Davvero non so da dove iniziare. Questo libro non mi è proprio piaciuto ed è stata una delusione cocente. Non solo sono stata ingannata dalla cover che prometteva una bella storia, ma anche dalle numerose recensioni positive. Ma abbiamo letto lo stesso libro? Al di là della storia raccontata, bana
... (continue)
Davvero non so da dove iniziare. Questo libro non mi è proprio piaciuto ed è stata una delusione cocente. Non solo sono stata ingannata dalla cover che prometteva una bella storia, ma anche dalle numerose recensioni positive. Ma abbiamo letto lo stesso libro? Al di là della storia raccontata, banale, banalissima, manca tutto a partire da un corretto utilizzo dei verbi. La mia maestra di italiano (forse sbagliava lei, ma dubito) mi ha sempre detto che se inizio un testo al presente poi deve finire al presente, nel senso di non combinare insieme tempi e modi per dar vita ad un'insalata di presenti, passati remoti e trapassati. Inoltre, spesso mi sono trovata a leggere frasi in cui i verbi erano proprio stati "coordinati" male. Riporto due frasi per tutte:
Lui fece un cenno d'assenso come se tutte le parole gli morirono sulle labbra... (MORIRONO?)
...Replicai che era ben capace di difendersi da solo se volesse.... (VOLESSE?)
Ora passiamo alla storia: abbiamo una ragazza di 29 o 32 anni, non si sa, perché l'autrice si è confusa e in un capitolo dice 32 nell'altro 29....che è comandante della polizia, nonché amministratrice nazionale degli affari pubblici tra umani e creature immortali magiche: il suo compito e assicurarsi che i rapporti tra mortali e immortali si svolgano nel rispetto della legge. Ma è lei stessa la prima ad infrangerle innamorandosi perdutamente del sovrano dei vampiri. Giosy, questo il nome della protagonista, è anche una strega potentissima, l'unica in grado di fare un incantesimo che possa assicurare alla regina dei lupi di impossessarsi di un potere mai visto. Peccato che la nostra Giosy si rifiuti di esercitare la magia e che l'unica persona che possa aiutarla ad imparare, la nonna, sia scomparsa da anni. Protagonista maschile è Carter, sovrano dei vampiri, rispettato e temuto, da sempre innamorato della protagonista e perciò fa di tutto per difenderla e tenerla al sicuro. La Clarke da molta importanza al lato umano di Carter e meno al Carter vampiro: avrei preferito che, invece, facesse il contrario: è pur sempre un sovrano no? Mostrare un lato così "debole" nel descrivere un personaggio che avrebbe, invece, dovuto esser pensato con un pugno di ferro non ha fatto altro che diminuire il mio già scarso interesse per la storia. L'intreccio dei fatti parte da un omicidio verificatosi proprio nella abitazione di Carter: si aprono, quindi, le indagini per trovare il colpevole ma, nel corso dell'inchiesta, emergono alcuni elementi di non facile soluzione. Appare da subito chiaro che, sia nella squadra di Giosy, che tra i seguaci di Carter c'è una spia. Ovviamente il personaggio più impensabile. L'autrice, però, non ha saputo sfruttare appieno questo elemento andando a rivelare quasi subito l'identità dei traditori. Alle indagini si aggiungono, poi, alcune visioni di un passato lontano che accomunano Giosy e Carter e che fanno riferimento ad un tempo in cui i due ancora non esistevano. Carina l'idea di una storia comune ai due, di un amore che va al di là del tempo e della morte, ma anche in questo caso, avrei preferito che si fosse approfondito meglio. Mi dispiace essere così negativa nei confronti di una storia che, ha ricevuto diversi commenti positivi, ma a me non è piaciuto e non posso che essere sincera con voi. Posso spezzare però una lancia a favore: l'idea di dedicare un capitolo a Giosy e uno a Carter è stata una buona mossa. Abbiamo, per lo meno, un quadro completo dei pensieri di entrambi i protagonisti. Una volta terminato il capitolo dal punto di vista di Giosy, in quello successivo, veniamo a conoscenza dei pensieri e delle azioni di Carter e viceversa. Sinceramente mi aspettavo di più: di solito parto prevenuta nei confronti di questo genere di libri, perchè cadere nei soliti cliché è facile, ma mai mi sarei aspettata di essere così subdolamente tradita.
