La prima parte di questo libro mostra chiaramente che questo autore e' perfettamente in grado di scrivere una interessante crime fiction, con un bell'intreccio ed un buon ritmo.
E questo e' il motivo per cui non mi spiego la seconda parte del libro. Le possibili spiegazioni che trovo a una tale cat
... (continue)
La prima parte di questo libro mostra chiaramente che questo autore e' perfettamente in grado di scrivere una interessante crime fiction, con un bell'intreccio ed un buon ritmo.
E questo e' il motivo per cui non mi spiego la seconda parte del libro. Le possibili spiegazioni che trovo a una tale catastrofe sono 1) un esempio classico di doppia personalita' 2) una megalomania davvero esagerata 3) dei PESSIMI consiglieri.
Insomma, la virata verso la fantascienza, piu' o meno a meta' libro, ci sta come un "capello nella zuppa", come direbbero in Francia. E siccome io non reggo la fantascienza, la cosa mi ha abbastanza irritata. Anche perche', beh, insomma nel caso leggerei Azimof.
Quindi regretful. And bye bye.
PS Il modo in cui questo ed altri scrittori parlano delle/descrivono le donne, la dice lunga sulla situazione tra i sessi nella societa' contemporanea. Ehi, siamo quiiiiiii!Aprite gli occhie e le orecchie, ragazzi.
...di solito quando leggo un grande capolavoro, trovo sempre, qui su anobii, delle recensioni che trovo fantastiche, che sviscerano le mie sensazioni nel leggere, che mi fanno "affratellare" coi lettori di tutto il mondo.
...di solito quando leggo un grande capolavoro, trovo sempre, qui su anobii, delle recensioni che trovo fantastiche, che sviscerano le mie sensazioni nel leggere, che mi fanno "affratellare" coi lettori di tutto il mondo.
INvece, leggendo le recensioni di "Uomini e topi", ho notato che non ce n'era nessuna che davvero mi soddisfacesse. Poi ci ho pensato su ed ho capito perche'.
Il fatto e' che raccontare la storia di questo romanzo, senza ricadere nel 1) qualunquismo 2) manicheismo 3) buonismo stucchevole...riesce solo a Steinbeck.
La storia e' tragica, e' esemplare, e' drammatica. Ma e' anche scarna nella sua semplicita', e, insomma, non la si puo' raccontare. L'ha potuta raccontare JS. L'ha saputa magistralmente tradurre Cesare Pavese. La prosa e' fluida, e' essenziale, e' vera. Il registro stilistico e' quasi povero, e rispecchia il contesto sociale. Ora saro' costretta ad usare anche io la parola "poetico", e ricadro' nella melma dei mediocri recensori.
Inoltre, io in questo libro ci ho ritrovato Verga. Non so se sono la prima, e non mi interessa. Ma quando la storia si avvia verso la sua conclusione, irrimediabilmente tragica, e' come se avessi visto di nuovo la Provvidenza affondare. Ed e' affondata con quella dignita' che forse noi, uomini del XXI secolo, non sappiamo nemmeno piu' riconoscere quando la vediamo.
"Era il 1962, un anno di tensione ricorrente a livello mondiale, quando Steinbeck ricevette il Nobel. «Il vecchio compito dello scrittore», disse nel discorso di accettazione, «non è cambiato. Gli tocca di denunciare dolorose colpe e fallimenti, di scavare per riportare alla luce i nostri sogni più cupi e insidiosi, allo scopo di migliorare». Scrittore emblematico, oggi che la crisi sembra travolgerci in nuova veste i suoi libri meritano davvero di essere riletti, e le sue parole ascoltate. "
...e' l'indiscusso protagonista di questo romanzo, che si presenta un po' come il film sliding doors, conducendoci nel tunnel dell'esistenza di diverse persone, spesso con una connessione molto flebile tra loro, eppure le cui vite si intrecciano in modo armonico, ed inesorabile.
...e' l'indiscusso protagonista di questo romanzo, che si presenta un po' come il film sliding doors, conducendoci nel tunnel dell'esistenza di diverse persone, spesso con una connessione molto flebile tra loro, eppure le cui vite si intrecciano in modo armonico, ed inesorabile.
Il tempo e' per me "croce e delizia" e quindi questo libro molto sperimentale e' decisamente nelle mie corde.
Ed ancora una volta apprezzo il premio Pulitzer e la sua giuria.
Federico
Raccogliere il calore del sole, i riflessi dei colori e mettere in fila le parole e' un lavoro.
Bellissimo libretto, con morale ma non moralista.
Illustrazioni perfette, semplici semplici.
L'uomo di Primrose Lane
La prima parte di questo libro mostra chiaramente che questo autore e' perfettamente in grado di scrivere una interessante crime fiction, con un bell'intreccio ed un buon ritmo.
