“Vedere una donna: solo per un secondo, solo nel breve spazio di uno sguardo, per poi perderla di nuovo, da qualche parte, nell'oscurità di un corridoio, dietro una porta che non ho il diritto di aprire- ma vedere una donna, e sentire nello stesso istante che anche lei mi ha vista, che i suoi occ
... (continue)
“Vedere una donna: solo per un secondo, solo nel breve spazio di uno sguardo, per poi perderla di nuovo, da qualche parte, nell'oscurità di un corridoio, dietro una porta che non ho il diritto di aprire- ma vedere una donna, e sentire nello stesso istante che anche lei mi ha vista, che i suoi occhi si fissano su di me interrogativi, come se dovessimo incontrarci sulla soglia dell'ignoto, questa frontiera oscura e malinconica della coscienza... si, sentire in questo secondo che anche lei si arresta, quasi dolorosamente interrotta dal flusso dei suoi pensieri, come se i suoi nervi si contraessero, sfiorati dai miei.”
“...una donna che era entrata da pochi giorni nella mia vita, se fino a quel momento avevo solo potuto sperare, con timido desiderio, di averla vicino, se ero indietreggiata quasi sgomenta di fronte all'eccessiva attrazione che esercitava su di me, un'attrazione che si rinnovava di ora in ora dopo quel primo incontro in ascensore e si faceva largo in me in maniera devastante, e se in quel modo tutta la forza di quei giorni felici sembrava gettarsi all'improvviso su un unico obiettivo, un desiderio ancora inspiegato, ancora impossibile da formulare, ma perentorio nel più intimo dei miei sentimenti...-
I grandi scrittori riescono a fare questo: immortalare un breve istante in una perfetta, commovente, poetica scultura di parole e suoni. Annemarie Schwarzenbach era una grande scrittrice e queste quaranta pagine di romanzo lo dimostrano. Senza chissà quali architetture narrative né chissà quale struttura terminologica ma con la semplicità e il suo modo di osservare e sopratutto di “sentire” la realtà e le proprie emozioni.
Chi poi conosce la sua biografia stenta a credere che possa aver scritto le righe seguenti:
“"Le luci e i colori sono come le proiezioni di un faro: se lo si gira, scompaiono. Non piangere, non ha senso piangere. Che cosa sai dunque, quante cose di questo mondo che ami sono proiezioni di un grande faro. Tu dipendi dalla luce e dall'ombra come un cortigiano dipende dall'umore del suo signore.(...) Da qualche parte esiste una grande luce, brilla negli occhi degli esseri benevoli così come risplende in opere d'arte pure e compiute: non la puoi perdere, perché è in te come in tutti gli esseri umani.Ma non devi soffocarla con la paura e la fretta di gettarti in piccoli giochi e con la tua propensione a sfuggire, per vigliaccheria, i luoghi oscuri. La luce è molto più grande e pura: volgiti verso di essa.”
Era un'anima tormentata dal mal di vivere, una mente annebbiata dalle droghe e da ombre scure, un cuore affamato d'affetto e di stima, uno spirito sempre in guerra con la realtà che forse non le apparteneva, perchè proprio come ogni genio che si rispetti, la sua natura anticipava il suo tempo. Eppure dalla citazione che precede queste mie righe si può intravedere una luce fortissima dentro questa Grande Donna, una Luce infinita e una speranza che forse nemmeno lei sapeva di possedere. Peccato che il fato se l'abbia presa troppo precocemente, avrei tanto voluto perdermi ancora tra le sue parole e nelle sensazioni che riusciva a “fermare” in modo così delicato e sublime.
Niente da fare. E' la seconda volta che provo a leggerlo ma non riesco ad andare avanti.Persevererò con un altro tentativo, ma non ora. Perdonami Celine.