L'astrologo di Carla Montero non mi ha convinta subito: iniziato e abbandonato dopo il secondo capitolo per una lettura più urgente, se n'è rimasto li, tranquillo, sul mio comodino e intanto pensava "Vedrai che ti pentirai di avermi lasciato qui". Finita la precedente lettura ho ripreso in mano il
... (continue)
L'astrologo di Carla Montero non mi ha convinta subito: iniziato e abbandonato dopo il secondo capitolo per una lettura più urgente, se n'è rimasto li, tranquillo, sul mio comodino e intanto pensava "Vedrai che ti pentirai di avermi lasciato qui". Finita la precedente lettura ho ripreso in mano il romanzo della Montero e mi sono addentrata in due periodi storici differenti, alla conoscenza di due coppie legate dallo stesso fil rouge: un quadro del Giorgione di cui solo pochissimi hanno sentito parlare e avvolto da un'aurea di mistero, segreti e sotterfugi che lo accompagnano da secoli, fin dal momento in cui l'artista lo ha immaginato nella sua mente. Mentre le ricerche di Ana, assunta dal suo ricco fidanzato, interessato ad essere il nuovo titolare di quest'opera inestimabile, procedono lentamente e senza successo, il lettore viene d'un tratto catapultato durante la seconda guerra mondiale in una Parigi occupata dai tedeschi, in cui una bellissima e ingenua ragazza ebrea, Sarah Bauer, cerca di restare a galla e non farsi uccidere dalla Gestapo, ma soprattutto cerca di dimenticare che l'uomo con cui aveva passato alcuni dei pomeriggi più belli a parlare di arte, Georg Von Bergheim, ha fatto irruzione nella sua casa per appropriarsi di un quadro che la famiglia Bauer protegge da generazioni e ordina la deportazione dei genitori e dei fratelli di Sarah. Intanto nella Parigi del 2010 qualcosa si muove e Ana e il suo collega di lavoro Alain, si fanno sempre più vicini all'oggetto della loro ricerca senza mai arrivarci veramente, il tutto complicato da una presenza misteriosa che minaccia la vita dei due affinchè si dimentichino dell'Astrologo. Tra presente e passato, il lettore si ritrova ora a curiosare in archivi polverosi tra vecchi documenti, ora a tremare dalla paura insieme a Sarah interrogata dalla polizia tedesca, di nuovo nel 2010 sulle tracce della famiglia Bauer e ancora con Sarah, confusa perchè il germe di un sentimento che non dovrebbe provare si insinua a tradimento nel suo cuore. E quando Ana e Alain, finalmente, collegano Sarah all'Astrologo, tutto diventa importante: ogni dettaglio, ogni documento, ogni minima informazione che possa svelare il luogo in cui il quadro del Giorgione si trova. Ma io, da buona romantica, non ero interessata alle ricerche, non volevo sapere cosa succedeva ad Alain e ad Ana, ma volevo conoscere la storia di Sarah: che fine ha fatto? E' riuscita a scappare alla Gestapo? E' stata deportata? E' ancora viva o è solo un ricordo che la storia si è portata via con se? E Georg? Cosa gli è successo? Ha trovato l'Astrologo? Un fiume di domande che incessantemente mi ha tenuta incollata alle pagine del libro per lasciarmi alquanto infastidita quando, bruscamente, venivo riportata al presente. Sarah Bauer è un eroe di guerra, che pur non avendo partecipato direttamente ai combattimenti ha sofferto, in quanto ebrea, le pene dell'inferno. Ogni volta che leggo una storia in cui viene raccontata l'assurdità mostruosa dell'Olocausto o che guardo un film che ti fa riflettere sul fatto che la pazzia umana e la cattiveria non hanno limiti, mi viene la pelle d'oca. Sarah ha sofferto per la guerra come tutti i parigini, gli italiani, gli inglesi, i tedeschi...ma si tratta di una sofferenza molto maggiore, dovuta al solo fatto di avere un Dio diverso, una fede diversa. Tuttavia, il lavoro della Montero non è una denuncia ne tanto meno un'inchiesta: è una storia d'amore tra le più impossibili e le più inimagginabili e arrivare alla fine ti fa scoprire che l'amore può davvero tutto, ma proprio tutto e questa scoperta, questa consapevolezza ti lascia con una sensazione di pace e serenità nel cuore. La storia di Sarah è una delle tante che si raccontano sul periodo della guerra, arricchita dall'elemento magico e sovrannaturale, dalla leggenda che è costituita da un quadro la cui tela conterrebbe un messaggio cifrato, una mappa per un tesoro oscuro e terribile che per nessuna ragione deve finire nelle mani sbagliate. Navigando sul web mi sono sorpresa di non aver trovato recensioni su questo libro, nemmeno su Anobii o Goodreads (in realtà su Goodreads qualche commento c'è ma non in italiano). Nessuno di voi l'ha letto? Male! Aveva ragione, il libro, a pensare che mi sarei pentita di averlo lasciato in disparte, perchè l'ho divorato. Immersa nella storia, curiosa come una comare di paese che si impiccia degli affari di tutti, non sono riuscita a staccare il mio bel nasino dalle pagine scritte da Carla Montero. Solo quando ho voltato l'ultima pagina sono stata pienamente soddisfatta. Tutte le domande che mi sono posta trovano risposta, ogni pezzo di un puzzle intricatissimo vanno a loro posto e ben si incastrano, anche se appartengono a mondi che sono diametralmente opposti, come un bellissima ragazza ebrea e un comandante dell'esercito tedesco, tra i pià stimati dalle alte sfere del governo nazista. Sicuramente consigliatissimo.
Quando ho preso in mano la mia copia di Gabriel's Inferno, Tentazione e castigo ero preparata a leggere un'altra storia alla "Fifty Shades" e già nella mia testa si andava formando l'idea della storiella ad altissimo sfondo sessuale ma nulla più. Vi dico subito che mi sono ricreduta. Sono un'inguar
... (continue)
Quando ho preso in mano la mia copia di Gabriel's Inferno, Tentazione e castigo ero preparata a leggere un'altra storia alla "Fifty Shades" e già nella mia testa si andava formando l'idea della storiella ad altissimo sfondo sessuale ma nulla più. Vi dico subito che mi sono ricreduta. Sono un'inguaribile romantica, che si è innamorata di Mr Grey, così come di Gabriel. Sono una sognatrice, a cui piace credere che le cose impossibili, come redimere un libertino dissoluto, sia cosa fattibile e, quindi vi dico che Gabriel's Inferno si è insinuato nel mio cuore e lentamente ne ha preso possesso. Julia frequenta un corso dedicato a Dante che le permetterà di accedere al dottorato: ammessa ad Harvard, e declinato per la Toronto University per approfittare della borsa di studio, Julia si ritrova di fronte al suo passato, ma ciò che più importa è che lei superi brillantemente il corso del professor Emerson e lui accetti di essere il relatore della sua tesi. Gabriel Emerson è il Mr Grey della Toronto University, oscuro, misterioso, autoritario e tremendamente bello. Inevitabile il colpo di fulmine tra i due, anche se per Julia la situazione è un pò diversa perchè Gabriel è il suo primo e unico amore. La sua passione per Dante e l'Italia è sbocciata un pomeriggio in un giardino di meli con un ragazzo bellissimo ma con diversi problemi. Gabriel Emerson non ricorda assolutamente nulla di Julia e la ragazza è intenzionata a far si che ciò rimanga tale. Ma il destino non è quasi mai d'accordo con le nostre scelte e la migliore amica di Julia, Rachel viene a farle visita. Indovinate chi è il fratello di Rachel? Così in un crescendo di situazioni