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- Lettere a Milena (630)
- By Franz Kafka
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- La settima onda (1064)
- By Daniel Glattauer
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Finished on Feb 14, 2012





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- Le ho mai raccontato del vento del nord (2180)
- By Daniel Glattauer
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- L'ultimo drago (115)
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- Una vita tra i figli dei fiori
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- Piccoli suicidi tra amici (2213)
- By Arto Paasilinna
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- Le prime luci del mattino (2067)
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- Lolita (9698)
- By Vladimir Nabokov
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- Revolutionary Road (2844)
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- Scrivere Racconti (3)
- By Flannery O'Connor
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Finished on Jan 14, 2012
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- Il regno animale (318)
- By Francesco Bianconi
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- Maledetti froci & maledette lesbiche (49)
- Libro bianco (ma non troppo) sulle aggressioni omofobe in Italia
- By Maura Chiulli
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Finished on Dec 18, 2011





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Maledetti froci & maledette lesbiche
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L'omofobia esiste e deve essere punita -
Prima di leggere questo saggio pensavo che una legge contro l'omofobia non fosse necessaria, pensavo che una legge del genere potesse soltanto denigrare, etichettare e ghettizzare ancora più la “categoria” degli omosessuali, pensavo che alla violenza non doveva essere dato un nome perché la violenza ... (continue)
- — Dec 18, 2011 | Add your feedback
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- Lo straniero (6447)
- By Albert Camus
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Finished on Dec 13, 2011





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Il regno animale
Non capisco perché la maggior parte dei commenti riguardanti questo romanzo siano negativi.Questo libro io l'ho trovato onesto,scritto egregiamente; è un ritratto vero,scomodo,reale,amaro dei nostri giorni e di una Milano dipinta per come realmente è e non per come appare in TV o sulle riviste, o pe ... (continue)
Non capisco perché la maggior parte dei commenti riguardanti questo romanzo siano negativi.Questo libro io l'ho trovato onesto,scritto egregiamente; è un ritratto vero,scomodo,reale,amaro dei nostri giorni e di una Milano dipinta per come realmente è e non per come appare in TV o sulle riviste, o per come ci si aspetta che sia. Inoltre traspare un
bagaglio culturale non indifferente dell'autore che arricchisce le pagine con la sua pienezza di aneddoti, di attualità e di sapienza. Certo, chi si aspettava un novello Baudelaire è inevitabile che ne sia rimasto deluso ma io non ci ho visto né ostentazione né saccenza in queste righe, ho percepito solo onestà, autoironia e spontaneità. Queste sono pagine in cui
la verità e il sapore amaro delle vicende raccontate dalla sensibilità di Bianconi ti attaccano alla gola e ti risvegliano la coscienza. Forse proprio questo non piace di questo libro,non
piace il fatto che ti obbliga ad aprire gli occhi e ad ammettere a te stesso che il mondo,i giorni,la realtà e la vita che viviamo è proprio così:senza speranza,priva di aspettative,di
sogni,di certezze. Dove Milano è una giungla spietata di ipocriti che ignorano la tua esistenza e che si accorgono di te solo se provi a sbarrargli la strada del successo,dove nessuno si accorge di te nemmeno se sei morto al centro di una piazza,dove bisogna sopravvivere come tutti gli esseri del regno animale,dove raramente c'è spazio per la bellezza o per la vita facile fatta solo di soldi, potere e visibilità. È un libro amaro si,come lo sono le canzoni dei Baustelle che adoro proprio perché raccontano impeccabilmente storie di disagio,di disperazione,di sopraffazione e lotta alla sopravvivenza,dove la vita è terribilmente imperfetta e dove i suoi protagonisti non sono né stelle del grande schermo né eroi ma semplici miserabili esseri umani che a loro modo provano a tenere testa all'esistenza. Io questo libro l'ho divorato in pochi giorni e l'ho amato,ho amato soprattutto le descrizioni perfette,fotografiche dei luoghi milanesi in cui si svolge gran parte del romanzo, le descrizioni di una Milano così luccicante all'apparenza ma che puzza di abbandono, di disagio, di miseria, di merda e di smog. Ho amato le descrizioni delle sue poliedriche realtà: realtà invisibili e scomode su cui è meglio non soffermarsi troppo per preservare la nostra coscienza, realtà che molto spesso ti passano accanto senza lasciarti il segno. Beh questo libro ha dato loro il giusto riscatto, ti obbliga a guardarle, a rifletterci su quelle realtà e lasciano un bel segno; forse grezzo, impreciso sì ma profondo e tangibile. Come un taglio, come una ferita che non si emargina. Bravo Francesco.
“Vivere per sempre
Ci vuole coraggio
Datti al giardinaggio dei fiori del male
E’ necessario vivere
Bisogna scrivere
All’infinito tendere.
Ricordati Baudelaire.“ Baustelle
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