Fate vampire tornate sulla Terra pronte a succhiarci il sangue, mostri tentacolari, angeli caduti pronti a tagliarsi le ali per viverci accanto e per amarci, un baule di armi impeccabili al nostro servizio,fate buone pronte a mangiarsi i vermi per salvarci la vita,nani pornostar, amici svitati e roc
... (continue)
Fate vampire tornate sulla Terra pronte a succhiarci il sangue, mostri tentacolari, angeli caduti pronti a tagliarsi le ali per viverci accanto e per amarci, un baule di armi impeccabili al nostro servizio,fate buone pronte a mangiarsi i vermi per salvarci la vita,nani pornostar, amici svitati e rockettari sempre pronti a darci una mano: sono un vortice inarrestabile gli elementi che vi risucchieranno all'interno delle short-stories che compongono questa graphic novel. Come resistere poi ad una Morte spietata e accattivante che ha pressoché le sembianze di Megan Fox e che chissà, un giorno potrebbe rivelarsi la nostra grande amante? Soprattutto, come resistere al fascino ombroso, maledetto del Brujo e ai suoi disarmanti occhi tristi? E' la prima graphic novel che leggo eppure l'ho divorata nel giro di un'ora tanto è divertente, spiazzante, adrenalinica, piena di suspense e di ironia, unita ad una sublime poesia che è l'impronta digitale di Stefano. Le tavole sono di una bellezza unica, create da più disegnatori/artisti dai più svariati stili. A mio parere meritano una dovuta attenzione ed ammirazione i disegni di Dario Viotti poichè hanno un'espressività profonda, ipnotica con linee perfette e raffigurazioni realistiche persino nelle scene di movimento e d'azione, (in un riquadro ha creato un ritratto del Brujo il cui sguardo è un misto tra tristezza e profondità che fa venire la pelle d'oca.) I testi e le sceneggiature sono impeccabili e sono ideate tutte da Stefano Fantelli.E ci si chiede: c'è qualcosa che questo autore non riesce a fare alla perfezione? Tutto ciò che crea è bellezza, una bellezza dannata e proprio per questo irresistibile. Chissà magari il prossimo passo sarà vedere un film interamente girato da lui, (già immagino El Brujo Grand Hotel come una sorta di Sin City misto chessò ad un action movie alla Bruce Willis...che secondo me sarà onorato di provare tutto l'arsenale del Brujo:)))...),io a Fantelli lo posso solo augurare perché se lo merita. Entusiasmante!Da leggere, rileggere, regalare e diffondere! (Se avete amici nerd o amiche gotich lolita di sicuro lo apprezzeranno!:)...)
Ho incominciato a leggere questo libro attratta dal titolo, pensando fosse un romanzo sul vampirismo lesbo e invece di “blood” c'è soltanto una brutta figura a tempera rossa che viene fuori da un quadro (tra l'altro soltanto a metà storia) e di “glamour”c'è solo una lista infinita di marche super fa
... (continue)
Ho incominciato a leggere questo libro attratta dal titolo, pensando fosse un romanzo sul vampirismo lesbo e invece di “blood” c'è soltanto una brutta figura a tempera rossa che viene fuori da un quadro (tra l'altro soltanto a metà storia) e di “glamour”c'è solo una lista infinita di marche super fashion che l'autrice tiene ad elencare ogni qual volta il suo personaggio si veste (ossia mattina e sera). Per il resto è un'accozzaglia di ovvietà spacciate per grandi pensieri, luoghi comuni sulle lesbiche a gogò e una lista di vie della Milano ricca. L'amore per le donne è inesistente, il personaggio principale Asia non fa altro che scoparsi -senza timore di ferire e di tradire- qualsiasi donna incrocia, ma specifichiamo: lo fa soltanto perchè in passato è stata ferita, poverina! Quindi brutto libro, messaggi poveri, trama inesistente, poesia/intensità/profondità assenti e scrittura pessima. Non so perché ma per assurdo, l'alchimia tra bellezza, delicatezza, potenza e purezza dell'amore fra donne, sono riuscita a trovarlo soltanto nelle pagine di autori maschi come Arduino, Fantelli, Pilati e Conti che grazie alla loro sensibilità e alla loro capacità empatica ne hanno fatto dei bellissimi ritratti letterari, invece le autrici donne mi hanno sempre deluso. E' triste che un sentimento così "nostro", così raro, così speciale di cui abbiamo l'esclusiva esperienza non riusciamo a descriverlo mentre chi lo può soltanto immaginare lo sa fare così "suo" e lo sa comunicare in modo così eccellente. Forza autrici donne, imparate dai vostri colleghi maschietti!
Io sono il Brujo
Il Brujo è l'unico uomo che riesce a mettermi in crisi.
Come si fa a non resistergli???!!!