imbarazzanti, scontri più o meno umilianti, incontri roventi, il bello e impossibile si innamora della ragazza ingenua e sprovveduta. Ma la loro relazione non può emergere perchè il passato di Gabriel lo tormenta continuamente e il ragazzo non crede di meritare l'amore della sua Julia, oltre al fatto che lui è il professore di lei e se la relazione venisse scoperta entrambi dovrebbero rinunciare al loro futuro. Ma, come ci insegnano le fiabe, nessun ostacolo è troppo alto per il vero amore, e così Gabirel e Julia si ritirovano ad essere una coppia, senza sapere nemmeno loro come ciò sia possibile, tormentati e torturati dal dubbio di non meritarsi l'un l'altro. Sullo sfondo l'amore idilliaco di Dante e Beatrice: lei unica che possa redimere il poeta dai suoi peccati e mostrargli la luce del paradiso. Gabriel come Dante, si affida alla sua musa, nella speranza che lei possa comunque amarlo nonostante la sua oscurità. Gabriel'Inferno ha lentamente conquistato il mio cuore: se vi aspettate mille pagine di sesso, prepotenze e umiliazione e ancora sesso...beh non è quello che troverete in questo libro. Gabriel cede piano piano il passo ai suoi sentimenti e corteggia la sua Julia con una pazienza infinita: la adora, la venera, la coccola, la vizia. Lui è Dante lei la sua Beatrice, la sola che possa illuminare la sua strada. Tentazione e castigo non ha nulla a che fare con le Sfumature: Sylvain Reynard ci racconta uno storia d'amore con i colori freddi e scuri dei demoni del passato. Ci racconta la storia di un ragazzino abbandonato dai suoi genitori che fa la conoscenza dell'alcool e della droga e che aspira ad uscire dal vortice di oscurità che lo circonda. Solo una visione di luce, un'accecante sfera di bontà potrà riscuoterlo dal suo torpore e portarlo finalmente oltre i confini dell'oscurità. Vi consiglio assolutamente di leggerlo se, come me, siete delle tenerone che credono fermamente nell'Happy Ending. Non è sicuramente il capolavoro dell'anno, ma, ogni tanto, leggere di storie romantiche fa bene al cuore. Per cui mettetevi comode, Gabriel vi metterà una calda coperta sulle spalle e vi riserverà dolcissime sorprese.
Leggere Vernice Fresca di Antonio Grassi non è stato per niente cosa facile. La lettura mi ha impegnato giorno e notte e ha richiesto un'attenzione non indifferente. Nonostante abbia assorbito tutte le mie energie, non trovavo il modo di separarmene. Tema centrale è quello del pericolo causato dalle
... (continue)
Leggere Vernice Fresca di Antonio Grassi non è stato per niente cosa facile. La lettura mi ha impegnato giorno e notte e ha richiesto un'attenzione non indifferente. Nonostante abbia assorbito tutte le mie energie, non trovavo il modo di separarmene. Tema centrale è quello del pericolo causato dalle armi biologiche, pensate e create tanto per arricchire le tasche di pochi prescelti quanto come arma di distruzione di massa nelle mani di gruppi terroristici, tanto come moneta di ricatto. Duilio Cattaneo è uno dei dirigenti più importanti della LgB, Life is Good Bioresearch: un'industria farmaceutica, un'astronave calata in un paesino della provincia milanese, i cui capi e scienziati si divertono a giocare con DNA e virus. Duilio viene catapultato negli intrighi dei tre fratelli proprietari della LgB, in un vortice di dubbi e domande, di personaggi influenti, servizi segreti italiani e non, paesi dimenticati da Dio, armi biologiche, intrighi, sospetti, omicidi. Tutto parte da un presunto incidente ad uno dei filtri della LgB, incidente che avrebbe causato la fuoriuscita di un virus pericoloso, notizia aggravata da due ricoveri nell'ospedale cittadino per sintomi che fanno pensare ad una qualche rara o potente malattia infettiva. Duilio Cattaneo, una volta uomo di principi e ideali, oggi fedele servitore della causa dei suoi datori di lavoro, inizia a porsi domande: l'incidente c'è stato? Se sì, perchè non è stato informato? Cosa nascondo i fratelli Zanica? Può fare qualcosa? Raccontarvi tutto Vernice Fresca sarebbe un azzardo e vi toglierebbe il gusto di leggerlo. Gli eventi si intrecciano in modo così preciso e scrupoloso tra di loro e con le vite private dei numerosi personaggi che compaiono in questo romanzo che, come dicevo prima, la lettura richiede grande attenzione. Ma non solo gli intrighi e i sotterfugi: Vernice Fresca è un'insalata di vita privata e lavoro, di scelte sbagliate e mosse pericolose, di caccia al più furbo, il tutto farcito da una dose abbondante di termini specifici e a volte incomprensibili (ahimé, la mia cultura è strettamente umanistica e le mie conoscenze scientifiche si riducono a niente). Ma attenzione, non si tratta di un difetto, anzi: l'autore mostra una certa preparazione in materia, per la serie "parlo di questo e so esattamente di cosa sto parlando", dono che non è di tutti. Lo stile di Grassi è particolare: sembra quasi che si affanni a dare più informazioni possibili sugli eventi e sui personaggi di cui tratta. Tutto è veloce, velocissimo, tutto conciso, dettagliato, molto dettagliato. Pochi i dialoghi, molte le descrizioni. Ogni personaggio è analizzato sotto diversi punti di vista e nelle diverse sfumature e sfaccetature del proprio carattere. Vernice fresca è un concentrato di aggettivi e virgole, di fatti che si susseguono ininterrottamente, di personaggi, di vite, di storie, diversi passati che si intrecciano con il presente per creare una fitta, fittissima rete di intrighi da cui il lettore non può liberarsi se non all'ultima pagina, anzi, nemmeno la fine riesce a smorzare il senso di ansia, nemmeno l'ultima parola riesce a liberare il protagonista dal proprio passato. Vi dicevo che questo romanzo ti cattura: il lettore, oltre a dover prestare particolare attenzione nel corso della lettura, fondamentale non perdersi alcun passaggio, viene rapito da uno stile nervoso, ansioso , in affanno che non ti permette di staccarti dalla storia, quasi come se arrivare in fondo fosse una questione di vita o di morte. C'è il bisogno incessante di sapere, di dare risposte a mille domande e dubbi. Inoltre, la cura con cui vengono forniti dati e numeri fa riflettere: siamo di fronte ad uno scenario verosimile? Una situazione di pericolo dovuta alla diffusione di armi biologiche è davvero probabile? Davvero è così semplice piegare le regole della natura a favore degli interessi economici oppure è tutto frutto della fantasia dell'autore? Eppure....ci sono tutti quei dati, tutte quelle spiegazioni....è proprio per questo che all'inizio vi dicevo che questo libro mi ha lasciato con mille dubbi e domande. Vernice fresca sembra quasi un'inchiesta, di quelle che mettono i brividi e che fanno accapponare la pelle, di quelle che ti fanno riflettere sugli avvenimenti di cui si sente parlare al telegiornale e ti fa venire il sospetto che forse ci sono tante cose che ci vengono nascoste. Più si scava e più alte sono le probabilità di trovare questioni insabbiate, esperimenti non ammessi, accordi che sfidano ogni regola della morale. Duilio Cattaneo potrebbe essere uno chiunque di noi che ad un certo punto della sua vita si trova a dover fare delle scelte, un uomo che si trova al posto giusto nel momento giusto. Un romanzo che sicuramente vi consiglio di leggere.
