Paura. Ansia. Apprensione. Tutto questo ho provato leggendo questo meraviglioso romanzo che, partendo, da alcuni temi caratteristici del genere horror (demoni, esorcisti, male vs bene), si discosta dai soliti clichè creando un racconto mozzafiato ed originale. Tutti gli elementi sono descritti con u
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Paura. Ansia. Apprensione. Tutto questo ho provato leggendo questo meraviglioso romanzo che, partendo, da alcuni temi caratteristici del genere horror (demoni, esorcisti, male vs bene), si discosta dai soliti clichè creando un racconto mozzafiato ed originale. Tutti gli elementi sono descritti con un estremo realismo che rende maggiormente d’effetto la narrazione e ci aiuta ad immedesimarci in questa dimensione apocalittica. Gli esorcismi e gli orrori perpetrati dai demoni sono descritti con la giusta dovizia di particolari, senza precipitare nello splatter o nel ridicolo: ogni elemento si trova in questo romanzo nella giusta misura, non si può parlare di indemoniati senza mostrare esorcismi esattamente come non c’è bisogno di scrivere tutte le simpatiche parole indirizzate dall’anima perduta al monaco che sta eseguendo il rito.
Il personaggio di primo piano è, come è ovvio, il Diacono, un uomo (?) senza passato che è in grado di “strappare” i demoni da dentro le persone semplicemente ordinandolo loro. Ma i demoni stanno aumentando e soprattutto sono sempre più forti: e così da qualche tempo il Diacono, ogni volta che compie un esorcismo, viene colpito da visioni apocalittiche, immagini che per alcuni istanti si sostituiscono completamente alla realtà trasportandolo in uno scenario di morte. Questo personaggio può apparire, nella prima parte del libro, poco approfondito, ma in realtà c’è un motivo per questo, che ovviamente non mi svelerò. Sicuramente questo aspetto contribuisce a far crescere la nostra curiosità nei suoi confronti che sarà appagata unicamente nella parte finale del volume, quando il nostro “eroe” dovrà scegliere. Ma questo non è l’unico personaggio dal cui punto di vista le vicende ci vengono narrate: abbiamo moltissimi POV (per chi non lo sapesse significa punti di vista, io l’ho imparato leggendo Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George Martin =)) che si succedono rapidi consentendoci di apprendere fatti che, se raccontati da un narratore esterno onnisciente, potrebbero risultare pesanti e macchinosi, mentre con questo espediente la lettura non solo risulta estremamente scorrevole, ma spesso si crea, al termine dei brevi capitoli, quell’hype che dovrebbe caratterizzare, secondo me, ogni buon romanzo.
Tema centrale di questo libro sono i conflitti interiori: praticamente ogni personaggio in cui ci imbattiamo si troverà a dover compiere terribili scelte e sarà difficile capire di chi fidarsi. Padre Valdès, il cardinale Deveraux, Nadia,…tutti si troveranno ad un bivio e non sempre riusciranno a fare la scelta giusta. E’ inquietante vedere come facilmente i demoni riescano a penetrare nella mente umana: basta così poco, una piccola indecisione, una scintilla d’odio, un amore eccessivo ed ecco che vi fanno leva sopra, riducendo l’indemoniato ad un mero guscio che sfruttano a loro piacimento. E tutti loro sono agli ordini della Dea, la Divoratrice, colei che si incarnerà in un corpo mortale e sferrerà l’attacco finale alla Chiesa ed al suo vertice, Papa Giovanni Paolo III. E quando quest’ultimo, già provato dal cancro, cederà, tutto il potere sarà nelle sue mani. Nella Dea si incarnano tutte le passioni, portate all’estremo, è un vero e proprio “diavolo tentatore”, e come è giusto che sia è affascinante e assolutamente irresistibile. Una cattiva in tutto e per tutto: non ci sono tentennamenti nè ripensamenti, lei è il Male.
L’ambientazione è molto curata: io sono stata un’unica volta nella mia vita in Piazza San Pietro, quindi mentirei se dicessi che la conosco a menadito, ma Andrea G. Colombo ricostruisce lo Stato del Vaticano con estrae maestria, tanto che mi ha fatto raffiorare diversi ricordi che pensavo oramai perduti. Spesso su questo punto anche molti bravi autori peccano, perchè pensano “Tanto chi se lo ricorda, mica ci vanno a controllare”: so di per certo che molti lettori vanno a controllare eccome, e ci si rimane male quando viene usata come ambientazione una città reale la cui geografia viene però totalmente sconvolta (vedi Dan Brown). Se si vuole dare realismo alla vicenda, sono dell’idea che sia necessario curare tutti i particolari: a me pare che l’autore abbia centrato quest’obiettivo (come vi ho detto non sono un’abituè del Vaticano, quindi potrei anche sbagliarmi,, nel cavo vi invito gentilmente a smentirmi) e anche riferimenti piccoli, quasi casuali, mi hanno fatto piacere (i giardini vaticani per esempio).