Ogni cosa è da lei illuminata
“Vedere una donna: solo per un secondo, solo nel breve spazio di uno sguardo, per poi perderla di nuovo, da qualche parte, nell'oscurità di un corridoio, dietro una porta che non ho il diritto di aprire-continue)
ma vedere una donna, e sentire nello stesso istante che anche lei mi ha vista, che i suoi occ ... (
“Vedere una donna: solo per un secondo, solo nel breve spazio di uno sguardo, per poi perderla di nuovo, da qualche parte, nell'oscurità di un corridoio, dietro una porta che non ho il diritto di aprire-
ma vedere una donna, e sentire nello stesso istante che anche lei mi ha vista, che i suoi occhi si fissano su di me interrogativi, come se dovessimo incontrarci sulla soglia dell'ignoto, questa frontiera oscura e malinconica della coscienza...
si, sentire in questo secondo che anche lei si arresta, quasi dolorosamente interrotta dal flusso dei suoi pensieri, come se i suoi nervi si contraessero, sfiorati dai miei.”
“...una donna che era entrata da pochi giorni nella mia vita, se fino a quel momento avevo solo potuto sperare, con timido desiderio, di averla vicino, se ero indietreggiata quasi sgomenta di fronte all'eccessiva attrazione che esercitava su di me, un'attrazione che si rinnovava di ora in ora dopo quel primo incontro in ascensore e si faceva largo in me in maniera devastante, e se in quel modo tutta la forza di quei giorni felici sembrava gettarsi all'improvviso su un unico obiettivo, un desiderio ancora inspiegato, ancora impossibile da formulare, ma perentorio nel più intimo dei miei sentimenti...-
I grandi scrittori riescono a fare questo: immortalare un breve istante in una perfetta, commovente, poetica scultura di parole e suoni.
Annemarie Schwarzenbach era una grande scrittrice e queste quaranta pagine di romanzo lo dimostrano.
Senza chissà quali architetture narrative né chissà quale struttura terminologica ma con la semplicità e il suo modo di osservare e sopratutto di “sentire” la realtà e le proprie emozioni.
Chi poi conosce la sua biografia stenta a credere che possa aver scritto le righe seguenti:
“"Le luci e i colori sono come le proiezioni di un faro: se lo si gira, scompaiono.
Non piangere, non ha senso piangere. Che cosa sai dunque, quante cose di questo mondo che ami sono proiezioni di un grande faro.
Tu dipendi dalla luce e dall'ombra come un cortigiano dipende dall'umore del suo signore.(...)
Da qualche parte esiste una grande luce, brilla negli occhi degli esseri benevoli così come risplende in opere d'arte pure e compiute: non la puoi perdere, perché è in te come in tutti gli esseri umani.Ma non devi soffocarla con la paura e la fretta di gettarti in piccoli giochi e con la tua propensione a sfuggire, per vigliaccheria, i luoghi oscuri.
La luce è molto più grande e pura: volgiti verso di essa.”
Era un'anima tormentata dal mal di vivere, una mente annebbiata dalle droghe e da ombre scure, un cuore affamato d'affetto e di stima, uno spirito sempre in guerra con la realtà che forse non le apparteneva, perchè proprio come ogni genio che si rispetti, la sua natura anticipava il suo tempo.
Eppure dalla citazione che precede queste mie righe si può intravedere una luce fortissima dentro questa Grande Donna, una Luce infinita e una speranza che forse nemmeno lei sapeva di possedere.
Peccato che il fato se l'abbia presa troppo precocemente, avrei tanto voluto perdermi ancora tra le sue parole e nelle sensazioni che riusciva a “fermare” in modo così delicato e sublime.
Da leggere. Assolutamente.
Viaggio al termine della notte
Niente da fare.
E' la seconda volta che provo a leggerlo ma non riesco ad andare avanti.Persevererò con un altro tentativo, ma non ora.
Perdonami Celine.
Brujo Grand Hotel
Fate vampire tornate sulla Terra pronte a succhiarci il sangue, mostri tentacolari, angeli caduti pronti a tagliarsi le ali per viverci accanto e per amarci, un baule di armi impeccabili al nostro servizio,fate buone pronte a mangiarsi i vermi per salvarci la vita,nani pornostar, amici svitati e roc ... (continue)
Fate vampire tornate sulla Terra pronte a succhiarci il sangue, mostri tentacolari, angeli caduti pronti a tagliarsi le ali per viverci accanto e per amarci, un baule di armi impeccabili al nostro servizio,fate buone pronte a mangiarsi i vermi per salvarci la vita,nani pornostar, amici svitati e rockettari sempre pronti a darci una mano: sono un vortice inarrestabile gli elementi che vi risucchieranno all'interno delle short-stories che compongono questa graphic novel.