lbion, di Bianca Marconero, è un libro che nella sua semplicità e linearità ti cattura inesorabilmente e ti trascina nella vita di un ragazzo che a casa mia chiamiamo str....figlio di papà. Marco Cinquedraghi viene costretto dal padre a frequentare un prestigioso collegio, Albion, situato in uno sp
... (continue)
lbion, di Bianca Marconero, è un libro che nella sua semplicità e linearità ti cattura inesorabilmente e ti trascina nella vita di un ragazzo che a casa mia chiamiamo str....figlio di papà. Marco Cinquedraghi viene costretto dal padre a frequentare un prestigioso collegio, Albion, situato in uno sperduto paesino della Svizzera. Un collegio le cui materie di studio e la disciplina e le rigide regole sono fatte per forgiare un uomo (inteso nel senso generale del termine, quindi sia donne che uomini) fatto e finito, che non chiede scusa, che sa cosa vuole e trova i modi per ottenerlo, non importa quali sono i mezzi con cui si raggiunge lo scopo. Per poter essere ammessi in questa scuola è necessario essere figlio di..., solo gli eredi dei fondatori dell'Albion hanno il diritto di studiare in questa scuola d'alto livello. Tuttavia nel corso del tempo non tutte le famiglie dei fondatori hanno mantenuto una ricchezza tale da permettergli di pagare la retta più che cospicua che la scuola richiede ogni anno e così i meno fortunati hanno diritto ad una borsa di studio. Se questo aspetto vi fa pensare ad un qualcosa di positivo e che dimostra la sensibilità della scuola alle difficoltà dei suoi studenti, beh.....vi state proprio sbagliando. I borsisti devono qualcosa al collegio proprio perchè il collegio permette loro di studiare senza pagare la retta e così i borsisti si trovano ad essere presi in giro dagli studenti regolari, trattati come servi e vengono loro affidati i servizi: servire la colazione, fare da tutor, aprire gli ombrelli quando piove e così via. Marco Cinquedraghi è, quindi, nel suo elemento quando inizia a frequentare l'Albion: acquista subito popolarità e tratta malissimo i borsisti. Ma il nostro giovane petulante (scusate ma io proprio non lo sopporto, solo verso le ultime cento pagine forse forse potrei tollerarlo) si trova ben presto ad avere bisogno delle persone che ha disprezzato e, anzi, si trova a provare dei sentimenti per una di loro, Helena. Nella sua scalata verso il successo, Marco finalmente si rende conto che in questa nuova scuola non ha amici e che il suo comportamento non fa altro che allontanare chi, con buona fede, ha cercato di aiutarlo e così intraprende un percorso di "revisione" del suo carattere, le priorità diventano altre e quando scopre di aver deluso le uniche persone che si sono veramente affezionate a lui, tenta di tutto pur di rimediare. Sullo sfondo, intanto, si dipana il filo conduttore dell'intero libro e dell'intera saga. Alcuni dei protagonisti scoprono di avere strani poteri: Deacon può spostare le cose con la telecinesi e a volte gli capita di sentire i pensieri di Marco, Lance ha dei presentimenti che sono indice della sua capacità, ancora da sviluppare, di prevedere il futuro, Erek può guarire ferite, svenimenti e traumi solo con l'imposizione delle mani. L'Albion College nasconde un segreto che un gruppo di ragazzi tenterà di risolvere e portare alla luce. Quello che i protagonisti di questa storia non sanno è che il segreto sono proprio loro: un'antica leggenda accomuna tutte le loro famiglie, una leggenda che nasce intorno ad un re mitico e leggendario, dall'animo buono e fiducioso, ad un mago grande, grandissimo, che ha fatto la fortuna di un regno e ad una serie di cavalieri che sedevano ad una tavola rotonda. E se questi leggendari cavalieri avessero unito le forze con altri personaggi leggendari, tipo i templari? Albion non è altro che il primo, bellissimo libro di una saga che si presenta come un successo tutto italiano. Bianca Marconero ti cattura e non ti lascia andare più fino all'ultima pagina e ti piega in ginocchio con la forza bruta di Marco facendoti pregare per averne di più. Ok, forse è un pò esagerato, ma a me questo libro è proprio piaciuto tanto: non solo il lettore si sente parte integrante della storia, vive e studia con i personaggi del libro, ma la realtà di Albion sembra uscire con prepotenza dalle pagine e invadere il tuo mondo. Inoltre, l'elemento fantastico è introdotto in modo così sottile che ti trovi a chiedere se quello che sta succedendo sia davvero qualcosa di magico oppure no, magari c'è una spiegazione a tutto. E quando arrivi in fondo non puoi credere a quello che stai scoprendo e non puoi credere che proprio quel personaggio ci abbia messi tutti nel sacco. Sì, proprio tutti. In conclusione, vi consiglio assolutamente di leggerlo.
Petali di sangue
Davvero non so da dove iniziare.continue)
Questo libro non mi è proprio piaciuto ed è stata una delusione cocente.