Un altro punto a favore, per me, di questo romanzo, è la brevità dei capitoli (che poi non sono veri e propri capitoli, sono…non so neanch’io come definirli, flash, spezzoni): lo ammetto, sono una di quelle “fissate” che sino a quando non arriva al termine del capitolo non posa il libro, non mi piace lasciare il segnalibro a metà. Per cui adoro i capitoli brevi, che oltretutto sono estremamente funzionali per la narrazione da più POV. Il libro è poi diviso in parti e spesso si fanno salti temporali: il lettore è comunque aiutato nella lettura poichè, all’inizio di ogni cambio di POV, sono descritti in neretto luogo e tempo, decisamente utili.
In conclusione, anche se penso che lo abbiate capito, reputo questo libro davvero un buonissimo prodotto e lo consiglio a tutti coloro che sono incuriositi da questo tipo di trame e che non sono troppo impressionabili.
Il Cavallo Nero di Adriana Comaschi: una stellina. Non sono neppure riuscita a finirlo, mi annoiava, e ho trovato la scrittura pesante. L'ultimo segreto di Chiara Guidarini: tre stelline e mezzo. Bella l'atmosfera e interessanti i personaggi, buon racconto!
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Antologia di racconti tutta all'italiana.
Il Cavallo Nero di Adriana Comaschi: una stellina. Non sono neppure riuscita a finirlo, mi annoiava, e ho trovato la scrittura pesante. L'ultimo segreto di Chiara Guidarini: tre stelline e mezzo. Bella l'atmosfera e interessanti i personaggi, buon racconto! Un Capzioso uomo (per tacer del cane): tre stelline e mezzo. Davvero molto originale e con un intrigante finale, un poco noiosa la storia del francese. San Stolzo e i Darghi di Antonia Romagnoli: quattro stelle. Il miglior racconto della raccolta, pungente e divertente! Fondamenta d'incubo(solo tight)di Fabrizio Valenza: tre stelline e mezzo anche per quest'ultimo racconto. Storia interessante, svolgimento accurato, secondo me non crea sufficientemente paura rispetto alla vicenda ma comunque ben riuscito.
Marcelo è un eroe eccezionale. Un eroe inaspettato, la cui semplicità e la cui schiettezza sono a dir poco disarmanti. E' bello vedere come lui ragiona, come si comporta, come fatica a comprendere che ognuno di noi possa avere il male dentro di sè. Marcelo ti apre un mondo che in realtà è sempre sta
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Marcelo è un eroe eccezionale. Un eroe inaspettato, la cui semplicità e la cui schiettezza sono a dir poco disarmanti. E' bello vedere come lui ragiona, come si comporta, come fatica a comprendere che ognuno di noi possa avere il male dentro di sè. Marcelo ti apre un mondo che in realtà è sempre stato davanti agli occhi. Marcelo ti commuove e si commuove. Non si può non amare Marcelo! Le sue "disabilità" a prima vista possono sembrare inezie, sembra quasi normale: ma il suo sembrare tale è possibile solo grazie ai continui sforzi che Marcelo fa. Marcelo è da ammirare!
Esordio del giovanissimo Mario di Martino, questo libro si presenta come un fantasy assolutamente classico, contenente i caratteristici topoi del genere, Una lettura breve e rilassante, ma un po' poco coinvolgente per i miei gusti. Un 7 1/2 a Mario, ed un invito a continuare a scrivere e miglio
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Esordio del giovanissimo Mario di Martino, questo libro si presenta come un fantasy assolutamente classico, contenente i caratteristici topoi del genere, Una lettura breve e rilassante, ma un po' poco coinvolgente per i miei gusti. Un 7 1/2 a Mario, ed un invito a continuare a scrivere e migliorarsi.
