspence e scene mozzafiato, senza cadere nel ridicolo, ma al contempo è in grado si sdrammatizzare e ironizzare alla perfezione, strappando continui sorrisi.
In conclusione, un romanzo da leggere tutto d’un fiato, consigliato agli amanti del vero urban fantasy.(NON è uno young adults)
Proibito
Lochan frequenta l’ultimo anno delle superiori ed è una genio a scuola solo che ha un enorme problema: non riesce a interagire con i professori e i compagni, non parla con loro. I suoi voti agli scritti sono sempre ottimi, ma non viene interrogato nè interviene mai per rispondere ad una domanda o fa ... (continue)
Lochan frequenta l’ultimo anno delle superiori ed è una genio a scuola solo che ha un enorme problema: non riesce a interagire con i professori e i compagni, non parla con loro. I suoi voti agli scritti sono sempre ottimi, ma non viene interrogato nè interviene mai per rispondere ad una domanda o farne una.
Gli altri sono tutti estranei, alieni. Non si trasformano mai in amici veri. E anche se dovesse succedere, anche se per miracolo trovassi il modo di stringere amicizia con qualcuno al di fuori della famiglia… come potrebbero reggere il confronto con chi parla la mia stessa lingua e mi conosce, senza bisogno di dare spiegazioni?
Maya ha 16 anni e a scuola se la cava, ha un’amica del cuore un po’ impicciona e uno dei ragazzi più belli della scuola le fa il filo.
Cosa li accomuna?
Sono fratello e sorella. Ma non solo.
A causa di una madre alcool dipendente che trascorre quasi tutto il suo tempo dal nuovo fidanzato, Maya e Lochan sono costretti ad accudire gli altri tre membri della famiglia, i piccoli: Kit, Tiffin e Willa. Sulle loro spalle grava quindi un’ enorme responsabilità, che li spinge ad avvicinarsi sempre più l’uno all’altro finchè non succede l’innevitabile, s’innamorano. Ma il loro amore è proibito, è quello che viene chiamato incesto, e chiunque inorridisce di fronte a queste parole. Riusciranno Maya e Lochan a coronare il loro sogno d’amore?
Mi sento come uno di quei gabbiani coperti di petrolio dopo un incidente in mare, che affoga in un manto nero di paura.
Ecco, la trama che ho scritto qua sopra è estremamente riduttiva, ma l’ho fatto intenzionalmente, non solo per non farvi spoiler, ma soprattutto perchè è difficilissimo raccontare a parole quello che è contenuto in questo libro. E non perchè tratta un tema difficile, ma perchè è scritto in un modo tale da travolgerti completamente e trascinarti fino all’ultima pagina, senza fiato, con il cuore che scoppia, sino al punto finale. E quando chiudi il libro ti rendi conto che non puoi raccontare quello che hai letto, che non ci sono parole per esprimere ciò che questo libro è in grado di trasmettere.
Il tema portante di questo libro penso l’abbiate capito tutti. L’incesto, direte voi. No. Con Maya e Lochan ci troviamo di fronte ad un amore ineguagliabile, infinito, così tenero e così puro. Sì, puro. Perchè loro si amano davvero, non lo fanno per qualche gioco perverso. Maya e Lochan sono anime gemelle, o meglio, le anime gemelle più sfortunate della terra. Tutti noi cerchiamo la metà del nostro cuore sperando un giorno di trovarla: loro non possono, perchè l’hanno già trovata, ma il destino vuole che abbiano lo stesso sangue, e ciò agli occhi di tutti rende il loro amore deplorevole. Ma loro non sono mai stati fratello e sorella: fin da bambini sono sempre stati l’uno il complemento dell’altro, la felicità dell’altro, la ragione di vita dell’altro: come si può definire proibito un sentimento così profondo, così radicato nei loro cuori?
Non sopporto l’idea di dover rinunciare alla nostra amicizia, alla nostra fiducia. Lui è sempre stato molto più di un semplice fratello. È la mia boccata d’ossigeno, la ragione che mi fa alzare dal letto ogni mattina. Ho sempre saputo di amarlo in un modo speciale.
Maya e Lochan sono costretti ogni giorno ad indossare una maschera, a fingersi qualcosa che non sono, e per cosa? Perchè la società ci vuole tutti integrati, non accetta il diverso, etichetta negativamente tutto ciò che non capisce.
E neanch’io sono molto diversa. Posso sembrare una tipa sicura ed estroversa, ma passo gran parte del mio tempo a ridere di battute che non mi divertono, a dire cose che non penso sul serio. Perché alla fine è quello che cerchiamo di fare: integrarci, in un modo o nell’altro, tentando disperatamente di illuderci che siamo tutti uguali.