Non solo sono stata ingannata dalla cover che prometteva una bella storia, ma anche dalle numerose recensioni positive. Ma abbiamo letto lo stesso libro?
Al di là della storia raccontata, bana ... (
Davvero non so da dove iniziare.
Questo libro non mi è proprio piaciuto ed è stata una delusione cocente.
Non solo sono stata ingannata dalla cover che prometteva una bella storia, ma anche dalle numerose recensioni positive. Ma abbiamo letto lo stesso libro?
Al di là della storia raccontata, banale, banalissima, manca tutto a partire da un corretto utilizzo dei verbi. La mia maestra di italiano (forse sbagliava lei, ma dubito) mi ha sempre detto che se inizio un testo al presente poi deve finire al presente, nel senso di non combinare insieme tempi e modi per dar vita ad un'insalata di presenti, passati remoti e trapassati. Inoltre, spesso mi sono trovata a leggere frasi in cui i verbi erano proprio stati "coordinati" male. Riporto due frasi per tutte:
Lui fece un cenno d'assenso come se tutte le parole gli morirono sulle labbra... (MORIRONO?)
...Replicai che era ben capace di difendersi da solo se volesse.... (VOLESSE?)
Ora passiamo alla storia: abbiamo una ragazza di 29 o 32 anni, non si sa, perché l'autrice si è confusa e in un capitolo dice 32 nell'altro 29....che è comandante della polizia, nonché amministratrice nazionale degli affari pubblici tra umani e creature immortali magiche: il suo compito e assicurarsi che i rapporti tra mortali e immortali si svolgano nel rispetto della legge. Ma è lei stessa la prima ad infrangerle innamorandosi perdutamente del sovrano dei vampiri.
Giosy, questo il nome della protagonista, è anche una strega potentissima, l'unica in grado di fare un incantesimo che possa assicurare alla regina dei lupi di impossessarsi di un potere mai visto. Peccato che la nostra Giosy si rifiuti di esercitare la magia e che l'unica persona che possa aiutarla ad imparare, la nonna, sia scomparsa da anni.
Protagonista maschile è Carter, sovrano dei vampiri, rispettato e temuto, da sempre innamorato della protagonista e perciò fa di tutto per difenderla e tenerla al sicuro. La Clarke da molta importanza al lato umano di Carter e meno al Carter vampiro: avrei preferito che, invece, facesse il contrario: è pur sempre un sovrano no? Mostrare un lato così "debole" nel descrivere un personaggio che avrebbe, invece, dovuto esser pensato con un pugno di ferro non ha fatto altro che diminuire il mio già scarso interesse per la storia.
L'intreccio dei fatti parte da un omicidio verificatosi proprio nella abitazione di Carter: si aprono, quindi, le indagini per trovare il colpevole ma, nel corso dell'inchiesta, emergono alcuni elementi di non facile soluzione. Appare da subito chiaro che, sia nella squadra di Giosy, che tra i seguaci di Carter c'è una spia. Ovviamente il personaggio più impensabile. L'autrice, però, non ha saputo sfruttare appieno questo elemento andando a rivelare quasi subito l'identità dei traditori.
Alle indagini si aggiungono, poi, alcune visioni di un passato lontano che accomunano Giosy e Carter e che fanno riferimento ad un tempo in cui i due ancora non esistevano. Carina l'idea di una storia comune ai due, di un amore che va al di là del tempo e della morte, ma anche in questo caso, avrei preferito che si fosse approfondito meglio.
Mi dispiace essere così negativa nei confronti di una storia che, ha ricevuto diversi commenti positivi, ma a me non è piaciuto e non posso che essere sincera con voi.
Posso spezzare però una lancia a favore: l'idea di dedicare un capitolo a Giosy e uno a Carter è stata una buona mossa. Abbiamo, per lo meno, un quadro completo dei pensieri di entrambi i protagonisti. Una volta terminato il capitolo dal punto di vista di Giosy, in quello successivo, veniamo a conoscenza dei pensieri e delle azioni di Carter e viceversa.
Sinceramente mi aspettavo di più: di solito parto prevenuta nei confronti di questo genere di libri, perchè cadere nei soliti cliché è facile, ma mai mi sarei aspettata di essere così subdolamente tradita.
L'astrologo
L'astrologo di Carla Montero non mi ha convinta subito: iniziato e abbandonato dopo il secondo capitolo per una lettura più urgente, se n'è rimasto li, tranquillo, sul mio comodino e intanto pensava "Vedrai che ti pentirai di avermi lasciato qui".continue)
Finita la precedente lettura ho ripreso in mano il ... (
L'astrologo di Carla Montero non mi ha convinta subito: iniziato e abbandonato dopo il secondo capitolo per una lettura più urgente, se n'è rimasto li, tranquillo, sul mio comodino e intanto pensava "Vedrai che ti pentirai di avermi lasciato qui".
Finita la precedente lettura ho ripreso in mano il romanzo della Montero e mi sono addentrata in due periodi storici differenti, alla conoscenza di due coppie legate dallo stesso fil rouge: un quadro del Giorgione di cui solo pochissimi hanno sentito parlare e avvolto da un'aurea di mistero, segreti e sotterfugi che lo accompagnano da secoli, fin dal momento in cui l'artista lo ha immaginato nella sua mente.
Mentre le ricerche di Ana, assunta dal suo ricco fidanzato, interessato ad essere il nuovo titolare di quest'opera inestimabile, procedono lentamente e senza successo, il lettore viene d'un tratto catapultato durante la seconda guerra mondiale in una Parigi occupata dai tedeschi, in cui una bellissima e ingenua ragazza ebrea, Sarah Bauer, cerca di restare a galla e non farsi uccidere dalla Gestapo, ma soprattutto cerca di dimenticare che l'uomo con cui aveva passato alcuni dei pomeriggi più belli a parlare di arte, Georg Von Bergheim, ha fatto irruzione nella sua casa per appropriarsi di un quadro che la famiglia Bauer protegge da generazioni e ordina la deportazione dei genitori e dei fratelli di Sarah.