Il diacono
Paura. Ansia. Apprensione. Tutto questo ho provato leggendo questo meraviglioso romanzo che, partendo, da alcuni temi caratteristici del genere horror (demoni, esorcisti, male vs bene), si discosta dai soliti clichè creando un racconto mozzafiato ed originale. Tutti gli elementi sono descritti con u ... (continue)
Paura. Ansia. Apprensione. Tutto questo ho provato leggendo questo meraviglioso romanzo che, partendo, da alcuni temi caratteristici del genere horror (demoni, esorcisti, male vs bene), si discosta dai soliti clichè creando un racconto mozzafiato ed originale. Tutti gli elementi sono descritti con un estremo realismo che rende maggiormente d’effetto la narrazione e ci aiuta ad immedesimarci in questa dimensione apocalittica. Gli esorcismi e gli orrori perpetrati dai demoni sono descritti con la giusta dovizia di particolari, senza precipitare nello splatter o nel ridicolo: ogni elemento si trova in questo romanzo nella giusta misura, non si può parlare di indemoniati senza mostrare esorcismi esattamente come non c’è bisogno di scrivere tutte le simpatiche parole indirizzate dall’anima perduta al monaco che sta eseguendo il rito.
Il personaggio di primo piano è, come è ovvio, il Diacono, un uomo (?) senza passato che è in grado di “strappare” i demoni da dentro le persone semplicemente ordinandolo loro. Ma i demoni stanno aumentando e soprattutto sono sempre più forti: e così da qualche tempo il Diacono, ogni volta che compie un esorcismo, viene colpito da visioni apocalittiche, immagini che per alcuni istanti si sostituiscono completamente alla realtà trasportandolo in uno scenario di morte. Questo personaggio può apparire, nella prima parte del libro, poco approfondito, ma in realtà c’è un motivo per questo, che ovviamente non mi svelerò. Sicuramente questo aspetto contribuisce a far crescere la nostra curiosità nei suoi confronti che sarà appagata unicamente nella parte finale del volume, quando il nostro “eroe” dovrà scegliere. Ma questo non è l’unico personaggio dal cui punto di vista le vicende ci vengono narrate: abbiamo moltissimi POV (per chi non lo sapesse significa punti di vista, io l’ho imparato leggendo Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George Martin =)) che si succedono rapidi consentendoci di apprendere fatti che, se raccontati da un narratore esterno onnisciente, potrebbero risultare pesanti e macchinosi, mentre con questo espediente la lettura non solo risulta estremamente scorrevole, ma spesso si crea, al termine dei brevi capitoli, quell’hype che dovrebbe caratterizzare, secondo me, ogni buon romanzo.
Tema centrale di questo libro sono i conflitti interiori: praticamente ogni personaggio in cui ci imbattiamo si troverà a dover compiere terribili scelte e sarà difficile capire di chi fidarsi. Padre Valdès, il cardinale Deveraux, Nadia,…tutti si troveranno ad un bivio e non sempre riusciranno a fare la scelta giusta. E’ inquietante vedere come facilmente i demoni riescano a penetrare nella mente umana: basta così poco, una piccola indecisione, una scintilla d’odio, un amore eccessivo ed ecco che vi fanno leva sopra, riducendo l’indemoniato ad un mero guscio che sfruttano a loro piacimento. E tutti loro sono agli ordini della Dea, la Divoratrice, colei che si incarnerà in un corpo mortale e sferrerà l’attacco finale alla Chiesa ed al suo vertice, Papa Giovanni Paolo III. E quando quest’ultimo, già provato dal cancro, cederà, tutto il potere sarà nelle sue mani. Nella Dea si incarnano tutte le passioni, portate all’estremo, è un vero e proprio “diavolo tentatore”, e come è giusto che sia è affascinante e assolutamente irresistibile. Una cattiva in tutto e per tutto: non ci sono tentennamenti nè ripensamenti, lei è il Male.
L’ambientazione è molto curata: io sono stata un’unica volta nella mia vita in Piazza San Pietro, quindi mentirei se dicessi che la conosco a menadito, ma Andrea G. Colombo ricostruisce lo Stato del Vaticano con estrae maestria, tanto che mi ha fatto raffiorare diversi ricordi che pensavo oramai perduti. Spesso su questo punto anche molti bravi autori peccano, perchè pensano “Tanto chi se lo ricorda, mica ci vanno a controllare”: so di per certo che molti lettori vanno a controllare eccome, e ci si rimane male quando viene usata come ambientazione una città reale la cui geografia viene però totalmente sconvolta (vedi Dan Brown). Se si vuole dare realismo alla vicenda, sono dell’idea che sia necessario curare tutti i particolari: a me pare che l’autore abbia centrato quest’obiettivo (come vi ho detto non sono un’abituè del Vaticano, quindi potrei anche sbagliarmi,, nel cavo vi invito gentilmente a smentirmi) e anche riferimenti piccoli, quasi casuali, mi hanno fatto piacere (i giardini vaticani per esempio).