I due ragazzi tentennano, cercando di ignorare i loro sentimenti, di fingersi come tutti gli altri.
— A volte… — inizia Lochan, poi si blocca. Aspetto che finisca la frase. — A volte…? — lo incoraggio delicatamente.— Vorrei che fosse tutto diverso. — Fa un grande sospiro. — Vorrei che non fosse tutto così maledettamente complicato.— Lo so — mormoro. — Anch’io.
Al di là di tutte le possibili spiegazioni per il sentimento che ci unisce, al di là dei miei tentativi di giustificarlo, so che la realtà delle cose non cambierà: Lochan non potrà mai essere il mio ragazzo. Tra i milioni e milioni di persone che abitano questo pianeta, lui è uno di quelli che non potrò mai avere. Ed è una cosa che devo accettare anche se, come un acido sul metallo, mi corrode lentamente dall’interno.
Ma non funziona. Non può funzionare quando l’amore che provi è la tua linfa vitale, quando tutto perde senso se non puoi stare accanto alla persona che ami. E non importa se la persona in questione è tuo fratello: dopo una vita di sacrifici, dopo che ogni giorno devi guardare in faccia i tuoi fratellini e dire loro che va tutto bene quando non ci sono neppure i soldi per pagare le bollette, dopo che anche il cielo sembra averti abbandonato, potersi gettare tra le braccia di una persona che ti capisce, che ti considera, che ti ama per quello che sei, è una delle cose più belle del mondo.
Lo so, molti di voi storceranno il naso, diranno che è sbagliato, che è un libro scandaloso, che certe cose non andrebbero fatte leggere. E’ giusto che abbiate la vostra opinione, ho un solo appello da farvi: prima di giudicare, leggetelo, spegnete la televisione, staccate il cellulare e mettete in off anche il vostro cervello. E poi aprite il vostro cuore. Maya e Lochan ci entreranno dentro e voi non riuscirete più a dimenticarli, ma dimenticherete il fatto che sono fratello e sorella.
Mi rifiuto di consentire che etichette affibbiate dal mondo esterno rovinino il giorno più bello della mia vita. Il giorno in cui ho baciato il ragazzo che avevo sempre tenuto chiuso nei miei sogni ma che non mi ero mai concessa di vedere sul serio. Il giorno in cui ho finalmente smesso di mentire a me stessa, di fingere che quello che provo per lui sia solo un certo tipo di amore, quando in realtà si tratta di amore in tutti i sensi possibili. Il giorno in cui ci siamo finalmente liberati delle nostre costrizioni e abbiamo dato spazio ai sentimenti che avevamo represso così a lungo solo perché siamo fratello e sorella.
— Sono loro sbagliati — ripete. — Perché non capiscono. Non m’importa se biologicamente sei mio fratello. Non ti ho mai considerato un fratello. Sei sempre stato il mio migliore amico, la mia anima gemella, e ora mi sono innamorata di te. Perché dovrebbe essere un crimine? Voglio poterti abbracciare, baciare, e… fare tutte le cose che le persone innamorate hanno il diritto di fare. — Fa un respiro profondo. — E voglio passare il resto della mia vita con te.
La foresta degli amori perduti
Mia madre mi raccontava che molto prima del Ritorno i vivi si domandavano cosa accade dopo la morte. Diceva che tutte le religioni sono nate e cresciute intorno a questo semplice dubbio.continue)
Ora che sappiamo cosa succede dopo la morte, si insinua un nuovo dubbio che sostituisce quello antico: ... (
Mia madre mi raccontava che molto prima del Ritorno i vivi si domandavano cosa accade dopo la morte. Diceva che tutte le religioni sono nate e cresciute intorno a questo semplice dubbio.
Ora che sappiamo cosa succede dopo la morte, si insinua un nuovo dubbio che sostituisce quello antico: perché?
Ci troviamo un ipotetico futuro: la Terra non è più quella che conosciamo, dal giorno del Ritorno tutto è cambiato. Ora chiviene infettato in vita dagli Sconsacrati, è destinato a trasformarsi in uno di loro: una sorta di zombie con l’unico scopo di divorare e uccidere tutti gli esseri umani. Un baluardo è sopravvissuto a questa epidemia, il villaggio dove abita Mary, la nostra protagonista: una sorta di oasi simil medioevale, senza elettricità o modernità di sorta. Il villaggio è interamente circondato da una recinzione per evitare che gli Sconsacrati che abitano la Foresta degli Amori Perduti possano entrare: questi passano quindi intere giornate a cercare di azzannare e graffiare le persone che si avvicinano al confine. Nessuno ormai si ricorda più com’era la vita prima del Ritorno, unicamente Mary ne conosce dei frammenti dai racconti che le faceva sua madre: non è pienamente convinta della veridicità delle storie che le venivano raccontate, ma vuole crederci. Ma come si può credere all’esistenza di una distesa d’acqua infinita completamente salata?! E di edifici che rasentano il cielo? Dio non permetterebbe mai cose simili, lo capiscono tutti.