Intanto nella Parigi del 2010 qualcosa si muove e Ana e il suo collega di lavoro Alain, si fanno sempre più vicini all'oggetto della loro ricerca senza mai arrivarci veramente, il tutto complicato da una presenza misteriosa che minaccia la vita dei due affinchè si dimentichino dell'Astrologo.
Tra presente e passato, il lettore si ritrova ora a curiosare in archivi polverosi tra vecchi documenti, ora a tremare dalla paura insieme a Sarah interrogata dalla polizia tedesca, di nuovo nel 2010 sulle tracce della famiglia Bauer e ancora con Sarah, confusa perchè il germe di un sentimento che non dovrebbe provare si insinua a tradimento nel suo cuore. E quando Ana e Alain, finalmente, collegano Sarah all'Astrologo, tutto diventa importante: ogni dettaglio, ogni documento, ogni minima informazione che possa svelare il luogo in cui il quadro del Giorgione si trova.
Ma io, da buona romantica, non ero interessata alle ricerche, non volevo sapere cosa succedeva ad Alain e ad Ana, ma volevo conoscere la storia di Sarah: che fine ha fatto? E' riuscita a scappare alla Gestapo? E' stata deportata? E' ancora viva o è solo un ricordo che la storia si è portata via con se? E Georg? Cosa gli è successo? Ha trovato l'Astrologo? Un fiume di domande che incessantemente mi ha tenuta incollata alle pagine del libro per lasciarmi alquanto infastidita quando, bruscamente, venivo riportata al presente.
Sarah Bauer è un eroe di guerra, che pur non avendo partecipato direttamente ai combattimenti ha sofferto, in quanto ebrea, le pene dell'inferno. Ogni volta che leggo una storia in cui viene raccontata l'assurdità mostruosa dell'Olocausto o che guardo un film che ti fa riflettere sul fatto che la pazzia umana e la cattiveria non hanno limiti, mi viene la pelle d'oca. Sarah ha sofferto per la guerra come tutti i parigini, gli italiani, gli inglesi, i tedeschi...ma si tratta di una sofferenza molto maggiore, dovuta al solo fatto di avere un Dio diverso, una fede diversa. Tuttavia, il lavoro della Montero non è una denuncia ne tanto meno un'inchiesta: è una storia d'amore tra le più impossibili e le più inimagginabili e arrivare alla fine ti fa scoprire che l'amore può davvero tutto, ma proprio tutto e questa scoperta, questa consapevolezza ti lascia con una sensazione di pace e serenità nel cuore.
La storia di Sarah è una delle tante che si raccontano sul periodo della guerra, arricchita dall'elemento magico e sovrannaturale, dalla leggenda che è costituita da un quadro la cui tela conterrebbe un messaggio cifrato, una mappa per un tesoro oscuro e terribile che per nessuna ragione deve finire nelle mani sbagliate.
Navigando sul web mi sono sorpresa di non aver trovato recensioni su questo libro, nemmeno su Anobii o Goodreads (in realtà su Goodreads qualche commento c'è ma non in italiano). Nessuno di voi l'ha letto? Male!
Aveva ragione, il libro, a pensare che mi sarei pentita di averlo lasciato in disparte, perchè l'ho divorato. Immersa nella storia, curiosa come una comare di paese che si impiccia degli affari di tutti, non sono riuscita a staccare il mio bel nasino dalle pagine scritte da Carla Montero. Solo quando ho voltato l'ultima pagina sono stata pienamente soddisfatta. Tutte le domande che mi sono posta trovano risposta, ogni pezzo di un puzzle intricatissimo vanno a loro posto e ben si incastrano, anche se appartengono a mondi che sono diametralmente opposti, come un bellissima ragazza ebrea e un comandante dell'esercito tedesco, tra i pià stimati dalle alte sfere del governo nazista.
Sicuramente consigliatissimo.
Gabriel's inferno
Quando ho preso in mano la mia copia di Gabriel's Inferno, Tentazione e castigo ero preparata a leggere un'altra storia alla "Fifty Shades" e già nella mia testa si andava formando l'idea della storiella ad altissimo sfondo sessuale ma nulla più.continue)
Vi dico subito che mi sono ricreduta. Sono un'inguar ... (
Quando ho preso in mano la mia copia di Gabriel's Inferno, Tentazione e castigo ero preparata a leggere un'altra storia alla "Fifty Shades" e già nella mia testa si andava formando l'idea della storiella ad altissimo sfondo sessuale ma nulla più.
Vi dico subito che mi sono ricreduta. Sono un'inguaribile romantica, che si è innamorata di Mr Grey, così come di Gabriel. Sono una sognatrice, a cui piace credere che le cose impossibili, come redimere un libertino dissoluto, sia cosa fattibile e, quindi vi dico che Gabriel's Inferno si è insinuato nel mio cuore e lentamente ne ha preso possesso.
Julia frequenta un corso dedicato a Dante che le permetterà di accedere al dottorato: ammessa ad Harvard, e declinato per la Toronto University per approfittare della borsa di studio, Julia si ritrova di fronte al suo passato, ma ciò che più importa è che lei superi brillantemente il corso del professor Emerson e lui accetti di essere il relatore della sua tesi.
Gabriel Emerson è il Mr Grey della Toronto University, oscuro, misterioso, autoritario e tremendamente bello.
Inevitabile il colpo di fulmine tra i due, anche se per Julia la situazione è un pò diversa perchè Gabriel è il suo primo e unico amore. La sua passione per Dante e l'Italia è sbocciata un pomeriggio in un giardino di meli con un ragazzo bellissimo ma con diversi problemi. Gabriel Emerson non ricorda assolutamente nulla di Julia e la ragazza è intenzionata a far si che ciò rimanga tale. Ma il destino non è quasi mai d'accordo con le nostre scelte e la migliore amica di Julia, Rachel viene a farle visita. Indovinate chi è il fratello di Rachel?
Così in un crescendo di situazioni imbarazzanti, scontri più o meno umilianti, incontri roventi, il bello e impossibile si innamora della ragazza ingenua e sprovveduta. Ma la loro relazione non può emergere perchè il passato di Gabriel lo tormenta continuamente e il ragazzo non crede di meritare l'amore della sua Julia, oltre al fatto che lui è il professore di lei e se la relazione venisse scoperta entrambi dovrebbero rinunciare al loro futuro.