E questo e' il motivo per cui non mi spiego la seconda parte del libro. Le possibili spiegazioni che trovo a una tale cat ... (continue)
La prima parte di questo libro mostra chiaramente che questo autore e' perfettamente in grado di scrivere una interessante crime fiction, con un bell'intreccio ed un buon ritmo.
E questo e' il motivo per cui non mi spiego la seconda parte del libro. Le possibili spiegazioni che trovo a una tale catastrofe sono 1) un esempio classico di doppia personalita' 2) una megalomania davvero esagerata 3) dei PESSIMI consiglieri.
Insomma, la virata verso la fantascienza, piu' o meno a meta' libro, ci sta come un "capello nella zuppa", come direbbero in Francia. E siccome io non reggo la fantascienza, la cosa mi ha abbastanza irritata. Anche perche', beh, insomma nel caso leggerei Azimof.
Quindi regretful. And bye bye.
PS Il modo in cui questo ed altri scrittori parlano delle/descrivono le donne, la dice lunga sulla situazione tra i sessi nella societa' contemporanea. Ehi, siamo quiiiiiii!Aprite gli occhie e le orecchie, ragazzi.
La morte non è cosa per ragazzine
Dopo un inizio forse un po' lungo, Flavia torna in formissima e noi ce la spassiamo :-)
Uomini e topi
Adoro Steinbeck, e questo si sa.
...di solito quando leggo un grande capolavoro, trovo sempre, qui su anobii, delle recensioni che trovo fantastiche, che sviscerano le mie sensazioni nel leggere, che mi fanno "affratellare" coi lettori di tutto il mondo.
INvece, leggendo le recensioni di "Uomini e ... (continue)
Adoro Steinbeck, e questo si sa.
...di solito quando leggo un grande capolavoro, trovo sempre, qui su anobii, delle recensioni che trovo fantastiche, che sviscerano le mie sensazioni nel leggere, che mi fanno "affratellare" coi lettori di tutto il mondo.
INvece, leggendo le recensioni di "Uomini e topi", ho notato che non ce n'era nessuna che davvero mi soddisfacesse. Poi ci ho pensato su ed ho capito perche'.
Il fatto e' che raccontare la storia di questo romanzo, senza ricadere nel 1) qualunquismo 2) manicheismo 3) buonismo stucchevole...riesce solo a Steinbeck.
La storia e' tragica, e' esemplare, e' drammatica. Ma e' anche scarna nella sua semplicita', e, insomma, non la si puo' raccontare. L'ha potuta raccontare JS. L'ha saputa magistralmente tradurre Cesare Pavese.
La prosa e' fluida, e' essenziale, e' vera. Il registro stilistico e' quasi povero, e rispecchia il contesto sociale. Ora saro' costretta ad usare anche io la parola "poetico", e ricadro' nella melma dei mediocri recensori.
Inoltre, io in questo libro ci ho ritrovato Verga. Non so se sono la prima, e non mi interessa. Ma quando la storia si avvia verso la sua conclusione, irrimediabilmente tragica, e' come se avessi visto di nuovo la Provvidenza affondare. Ed e' affondata con quella dignita' che forse noi, uomini del XXI secolo, non sappiamo nemmeno piu' riconoscere quando la vediamo.
PS qui un articolo interessante
http://www.lastampa.it/2012/08/17/cultura/libri/da-una-…
"Era il 1962, un anno di tensione ricorrente a livello mondiale, quando Steinbeck ricevette il Nobel. «Il vecchio compito dello scrittore», disse nel discorso di accettazione, «non è cambiato. Gli tocca di denunciare dolorose colpe e fallimenti, di scavare per riportare alla luce i nostri sogni più cupi e insidiosi, allo scopo di migliorare». Scrittore emblematico, oggi che la crisi sembra travolgerci in nuova veste i suoi libri meritano davvero di essere riletti, e le sue parole ascoltate. "
Il tempo è un bastardo
...e' l'indiscusso protagonista di questo romanzo, che si presenta un po' come il film sliding doors, conducendoci nel tunnel dell'esistenza di diverse persone, spesso con una connessione molto flebile tra loro, eppure le cui vite si intrecciano in modo armonico, ed inesorabile.
Il tempo e' per me ... (continue)
...e' l'indiscusso protagonista di questo romanzo, che si presenta un po' come il film sliding doors, conducendoci nel tunnel dell'esistenza di diverse persone, spesso con una connessione molto flebile tra loro, eppure le cui vite si intrecciano in modo armonico, ed inesorabile.
Il tempo e' per me "croce e delizia" e quindi questo libro molto sperimentale e' decisamente nelle mie corde.
Ed ancora una volta apprezzo il premio Pulitzer e la sua giuria.