Un giorno, Mary è al fiume a sciacquare alcuni panni: le si avvicina un suo amico, Harry, che le annuncia che pensa di chiamare il suo nome alla Festa del Raccolto, e quindi in pratica di chiedere la sua mano.Mary rimana interdetta: lei avrebbe una cotta per Travis ma pare che lui chiederà la mano della sua amica Cass… La sirena del villaggio comincia a suonare, immediatamente tutti gli abitanti sono in all’erta: gli Sconsacrati sono riusciti ad abbattere le loro difese? Per fortuna no, ma una persona è stata infettata: la madre di Mary. Una persona che viene infettata ha due scelte: farsi uccidere subito e staccare la testa, oppure attendere la morte e trasformarsi in una Sconsacrata, subito dopo essere stata gettata nella Foresta. La madre di Mary opta per la seconda opzione per potersi finalmente così ricongiungere al marito, infettatosi tempo prima, e Mary non riesce a opporsi, e osserva così la madre morire e poi tornare in vita.
Nell’istante tra la morte di mia madre e il suo Ritorno, smetto di credere in Dio.
Suo fratello Jed, di ritorno dalla sua missione coi Guardiani, si infuria con lei e smette quasi di considerarla come sua sorella. E alla festa del Raccolto nessuno chiede la mano di Mary: rimane un’unica soluzione, entrare nella Confraternita delle Sorelle, le religiose che governano il villaggio. Avrà inizio così per Mary un’avventura in cui verrà a conoscenza di tristi verità sul villaggio e sulla Foresta e in cui perderà molte persone care. Un’avventura che la porterà vicino alla pazzia, e tutto per inseguire un sogno: trovare l’Oceano di cui le parlava tanto sua madre.
Forse sbaglio a fare la recensione così a caldo, presa dall’entusiasmo della lettura, ma ho sempre pensato che le recensioni fatte di primo acchito, senza rimuginare troppo, fossero le più sincere. Io ho amato questo libro. Fa parte di un genere che sto scoprendo, il distopico, che però già amo alla follia. Ho apprezzato l’ambientazione postapocalittica, caratterizzato da questo Ritorno cui la scrittrice accenna più volte, dandoci degli indizi, senza mai spiegarci dettagliatamente in cosa consista, cosa sia successo.
“Ricorda da dove proveniamo, Mary. Da dove proveniamo tutti. Non dal Giardino dell’Eden, ma dalle ceneri del Ritorno. Noi siamo i sopravvissuti.”
Gli Sconsacrati sono in pratica Zombie, che come tali pensano solo a nutrirsi degli esseri umani: è interessante vedere però, come le persone che perdano qualcuno per l’infezione vivano il loro contatto con essi, come accade per esempio alla madre di Mary, che ogni giorno scruta la foresta sperando di vedere il marito, oramai trasformatosi. Non è mai facile scordare le persone che si amano, ma pensate come deve essere terribile quando questa persona te la trovi davanti tutti i giorni, trasformata in un essere che ha perso ogni barlume di umanità.
I personaggi sono tutti debitamente approfonditi e complessi, non semplici figure prese e messe lì, cambiano con il proseguire degli eventi, in meglio o in peggio. Assisteremo alla discesa di Mary verso la follia, al radicale cambiamento di Cass, alla rabbia di Jed ed al suo rinsavimento. Non sono molti i personaggi fondamentali, sei o sette, e questa è una scelta decisamente vincente: niente listone di nomi da ricordare, uno spazio adeguato per ognuno. Per quanto mi riguarda ho adorato Mary, sebbeneforse a molti potrà sembrare come “la causa di ogni male”, e mi sono immedesimata moltissimo in lei, nonostante i nostri caratteri siano decisamente differenti. Ho invece talvolta odiato Travis, ma soprattutto Jed, che tristezza, anche se nella parte finale li ho rivalutati entrambi.
Non lasciatevi ingannare dalla copertina italiana e dal titolo (l’originale era La Foresta delle Mani e dei Denti): questo è un romanzo pieno di eventi tristi e nella vita di Mary è praticamente assente la spensieratezza che potrebbe trasmetterci la cover. Del resto come potrebbe un mondo praticamente prossimo alla distruzione essere felice? Un mondo in cui ogni giorno si rischia di essere invasi ed infettati? Come si può vivere in allegria in un villaggio strettamente governato dalla Confraternita delle Sorelle, in cui niente si fa per Amore, ma solo per dovere, per evitare l’estinzione dell’umanità?