Ma, come ci insegnano le fiabe, nessun ostacolo è troppo alto per il vero amore, e così Gabirel e Julia si ritirovano ad essere una coppia, senza sapere nemmeno loro come ciò sia possibile, tormentati e torturati dal dubbio di non meritarsi l'un l'altro.
Sullo sfondo l'amore idilliaco di Dante e Beatrice: lei unica che possa redimere il poeta dai suoi peccati e mostrargli la luce del paradiso. Gabriel come Dante, si affida alla sua musa, nella speranza che lei possa comunque amarlo nonostante la sua oscurità.
Gabriel'Inferno ha lentamente conquistato il mio cuore: se vi aspettate mille pagine di sesso, prepotenze e umiliazione e ancora sesso...beh non è quello che troverete in questo libro. Gabriel cede piano piano il passo ai suoi sentimenti e corteggia la sua Julia con una pazienza infinita: la adora, la venera, la coccola, la vizia. Lui è Dante lei la sua Beatrice, la sola che possa illuminare la sua strada.
Tentazione e castigo non ha nulla a che fare con le Sfumature: Sylvain Reynard ci racconta uno storia d'amore con i colori freddi e scuri dei demoni del passato. Ci racconta la storia di un ragazzino abbandonato dai suoi genitori che fa la conoscenza dell'alcool e della droga e che aspira ad uscire dal vortice di oscurità che lo circonda. Solo una visione di luce, un'accecante sfera di bontà potrà riscuoterlo dal suo torpore e portarlo finalmente oltre i confini dell'oscurità.
Vi consiglio assolutamente di leggerlo se, come me, siete delle tenerone che credono fermamente nell'Happy Ending. Non è sicuramente il capolavoro dell'anno, ma, ogni tanto, leggere di storie romantiche fa bene al cuore. Per cui mettetevi comode, Gabriel vi metterà una calda coperta sulle spalle e vi riserverà dolcissime sorprese.
Vernice Fresca
Leggere Vernice Fresca di Antonio Grassi non è stato per niente cosa facile.continue)
La lettura mi ha impegnato giorno e notte e ha richiesto un'attenzione non indifferente. Nonostante abbia assorbito tutte le mie energie, non trovavo il modo di separarmene.
Tema centrale è quello del pericolo causato dalle ... (
Leggere Vernice Fresca di Antonio Grassi non è stato per niente cosa facile.
La lettura mi ha impegnato giorno e notte e ha richiesto un'attenzione non indifferente. Nonostante abbia assorbito tutte le mie energie, non trovavo il modo di separarmene.
Tema centrale è quello del pericolo causato dalle armi biologiche, pensate e create tanto per arricchire le tasche di pochi prescelti quanto come arma di distruzione di massa nelle mani di gruppi terroristici, tanto come moneta di ricatto.
Duilio Cattaneo è uno dei dirigenti più importanti della LgB, Life is Good Bioresearch: un'industria farmaceutica, un'astronave calata in un paesino della provincia milanese, i cui capi e scienziati si divertono a giocare con DNA e virus. Duilio viene catapultato negli intrighi dei tre fratelli proprietari della LgB, in un vortice di dubbi e domande, di personaggi influenti, servizi segreti italiani e non, paesi dimenticati da Dio, armi biologiche, intrighi, sospetti, omicidi.
Tutto parte da un presunto incidente ad uno dei filtri della LgB, incidente che avrebbe causato la fuoriuscita di un virus pericoloso, notizia aggravata da due ricoveri nell'ospedale cittadino per sintomi che fanno pensare ad una qualche rara o potente malattia infettiva.
Duilio Cattaneo, una volta uomo di principi e ideali, oggi fedele servitore della causa dei suoi datori di lavoro, inizia a porsi domande: l'incidente c'è stato? Se sì, perchè non è stato informato? Cosa nascondo i fratelli Zanica? Può fare qualcosa?
Raccontarvi tutto Vernice Fresca sarebbe un azzardo e vi toglierebbe il gusto di leggerlo. Gli eventi si intrecciano in modo così preciso e scrupoloso tra di loro e con le vite private dei numerosi personaggi che compaiono in questo romanzo che, come dicevo prima, la lettura richiede grande attenzione.
Ma non solo gli intrighi e i sotterfugi: Vernice Fresca è un'insalata di vita privata e lavoro, di scelte sbagliate e mosse pericolose, di caccia al più furbo, il tutto farcito da una dose abbondante di termini specifici e a volte incomprensibili (ahimé, la mia cultura è strettamente umanistica e le mie conoscenze scientifiche si riducono a niente). Ma attenzione, non si tratta di un difetto, anzi: l'autore mostra una certa preparazione in materia, per la serie "parlo di questo e so esattamente di cosa sto parlando", dono che non è di tutti.
Lo stile di Grassi è particolare: sembra quasi che si affanni a dare più informazioni possibili sugli eventi e sui personaggi di cui tratta. Tutto è veloce, velocissimo, tutto conciso, dettagliato, molto dettagliato. Pochi i dialoghi, molte le descrizioni. Ogni personaggio è analizzato sotto diversi punti di vista e nelle diverse sfumature e sfaccetature del proprio carattere.
Vernice fresca è un concentrato di aggettivi e virgole, di fatti che si susseguono ininterrottamente, di personaggi, di vite, di storie, diversi passati che si intrecciano con il presente per creare una fitta, fittissima rete di intrighi da cui il lettore non può liberarsi se non all'ultima pagina, anzi, nemmeno la fine riesce a smorzare il senso di ansia, nemmeno l'ultima parola riesce a liberare il protagonista dal proprio passato.
Vi dicevo che questo romanzo ti cattura: il lettore, oltre a dover prestare particolare attenzione nel corso della lettura, fondamentale non perdersi alcun passaggio, viene rapito da uno stile nervoso, ansioso , in affanno che non ti permette di staccarti dalla storia, quasi come se arrivare in fondo fosse una questione di vita o di morte. C'è il bisogno incessante di sapere, di dare risposte a mille domande e dubbi.