Un altro punto a favore, per me, di questo romanzo, è la brevità dei capitoli (che poi non sono veri e propri capitoli, sono…non so neanch’io come definirli, flash, spezzoni): lo ammetto, sono una di quelle “fissate” che sino a quando non arriva al termine del capitolo non posa il libro, non mi piace lasciare il segnalibro a metà. Per cui adoro i capitoli brevi, che oltretutto sono estremamente funzionali per la narrazione da più POV. Il libro è poi diviso in parti e spesso si fanno salti temporali: il lettore è comunque aiutato nella lettura poichè, all’inizio di ogni cambio di POV, sono descritti in neretto luogo e tempo, decisamente utili.
In conclusione, anche se penso che lo abbiate capito, reputo questo libro davvero un buonissimo prodotto e lo consiglio a tutti coloro che sono incuriositi da questo tipo di trame e che non sono troppo impressionabili.
Storie di draghi, demoni e condottieri
Antologia di racconti tutta all'italiana.
Il Cavallo Nero di Adriana Comaschi: una stellina. Non sono neppure riuscita a finirlo, mi annoiava, e ho trovato la scrittura pesante.continue)
L'ultimo segreto di Chiara Guidarini: tre stelline e mezzo. Bella l'atmosfera e interessanti i personaggi, buon racconto! ... (
Antologia di racconti tutta all'italiana.
Il Cavallo Nero di Adriana Comaschi: una stellina. Non sono neppure riuscita a finirlo, mi annoiava, e ho trovato la scrittura pesante.
L'ultimo segreto di Chiara Guidarini: tre stelline e mezzo. Bella l'atmosfera e interessanti i personaggi, buon racconto!
Un Capzioso uomo (per tacer del cane): tre stelline e mezzo. Davvero molto originale e con un intrigante finale, un poco noiosa la storia del francese.
San Stolzo e i Darghi di Antonia Romagnoli: quattro stelle. Il miglior racconto della raccolta, pungente e divertente!
Fondamenta d'incubo(solo tight)di Fabrizio Valenza: tre stelline e mezzo anche per quest'ultimo racconto. Storia interessante, svolgimento accurato, secondo me non crea sufficientemente paura rispetto alla vicenda ma comunque ben riuscito.
Una lingua sul cuore
"Se ficcassi due dita nel cuore riuscirei a vomitare pezzi rotti di ricordi?"
Il mondo, quello vero
Marcelo è un eroe eccezionale. Un eroe inaspettato, la cui semplicità e la cui schiettezza sono a dir poco disarmanti. E' bello vedere come lui ragiona, come si comporta, come fatica a comprendere che ognuno di noi possa avere il male dentro di sè. Marcelo ti apre un mondo che in realtà è sempre sta ... (continue)
Marcelo è un eroe eccezionale. Un eroe inaspettato, la cui semplicità e la cui schiettezza sono a dir poco disarmanti. E' bello vedere come lui ragiona, come si comporta, come fatica a comprendere che ognuno di noi possa avere il male dentro di sè. Marcelo ti apre un mondo che in realtà è sempre stato davanti agli occhi. Marcelo ti commuove e si commuove. Non si può non amare Marcelo! Le sue "disabilità" a prima vista possono sembrare inezie, sembra quasi normale: ma il suo sembrare tale è possibile solo grazie ai continui sforzi che Marcelo fa. Marcelo è da ammirare!
L'erede, la spada del re
Esordio del giovanissimo Mario di Martino, questo libro si presenta come un fantasy assolutamente classico, contenente i caratteristici topoi del genere, Una lettura breve e rilassante, ma un po' poco coinvolgente per i miei gusti.continue)
Un 7 1/2 a Mario, ed un invito a continuare a scrivere e miglio ... (
Esordio del giovanissimo Mario di Martino, questo libro si presenta come un fantasy assolutamente classico, contenente i caratteristici topoi del genere, Una lettura breve e rilassante, ma un po' poco coinvolgente per i miei gusti.
Un 7 1/2 a Mario, ed un invito a continuare a scrivere e migliorarsi.