“Non capisci che in questo villaggio la vita non è fatta di amore, ma di impegno?”
E come se non bastasse le sorelle hanno mentito agli abitanti su molti aspetti, e quando Mary comprenderà ciò, non potrà mai più essere una ragazzina ingenua, non potrà più fidarsi ciecamente: la sua unica speranza sarà rifugiarsi nei suoi sogni, nei racconti di sua madre, nella speranza che esista davvero qualcosa oltre la foresta, che ci sia l’Oceano.
E’ inoltre molto presente l’elemento religioso: le Sorelle governano il villaggio seguendo le Sacre Scritture (sono la Mente, i Guardiani invece di cui jed fa parte il braccio) e vicino all’ingresso di ogni abitazione versi di esse si trovano incisi sul legno.
L’elemento romantico è presente e piuttosto importante all’interno della storia, ma non è pesante e ben inserito all’interno della trama, è un altro spunto per approfondire il personaggio di Mary.
Sembra quasi che tra le nostre labbra ci sia l’infinito, che non ci toccheremo mai. Come in matematica, dove le metà si possono dividere in eterno.
Una nota veloce sullo stile: è piuttosto scorrevole anche se talvolta l’autrice si dilunga in alcune descrizioni/racconti, ma ritengo sia una cosa necessaria per chiarire al meglio l’ambientazione. Il romanzo è scritto al tempo presente, in prima persona, dal punto di vista di Mary.
In conclusione, un libro che ho davvero adorato, quattro stelline e mezzo che arrotondo a cinque, un romanzo che mi ha coinvolto e che consiglio.
La terapia
Ho avuto il mio primo approccio con Sebastian Fitzek leggendo Il Ladro di Anime, pubblicato sempre dalla Elliot: è stato un vero e proprio amore a prima vista e mi sono più volte ripromessa di leggere altro di questo autore. Fino ad ora però non ne avevo avuto la possibilità, ma sono davvero content ... (continue)
Ho avuto il mio primo approccio con Sebastian Fitzek leggendo Il Ladro di Anime, pubblicato sempre dalla Elliot: è stato un vero e proprio amore a prima vista e mi sono più volte ripromessa di leggere altro di questo autore. Fino ad ora però non ne avevo avuto la possibilità, ma sono davvero contenta di essere riuscita finalmente a mantenere il mio proposito. La Terapia, esattamente come il precedente volume di questo autore da me letto, mi ha stregato: nonostante sia in realtà il romanzo d’esordio dell’autore è davvero di ottima qualità. Mi capita saltuariamente di leggere thriller, inframezzandoli ad urban e fantasy, e sto cominciando a pensare che, il leggere un numero di libri di questo genere non molto alto, mi a iuti ad apprezzarli maggiormente, notando meno eventuali difetti, non essendo abbastanza “esperta”. Mettiamola un po’ come volete, fatto sta che questo romanzo mi ha tenuto col fiato sospeso dall’inizio alla fine: l’autore è incredibilmente bravo a lasciare trapelare qualcosina, farci illudere di aver capito tutto, per poi smontare completamente le nostre teorie. Mi sono ritrovata a fare decine di congetture leggendo: in ognuna c’era un fondo di verità, ma non sono riuscita del tutto a capire la soluzione fino alla fine, e penso che questa sia una caratteristica necessaria dei romanzi di questo genere. Lo stile è estremamente scorrevole e i capitoli brevi, che terminano sempre instillandoci un nuovo dubbio, fornendoci nuovi elementi della cornice. Un cerchio che si chiude perfettamente nel finale, lasciando il lettore di stucco, e, per quel che mi riguarda, anche un po’ triste: la scelta finale di Viktor mi ha scosso, è stato, in un certo qual modo, molto coraggioso e ha dimostrato il suo genio. Come geniale è secondo me l’intero epilogo della vicenda: impensabile, davvero. Il personaggio clou è senza ombra di dubbio Viktor, il protagonista, e il suo approfondimento psicologico, davvero interessante e ai limiti della razionalità. Altro personaggio riuscitissimo è quello di Anna (anche se in realtà dicendo così forse mi ripeto, chi ha letto il libro forse capirà cosa intendo XD), che nel racconto delle sue allucinazioni ci porta sino a toccare con mano i personaggi della sua fantasia.
Forse la parte meno curata è l’ambientazione, ma penso che non fosse necessario un maggior approfondimento: avrebbe solo appesantito la narrazione, mentre il punto forte di questo romanzo è proprio la rapida successione dei fatti e la loro scansione temporale (fondamentale).
Insomma, un romanzo che consiglio a tutti gli appassionati del genere thriller e a coloro che magari decidono di avvicinarcisi e vogliono provare un buon psychothriller.