Inoltre, la cura con cui vengono forniti dati e numeri fa riflettere: siamo di fronte ad uno scenario verosimile? Una situazione di pericolo dovuta alla diffusione di armi biologiche è davvero probabile? Davvero è così semplice piegare le regole della natura a favore degli interessi economici oppure è tutto frutto della fantasia dell'autore?
Eppure....ci sono tutti quei dati, tutte quelle spiegazioni....è proprio per questo che all'inizio vi dicevo che questo libro mi ha lasciato con mille dubbi e domande. Vernice fresca sembra quasi un'inchiesta, di quelle che mettono i brividi e che fanno accapponare la pelle, di quelle che ti fanno riflettere sugli avvenimenti di cui si sente parlare al telegiornale e ti fa venire il sospetto che forse ci sono tante cose che ci vengono nascoste. Più si scava e più alte sono le probabilità di trovare questioni insabbiate, esperimenti non ammessi, accordi che sfidano ogni regola della morale.
Duilio Cattaneo potrebbe essere uno chiunque di noi che ad un certo punto della sua vita si trova a dover fare delle scelte, un uomo che si trova al posto giusto nel momento giusto.
Un romanzo che sicuramente vi consiglio di leggere.
Albion
lbion, di Bianca Marconero, è un libro che nella sua semplicità e linearità ti cattura inesorabilmente e ti trascina nella vita di un ragazzo che a casa mia chiamiamo str....figlio di papà.continue)
Marco Cinquedraghi viene costretto dal padre a frequentare un prestigioso collegio, Albion, situato in uno sp ... (
lbion, di Bianca Marconero, è un libro che nella sua semplicità e linearità ti cattura inesorabilmente e ti trascina nella vita di un ragazzo che a casa mia chiamiamo str....figlio di papà.
Marco Cinquedraghi viene costretto dal padre a frequentare un prestigioso collegio, Albion, situato in uno sperduto paesino della Svizzera. Un collegio le cui materie di studio e la disciplina e le rigide regole sono fatte per forgiare un uomo (inteso nel senso generale del termine, quindi sia donne che uomini) fatto e finito, che non chiede scusa, che sa cosa vuole e trova i modi per ottenerlo, non importa quali sono i mezzi con cui si raggiunge lo scopo.
Per poter essere ammessi in questa scuola è necessario essere figlio di..., solo gli eredi dei fondatori dell'Albion hanno il diritto di studiare in questa scuola d'alto livello. Tuttavia nel corso del tempo non tutte le famiglie dei fondatori hanno mantenuto una ricchezza tale da permettergli di pagare la retta più che cospicua che la scuola richiede ogni anno e così i meno fortunati hanno diritto ad una borsa di studio. Se questo aspetto vi fa pensare ad un qualcosa di positivo e che dimostra la sensibilità della scuola alle difficoltà dei suoi studenti, beh.....vi state proprio sbagliando. I borsisti devono qualcosa al collegio proprio perchè il collegio permette loro di studiare senza pagare la retta e così i borsisti si trovano ad essere presi in giro dagli studenti regolari, trattati come servi e vengono loro affidati i servizi: servire la colazione, fare da tutor, aprire gli ombrelli quando piove e così via.
Marco Cinquedraghi è, quindi, nel suo elemento quando inizia a frequentare l'Albion: acquista subito popolarità e tratta malissimo i borsisti. Ma il nostro giovane petulante (scusate ma io proprio non lo sopporto, solo verso le ultime cento pagine forse forse potrei tollerarlo) si trova ben presto ad avere bisogno delle persone che ha disprezzato e, anzi, si trova a provare dei sentimenti per una di loro, Helena.
Nella sua scalata verso il successo, Marco finalmente si rende conto che in questa nuova scuola non ha amici e che il suo comportamento non fa altro che allontanare chi, con buona fede, ha cercato di aiutarlo e così intraprende un percorso di "revisione" del suo carattere, le priorità diventano altre e quando scopre di aver deluso le uniche persone che si sono veramente affezionate a lui, tenta di tutto pur di rimediare.
Sullo sfondo, intanto, si dipana il filo conduttore dell'intero libro e dell'intera saga. Alcuni dei protagonisti scoprono di avere strani poteri: Deacon può spostare le cose con la telecinesi e a volte gli capita di sentire i pensieri di Marco, Lance ha dei presentimenti che sono indice della sua capacità, ancora da sviluppare, di prevedere il futuro, Erek può guarire ferite, svenimenti e traumi solo con l'imposizione delle mani.
L'Albion College nasconde un segreto che un gruppo di ragazzi tenterà di risolvere e portare alla luce. Quello che i protagonisti di questa storia non sanno è che il segreto sono proprio loro: un'antica leggenda accomuna tutte le loro famiglie, una leggenda che nasce intorno ad un re mitico e leggendario, dall'animo buono e fiducioso, ad un mago grande, grandissimo, che ha fatto la fortuna di un regno e ad una serie di cavalieri che sedevano ad una tavola rotonda. E se questi leggendari cavalieri avessero unito le forze con altri personaggi leggendari, tipo i templari?
Albion non è altro che il primo, bellissimo libro di una saga che si presenta come un successo tutto italiano.
Bianca Marconero ti cattura e non ti lascia andare più fino all'ultima pagina e ti piega in ginocchio con la forza bruta di Marco facendoti pregare per averne di più. Ok, forse è un pò esagerato, ma a me questo libro è proprio piaciuto tanto: non solo il lettore si sente parte integrante della storia, vive e studia con i personaggi del libro, ma la realtà di Albion sembra uscire con prepotenza dalle pagine e invadere il tuo mondo. Inoltre, l'elemento fantastico è introdotto in modo così sottile che ti trovi a chiedere se quello che sta succedendo sia davvero qualcosa di magico oppure no, magari c'è una spiegazione a tutto. E quando arrivi in fondo non puoi credere a quello che stai scoprendo e non puoi credere che proprio quel personaggio ci abbia messi tutti nel sacco. Sì, proprio tutti.
In conclusione, vi consiglio assolutamente di leggerlo.