Come resistere poi ad una Morte spietata e accattivante che ha pressoché le sembianze di Megan Fox e che chissà, un giorno potrebbe rivelarsi la nostra grande amante?
Soprattutto, come resistere al fascino ombroso, maledetto del Brujo e ai suoi disarmanti occhi tristi?
E' la prima graphic novel che leggo eppure l'ho divorata nel giro di un'ora tanto è divertente, spiazzante, adrenalinica, piena di suspense e di ironia, unita ad una sublime poesia che è l'impronta digitale di Stefano.
Le tavole sono di una bellezza unica, create da più disegnatori/artisti dai più svariati stili.
A mio parere meritano una dovuta attenzione ed ammirazione i disegni di Dario Viotti poichè hanno un'espressività profonda, ipnotica con linee perfette e raffigurazioni realistiche persino nelle scene di movimento e d'azione, (in un riquadro ha creato un ritratto del Brujo il cui sguardo è un misto tra tristezza e profondità che fa venire la pelle d'oca.)
I testi e le sceneggiature sono impeccabili e sono ideate tutte da Stefano Fantelli.E ci si chiede: c'è qualcosa che questo autore non riesce a fare alla perfezione?
Tutto ciò che crea è bellezza, una bellezza dannata e proprio per questo irresistibile.
Chissà magari il prossimo passo sarà vedere un film interamente girato da lui, (già immagino El Brujo Grand Hotel come una sorta di Sin City misto chessò ad un action movie alla Bruce
Willis...che secondo me sarà onorato di provare tutto l'arsenale del Brujo:)))...),io a Fantelli lo posso solo augurare perché se lo merita.
Entusiasmante!Da leggere, rileggere, regalare e diffondere!
(Se avete amici nerd o amiche gotich lolita di sicuro lo apprezzeranno!:)...)
Blood Glamour
Ho incominciato a leggere questo libro attratta dal titolo, pensando fosse un romanzo sul vampirismo lesbo e invece di “blood” c'è soltanto una brutta figura a tempera rossa che viene fuori da un quadro (tra l'altro soltanto a metà storia) e di “glamour”c'è solo una lista infinita di marche super fa ... (continue)
Ho incominciato a leggere questo libro attratta dal titolo, pensando fosse un romanzo sul vampirismo lesbo e invece di “blood” c'è soltanto una brutta figura a tempera rossa che viene fuori da un quadro (tra l'altro soltanto a metà storia) e di “glamour”c'è solo una lista infinita di marche super fashion che l'autrice tiene ad elencare ogni qual volta il suo personaggio si veste (ossia mattina e sera).
Per il resto è un'accozzaglia di ovvietà spacciate per grandi pensieri, luoghi comuni sulle lesbiche a gogò e una lista di vie della Milano ricca.
L'amore per le donne è inesistente, il personaggio principale Asia non fa altro che scoparsi -senza timore di ferire e di tradire- qualsiasi donna incrocia, ma specifichiamo: lo fa soltanto perchè in passato è stata ferita, poverina!
Quindi brutto libro, messaggi poveri, trama inesistente, poesia/intensità/profondità assenti e scrittura pessima.
Non so perché ma per assurdo, l'alchimia tra bellezza, delicatezza, potenza e purezza dell'amore fra donne, sono riuscita a trovarlo soltanto nelle pagine di autori maschi come Arduino, Fantelli, Pilati e Conti che grazie alla loro sensibilità e alla loro capacità empatica ne hanno fatto dei bellissimi ritratti letterari, invece le autrici donne mi hanno sempre deluso.
E' triste che un sentimento così "nostro", così raro, così speciale di cui abbiamo l'esclusiva esperienza non riusciamo a descriverlo mentre chi lo può soltanto immaginare lo sa fare così "suo" e lo sa comunicare in modo così eccellente.
Forza autrici donne, imparate dai vostri colleghi maschietti!